Mauro Vecchio

Buongiorno Vitaminic perde il secondo round

Confermata la condanna per i due dirigenti di Buongiorno accusati di trattamento illecito di dati personali: nove mesi di reclusione per newsletter indesiderate. Ora si andrà in Cassazione

Roma - Era la metà dello scorso dicembre quando il Tribunale di Milano condannava a nove mesi di reclusione Andrea Casalini e Carlo Giuseppe Frigato, rispettivamente amministratore delegato e direttore finanziario di Buongiorno Vitaminic. Accusati dal gestore di Clever Gianluca Costamagna, i due dirigenti erano stati condannati per trattamento illecito di dati personali.

Una corte d'appello del capoluogo lombardo ha ora confermato in secondo grado quella stessa sentenza. Costamagna aveva accusato i due dirigenti di Buongiorno di aver inviato a circa 180mila utenti della lista Fuorissimo - sito di barzellette gestito da Clever - messaggi promozionali non richiesti.

La vicenda è ormai nota. Costamagna aveva stipulato - era il 2001 - un contratto per la gestione di un database della newsletter Fuorissimo Day. Buongiorno Vitaminic era stata successivamente accusata di aver continuato ad inviare "altre newsletter" al 39 per cento degli iscritti alla lista. Missive contenenti pubblicità sui nuovi servizi della stessa Buongiorno.
Soddisfazione da parte degli avvocati di Costamagna Alessia Sorgato e Marco Cuniberti, che hanno sottolineato come "i giudici d'appello hanno nuovamente riscontrato la commissione del reato di trattamento illecito dei dati personali di centinaia di migliaia di titolari di indirizzi di posta elettronica". "Gli avvocati - precisano in una nota - annunciano che, vista la conferma della condanna al risarcimento dei gravissimi danni, potranno ora agire anche in sede civile, visto che gli imputati, benché sovrintendano ad una grande multinazionale quotata in borsa, non hanno mai proposto alcuna offerta risarcitoria".

I vertici di Buongiorno hanno nel frattempo annunciato il ricorso in Cassazione, dal momento che ritengono che "la società e i suoi manager abbiano sempre agito nel pieno rispetto della legge, anche quando hanno deciso di esercitare, legittimamente, il diritto di risoluzione del contratto con Clever, atto peraltro mai impugnato avanti al competente giudice civile da quest'ultima". "Buongiorno S.p.A. - si legge in una nota emessa dalla stessa Buongiorno - sottolinea altresì come l'impatto economico della vicenda, fosse, già all'epoca dei fatti, assolutamente trascurabile in valore assoluto e del tutto insignificante nell'ambito delle complessive attività di Buongiorno".

Mauro Vecchio
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