Mauro Vecchio

Copyright, scure olandese su Usenet

Una corte di Amsterdam ha obbligato il provider Usenet NSE a rimuovere entro un mese tutti i contenuti che violano il diritto d'autore. Un compito arduo, data la mole di messaggi presenti sui server

Roma - L'offensiva legale era partita due anni fa, con i vertici di BREIN - organizzazione antipirateria olandese - a puntare il dito contro il provider Usenet NewsService.com (NSE). Una corte di Amsterdam ha ora dato ragione ai rappresentanti dell'industria, condannando NSE per aver facilitato la violazione ripetuta del copyright sui suoi server.

Il provider dovrà ora procedere all'eliminazione di tutti i file illeciti entro un mese, pena il pagamento di 50mila euro per ciascun giorno trascorso in violazione dell'ordinanza. Secondo il giudice di Amsterdam, le singole rimozioni dei contenuti - in base alla procedura nota come notice and takedown - non basterebbero a tutelare i detentori dei diritti.

Visibilmente alterato il CEO di NSE Patrick Schreurs, che ha sottolineato come sia tecnicamente impossibile controllare tutti i messaggi scambiati. Si parla di 15/20 milioni al giorno. I responsabili del provider dovrebbero inoltre verificare se la distribuzione di un determinato contenuto sia o meno lecita, per evitare il rischio di eliminare contenuti autorizzati.
Non è ancora chiaro se NSE vorrà ricorrere in appello. Il giudice olandese ha ignorato le posizioni della difesa, circa le attività di semplice trasmissione dei messaggi da parte di un soggetto neutrale come NSE. L'ordinanza potrebbe ora portare al collasso economico della piattaforma Usenet, con il rischio di estendersi anche a servizi di file hosting come Megaupload.

Mauro Vecchio
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34 Commenti alla Notizia Copyright, scure olandese su Usenet
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  • ma se dovessero chiudere il servizio si può chiedere i danni al ministero di giustizia per provvedimento abnorme che limita i miei diritti a fruire della libera circolazione di idee?
    non+autenticato
  • ma come si fa a sapere se qualcosa viola un diritto d'autore?

    cioè a sto punto anche alle case cinematografiche diamo 50000 euro di multa al giorno finchè non rimuoveranno dai loro film o dischi ogni riferimento ad opere protette

    quali?

    non è dato sapere, perchè l'importante è che tu le tolga.... intanto paga...

    che ragionamento del ....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ghostdog
    > ma come si fa a sapere se qualcosa viola un
    > diritto
    > d'autore?
    Sembra una domanda ingenua e retorica, invece in realta', in generale, E' ASSAI DIFFICILE sapere CON CERTEZZA se qualcosa viola un qualche diritto d'autore... in italia, A SPANNE, si prende come regola "70 anni dopo la morte di tutti gli autori" (e gia' bisogna sapere chi sono gli autori e quando sono nati), ma ci sono molti distinguo.
    E non e' detto che un determinato modo di fruizione, di materiale palesemente ancora protetto (un film uscito al cinema 6mesi fa), violi i diritti di distribuzione.
    E ovviamente non esiste solo il diritto d'autore italiano.
    non+autenticato
  • Questi patetici rottami del passato, con il cervello fermo al grammofono, vorrebbero fermar il mondo per poter continuare a lucrare sulla Conoscenza.

    Si ostinano a non volersi rendere conto che ormai hanno già perso la guerra da anni, il Progresso Umano non si fermerà per il loro lurido lucro .

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • Io spero che sia il progresso a fermare loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > Questi patetici rottami del passato, con il
    > cervello fermo al grammofono, vorrebbero fermar
    > il mondo per poter continuare a lucrare sulla
    > Conoscenza.

    Ma da quando in qua major e company producono 'conoscenza'. O mi vuoi dire che nutri il tuo cervello(?) a gratis su prodotti di codesta gentaglia?

    > Si ostinano a non volersi rendere conto che ormai
    > hanno già perso la guerra da anni, il Progresso
    > Umano non si fermerà per il loro
    > lurido lucro


    Finche c'è richiesta di tale cialtrame ... cialtrame a pagamento di rifiliano e gli utonti paganao e fessi i 'portoghesi' sono che si vantano pure di esserlo.

    > ABOLIRE IL COPYRIGHT

    è bene che ci sia per spennare gli 'utonti' che pensano che sia 'conoscenza o cultura' cio' che producono major e etichette discografiche.

    Non serve abolire il copyright ... basta non comprare o non fruire.

    Perche se fruisci vuol dire che ti vuoi nutrire di tale monnezza.
    Spero non sia il tuo caso ... altrimenti ti direi:
    te l'avevo detto di non mangiare la TV, Mpeg, mp3 e compagnia?
    Hai voluto farlo anche gratis o a scrocco (te se proprio mona, come taiarse le bale par far an dispeto ala femena)?
    Peggio per te se ora non faveli.
    non+autenticato
  • > Non serve abolire il copyright ... basta non
    > comprare o non fruire.

    Ancora con 'sta balla?

    Fuma roba più leggera, grazie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Non serve abolire il copyright ... basta non
    > > comprare o non fruire.
    >
    > Ancora con 'sta balla?
    >
    > Fuma roba più leggera, grazie.

    e daie ... ricorda che ti do i soldi perchè lo voglio, se non mi serve o non vale il prezzo ... non lo compro.

    E' da millenni che l'economia va avanti cosi'
    La solita eterna legge della domanda e dell'offerta.
    non+autenticato
  • > e daie ... ricorda che ti do i soldi perchè lo
    > voglio, se non mi serve o non vale il prezzo ...
    > non lo
    > compro.

    Non lo compro nemmeno se so che è disponibile altrove gratis.

    >
    > E' da millenni che l'economia va avanti cosi'
    > La solita eterna legge della domanda e
    > dell'offerta.

    Se sai questo dovresti anche sapere cosa succede quando l'offerta diventa infinita.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > e daie ... ricorda che ti do i soldi perchè
    > lo
    > > voglio, se non mi serve o non vale il prezzo
    > ...
    > > non lo
    > > compro.
    >
    > Non lo compro nemmeno se so che è disponibile
    > altrove gratis.

    Purtroppo per la maggioranza la parola 'gratis' o 'averlo gratis' e come il miele per le api. Peccato che poi scoprono che era pieno di DDT ... ma è troppo tardi.

    ... noto con piacre che il tuo pensiero è elevato. (non è una presa per il sedere, NDR)

    > >
    > > E' da millenni che l'economia va avanti cosi'
    > > La solita eterna legge della domanda e
    > > dell'offerta.
    >
    > Se sai questo dovresti anche sapere cosa succede
    > quando l'offerta diventa infinita.

    non vedo l'ora che arrivi quel momento.

    Occhiolino)
    non+autenticato
  • - Scritto da: calsdn
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > e daie ... ricorda che ti do i soldi
    > perchè
    > > lo
    > > > voglio, se non mi serve o non vale il
    > prezzo
    > > ...
    > > > non lo
    > > > compro.
    > >
    > > Non lo compro nemmeno se so che è disponibile
    > > altrove gratis.
    >
    > Purtroppo per la maggioranza la parola 'gratis' o
    > 'averlo gratis' e come il miele per le api.
    > Peccato che poi scoprono che era pieno di DDT ...
    > ma è troppo
    > tardi.
    >
    > ... noto con piacre che il tuo pensiero è
    > elevato. (non è una presa per il sedere,
    > NDR)

    Se lo pensi davvero, proviamo a venire al punto: facciamo un esempio pratico: un film, o un brano mp3, scaricato gratis (immagino tu ti riferisca a questo, parlando di miele).

    Dove sarebbe il DDT?



    > > Se sai questo dovresti anche sapere cosa
    > succede
    > > quando l'offerta diventa infinita.
    >
    > non vedo l'ora che arrivi quel momento.

    Io invece vedo che quel momento è già arrivato.

    Prendi un qualunque film o una qualunque canzone: puoi scaricarla gratis abbastanza facilmente.
    Perciò, esiste ancora la possibilità di venderla? La compreresti ancora?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Dove sarebbe il DDT?

    Francamente non comprendo la tua domanda, dopo aver letto l'articolo : se non vedi il DDT la cosa è un pò grave.

    Mi spiego meglio (giusto per evitare le solite risposte tipo "eh ma allora non hai capito blablabla"): "voi" (tu) pensate che "tutto sia gratis" mentre altri (le major) pensano che "tutto sia a pagamento".
    Ora, esiste una "via di mezzo" fra queste due posizioni: secondo altri (me ad esempio) "le cose che produco io, se voglio distribuirle in rete gratuitamente sono gratis mentre quelle che producono altri, se non vogliono distribuirle gratuitamente, non lo sono ", questo indipendentemente dal fatto che tu o chi per te riesca a crackarle ed a distribuirle in rete ugualmente gratis, dato che c'è anche chi sfonda una vetrina e si porta via i DVD "gratis"... ma si chiama reato.

    Credo che fosse quest'ultima parte quella a cui accennava calsdn parlando di "DDT": alla fine, chi produce (o porta sul mercato) questi contenuti, siccome non campa d'aria (nè gli artisti nè le major della distribuzione), generalmente decide di non distribuire gratis... e se qualcuno tende a "rendere gratis" il frutto del loro sudore (lol) prendono anche contromisure.
    Poi possiamo parlare ed argomentare all'infinito, volendo, sul "reale valore" del loro lavoro, del loro apporto e del valore prodotto, non cambia comunque nulla: visto che loro operano in un'economia di mercato (e noi anche) è davvero il caso di far lavorare le leggi di mercato, non comprando E non fruendo dei contenuti. Solo in questo modo capiranno che, forse, è il caso di calare i costi del prodotto (che, anche secondo me, per la maggior parte sono stra-gonfiati).
    Finchè continueremo (continuere te ) a fruire , pagando o meno, questi continueranno a vedere che la domanda c'è e si sentiranno autorizzati ad associare un prezzo alla cosa visto che, anche a ragione, loro rappresentano l'offerta (legale).

    Non sei d'accordo con quello che offrono? non comprare _E_ non fruire (nemmeno in modi "alternativi")
    Io, se non sono d'accordo con i prezzi della FIAT, non mi metto a rubare la Panda sfondando le vetrine (poi ok, di certo qui salterà fuori il solito giuggiolone a ricordare che "scaricare non equivale a rubare in quanto non gli porti via l'originale ma una copia blablabla yaddayadda" ma, eticamente e filosoficamente, è lo stesso: stai fruendo di un contenuto non creato da te e non messo in rete gratuitamente con il consenso di chi l'ha creato: provate, per una volta, a mettervi nei panni anche degli altri e non solo nei vostri).
    883
  • > Mi spiego meglio (giusto per evitare le solite
    > risposte tipo "eh ma allora non hai capito
    > blablabla"): "voi" (tu) pensate che "tutto sia
    > gratis" mentre altri (le major) pensano che
    > "tutto sia a
    > pagamento".
    > Ora, esiste una "via di mezzo" fra queste due
    > posizioni: secondo altri (me ad esempio) "le cose
    > che produco io, se voglio distribuirle in rete
    > gratuitamente sono gratis
    > mentre quelle che producono altri, se
    > non
    vogliono distribuirle
    > gratuitamente, non lo sono
    > ", questo indipendentemente dal fatto che tu o
    > chi per te riesca a crackarle ed a distribuirle
    > in rete ugualmente gratis, dato che c'è anche chi
    > sfonda una vetrina e si porta via i DVD
    > "gratis"... ma si chiama
    > reato.


    Infatti: se tu (o chiunque altro) non vuoi distribuire gratis una cosa che ti appartiene, nessuno ti costringe. Mettiamo che tu abbia scritto un libro, o realizzato un film, e che l'unica copia sia sul tuo hard disk: nessuno accederà al tuo computer per scaricarla. E se qualcuno ci prova, sono d'accordissimo che debba essere punito.


    La questione, però, è un'altra: una cosa ti appartiene solo se non la vendi. Se la vendi, poi non ti appartiene più. Se io produco un pentolone di minestra, ad esempio, nessuno ha il diritto di venire a mangiare da tale pentolone. Ma se te lo vendo, il pentolone non è più mio, è tuo: e tu puoi farne quello che vuoi: se decidi di usarlo per sfamare mezza città, è una tua scelta, io non c'entro più, e non posso impedirlo.

    Allo stesso modo, se io ti vendo un cd con una mia opera, quel cd è tuo, e tu puoi farne cosa vuoi: se lo condividi con mezzo mondo, io non c'entro più. Non me l'hai rubato.... come non mi hai rubato il pentolone di minestra.


    >
    > Credo che fosse quest'ultima parte quella a cui
    > accennava calsdn parlando di "DDT": alla fine,
    > chi produce (o porta sul mercato) questi
    > contenuti, siccome non campa d'aria (nè gli
    > artisti nè le major della distribuzione),
    > generalmente decide di non distribuire gratis...
    > e se qualcuno tende a "rendere gratis" il frutto
    > del loro sudore (lol) prendono anche
    > contromisure.

    Questo non è possibile: infatti, tutte le contromisure prese si sono rivelate completamente inefficaci (DRM che sono stati craccati subito, misure come hadopi che hanno alla fine fatto tagliare la linea a qualche decina di persone e basta)

    > Poi possiamo parlare ed argomentare all'infinito,
    > volendo, sul "reale valore" del loro lavoro, del
    > loro apporto e del valore prodotto, non cambia
    > comunque nulla: visto che loro operano in
    > un'economia di mercato (e noi anche) è davvero il
    > caso di far lavorare le leggi di mercato

    Qui sta il tuo errore: le leggi di mercato valide per i beni materiali non sono applicabili ai files.


    >, non
    > comprando E non fruendo dei contenuti. Solo in
    > questo modo capiranno che, forse, è il caso di
    > calare i costi del prodotto (che, anche secondo
    > me, per la maggior parte sono
    > stra-gonfiati).

    Che bisogno c'è di far calare i costi? Scaricando, i costi sono già a zero.

    > Finchè continueremo (continuere te
    >
    ) a fruire ,
    > pagando o meno, questi continueranno a vedere che
    > la domanda c'è e si
    > sentiranno autorizzati ad associare un
    > prezzo
    alla cosa visto che, anche a
    > ragione, loro rappresentano l'offerta
    > (legale).

    Scusa, ma se tu scarichi un file gratis, ti cambia qualcosa se il prezzo per chi lo compra è 10 o 10000?



    >
    > Non sei d'accordo con quello che offrono?

    Chiediti piuttosto: cosa offrono? Offrono il file... o offrono una licenza?


    > non comprare _E_ non fruire
    > (nemmeno in modi
    > "alternativi")

    Vedi sopra: dipende da cosa offrono.

    > stai fruendo di un contenuto non creato da te e
    > non messo in rete gratuitamente con il consenso
    > di chi l'ha creato:

    Ma è stato messo in rete gratuitamente con il consenso di chi l'ha comprato. E se l'ha comprato, il proprietario è lui, non chi l'ha creato.

    > provate, per una volta, a
    > mettervi nei panni anche degli altri e non solo
    > nei
    > vostri).

    Per tua informazione, io ho scritto e distribuito programmi; e li ho messi con licenze libere.
    non+autenticato
  • Alcune parti le ho tolte, veniva troppo lungo ...

    - Scritto da: uno qualsiasi
    > La questione, però, è un'altra: una cosa ti
    > appartiene solo se non la vendi. Se la vendi, poi
    > non ti appartiene più.

    e fin qui non ci piove.

    > Se io produco un pentolone
    > di minestra, ad esempio, nessuno ha il diritto di
    > venire a mangiare da tale pentolone. Ma se te lo
    > vendo, il pentolone non è più mio, è tuo: e tu
    > puoi farne quello che vuoi: se decidi di usarlo
    > per sfamare mezza città, è una tua scelta, io non
    > c'entro più, e non posso impedirlo.

    e anche qua ci siamo al 100%.

    > Allo stesso modo, se io ti vendo un cd con una
    > mia opera, quel cd è tuo, e tu puoi farne cosa
    > vuoi: se lo condividi con mezzo mondo, io non
    > c'entro più. Non me l'hai rubato.... come non mi
    > hai rubato il pentolone di minestra.

    e questo perché quando gli hai 'venduto' il cd (il supporto) non gli hai dato limiti.

    Ma se quando ti vendo il supporto l'accordo è che solo TU fruisca del suo contenuto, la cosa cambia. Moralmente parlando hai violato i patti per la fruizione del suo contenuto se lo condividi con mezzo mondo. La tua parola ed integrità morale è venuta meno, hai deliberatamente violato un patto.

    Ora potresti non essere d'accorso con questo patto (o che possa esistere) che è di tipo unilaterale (però l'opera è sua). Nessun problema non compri e non fruisci (scaricando) della sua opera. In questo modo il patto è rispettato.

    Se pero dici 'tanto si trova comunque in rete' ... hai sempre violato i patti di chi a reso disponibile il suo lavoro a certe condizioni.

    > Qui sta il tuo errore: le leggi di mercato valide
    > per i beni materiali non sono applicabili ai
    > files.

    Solo perché la tecnologia ti permette di aggirare i 'patti'? Ma dove sta allora l'integrita morale? Solo quando fa comodo?

    > >, non
    > > comprando E non fruendo dei contenuti. Solo
    > in
    > > questo modo capiranno che, forse, è il caso
    > di
    > > calare i costi del prodotto (che, anche
    > secondo
    > > me, per la maggior parte sono
    > > stra-gonfiati).
    >
    > Che bisogno c'è di far calare i costi?
    > Scaricando, i costi sono già a zero.

    Ma i 'patti' sono sempre violati.

    > >
    > > Non sei d'accordo con quello che offrono?
    >
    > Chiediti piuttosto: cosa offrono? Offrono il
    > file... o offrono una licenza?

    Dopo tutto questo tempo ti domandi ancora cosa offrono?
    Offrono, in soldoni, una licenza di 'ascolto privato'.

    > Ma è stato messo in rete gratuitamente con il
    > consenso di chi l'ha comprato. E se l'ha
    > comprato, il proprietario è lui, non chi l'ha
    > creato.

    Ha comprato il supporto e una licenza di ascolto privato.
    Il resto è pura filosofia che vorrebbe far passare per giusto e onesto un comportamento che viola un patto.

    > Per tua informazione, io ho scritto e distribuito
    > programmi; e li ho messi con licenze libere.

    Vedi, tu autore, hai reso disponibili i tuoi programmi con licenza libera. Ti è piaciuto farlo e lo hai fatto. Chi vede il tuo lavoro lo potrà scaricare o pure non lo farà se non lo reputa 'utile' o piacevole (soggettivamente parlando).

    Altri invece hanno reso disponibili i loro lavori in maniera più restrittiva. Però la loro opera ti piace, ma non ti piace la licenza ... sii onesto fin in fondo: non scaricare nemmeno il loro lavoro (in maniera difforme dal loro volere) dalla 'rete' solo perche la tecnologia lo permette.

    Il fatto che lo fanno tutti non rende la cosa lecita.
    non+autenticato
  • Alcuni gruppi alt.binaries dedicati agli mp3 sono completamente vuoti sul provider Astraweb, mi domando se aveva qualcosa a che fare con questa vicenda....
    non+autenticato