Claudio Tamburrino

Tecnocontrollo, l'inventore del GPS chiede il mandato

Roger Easton si schiera con EFF per chiedere alla Corte Suprema l'obbligo di mandato per tracciare a mezzo GPS agli spostamenti di un sospettato. Questione di privacy

Roma - Roger L. Easton, considerato colui che ha fornito il principale apporto nell'invenzione del Global Positioning System (GPS) è intervenuto per chiedere alle autorità statunitensi di non permettere l'utilizzo senza autorizzazione giudiziaria del GPS da parte delle forze dell'ordine per il tracciamento degli spostamenti dei sospettati.

Easton è intervenuto nel caso United States v. Jones in esame presso la Corte Suprema e relativo a tracciatori GPS posizionati dall'FBI sulle vetture dei sospettati.

In questo processo, tra gli altri, sono intervenuti Center for Democracy & Technology e Electronic Frontier Foundation per sottolineare come il controllo costante e non autorizzato dall'autorità giudiziaria attraverso le nuove tecnologie violerebbe il Quarto Emendamento che difende i cittadini dalle perquisizioni e dai sequestri senza ragione, e accanto ad essi si è schierato l'inventore.
Il dibattito sul tracciamento e, in generale, sulla tutela dei diritti dei cittadini anche con le nuove tecnologie, d'altronde, è una questione di particolare rilevanza del dibattito politico-legale statunitense e riguarda diversi casi.

Da ultimo si è espresso sulla materia il giudice distrettuale Nicholas Garaufis: in una sentenza ha stabilito che FBI e forze dell'ordine hanno bisogno di un mandato emesso dall'autorità giudiziaria per accedere ai dati di geolocalizzazione su rete cellulare del dispositivo di un utente, e ha altresì colto l'occasione per chiedere al legislatore di prevedere come applicare le garanzie del Quarto Emendamento alle possibilità di indagine aperte dalle nuove tecnologie.

Claudio Tamburrino
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