Luca Annunziata

Google TV 2.0, secondo tentativo

L'aggiornamento alla piattaforma include un drastico cambiamento per interfaccia e funzionalità. Tra tutte, spicca l'ingresso del marketplace sullo schermo del salotto

Roma - Il primo tentativo, partorito un po' più di un anno fa, non è stato un successo dirompente: ad oggi, nessuno ha ancora trovato la chiave della TV del futuro, ma Google ci vuole riprovare. La nuova versione del suo software Google TV ha iniziato a circolare tra i proprietari dell'hardware compatibile nel corso del weekend, mostrando una nuova interfaccia e il marketplace delle applicazioni compatibili. Con un cuore fatto di Android Honeycomb, BigG spera di riprendere le fila dove le aveva lasciate lo scorso maggio, in attesa (anche) di nuovi apparecchi che allarghino l'offerta e rendano più popolare il servizio.

Il principale cambiamento della nuova versione, come detto, è l'interfaccia: dai più ritenuta il principale punto debole della versione precedente, i tecnici di Mountain View hanno provveduto a migliorarla e renderla più adatta alla fruizione tramite lo schermo della TV. Film e programmi sono mostrti correttamente con la loro locandina, più ampi e distanziati tra di loro, e selezionarne uno risulta più immediato. Inoltre, molta attenzione è stata dedicata al meccanismo di ricerca dei programmi: nel DNA di Google TV è radicata la disponibilità dei servizi via cavo tipici degli USA, e il software aiuta lo spettatore a cercare e visualizzare esattamente il contenuto desiderato attraverso il canale migliore (dal vivo, con l'on-demand ecc). Non manca YouTube, che si avvantaggia anch'essa di una nuova interfaccia e di una migliore integrazione con i comandi tipici di una televisione.

Altro fattore da non trascurare è l'arrivo delle app e del marketplace: in questo caso, la scelta di BigG è stata quella di privilegiare l'approccio di compatibilità più che la varietà, quindi il sistema mostra disponibili solo le applicazioni realmente sviluppate per la TV. Se il touch è una condizione per l'utilizzo, niente app su Google TV. Sono una 30ina quelle presentate in rilievo (ce ne sono di vario tipo, dalle news al video on-demand dal Web), su un totale di circa 800: tra l'altro è previsto in futuro anche il debutto di Google+ sulla TV, non appena saranno state risolte le questioni di integrazione tra i software necessari a trasbordare sullo schermo di casa tutte le funzioni social (importanti per la TV e per Google) fin qui appannaggio dello schermo del PC.


L'idea di fondo di Google è stata quella di dare una ripulita e una risistemata al prodotto: se si omettono le app e il marketplace, lo sforzo principale è andato nella direzione di semplificare l'utilizzo da parte dell'utente dei proprio abbonamenti alla pay-TV. Con una ricerca, molto simile nell'esperienza a quella offerta da Android (che non a caso è il cuore di Google TV), si possono individuare programmi che rispondano a precise richieste dell'utente, e optare per contenuti dal vivo o meno, a pagamento o compresi nel proprio pacchetto. Senz'altro, poi, l'avvento delle applicazioni potrebbe significare molto in termini di appeal per il pubblico.


Quello che manca a Google TV sono i servizi come Hulu e Vudu, ovvero quelli di massimo successo in questo ambito negli USA. C'è Netflix, ma potrebbe non essere abbastanza. La loro assenza, tuttavia, è facilmente spiegabile con l'intenzione di Google di non pestare i piedi alle emittenti tradizionali, le stesse che avevano espresso non pochi dubbi riguardo al modello adottato da BigG: in qualche modo, però, per il momento Mountain View sceglie un approccio morbido e non tenta di scalzare i tradizionali fornitori di contenuti dal focolare domestico, ma solo di "integrare" i loro contenuti con altri. Se il progetto avrà abbastanza respiro, e se l'hardware in procinto di uscire (entro Natale, pare) sarà adeguato a farne un best seller, sarà cosa da scoprire nei prssimi mesi: anche lo sbarco annunciato in territorio europeo giocherà la sua parte.



Luca Annunziata
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