Claudio Tamburrino

Google Plus e una critica inaspettata

Uno dei suoi ingegneri lava i panni sporchi in pubblico: potrebbe essere un'osservazione costruttiva per la piattaforma e per ridargli spinta

Roma - Un ingegnere software di Google ha per sbaglio condiviso una dissertazione da 4.578 parole sui fallimenti della sua azienda: con pensieri particolarmente critici nei confronti di Google+, l'ultimo tentativo in ordine di tempo di esordire nel settore dei social network da parte di Mountain View.

Steve Yegge si era sfogato con un lungo scritto destinato ad una cerchia interna a Mountain View, ma per uno sbaglio attribuito - ironia della sorte - alla sua non esperienza con Google Plus, l'ha divulgato pubblicamente: "Google+ - scrive proprio sul social network - è il primo esempio del nostro completo fallimento nel capire le piattaforme dal più alto livello (ciao ciao Larry, Sergey, Eric e Vic) fino al più basso (ciao a te)". La "regola d'oro", spiega quindi, è quella di affidarsi al proprio "mangime", mentre Google+ non sarebbe altro che un "ripensamento patetico" e "una reazione istintiva" al successo di Facebook.

Secondo Yegge, che cerca di fare un ragionamento su cosa manca al prodotto a cui sta lavorando, invece, Facebook ha successo non tanto perché ha un grande prodotto, quanto perché ha creato un'intera costellazione di prodotti lasciando fare il lavoro agli altri: il rilascio delle proprie API sarebbe il fattore di successo che manca a Google che ha esordito con il suo plus senza rilasciarne delle proprie o comunque con una prospettiva inversa, cioè reagendo alle necessità espresse dalla comunità, invece di lasciar nascere le soluzioni insieme alle domande direttamente dalla community.
Sempre con lo stesso metodo, d'altronde, Mountain View si è mossa ora per aggiungere le ultime novità introdotte a Google Plus: la possibilità di contrassegnare post con hashtag sul modello Twitter e quella di effettuare ricerche di messaggi aggiornate in tempo reale. Google, insomma, starebbe provando a rilanciare il suo servizio che dopo l'interesse creato prima del lancio ufficiale ha subito una flessione di pubblico e di utilizzo: ma come ha notato Yegge ancora non si riesce a creare una community attiva, cercando piuttosto di capire e risolvere tutto da sé.

Claudio Tamburrino
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23 Commenti alla Notizia Google Plus e una critica inaspettata
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  • "il rilascio delle proprie API sarebbe il fattore di successo che manca a Google che ha esordito con il suo plus senza rilasciarne delle proprie o comunque con una prospettiva inversa, cioè reagendo alle necessità espresse dalla comunità, invece di lasciar nascere le soluzioni insieme alle domande direttamente dalla community."

    Nulla di più sbagliato, facebook ha avuto la fortuna di creare il PRIMO social network SERIO in circolazione (per cortesia non parliamo di netlog o myspace) e quello che Google secondo me non riesce a capire è che allo stato attuale devono dare delle motivazioni valide per convincere le persone ad utilizzare google+, invece di ricopiare tutte le funzioni di facebook e rinominarle.

    Devono innanzitutto capire che non stanno combattendo con un social network di basso livello come netlog, ma con uno che ha un utenza pari alla popolazione MONDIALE (più o meno).

    Aggiungo, inoltre, che da un punto di vista tecnico, google tende ad "abbellire" le proprie applicazioni con animazioni e richieste asincrone javascript troppo invasive, non sapendo che l'utente medio se ne sbatte altamente.

    Non capisco proprio cosa ha Google da lamentarsi, si aspettava davvero che creando un social network simil-facebook e mettendo un logo tutte le persone si trasferissero sulla loro piattaforma ?

    Concludo dicendo che preferisco di gran lunga google+, ma se mi si chiede una motivazione di questa preferenza non so dare risposta, non ce ne sono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cristian Giustini
    > Non capisco proprio cosa ha Google da lamentarsi,
    > si aspettava davvero che creando un social
    > network simil-facebook e mettendo un logo tutte
    > le persone si trasferissero sulla loro
    > piattaforma ?

    Non è Google che si lamenta, ma un importante dipendente a livello interno. Le API hanno sì una loro rilevanza ed è una ragione pragmatica su cui devono lavorare, mentre dire PRIMO SOCIAL NETWORK SERIO vuol dire tutto e niente.
    E' come dire BISOGNA FARLO PIÙ BELLO! e grazie tante Occhiolino
    >
    >
    > Concludo dicendo che preferisco di gran lunga
    > google+, ma se mi si chiede una motivazione di
    > questa preferenza non so dare risposta, non ce ne
    > sono.

    Prima dici che è solo un simil-facebook col logo di Google e poi non sai spiegare perché ti piaccia di più. È una contraddizione.
    Per me Google+ piace di più a chi stava già usando gli altri servizi Google che ora si trova anche dentro Google+, semplicemente sono servizi che già conosce e che ama vedere integrati.
    non+autenticato
  • fare G+ opensource così avrebbe avuto lo stesso successo di Android!A bocca aperta
    MeX
    16896
  • Non hai capito nulla, come al solito.
    non+autenticato
  • Android non è open source... Informati prima di parlare.... Solo il kernel e poche altre cose sono open source... È open tutto ciò che non si può chiudere! Google ha fatto tanto bel viso ma alla fine si è comportata come apple con osx...
    non+autenticato
  • Io credo che, come al solito, soprattutto ultimamente, si guardi troppo a "cosa fa il primo che arriva".

    Facebook fa in un modo, ha delle regole e dei modi per operare. Google+ ne ha degli altri.
    io su G+ mi trovo 2000 volte meglio perchè faccio tutto senza impazzire e perchè quello che posto RIMANE DI MIA PROPRIETA'.

    E, ad ogni modo: senza i bimbiminkia (di tutte le età) si sta molto bene (e anche quando arriveranno con molta disinvoltura non verranno calcolati perchè sparati in una bella cerchia dimenticatoio, oppure bloccati).
    non+autenticato
  • > E, ad ogni modo: senza i bimbiminkia (di tutte le
    > età) si sta molto bene (e anche quando
    > arriveranno con molta disinvoltura non verranno
    > calcolati perchè sparati in una bella cerchia
    > dimenticatoio, oppure
    > bloccati).

    E S A T T O.

    +1.
    non+autenticato
  • Amen fratello!

    - Scritto da: hermanhesse
    > Io credo che, come al solito, soprattutto
    > ultimamente, si guardi troppo a "cosa fa il primo
    > che
    > arriva".
    >
    > Facebook fa in un modo, ha delle regole e dei
    > modi per operare. Google+ ne ha degli
    > altri.
    > io su G+ mi trovo 2000 volte meglio perchè faccio
    > tutto senza impazzire e perchè quello che posto
    > RIMANE DI MIA
    > PROPRIETA'.
    >
    > E, ad ogni modo: senza i bimbiminkia (di tutte le
    > età) si sta molto bene (e anche quando
    > arriveranno con molta disinvoltura non verranno
    > calcolati perchè sparati in una bella cerchia
    > dimenticatoio, oppure
    > bloccati).
    non+autenticato
  • Concordo in pieno!
    non+autenticato
  • Ciao,

    buona sintesi, peccato non abbiate speso qualche secondo in più sulla traduzione di:

    "The Golden Rule of platforms is that you Eat Your Own Dogfood."

    e abbiate tradotto con una frase sgrammaticata e priva di significato quale:

    " La "regola d'oro", spiega quindi, è quella di affidarsi al proprio "mangime""

    quando il significato è

    "La regola d'oro è che un'azienda debba quantomeno usare i propri prodotti" (e la critica principale verte proprio su questo, cosa che si perde nella vostra traduzione)

    Wikipedia docet: http://en.wikipedia.org/wiki/Eating_your_own_dog_f...

    CiaoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Massarotto
    > Ciao,
    >
    > buona sintesi, peccato non abbiate speso qualche
    > secondo in più sulla traduzione di:
    >
    >
    > "The Golden Rule of platforms is that you Eat
    > Your Own
    > Dogfood."
    >
    > e abbiate tradotto con una frase sgrammaticata e
    > priva di significato
    > quale:
    >
    > " La "regola d'oro", spiega quindi, è quella di
    > affidarsi al proprio
    > "mangime""
    >
    > quando il significato è
    >
    > "La regola d'oro è che un'azienda debba
    > quantomeno usare i propri prodotti" (e la critica
    > principale verte proprio su questo, cosa che si
    > perde nella vostra
    > traduzione)
    >
    > Wikipedia docet:
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Eating_your_own_dog_f...
    >
    > CiaoSorride
    ahahahah il solito "maccheronismo" untente +1 PI -1
    non+autenticato
  • google+ ha semplicemente sbagliato a fare il giochetto dell'ingresso ad invito durante il primo periodo: doveva cavalcare l'onda della novità finché poteva. Nel momento in cui è diventato pubblico nessuno l'ha calcolato più.
    non+autenticato
  • Concordo in pieno...

    - Scritto da: paolo pochi
    > google+ ha semplicemente sbagliato a fare il
    > giochetto dell'ingresso ad invito durante il
    > primo periodo: doveva cavalcare l'onda della
    > novità finché poteva. Nel momento in cui è
    > diventato pubblico nessuno l'ha calcolato
    > più.
    non+autenticato
  • Per me se restava ad invito era meglio, almeno davo gli inviti solo a chi era veramente interessato e con un minimo di cervello. Già ora ho un paio di gente che mi "segue" (perchè dentro le cerchie di colleghi) senza sapere chi sono e cosa vogliono da me, visto che di post pubblici non ne faccio, il che fa pensare che pensato che google+ sia come facebook che metti l'amicizia anche al primo che passa, quando invece è una cosa completamente diversa e molto più granulare nella privacy.
    non+autenticato
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