Alfonso Maruccia

Mars500, ritorno sulla Terra

Conclusa la finta missione internazionale sul Pianeta Rosso, l'equipaggio ha potuto lasciare l'isolamento forzato in cui è stato confinato per un anno e mezzo. Più che positivi i risultati

Mars500, ritorno sulla TerraLa simulazione di missione Mars500 verso il Pianeta Rosso e ritorno si è conclusa: il test di isolamento forzato di una piccola crew di astronauti provenienti da tutto il mondo è durato 520 giorni, e ha ben servito lo scopo di raccogliere informazioni utili sulla tenuta psicologica degli uomini a bordo di un futuro viaggio (reale) su Marte.


Ospitato in un capannone fuori Mosca e sponsorizzato dall'agenzia spaziale europea (ESA), Mars500 ha chiuso fuori dal mondo un equipaggio di sei astronauti (tutti maschi) simulando il viaggio di andata, qualche passeggiata sul suolo marziano e infine il viaggio di ritorno sulla Terra.



L'equipaggio è rimasto isolato per tutta la durata dell'esperimento, con le comunicazioni via posta elettronica trasmesse in ritardo in proporzione alla distanza simulata tra la navicella spaziale e la Terra (fino a un massimo di 25 minuti). Gli astronauti aveva la possibilità di lasciare il loro isolamento forzato quando volevano, dicono dall'ESA, ma non lo hanno fatto.

I risultati dell'esperimento sono stati molto positivi, sostiene l'agenzia spaziale: il morale dell'equipaggio ha conosciuto alti e bassi, ma la tenuta psicologica è stata buona e ha provato la fattibilità di un vero viaggio verso Marte. Certo, restare completamente isolati nello spazio profondo e dover affrontare ogni genere di problemi tecnici (guasti, radiazioni) sarà tutta un'altra storia.

Alfonso Maruccia



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23 Commenti alla Notizia Mars500, ritorno sulla Terra
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  • Con tutto il rispetto del vostro accurato lavoro di redazione e di informazione, in tutta sincerità, avrei voluto trovare il video di anteprima che mi ha incuriosito nell'accesso in questa notizia, quello dove nel fermo immagine si vedeva un uomo o "quasi" che sembrava indicare una nuova scoperta sul pianeta rosso... non è la prima volta che si usano immagini dal contenuto differente alla pagina poi cliccata.....
    non+autenticato
  • beh, quando non esite un immagine reale accattivante da mettere credo sia anche giusto incuriosire. è l'arte dell'infografica, ossia scegliere qualcosa di simile a quanto si scrive nel titolo ma non necessariamente uguale. Se fosse come dici, consentimi di dire che siti e giornali sarebbero molto brutti da vedere, freddi, oserei dire cinici.
    è il mestiere del giornalista quello di incuriosire, anche attraverso una bella foto.
    L'importante, ma questa è solo la mia modestissima opinione, è che quanto sia scritto all'interno del pezzo sia ben curato ed abbia un valore.
    Che poi mi si incuriosisca col la foto, ed è capito anche a me, secondo me è solo un merito del giornalista che ha saputo fare il proprio lavoro.
    Io mi sono comunque "divertito" a leggere il pezzo, apprendendo di una missione che, sinceramente, non sapevo neppure ci fosse stata.

    prof. Vincenzo Coda (Liceo Scientifico G. Galilei)
    non+autenticato
  • scusate, nella digitazione frettolosa ho scritto un'immagine senza apostrofo. Perdonate

    V.Coda
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dalmine Corsi
    > Con tutto il rispetto del vostro accurato lavoro
    > di redazione e di informazione, in tutta
    > sincerità, avrei voluto trovare il video di
    > anteprima che mi ha incuriosito nell'accesso in
    > questa notizia, quello dove nel fermo immagine si
    > vedeva un uomo o "quasi" che sembrava indicare
    > una nuova scoperta sul pianeta rosso... non è la
    > prima volta che si usano immagini dal contenuto
    > differente alla pagina poi
    > cliccata.....
    non+autenticato
  • Quella che si è sottoposta all'esperimento,intendo. Stare 520 giorni chiusi dentro a una finta navicella spaziale,simulando un finto fiaggio verso Marte,poteva di per sè già avere delle conseguenze reali. Ma penso anche che un esperimento del genere sia rappresentativo soltanto,e comunque con le pinze,da un punto di vista psicologico. Un viaggio è un viaggio,con tutte le incognite del caso. Avranno provato a simulare anche quelle,credo,ma la consapevolezza di essere dentro ad una struttura ben agganciata alla crosta terrestre,secondo me,falsa irrimediabilmente i risultati,che lo si voglia oppure no. Stare appesi nel nulla per tutto quel tempo,nel buio e silenzio più assoluti,in assenza di gravità-non so e sono ignorante,ma non credo che ancora si riesca a simulare questa particolarità siderale,a meno di non tuffarsi momentaneamente a testa in giù con un aereo-deve essere quantomeno impegnativo. Sotto tutti i punti di vista. Io avrei collocato l'esperimento a 10.000 km sul fondo di un qualche oceano. Credo che l'indispensabile componente "Pathos" di un viaggio del genere ne avrebbe guadagnato. Regalando qualche autentico sudore freddo ai protagonisti del viaggio.
    non+autenticato
  • Per andare veramente su Marte ce ne vorrà. Però secondo me fanno bene a provare. Sempre meglio che spendere soldi per il grande fratello o dare milioni a belen. La scienza deve andare avanti, le cose migliroi si scoprono facendo altro
    Antonella
    non+autenticato
  • che simulerà L'INTERA durata del viaggio ci saranno:

    Maruccia
    Enjoy With Us
    tumcari
    Fiber
    hermanesse

    ahhh che pace!
    MeX
    16902
  • In riferimento a questo passo del testo "Gli astronauti aveva la possibilità di lasciare il loro isolamento forzato quando volevano, dicono dall'ESA, ma non lo hanno fatto", penso che il fatto che potevano farlo in qualsiasi momento abbia contribuito a prolungare la permanenza, ma se fossero stati nello spazio e quindi senza poter tornare indietro ,coem avrebbero reagito ?
    non+autenticato
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