Alfonso Maruccia

Privacy e tracciamento, si muove il W3C

Il consorzio che stabilisce gli standard del World Wide Web pubblica la prima bozza di un nuovo framework per la gestione della privacy degli utenti. Troppo logging online fa male alla vita delle persone, avverte ENISA

Roma - Nella perdurante discussione su Do Not Track list, privacy e tracciamento da parte dei siti entra di peso il World Wide Web Consortium (W3C), con la pubblicazione di due bozze inerenti pratiche condivise di gestione della privacy. Le pratiche, va da sé, andrebbero messe in atto dai webmaster e dalle grandi aziende su base volontaria.

Le bozze sintetizzate dal W3C - che augurabilmente dovrebbero fornire la base per i futuri documenti conclusivi sull'argomento - prendono in considerazione la Tracking Preference Expression, vale a dire un set di standard attraverso cui esprimere la propria preferenza in merito alle pratiche di tracciamento da parte dei siti, e la Tracking Compliance and Scope Specification per la definizione di preferenze "Do Not Track" e le relative pratiche che i siti web dovranno (dovrebbero) mettere in atto per rispettarle.

"Sappiamo che ci sono molti tipi di utenti - spiega Aleecia McDonald di Mozilla Foundation e co-presidente del Tracking Protection Working Group del W3C - Alcuni abbracciano con passione i benefici dei servizi web personalizzati, mentre altri tengono in considerazione la loro privacy più di qualsiasi altra cosa".
L'obiettivo del W3C è dunque mettere l'utente "al comando" delle tecnologie Do Not Track e delle preferenze di tracciamento (presunte) standard del web, dice McDonald, così che ognuno possa scegliere il profilo che più preferisce.

Quello che il W3C non dice ma che ENISA (European Network and Information Security Agency) evidenzia nel suo nuovo rapporto, invece, è la tendenza a trasformare la moderna pratica di logging ubiquo dei siti e servizi web in un vero e proprio incubo da "tracciamento di vita" online. L'Europa dovrebbe in tal senso prevedere "sanzioni reali" contro l'abuso della pratica da parte delle aziende e dei grandi social network.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • TecnologiaDo Not Track, Microsoft al W3CIl consorzio degli standard web accetta la proposta di Redmond in merito alle pratiche di "opt-out" dalla pubblicità tracciante. La tecnologia è semplice ma resta da convincere l'industria dell'advertising
  • SicurezzaENISA: HTML5 non è sicuroL'agenzia per la cyber-sicurezza europea mette in guarda il W3C dai rischi connessi con le nuove specifiche della lingua franca del World Wide Web
7 Commenti alla Notizia Privacy e tracciamento, si muove il W3C
Ordina
  • Questo approccio porterà ad una 'esposizione di contenuti a due velocità' (mutuo il termine dal corrispondente concetto relativo alla garanzia di banda).

    In pratica succederà che chi espone i contenuti lo farà in modo condizionato: più ti lasci tracciare, più contenuti ti consento di consultare.

    Tutto sommato qualcosa di analogo è già stato fatto in passato con la pubblicità, e penso che verrà ripreso a causa di tutti i filtri utilizzati nei browser: contenuti in cambio di pubblicità.
  • è una posisbile evoluzione effettivamente, anche se la velocità non interessa la connessione ma la comprensione della query. Se entri in un bar dove sei conosciuto e chiedi "il solito" oppure semplicemente un caffè corretto, ti servono prima ma non perchè siano più veloci a farlo, sono solo più veloci a capire cosa vuoi, che tipo di correzione (sambuca, grappa, brandy) e in che misura (poca, tanta, tantissima).
    se gli isp useranno la scelta di do not track per peggiorare il transito del traffico dati saranno da sanzionare. credo che le authority delle comunicazioni e i garanti della privacy saranno molto attenti e vigileranno. soprattutto in Europa.
    non+autenticato
  • concordo, ed evidentemente mi sono male espresso.

    con 'a due velocità' non intendevo riferirmi alla disponibilità di banda, ma a quella di contenuti.

    Do ut des, insomma: vuoi contenuti a valore aggiunto? giochini? musica? notizie? ... ed allora accetta che i tuoi contenuti vengano tracciati, e magari non filtrare la pubblicità che cercano di propinarti.
  • ..anche se tutti i 5 principali browser dovranno andare prima o poi nella soluzione suggerita anche dal w3c. soprattutto in europa dove il problema è sentito più che negli Usa.
  • ottima la scelta di lasciare all'utente il massimo controllo sul livello di monitoraggio che desidera. In questa direzione si muove da tempo anche il sistema di opzioni do not track di Internet Explorer, gli altri browser per ora hanno soluzioni più grezze o meno trasparenti...
  • - Scritto da: mr.browser
    > ottima la scelta di lasciare all'utente il
    > massimo controllo sul livello di monitoraggio che
    > desidera. In questa direzione si muove da tempo
    > anche il sistema di opzioni do not track di
    > Internet Explorer, gli altri browser per ora
    > hanno soluzioni più grezze o meno
    > trasparenti...
    Trasparenza?
    MS?
    IE?
    Si come parlare di corda in casa dell'impiccato!
    non+autenticato
  • - Scritto da: mr.browser
    > ottima la scelta di lasciare all'utente il
    > massimo controllo sul livello di monitoraggio che
    > desidera. In questa direzione si muove da tempo
    > anche il sistema di opzioni do not track di
    > Internet Explorer, gli altri browser per ora
    > hanno soluzioni più grezze o meno
    > trasparenti...

    E' la barzelletta del venerdi, oppure sei anche tu uno dei tanti trolloni che difende M$ aggratis?