Alfonso Maruccia

Facebook, stop ai cookie traccianti. In attesa della Timeline

Il social network modifica con discrezione i dati archiviati nei computer degli utenti. Ma il futuro potrebbe riservare sorprese anche maggiori

Roma - Dopo aver risposto alle accuse di tracciamento perenne (tramite cookie permanenti) con la paternale del volerlo fare "per il bene" dei suoi utenti, Facebook ha ora cambiato parzialmente rotta mettendo mano al codice e modificando il comportamento dei suddetti cookie. Che ora almeno non permetto di identificare univocamente l'utente.

Spiega il cambio di rotta - non annunciato - di Facebook Nik Cubrilovic, lo stesso smanettone autoproclamatosi "hacker" che aveva scoperto il tracciamento continuo degli utenti non loggati: dei sette cookie attualmente mantenuti nella cache del browser (i cookie permanenti datr, lu, p, L, act e i cookie di sessione a_user e a_xs), il social network ha ora fatto in modo di cancellare quello di sessione deputato a tenere traccia dell'ID utente (a_user).

Il fatto che a_user non venisse in precedenza eliminato una volta chiusa la sessione era un baco di programmazione, spiega Facebook, e ora che il bug è stato risolto l'identificazione univoca dell'utente non loggato non sarà più accessibile ai tecnici del sito in blu.
Commenta positivamente la modifica del sistema di cookie anche Cubrilovic, che sottolinea come gli ingegneri di Facebook abbiano in sostanza "modificato quanto potevano in merito alla questione del logout". Restano in campo, comunque, tutte le modifiche annunciate alla appena conclusasi conferenza F8 e che si possono riassumere con l'introduzione della nuova Timeline in luogo delle bacheche utente attuali.

Con il varo di questa nuova modalità di condivisione, saranno moltissime le applicazioni in grado di aggiornare silentemente e automaticamente le informazioni condivise dagli utenti sul proprio profilo. Comprendere la portata di questi cambiamenti sarà fondamentale per usarle consapevolmente, e per questo già fioccano le guide per "difendersi" dalla condivisione eccessiva dei propri gusti, preferenze, letture.

Alfonso Maruccia
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