Mauro Vecchio

Italianshare, sigilli tricolori

Sequestrati 5 siti appartenenti al newtork multipiattaforma. Nei guai il misterioso Tex Willer, 49enne di Agropoli (SA). Scovate 31mila opere illecite condivise a mezzo link. Sono al vaglio anche le donazioni degli utenti

Italianshare, sigilli tricoloriRoma - A condurre le operazioni sono stati gli ufficiali della Guardia di Finanza di Agropoli, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno). Sequestrato un gruppo di cinque siti web, tutti appartenenti al network Italianshare.net.

Già descritta come un "vero e proprio supermercato della pirateria", Italianshare era composta da vari spazi online - ad esempio musicshare, filmshare e italiansexy: con queste il network offriva ai suoi utenti diverse tipologie di visione illecita dei contenuti.

I siti appartenenti alla rete si presentavano infatti come forum per l'indicizzazione di materiale tutelato dal copyright, offrendo la possibilità di scaricare film e musica. Ma anche di guardare contenuti audiovisivi in streaming e di accedere tramite link a tracker BitTorrent e servizi P2P gestiti a mezzo eMule.
A tenere le redini del tutto sarebbe stato il misterioso Tex Willer, identificato dalla Guardia di Finanza come P.G., 49 anni, di Agropoli (SA). Stando ai dati forniti dalle autorità, Italianshare avrebbe guadagnato nel tempo più di 130mila utenti, con 31mila opere linkate in barba alle attuali leggi sulla tutela del diritto d'autore.

Lo stesso cowboy di Italianshare avrebbe ottenuto guadagni dalla presenza di spazi pubblicitari sui vari siti del network, coinvolgendo nella raccolta numerose società italiane ed estere. Rastrellate anche le libere donazioni degli utenti, attraverso account PayPal intestati a soggetti prestanome.

Utenti al 97 per cento provenienti dall'Italia, per un flusso d'accesso quantificato in 550mila visite mensili. Il misterioso Tex Willer avrebbe sfruttato l'identità fasulla di una cittadina extra-comunitaria per acquisire gli spazi su server di una società di hosting con base a Las Vegas.

L'uomo rischia ora sanzioni penali, così come tutti coloro che hanno contribuito alla condivisione illecita delle opere. Sono tuttora in corso perizie tecniche sul materiale sottoposto a sequestro. Al vaglio anche i processi di donazione da parte degli utenti.

"Non siamo pirati! - aveva spiegato all'ANSA Tex Willer - Darebbe del pirata a quelli di Google? Italianshare è al pari di Google un motore di ricerca, infatti si limita a rintracciare i file audio e video che sono già presenti nel web. Anche le foto sono immagini provenienti da altri siti che riportiamo come link".

"Nel nostro server americano non c'è traccia di nessun file in violazione del diritto d'autore - dichiarava P.G. nell'ottobre scorso - Il nostro server è pulito. Così come è vuoto il server di Google. Noi ci limitiamo a linkare i file perché non li possediamo fisicamente".

Mauro Vecchio
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414 Commenti alla Notizia Italianshare, sigilli tricolori
Ordina
  • http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/13/new...

    ROTFLMAO
    Eccoli qua i "ladri".
    Eh si.
    Nell'articolo si legge che ha realizzato solo nelle prime 24 ore di distribuzione, più di Avatar.
    Un prodotto qualitativamente ben realizzato (imho con una trama disegnata con l'accetta, ma sui gusti non si discute) e distribuito in modo da favorire chi possiede la licenza d'uso a scapito degli altri.

    Certo, non è tutto oro quel che luccica e i costi di gestione del gioco sono assai più elevati di un film che, una volta pubblicato, continua ad incassare fino a 70 anni dopo la morte dell'ultimo co-autore (95 per gli usa).
    Pero' se si vuole che il gioco continui a macinare profitti:
    1) Deve essere continuamente aggiornato
    2) Deve offrire un servizio di qualità agli utenti
    insomma significa che chi lo ha realizzato (ovvero il publisher e la folta schiera di persone impiegate) deve continuare a lavorare.

    Altro che canzonette.

    GT
  • E nonostante produrre e mantenere un gioco di successo costi + della realizzazione di un film, incassano e guadagnano molto bene, nonostante i videogiochi siano + piratati di musica e cinema messi assieme.

    Evidentemente la pirateria esiste, ma non turba il mercato + di tanto.
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > E nonostante produrre e mantenere un gioco di
    [...]
    > Evidentemente la pirateria esiste, ma non turba
    > il mercato + di
    > tanto.

    Nel bene e nel male la pirateria stimola il mercato.
    Da un lato i prodotti originali sono sempre più appetibili grazie ai servizi a valore aggiunto offerti, dall'altro aumentano i lucchetti e le azioni di lobby.

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > > E nonostante produrre e mantenere un gioco di
    > [...]
    > > Evidentemente la pirateria esiste, ma non turba
    > > il mercato + di
    > > tanto.
    >
    > Nel bene e nel male la pirateria stimola il
    > mercato.

    Chiunque abbia fatto uno studio sul fenomeno lo conferma.

    > Da un lato i prodotti originali sono sempre più
    > appetibili grazie ai servizi a valore aggiunto
    > offerti,

    ottimo, è così che deve andare.

    > dall'altro aumentano i lucchetti e le
    > azioni di
    > lobby.

    Questo è discutibile, dato che i lucchetti sono a danno esclusivo degli utenti "probi". E' una pratica che andrà a diminuire.
  • > > Nel bene e nel male la pirateria stimola il
    > > mercato.
    >
    > Chiunque abbia fatto uno studio sul fenomeno lo
    > conferma.

    Non stimola il mercato... rende ancora più noti i marchi di successo ampliando la distribuzione dei loro prodotti, tutto a discapito di chi produce giochi free e porodotti low-cost.

    Dopotutto che motivo c'è di giocare con un gioco gratuito e magari open-source, se ho a disposizione Call Of Duty gratis?
    frk
    344
  • - Scritto da: frk
    > > > Nel bene e nel male la pirateria
    > stimola
    > il
    > > > mercato.
    > >
    > > Chiunque abbia fatto uno studio sul fenomeno
    > lo
    > > conferma.
    >
    > Non stimola il mercato... rende ancora più noti i
    > marchi di successo ampliando la distribuzione dei
    > loro prodotti, tutto a discapito di chi produce
    > giochi free e porodotti
    > low-cost.

    + uno è "famoso" + lo piratano.
    + uno è "famoso" + guadagna.
    Ergo la pirateria non fa perdere soldi a chi viene piratato.
    Questo a smentire chi piagnucola.

    >
    > Dopotutto che motivo c'è di giocare con un gioco
    > gratuito e magari open-source, se ho a
    > disposizione Call Of Duty
    > gratis?

    Nessuno però si stupisce se Justin Beaber viene ascoltato + di band nostrane di qualità infinitamente superiore che magari distribuisce gratis il suo lavoro.

    Prima ci dite che la c.d. pirateria diminuisce gli introiti di chi viene piratato. Quando venite smentiti, vi lamentate che ci perde chi non viene piratato.
    Insomma chi ci perde?

    D'altronde se la cultura del videogioco si diffonde (a gratis per colpa della pirateria), è un bene o un male per le piccole produzioni?
  • E' inutile arrampicarsi sugli specchi... è un dato di fatto che la pirateria favorisce i grandi e danneggia i piccoli. Esattamente l'opposto di quello che vorreste voi piratoni.

    Microsoft e Office ti dice nulla?
    frk
    344
  • Ah ora ricordo chi era FRK... Il piccolo sviluppatore che diceva che la pirateria danneggiava tutto il mondo dei videogiochi e ora (visti gli inconfutabili numeri) dici che danneggia solo i piccoli...
    Vallo a dire ai piccoli che hanno creato giochi come Minecraft, Terraria o Braid (tanto per fare nomi random), piccoli che ora navigano nell'oro.

    Levami una curiosità: questa volta ci dirai quale videogioco/chi hai sviluppato tu così possiamo dare noi un giudizio di quanto la pirateria ti danneggi realmente o ti tirerai indietro per l'ennesima volta?
    non+autenticato
  • - Scritto da: frk
    > E' inutile arrampicarsi sugli specchi...

    Pertanto, smettila, no?
    Non ti fa fare gran belle figure.

    > è un
    > dato di fatto che la pirateria favorisce i grandi
    > e danneggia i piccoli.

    E lo puoi dimostrare con un qualche dato scientificamente rilevato?
    O ti dobbiamo credere così, perchè sei simpatico?

    > Esattamente l'opposto di
    > quello che vorreste voi
    > piratoni.

    "VOI" piratoni lo vai a dire a qualche tuo congiunto.
    Moderati, non è insultando che dimostrerai di avere ragione.
    Inoltre cosa vogliano o non vogliano gli altri non sono affari tuoi.
    >
    > Microsoft e Office ti dice nulla?


    Li stessi prodotti che se io chiedo di non vendermi coattivamente mi volete costringere ad acquistare?
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > > Microsoft e Office ti dice nulla?
    >
    > Li stessi prodotti che se io chiedo di non
    > vendermi coattivamente mi volete costringere ad
    > acquistare?

    Io non ti costringuo ad acquistare un bel nulla, infatti io uso OpenOffice perchè non ho intenzione di spendere centinaia di Euro per una suite di cui uso si e no il 10% delle fuznioni.

    Ma tutti sanno usare solo MS Office e non vogliono sentir parlare di installare Open Office perche tanto "vanno sul forum" e se lo scaricano gratis!
    frk
    344
  • - Scritto da: dont feed the troll/dovella
    > - Scritto da: frk
    > > > > Nel bene e nel male la pirateria
    > > stimola
    > > il
    > > > > mercato.
    > > >
    > > > Chiunque abbia fatto uno studio sul
    > fenomeno
    > > lo
    > > > conferma.
    > >
    > > Non stimola il mercato... rende ancora più
    > noti
    > i
    > > marchi di successo ampliando la
    > distribuzione
    > dei
    > > loro prodotti, tutto a discapito di chi
    > produce
    > > giochi free e porodotti
    > > low-cost.
    >
    > + uno è "famoso" + lo piratano.
    > + uno è "famoso" + guadagna.
    > Ergo la pirateria non fa perdere soldi a chi
    > viene
    > piratato.
    > Questo a smentire chi piagnucola.
    >
    > >
    > > Dopotutto che motivo c'è di giocare con un
    > gioco
    > > gratuito e magari open-source, se ho a
    > > disposizione Call Of Duty
    > > gratis?
    >
    > Nessuno però si stupisce se Justin Beaber viene
    > ascoltato + di band nostrane di qualità
    > infinitamente superiore che magari distribuisce
    > gratis il suo
    > lavoro.
    >
    > Prima ci dite che la c.d. pirateria diminuisce
    > gli introiti di chi viene piratato. Quando venite
    > smentiti, vi lamentate che ci perde chi non viene
    > piratato.
    > Insomma chi ci perde?
    >
    > D'altronde se la cultura del videogioco si
    > diffonde (a gratis per colpa della pirateria), è
    > un bene o un male per le piccole
    > produzioni?

    Non arrovellarti il cervello in discorsi contorti, la pirateria fa danni a tutti i settori ed è evidente a tutti. Non c'è bisogno di farsi conoscere regalando opere, chi vorrà farlo è padrone di essere libero, ma deve sempre essere una scelta e come vedi, non sono molti gli autori che decidono in quel senso, se fosse come dici tu lo farebbero tutti.
    non+autenticato
  • Quanto costa questo giocattolo?

    “Tra l’affitto del server americano e la manutenzione che gestiamo in Italia sono necessarie ogni anno almeno cinquemila euro all’anno”, rende noto ‘Tex Willer. E chi paga? ”Circa duemila euro riusciamo a recuperarle dai banner, da qualche sponsor e dalle pochissime donazioni. Il resto lo paghiamo noi. Ci autotassiamo: 250 euro a testa per i quattro amministratori di Italiashare e 20 euro per i collaboratori”.

    http://www.primaonline.it/2011/10/20/97037/interne.../
  • La mia personalissima opinione, è che guadagnasse molto, ma molto di più di 5000 euro AL MESE e non poche migliaai all'anno come dice. 300k utenti unici al giorno sono tantissimi.

    Chi ne capisce di banner e pubblicità sa quanto guadagna un sito così grande.
    non+autenticato
  • - Scritto da: GDinV
    > La mia personalissima opinione, è che guadagnasse
    >
    > Chi ne capisce di banner e pubblicità sa quanto
    > guadagna un sito così
    > grande.
    > molto, ma molto di più di 5000 euro AL MESE e non
    > poche migliaai all'anno come dice. 300k utenti
    > unici al giorno sono tantissimi.
    >

    Cinque siti...
    Tempo fa ebbe l'idea, poi respinta anche questa dagli utenti, di scorporare Italianshare in più parti per argomento. E semplicemente perchè contava così di farci più soldi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Quanto costa questo giocattolo?
    >

    >
    >
    > “Tra l’affitto del server americano e
    > la manutenzione che gestiamo in Italia sono
    > necessarie ogni anno almeno cinquemila euro
    > all’anno”, rende noto ‘Tex Willer. E chi paga?
    > ”Circa duemila euro riusciamo a recuperarle dai
    > banner, da qualche sponsor e dalle
    > pochissime
    donazioni. Il
    > resto lo paghiamo noi. Ci autotassiamo: 250 euro
    > a testa per i quattro amministratori di
    > Italiashare e 20 euro per i collaboratori”.
    >

    >
    >
    > http://www.primaonline.it/2011/10/20/97037/interne



    Questo è quello che dice lui comunque... Rotola dal ridere

    Nessun altro sito aveva le quantità abnormi di pubblicità di ItalianShare e lo spam via mail. E contemporaneamente era sempre a piangere miseria e a chidere soldi e donazioni...
    Oltretutto Tex era uno che minacciava gli utenti che non cliccavano sui banner o dicevano di aver messo filtri sul browser per non avere pubblicità, di esclusione. E spammava personalmente anche via PM.
    Tempo fa ebbe anche l'idea, poi mai applicata perchè alcuni si opposero apertamente, di mettere i link a pagamento perché i soldi non gli bastavano mai...

    Mai visto da nessun alatra parte e in nessun altro sito un personaggio tanto squallido e ipocrita. Mi dispiace per il sito e per gli utenti ma sicuramente non per lui.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rayden
    > Nessun altro sito aveva le quantità abnormi di
    > pubblicità di ItalianShare e lo spam via mail.

    Per questo 2000 euro l'anno è una cifra credibile. Altrimenti non lo sarebbe. La pubblicità che paga abbastanza (per modo di dire perché parliamo comunque di pochi centesimi) è quella pay per click, dove gli utenti devono cliccarci sopra se no gli inserzionisti non pagano. E non consideri nemmeno il fatto che molti usano adblocker vari e quindi i banner non li visualizzi (neanche quelli payperview che pagano a visualizzazione e non a click) di conseguenza il sito non vede un centesimo.
    Un buon payperview dà 0,0002 a visualizzazione. No, il numero di zeri non è sbagliato, sono 2 DECIMILLESIMI di euro: cioè per ogni 100 visualizzazioni sono 2 centesimi di euro. Per arrivare a 2 euro devi avere DIECIMILA visualizzazioni e tutte di utenti diversi (il banner considera l'ip di provenienza, una volta visualizzato con quell'ip, quell'ip è bruciato per le prossime 24/48 ore a seconda del banner, quindi le visualizzazioni successive non incassano soldi) tutte di utenti diversi senza adblocker.
    I payperclick (dove l'utente deve cliccare perché il sito faccia soldi) possono arrivare a pagare in alcuni casi 50 centesimi a click (ma più spesso parliamo di cifre tra i 2 e i 20 centesimi a click) sempre secondo lo stesso criterio.

    > E
    > contemporaneamente era sempre a piangere miseria
    > e a chidere soldi e
    > donazioni...

    Se le cifre sono quelle che dice, è ovvio che piangesse miseria: a fine anno aveva un passivo del 150%. Cioè riceveva 2 e spendeva 5.

    > Oltretutto Tex era uno che minacciava gli utenti
    > che non cliccavano sui banner o dicevano di aver
    > messo filtri sul browser per non avere
    > pubblicità, di esclusione. E spammava
    > personalmente anche via PM.

    Non conosco il sito, tuttavia, se fosse come dici, com'è che tutta quella gente ci rimaneva sopra?

    > Tempo fa ebbe anche l'idea, poi mai applicata
    > perchè alcuni si opposero apertamente, di mettere
    > i link a pagamento perché i soldi non gli
    > bastavano mai...

    Sarebbe un suicidio, come se poi fosse l'unico ad avere qualcosa. Dovrebbe sapere bene che nel momento in cui qualcosa è a disposizione non puoi impedire che circoli liberamente. Succede in tutti i settori. Comunque non era un sito di prerelease, non più di mille altri: quelli di sicuro non hanno tutti questi utenti e soprattutto non sono mai così visibili, in genere non vengono neanche indicizzati su Google. Ma il mondo delle prerelease in Italia praticamente non esiste più. All'estero però...
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato

    > Non conosco il sito, tuttavia, se fosse come
    > dici, com'è che tutta quella gente ci rimaneva
    > sopra?

    Perchè la gran parte degli utenti semplicemente se ne fregava delle sue sparate, del suo spam e delle sue minacce vuote da bullo informatico e andava avanti per la propria strada.
    Aggiungi che il sito era ben fatto, era multiprotocollo e aveva quantità di link non indifferenti.
    Aggiungi anche che c'era una percentuale di fan e di uTonti molto superiore che da altri parti, tale che quando lui chiedeva soldi e piangeva miseria, cosa che faceva di continuo, donavano dicendo che erano felici di farlo, neanche avesse inventato lui internet e il p2p...

    Se ho un giudizio critico è perchè io certe cose le ho viste e le ho lette personalmente, non una volta o due, ma più e più volte. Mai visto altrove un altro personaggio tanto fasullo e ipocrita nel mondo p2p.
    Quindi ripeto: mi dispiace per il sito ben fatto e per gli utenti che non meritano conseguenze per la sua manifesta incapacità, ma lui era un furbetto di bassa lega e spero gli diano il massimo della pena.
    non+autenticato
  • MAh... per hobby gestisco un piccolo sito che ha circa 500 visite al giorno, e con la pubblicità arrivo a quasi 500 euro all'anno.

    Certo pochissimo ma se confrontiamo 500 visite al giorno contro le 300.000 dire che riuscisse a guadagnare solo 2000 euro all'anno mi sembra davver MOLTO POCO...

    In sostanza guadagna 4 volte tanto il mio sitarello avendo il 60.000% di visite in più ogni giorno? mah... mi risulta difficile crederlo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: Rayden
    > Un buon payperview dà 0,0002 a visualizzazione.
    > No, il numero di zeri non è sbagliato, sono 2
    > DECIMILLESIMI di euro: cioè per ogni 100
    > visualizzazioni sono 2 centesimi di euro. Per
    > arrivare a 2 euro devi avere DIECIMILA
    > visualizzazioni e tutte di utenti diversi (il
    > banner considera l'ip di provenienza, una volta
    > visualizzato con quell'ip, quell'ip è bruciato
    > per le prossime 24/48 ore a seconda del banner,
    > quindi le visualizzazioni successive non
    > incassano soldi) tutte di utenti diversi senza
    > adblocker.

    Secondo me invece con questi numeri (300.000 visitatori unici giorno) faceva un sacco di soldi... riporti la mia esperienza diretta con AdMob (per chi non lo sapesse è un circuito di pubblicazione banner su siti e app mobile).

    Io ho 100.000 pageview mese (si badi bene: MESE) e guadagno mediamente $200 al mese.
    Se uno ha 300.000 pageview al giorno (e 300.000 utenti unici giorno ne fanno molte di più di pageview), il conto è presto fatto: $200 x 3 x 30 = $18.000 / mese!!!
    frk
    344
  • - Scritto da: frk
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > - Scritto da: Rayden
    > > Un buon payperview dà 0,0002 a
    > visualizzazione.
    > > No, il numero di zeri non è sbagliato, sono 2
    > > DECIMILLESIMI di euro: cioè per ogni 100
    > > visualizzazioni sono 2 centesimi di euro. Per
    > > arrivare a 2 euro devi avere DIECIMILA
    > > visualizzazioni e tutte di utenti diversi (il
    > > banner considera l'ip di provenienza, una
    > volta
    > > visualizzato con quell'ip, quell'ip è
    > bruciato
    > > per le prossime 24/48 ore a seconda del
    > banner,
    > > quindi le visualizzazioni successive non
    > > incassano soldi) tutte di utenti diversi
    > senza
    > > adblocker.
    >
    > Secondo me invece con questi numeri (300.000
    > visitatori unici giorno) faceva un sacco di
    > soldi... riporti la mia esperienza diretta con
    > AdMob (per chi non lo sapesse è un circuito di
    > pubblicazione banner su siti e app
    > mobile).
    >
    > Io ho 100.000 pageview mese (si badi bene: MESE)
    > e guadagno mediamente $200 al
    > mese (pay per click).
    > Se uno ha 300.000 pageview al giorno (e 300.000
    > utenti unici giorno ne fanno molte di più di
    > pageview), il conto è presto fatto: $200 x 3 x 30
    > = $18.000 /
    > mese!!!
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  • - Scritto da: frk
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > - Scritto da: Rayden
    > > Un buon payperview dà 0,0002 a
    > visualizzazione.
    > > No, il numero di zeri non è sbagliato, sono 2
    > > DECIMILLESIMI di euro: cioè per ogni 100
    > > visualizzazioni sono 2 centesimi di euro. Per
    > > arrivare a 2 euro devi avere DIECIMILA
    > > visualizzazioni e tutte di utenti diversi (il
    > > banner considera l'ip di provenienza, una
    > volta
    > > visualizzato con quell'ip, quell'ip è
    > bruciato
    > > per le prossime 24/48 ore a seconda del
    > banner,
    > > quindi le visualizzazioni successive non
    > > incassano soldi) tutte di utenti diversi
    > senza
    > > adblocker.
    >
    > Secondo me invece con questi numeri (300.000
    > visitatori unici giorno) faceva un sacco di
    > soldi... riporti la mia esperienza diretta con
    > AdMob (per chi non lo sapesse è un circuito di
    > pubblicazione banner su siti e app
    > mobile).
    >
    > Io ho 100.000 pageview mese (si badi bene: MESE)
    > e guadagno mediamente $200 al
    > mese.
    > Se uno ha 300.000 pageview al giorno (e 300.000
    > utenti unici giorno ne fanno molte di più di
    > pageview), il conto è presto fatto: $200 x 3 x 30
    > = $18.000 /
    > mese!!!

    Bella questa matematica fantasiosa.
  • > > = $18.000 /
    > > mese!!!
    >
    > Bella questa matematica fantasiosa.

    Argomentare no?

    Se io ho 3.000 pageview al giorno e guadagno $200 al mese, perchè chi ne fa 300.000 non dovrebbe guadagnarne $20.000 ?
    frk
    344
  • non conosco il sito in questione ma se e' vero che era solo un repository di link penso che la guardia di finanza e quindi il giudice abbia commesso un gravissimo illecito, casi del genere vengono trattati spesso dalla EFF americana e vengono sempre vinti nonostante la loro legislazione sia piu' stringente della nostra . E' diverso per attivita' di condivisione, p2p o a server centrale ma non mi pare sia questo il caso, in caso di streaming l'illecito e' dell'host che conserva il file non certo di chi lo linka o chi fa streaming, e' come denunciare un utente per essersi sintonizzato su un canale tv dove trasmettevano un film per cui non sono pagati i diritti.
    E' sempre possibile che un giudice pazzo condanni per un link ed e' gia' successo ma non mi sento di poter parlare di stato di diritto in questo caso
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > non conosco il sito in questione ma se e' vero
    > che era solo un repository di link penso che la
    > guardia di finanza e quindi il giudice abbia
    > commesso un gravissimo illecito, casi del genere
    > vengono trattati spesso dalla EFF americana e
    > vengono sempre vinti nonostante la loro

    http://punto-informatico.it/2278754/PI/News/torren...
    - Sta facendo il giro della Rete la notizia della sentenza con cui il giudice distrettuale Judge Florence-Marie Cooper ha condannato il motore di ricerca TorrentSpy a corrispondere, a titolo di risarcimento per aver volontariamente contribuito all'infrazione del copyright, ben 110 milioni di dollari all'industria cinematografica rappresentata da MPAA.


    http://punto-informatico.it/1727117/PI/News/usa-co...

    il 23enne Grant Stanley, condannato in questi giorni da un tribunale americano per aver messo in piedi e gestito un sito di link. Si tratta della prima condanna in assoluto negli States per il gestore di un sito dedicato agli utenti BitTorrent, una sentenza che prevede cinque mesi di carcere, altrettanti di arresti domiciliari, tre anni di libertà vigilata con accesso condizionato ad Internet e 3mila dollari di multa.

    Della condanna informa il Ministero della Giustizia americano: Grant avrebbe ammesso di aver gestito, in associazione con altri, il sito EliteTorrents.org e di aver violato il Family Entertainment Copyright Act.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: nome e cognome
    > > non conosco il sito in questione ma se e'
    > vero
    > > che era solo un repository di link penso che
    > la
    > > guardia di finanza e quindi il giudice abbia
    > > commesso un gravissimo illecito, casi del
    > genere
    > > vengono trattati spesso dalla EFF americana e
    > > vengono sempre vinti nonostante la loro
    >
    > http://punto-informatico.it/2278754/PI/News/torren
    > - Sta facendo il giro della Rete la notizia della
    > sentenza con cui il giudice distrettuale Judge
    > Florence-Marie Cooper ha condannato il motore di
    > ricerca TorrentSpy a corrispondere, a titolo di
    > risarcimento per aver volontariamente contribuito
    > all'infrazione del copyright, ben 110 milioni di
    > dollari all'industria cinematografica
    > rappresentata da
    > MPAA.
    >

    >
    > http://punto-informatico.it/1727117/PI/News/usa-co
    >
    > il 23enne Grant Stanley, condannato in questi
    > giorni da un tribunale americano per aver messo
    > in piedi e gestito un sito di link. Si tratta
    > della prima condanna in assoluto negli States per
    > il gestore di un sito dedicato agli utenti
    > BitTorrent, una sentenza che prevede cinque mesi
    > di carcere, altrettanti di arresti domiciliari,
    > tre anni di libertà vigilata con accesso
    > condizionato ad Internet e 3mila dollari di
    > multa.
    >
    > Della condanna informa il Ministero della
    > Giustizia americano: Grant avrebbe ammesso di
    > aver gestito, in associazione con altri, il sito
    > EliteTorrents.org e di aver violato il Family
    > Entertainment Copyright Act.
    >
    >


    "La vendita di copie pirata favorisce il mercato degli originali"

    "In ogni caso, invertendo l'argomentazione giuridica, è concepibile che un cliente, dopo aver sentito o visto la copia pirata, possa decidere di acquistare gli originali ... in modo che la vendita di copie pirata, lungi dal nuocere, favorisca il mercato delle riproduzioni originali".


    Chi lo ha scritto? Un esponente del Partito Pirata? Un arruffapopolo, dedito a sbornie di demagogia? ( http://www.socialmediamarketing.it/i-nostri-infilt.../ )

    No, è stato messo nero su bianco in una sentenza ( http://es.scribd.com/doc/69721113/Sentencia-Penal-... ) pronunciata da un giudice spagnolo all'esito di un procedimento penale che vedeva come imputati dei venditori di cd/dvd "pirata".

    La sentenza evoca alla mente un precedente italiano ( http://www.antiarte.it/eugius/sentenza_anticopyrig... ) del 2001 (la nota "sentenza anticopyright" dell'allora giudice, Gennaro Francione) in cui era possibile leggere "Anche sul campo della concreta offensività la New economy ha dimostrato come addirittura la diffusione gratuita delle opere artistiche acceleri paradossalmente la vendita anche degli altri prodotti smistati nei canali ufficiali, e se ciò vale nello spazio virtuale di Internet deve valere anche nello spazio materiale con vendita massiccia di prodotti-copia che alimentano l'immagine e la vendita dello stesso prodotto smistato in via "legale".

    Nella sentenza spagnola, in particolare, si è negato qualsivoglia risarcimento sulla base del presupposto dell'assenza del danno. L' acquisto del materiale pirata sarebbe, infatti, espressione inequivocabile della volontà di non acquistare il prodotto originale ( "i clienti di musica e film pirata, quando effettuano l'acquisto, esternano la loro decisione di non voler acquistare musica e film originali, cosicchè non vi è alcuna perdita. Detto in altre parole, questi acquirenti o comprano al prezzo basso del supporto pirata o non comprano affatto") .

    http://scialdone.blogspot.com/2011/11/la-vendita-d...
  • Non c'entra niente con quanto detto. Mi hai fatto sprecare 10 secondi di tempo. Stasera quando sarai nel letto spero che non dormirai per il senso di colpa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Non c'entra niente con quanto detto.

    Ah già, dimenticavo che non puoi arrivarci... vi sopravvaluto sempre...
  • - Scritto da: nome e cognome
    > non conosco il sito in questione ma se e' vero
    > che era solo un repository di link penso che la
    > guardia di finanza e quindi il giudice abbia
    > commesso un gravissimo illecito, casi del genere
    > vengono trattati spesso dalla EFF americana e
    > vengono sempre vinti nonostante la loro
    > legislazione sia piu' stringente della nostra .
    > E' diverso per attivita' di condivisione, p2p o a
    > server centrale ma non mi pare sia questo il
    > caso, in caso di streaming l'illecito e'
    > dell'host che conserva il file non certo di chi
    > lo linka o chi fa streaming, e' come denunciare
    > un utente per essersi sintonizzato su un canale
    > tv dove trasmettevano un film per cui non sono
    > pagati i diritti.
    >
    > E' sempre possibile che un giudice pazzo condanni
    > per un link ed e' gia' successo ma non mi sento
    > di poter parlare di stato di diritto in questo
    > caso

    Secondo la legislazione italiana del: "due pesi e due misure" la sentenza e' perfettamente corretta, cosi' come corretta sarebbe stata se foss stata opposta.
    krane
    22544
  • - Scritto da: nome e cognome
    > non conosco il sito in questione ma se e' vero
    > che era solo un repository di link penso che la
    > guardia di finanza e quindi il giudice abbia
    > commesso un gravissimo illecito, casi del genere
    > vengono trattati spesso dalla EFF americana e
    > vengono sempre vinti nonostante la loro
    > legislazione sia piu' stringente della nostra .
    > E' diverso per attivita' di condivisione, p2p o a
    > server centrale ma non mi pare sia questo il
    > caso, in caso di streaming l'illecito e'
    > dell'host che conserva il file non certo di chi
    > lo linka o chi fa streaming, e' come denunciare
    > un utente per essersi sintonizzato su un canale
    > tv dove trasmettevano un film per cui non sono
    > pagati i diritti.
    >
    > E' sempre possibile che un giudice pazzo condanni
    > per un link ed e' gia' successo ma non mi sento
    > di poter parlare di stato di diritto in questo
    > caso


    Stai scherzando immagino... questo è da galera e buttare via la chiave, altro che innocenti link, tra i vari reati si è anche venduto l'anagrafica di 300.000 utenti senza il preventivo consenso. In un forum in cui si usa troppo spesso la parola privacy come scudo per fare quello che si vuole, ora che è violentemente violata, passa inosservata? Bizzarro, non trovi?

    Importante operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza di Agropoli grazie alla quale è finito in carcere P.G., quarantanovenne originario di Napoli e residente ad Agropoli (Sa), conosciuto sulla Rete come “Tex Willer”. L’operazione giunge al termine delle indagini scaturite dal sequestro - nel mese di novembre 2011 - di 5 siti del network Italianshare, tra i più diffusi in Italia, con 300.000 mila utenti iscritti, 550.000 accessi mensili e 31.402 opere coperte da copyright illecitamente poste in condivisione. Il network era composto dai siti web: www.Italianshare.net; musicshare.italiannetwork.net; filmshare.italiannetwork.net; uwp.italiannetwork.net; e www.italiansexy.net. Le indagini condotte dalla Gdf hanno permesso di far emergere, secondo na nota della Gdf «che “Tex Willer”, nel corso del 2011, aveva venduto a diverse imprese del settore pubblicitario il database di utenti iscritti ai siti pirata, mettendo a disposizione i dati forniti in sede di registrazione, l’email e gli indirizzi Ip dei 300.000 utilizzatori del network illegale, senza aver preventivamente acquisito il loro consenso. In base agli accordi intercorsi, tali dati sensibili sono stati ceduti per consentire l’invio agli utenti di comunicazioni, test e banner pubblicitari da parte di 6 imprese acquirenti, permettendo a Tex Willer di incassare 37.000 Euro. Inoltre, le indagini finalizzate all’identificazione della cittadina extra-comunitaria formalmente intestataria degli spazi sui server di una società di Las Vegas su cui erano ospitati i siti appartenenti al network, hanno permesso di far emergere che Tex Willer si è servito nel corso degli anni dei dati anagrafici e dei documenti di numerose persone ignare per creare documenti falsi e identità fittizie utilizzate per l’attivazione di carte di credito e prepagate, utilizzate per incassare i proventi dell’attività illecita, nonché per l’occultamento della titolarità del network pirata Italianshare».
    Fapav plaude al lavoro svolto dalla Guardia di Finanza di Agropoli: «E’ opportuno proseguire sulla strada intrapresa», sottolinea il segretario geenrale Federico Bagnoli Rossi, «per contrastare il fenomeno della pirateria, dietro al quale, come dimostra il caso “Italianshare”, si celano ingenti proventi illeciti. Le cifre riportate dalla Guardia di Finanza di Agropoli sono allarmanti ed è importante che la società civile inizi a rendersi conto della reale entità della pirateria e del danno che causa all’economia del nostro Paese». «L'indagine sui flussi finanziari legati alla pirateria da parte della Guardia di Finanza, i risvolti sul commercio dei dati personali dei net-citizen che utilizzavano il sito, devono far riflettere sulla reale portata di questo fenomeno. Ci auguriamo ora una seria indagine anche contro le società che hanno comprato spazi pubblicitari sul sito, finanziando un'attività illegale di questo livello» ha invece commentato Enzo Mazza, presidente di Fimi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: nome e cognome

    > Stai scherzando immagino... questo è da galera e
    > buttare via la chiave, altro che innocenti link,
    > tra i vari reati si è anche venduto l'anagrafica
    > di 300.000 utenti senza il preventivo consenso.
    > In un forum in cui si usa troppo spesso la parola
    > privacy come scudo per fare quello che si vuole,
    > ora che è violentemente violata, passa
    > inosservata? Bizzarro, non trovi?

    Piu' che da galera lui e' da istituto di igene mentale chi va su questi siti e lascia i dati veri Cylon
    krane
    22544
  • + tutti quelli degli altri network, circuiti, comunity, ecc.
    In un momento in cui la politica è a dir poco impopolare
    e ancora di più lo sarà dopo che il nuovo/i governo/i
    varerà "leggi da fame".
    Beh forse è la volta buona per chi li catalizzerà rali voti
    di avere la possibilità di varare una seria riforma del Copyright
    in Italia.
  • Da buon napoletano starà già studiando altri metodi per fregare il prossimo. A Tex Willer del P2P non fregava nulla, ma di tutti gli uTonti che visitavano i forum, scaricavano, generando clic (quindi guadagno) e magari donavano anche al miserabile che spammava nelle loro caselle di posta elettronica, questo sì! Uno modo come un altro per guadagnare alle spalle degli ignari e degli sprovveduti.
    non+autenticato
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