La pubblicazione dell'
articolo sulle CPU AMD Bulldozer redatto in occasione della presentazione ufficiale delle stesse ha sollevato non poche perplessità e qualche polemica. Le nuove soluzioni dell'azienda di Sunnyvale sembrano avere delle potenzialità eccezionali sulla carta che restano però inespresse nell'utilizzo quotidiano. Solo in casi particolari i processori
FX-Series mostrano i muscoli e riescono a battere i prodotti della famiglia Sandy Bridge della rivale Intel.
Per verificare in dettaglio tutti i possibili scenari di utilizzo, configurare sistemi di test e validare i risultati ottenuti da nuovi set di benchmark è necessario molto tempo. Il
reviewer kit di Bulldozer ci è stato consegnato solo sei giorni prima dell'annuncio ufficiale e questo ha reso impossibile effettuare verifiche al di fuori di quelle standard.
Una delle domande più interessanti che ci siamo posti e, come noi anche molti altri, di fronte a questa nuova architettura è quella dell'efficienza del singolo modulo e/o del singolo core. Vista l'organizzazione ideata da AMD, che prevede una forte condivisione delle risorse fra i due core che fanno parte dello stesso modulo (tutti i dettagli sull'architettura Bulldozer li trovate nel nostro
precedente articolo), vogliamo tentare di capire qual è il modo migliore di assegnare ad essa i thread. È meglio assegnare due thread a due core di due moduli differenti oppure a due core dello stesso modulo?
A questo discorso si aggancia perfettamente quello dello scheduler di diversi sistemi operativi, come Windows 8 (seppure nella sua versione preliminare) o Linux. Una diversa politica di scheduling dei thread può dunque essere più efficiente nei confronti di Bulldozer?
Infine, frequenze di funzionamento superiori, per questa CPU, sono in grado di offrire un'effettiva scalabilità delle prestazioni?