Mauro Vecchio

Gmail, il tonfo dell'app al gusto Mela

Un bug nelle notifiche ha impedito a migliaia di utenti Apple di aprire la prima applicazione mobile del servizio di posta di BigG. L'app è stata ritirata da iOS

Roma - Una cascata di critiche cinguettanti, alcuni casi di stupore per un lancio così fallimentare da parte di un colosso del calibro di Google. E sempre tra i meandri di Twitter è arrivata l'ammissione di colpevolezza del gigante di Mountain View: "scusate, abbiamo fatto un casino".

Le parole di Google si riferiscono al lancio della prima applicazione del servizio di posta elettronica Gmail nel vasto ecosistema iOS, su dispositivi iPhone, iPad e iPod Touch. Un esordio appunto fallimentare, macchiato da un bug che ha impedito agli utenti della Mela di aprire l'app stessa. A partire da un cruciale errore nel processo di notifica.

In sostanza, il bug dell'applicazione di Google sarebbe legato alla visualizzazione sullo schermo delle notifiche, come ad esempio il numero di messaggi presenti in casella e non ancora letti. Paradossalmente, uno dei principali punti di forza dell'app lanciata ieri da BigG.
Velocità, efficienza, poteri touch. Queste le parole chiave del prodotto software made in Mountain View, ora tempestato di critiche su Twitter. In un aggiornamento sul blog ufficiale, Google ha annunciato l'immediato ritiro dell'app gratuita da iOS. Dovrebbe uscirne presto un'altra, ripulita.

C'è chi ha sottolineato come i prodotti mobile di Google diano il meglio in casa, ovvero su Android. Altri scherzano con una teoria della cospirazione: i tecnici di Apple avrebbero scoperto la falla prima dell'inserimento su iOS. Salvo poi lasciare l'app di Gmail al suo triste destino.

Mauro Vecchio
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54 Commenti alla Notizia Gmail, il tonfo dell'app al gusto Mela
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  • Non per scaricare le colpe, ma Apple non valida le applicazioni prima di accettarle nell'Apple store?
    non+autenticato
  • Quando si sbaglia lo si ammette, punto e basta!

    Non si cerca di arrampicarsi sugli specchi facendo passare bug per feature o imputandole all'utente, come fa Apple.
    non+autenticato
  • Ma di Google Maps a pagamento, non ne parla nessuno?

    Fan AppleFan Linux
  • Non per gli utenti; solo per coloro che realizzano siti o applicazioni usando le mappe di google, e solo per chi genera oltre 25000 accessi al giorno (quindi, non l'utente che mette la mappa di google sul proprio sito per indicare gli itinerari dove è andato a pescare, ma il grosso sito che sfrutta il servizio di google per realizzare un servizio parallelo).
    non+autenticato
  • - Scritto da: FinalCut
    > Ma di Google Maps a pagamento, non ne parla
    > nessuno?
    >
    > Fan AppleFan Linux

    Ecco qua:
    http://www.gqitalia.it/hi-tech/articles/2011/11/go...
    Fine del discorso...E del tentativo di FUD?
  • minchia che pigna in cul... per la mia attività... si passerà a bing?
    non+autenticato
  • mi sono informato meglio, riguarda solo le api v2 (poco utilizzate) e per grossi numeri (>25000 visite/giorno), da statistiche dovrebbe riguardare solo lo 0.35% delle pagine web che usano il serviio gmap.
    non+autenticato
  • - Scritto da: FinalCut
    > Ma di Google Maps a pagamento, non ne parla
    > nessuno?
    >
    > Fan AppleFan Linux
    Magari non sono poi così tanti quelli coinvolti?
    hai guardato i numeri ?
    non+autenticato
  • Non è un bug!!! Siete voi che non lo tenete nella posizione corretta!!!
    non+autenticato
  • Direi che non c'è nulla di clamoroso in tutto ciò!
    Non è facile riuscire a far girare delle app pensate per girare ovunque in un ambiente ostile a questa filosofia.

    Vorrei tanto vedere se quelli della apple siano in grado di realizzare una app pensata per il mondo della i che funzioni in un altro ambiente come android.

    magari qualcuno potrebbe rispondere: "alla apple non è che non sono in grado, ma non hanno intenzione neanche di provarci"

    il fatto che alla google abbiano affermato di aver fatto un gran casino la dice lunga, dato che fino ad ora non hanno mai toppato e che invadere l'ambiente close di iApple non è una barzelletta!
  • Non deve essere male quella roba che ti fumi nella foto!!
    non+autenticato
  • Quoto. Mai visto intervento più insensato.
  • - Scritto da: Mettiuz
    > Quoto. Mai visto intervento più insensato.

    ahah! forse vi è difficile capire il concetto di open e close

    il close porta a queste cagate e non è certo colpa di google.. infatti sono dei grandi a dire che hanno fatto un gran casino, dato che il casino lo fa solo apple e con la sua filosofia basata sull'immagine e il design e basta!
  • Forse ti manca completamente il concetto di programmazione...
    iOS come Android ha il suo linguaggio di programmazione e le sue API da usare ed è con quelli che si scrivono i software, non servono i sorgenti dell'OS, qualunque esso sia.
    Per inciso, le Google app (tra cui Gmail) sono closed anche su android
  • - Scritto da: Mettiuz
    > Forse ti manca completamente il concetto di
    > programmazione...
    > iOS come Android ha il suo linguaggio di
    > programmazione e le sue API da usare ed è con
    > quelli che si scrivono i software, non servono i
    > sorgenti dell'OS, qualunque esso
    > sia.
    > Per inciso, le Google app (tra cui Gmail) sono
    > closed anche su
    > android

    E chi ha parlato di sorgenti. io ho affermato cose su una base squisitamente astratta.

    La probabilità che si verifica un bug, anche banale (come quello riportato dall'articolo), è molto alta se l'applicazione concepita per un contesto friendly integrable deve essere eseguita in un ambiente "ostile".

    poi se vogliamo snocciolare i dettagli implementativi degli ambienti in gioco allora mi prendo i pop corn e mi godo un potenziale flame post alimentato da mille milioni di considerazioni atte a denigrare l'una o l'altra opinione... come è solito fare qui! giusto?
  • - Scritto da: kmtnck
    > - Scritto da: Mettiuz
    > > Forse ti manca completamente il concetto di
    > > programmazione...
    > > iOS come Android ha il suo linguaggio di
    > > programmazione e le sue API da usare ed è con
    > > quelli che si scrivono i software, non
    > servono
    > i
    > > sorgenti dell'OS, qualunque esso
    > > sia.
    > > Per inciso, le Google app (tra cui Gmail)
    > sono
    > > closed anche su
    > > android
    >
    > E chi ha parlato di sorgenti. io ho affermato
    > cose su una base squisitamente astratta.
    >
    >
    > La probabilità che si verifica un bug, anche
    > banale (come quello riportato dall'articolo), è
    > molto alta se l'applicazione concepita per un
    > contesto friendly integrable deve essere eseguita
    > in un ambiente
    > "ostile".
    >
    > poi se vogliamo snocciolare i dettagli
    > implementativi degli ambienti in gioco allora mi
    > prendo i pop corn e mi godo un potenziale flame
    > post alimentato da mille milioni di
    > considerazioni atte a denigrare l'una o l'altra
    > opinione... come è solito fare qui!
    > giusto?

    Uhm... allora tutte le applicazioni presenti sia su android che su iphone, crashano di continuo...esatto?











    /PLONK
    non+autenticato
  • Proviamo così, cito quello che hai affermato:
    "Non è facile riuscire a far girare delle app pensate per girare ovunque in un ambiente ostile a questa filosofia."

    La filosofia non c'entra, qui si parla di un'app sviluppata prima in java usando gli strumenti di android e poi sviluppata in object C (mi pare sia questo il linguaggio usato da Apple) usando gli strumenti di iOS

    "Vorrei tanto vedere se quelli della apple siano in grado di realizzare una app pensata per il mondo della i che funzioni in un altro ambiente come android."

    Si studiano java (anche se immagino lo conoscano già) e le API di Android, dopodichè scrivono in maniera diversa le stesse funzioni.

    Credo comunque che sia una cosa che sa fare un qualsiasi programmatore senza stare a scomodare quelli di Google o Apple. Nel caso di Gmail hanno semplicemente toppato qualcosa nello sviluppo, ci può stare ma non dipende dall'ambiente o dalla filosofia, anche nelle versioni per andorid vengono rilasciati bug fix poco tempo dopo la pubblicazione di una nuova release.
  • Ma se la vedi ancora piu semplice l'app in questione, gmail, ha toppato probabilmente nelle logiche di presentazione dei dati all'utente in quanto il business core sicuramente sarà a lato server e probabilmente le api per realizzare la gui gmail studiata per apple o sono state implementate alla culo oppure sono le api per apple ad avere un bug. Quest'ultima affermazione mi sorge leggendo l'ultima parte dell'articolo in cui si afferma che gli stessi addetti ai lavori di apple sapevano del bug.

    cmq l'articolo non porta nulla di clamoroso e su twitter non ho visto tutto questo flame

    - Scritto da: Mettiuz
    > Proviamo così, cito quello che hai affermato:
    > "Non è facile riuscire a far girare delle app
    > pensate per girare ovunque in un ambiente ostile
    > a questa
    > filosofia."
    >
    > La filosofia non c'entra, qui si parla di un'app
    > sviluppata prima in java usando gli strumenti di
    > android e poi sviluppata in object C (mi pare sia
    > questo il linguaggio usato da Apple) usando gli
    > strumenti di
    > iOS
    >
    > "Vorrei tanto vedere se quelli della apple siano
    > in grado di realizzare una app pensata per il
    > mondo della i che funzioni in un altro ambiente
    > come
    > android."
    >
    > Si studiano java (anche se immagino lo conoscano
    > già) e le API di Android, dopodichè scrivono in
    > maniera diversa le stesse
    > funzioni.
    >
    > Credo comunque che sia una cosa che sa fare un
    > qualsiasi programmatore senza stare a scomodare
    > quelli di Google o Apple. Nel caso di Gmail hanno
    > semplicemente toppato qualcosa nello sviluppo, ci
    > può stare ma non dipende dall'ambiente o dalla
    > filosofia, anche nelle versioni per andorid
    > vengono rilasciati bug fix poco tempo dopo la
    > pubblicazione di una nuova
    > release.
  • - Scritto da: Mettiuz
    > Quoto. Mai visto intervento più insensato.

    In realtà ha più che senso, per circa 4 mesi google ha tentato di fare un'app che non infrangesse qualche giornata mestruata di un dirigente apple, se fossi stato io google vi avrei direttamente negato il servizio
    non+autenticato
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