Mauro Vecchio

Se Apple licenzia per un post di troppo

Un impiegato di un Apple Store in terra britannica è stato messo alla porta per alcuni commenti critici su Facebook. Secondo un giudice del lavoro, la libertà d'espressione è limitata dalla tutela dell'immagine

Roma - La spinosa vicenda è finita davanti ad un Tribunale del Lavoro in terra britannica, teatro dello scontro tra un dipendente locale di Apple e lo stesso colosso di Cupertino. A mettere nei guai Crisp - impiegato presso un negozio della Mela - era stato un commento al vetriolo pubblicato sul suo profilo Facebook.

Dichiarazioni critiche nei confronti di Apple, che avrebbero messo a repentaglio l'immagine e la reputazione guadagnata negli anni dall'azienda statunitense. Almeno secondo gli stessi vertici della Mela, che avevano licenziato Crisp per violazione dei termini del contratto.

Ovvero di quelle regole interne che proibiscono la pubblicazione social di commenti ritenuti poco opportuni, ovvero dettagli sulla condizione di lavoro o critiche diffamanti nei confronti del brand Apple. Il colosso di Cupertino ha infatti sempre posto grandissima attenzione a cinguettii e post in blu.
Crisp si era rivolto ad una società legale per appellarsi ad un giudice del lavoro, tirando in ballo la presunta violazione dell'articolo 10 - libertà d'espressione - della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Secondo l'impiegato, la comunicazione sarebbe avvenuta in maniera del tutto privata.

Non secondo il giudice, che ha ora sottolineato come il post fosse a disposizione di amici e parenti per la comunicazione ad un pubblico più vasto. La libertà d'espressione invocata da Crisp sarebbe in questo caso limitata dal diritto di Apple alla protezione della propria immagine.

Mauro Vecchio
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46 Commenti alla Notizia Se Apple licenzia per un post di troppo
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  • Non vedo come l'una e l'altra fazione possano farsi un'opinione senza sapere cosa c'era scritto nel commento....

    CI sono cose che e' lecito ed e' un diritto dire e cose che sono un lecito motivo per un licenziamento per giusta causa. In ogni paese del mondo.

    A.
  • a mio parere un licenziamento sacrosanto. è dovere di un dipendente non sparlare pubblicamente (privatamente sì, ci mancherebbe)dell'azienda in cui lavora, specialmente se questo è previsto dal contratto di lavoro. la libertà di espressione non c'entra una cippa, il contratto di lavoro è un rapporto tra privati. se io venissi a sapere che un mio collaboratore parla male di me su un forum o in un blog, non ci penserei un secondo a chiudere il rapporto con lui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: brego
    > a mio parere un licenziamento sacrosanto. è
    > dovere di un dipendente non sparlare
    > pubblicamente (privatamente sì, ci
    > mancherebbe)dell'azienda in cui lavora,
    > specialmente se questo è previsto dal contratto
    > di lavoro. la libertà di espressione non c'entra
    > una cippa, il contratto di lavoro è un rapporto
    > tra privati.

    Quindi? Decadono le libertà e i diritti civili? Ti confondi, quella era la schiavitù, recentemente ricomparsa sotto nomi più eleganti (contratti flessibili, libertà di licenziamento, stage infiniti ecc.)

    > se io venissi a sapere che un mio
    > collaboratore parla male di me su un forum o in
    > un blog, non ci penserei un secondo a chiudere il
    > rapporto con lui.

    In un paese civile, se ti diffama lo quereli e a fronte di una rapida sentenza a te favorevole interrompi il rapporto di lavoro. Altrimenti inghiotti il rospo e ti chiedi perché quella persona ha denigrato il suo lavoro: non è quasi mai un indizio da sottovalutare.

    Anni fa ho assistito a un confronto direttore-impiegato, a fronte di una situazione nella quale l'impiegato faceva presente che per anni avevo avuto cura dell'azienda come di una cosa sua, dimostrando "fedeltà e attaccamento alla bandiera". Il direttore rispose che la fedeltà all'azienda non era un pregio, perché le persone migliori spremevano tutto dal posto di lavoro e andavano a farlo fruttare nel posto successivo.
    Se la fedeltà non conta nemmeno in questo caso, che cippa vogliono ora in azienda? Non si ricordano del detto contadino "si raccoglie quello che si semina"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog
    > - Scritto da: brego
    > > a mio parere un licenziamento sacrosanto. è
    > > dovere di un dipendente non sparlare
    > > pubblicamente (privatamente sì, ci
    > > mancherebbe)dell'azienda in cui lavora,
    > > specialmente se questo è previsto dal
    > contratto
    > > di lavoro. la libertà di espressione non
    > c'entra
    > > una cippa, il contratto di lavoro è un
    > rapporto
    > > tra privati.
    >
    > Quindi? Decadono le libertà e i diritti civili?

    ma che diavolo c'entrano i diritti civili? nessuno ha incarcerato questo impiegato, o lo ha multato, per aver sparlato dell'azienda in cui lavora.


    > Ti confondi, quella era la schiavitù,
    > recentemente ricomparsa sotto nomi più eleganti
    > (contratti flessibili, libertà di licenziamento,
    > stage infiniti
    > ecc.)

    questo è un altro discorso. non è ETICO prendere lo stipendio da un'azienda e sputtanarla su facebook. licenziati se non ti piace, altrimenti ti tolgo l'imbarazzo e ti licenzio io.
    >
    > > se io venissi a sapere che un mio
    > > collaboratore parla male di me su un forum o
    > in
    > > un blog, non ci penserei un secondo a
    > chiudere
    > il
    > > rapporto con lui.
    >
    > In un paese civile, se ti diffama lo quereli e a
    > fronte di una rapida sentenza a te favorevole
    > interrompi il rapporto di lavoro

    se nel contratto scrivo che tu dipendente non puoi diffamarmi (cosa che mi pare logica) faccio prima. è scritto nel CONTRATTO, se non ti piace questa clausola non prendi il lavoro (anche se questa clausola la troverai più o meno ovunque)


    . Altrimenti
    > inghiotti il rospo e ti chiedi perché quella
    > persona ha denigrato il suo lavoro: non è quasi
    > mai un indizio da
    > sottovalutare.

    se quella persona ha qualcosa da dire lo dice ai suoi superiori, se non loi ascoltano si cerca un altro lavoro. poi scriverà quello che vuole dove cuole, e la sua ex azienda decidera se fargli causa per diffamazione.
    >
    > Anni fa ho assistito a un confronto
    > direttore-impiegato, a fronte di una situazione
    > nella quale l'impiegato faceva presente che per
    > anni avevo avuto cura dell'azienda come di una
    > cosa sua, dimostrando "fedeltà e attaccamento
    > alla bandiera". Il direttore rispose che la
    > fedeltà all'azienda non era un pregio, perché le
    > persone migliori spremevano tutto dal posto di
    > lavoro e andavano a farlo fruttare nel posto
    > successivo.
    > Se la fedeltà non conta nemmeno in questo caso,
    > che cippa vogliono ora in azienda? Non si
    > ricordano del detto contadino "si raccoglie
    > quello che si
    > semina"?

    la fedeltà all'azienda è impoetante, fino a un certo punto. nella vita si può cambiare, non è un matrimonio.
    non+autenticato
  • sono d'accordo con Max. L'impiegato non ha fatto reato, può dire ciò che vuole (all'interno del diritto del codice civile), non è stato incarcerato/multato dal giudice, ma licenziato dal datore di lavoro secondo le clausole contrattuali. Il giudice è stato chiamato in ballo per verificare se la suddetta clausa contrattuale contravvenisse il codice civile, nel qual caso non sarebbe stata valida.

    La libertà d'espressione è salvaguardata, nessuno ti ipone di cancellare il post (sempre ripeto che il post non vìoli il codice).
    non+autenticato
  • ma avete mai sentito parlare di AJAX ? c'e' bisogno di ricaricare tutta la pagina per leggere un post ? e che cacc
    non+autenticato
  • - Scritto da: nonmicapaci to
    > ma avete mai sentito parlare di AJAX ?

    E come no:

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: nonmicapaci to
    > > ma avete mai sentito parlare di AJAX ?
    >
    > E come no:
    >
    > [img]http://www.listropolis.com/wp-content/uploads

    Non avevamo dubbi...
    non+autenticato
  • Non è campato in aria tutto il mio commento e il subject.

    Le corporation stanno iniziando a creare mondi a se, feudi in cui possono infischiarsene del diritto e delle costituzioni dei paesi, ivi compreso il diritto di opinione di chi si è sentito maltrattato... Soprattutto se ciò che l'azienda ha fatto ha rilevanza penale o mancato rispetto di normative sul lavoro...
    Così come stanno infischiandosene e si fanno modificare dai governi le leggi che regolamentano il lavoro e i diritti dei lavoratori.

    Approfitto del post per spammare un documento a tema di Paolo Barnard (co-fondatore della trasmissione Report di Rai3), sulla crisi economica ed i livelli di sciacallaggine che stanno raggiungendo le corporation. Dentro si nominano anche Apple, Microsoft e General Electric.

    Nonna, ti spiego la crisi economica. 1
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 2
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 3
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 4
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 5
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 6
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 7
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 8
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 9
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....
    Nonna, ti spiego la crisi economica. 10
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go....

    L'opera completa "Il più grande crimine":
    http://www.paolobarnard.info/docs/Il_Piu_Grande_Cr...
    iRoby
    8344
  • Basta con questa Apple, saluti a tutti,
    da oggi eviterò il più possibile articoli su Apple.

    E anche questo nuovo forum... è lentoooo...
    non+autenticato
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