Gabriele Niola

WebTheatre/ Perdersi dentro Google. A puntate

di G. Niola - L'inizio di una webserie italiana. Il protagonista cade nell'universo parallelo di Google, a cavallo tra realtÓ e rappresentazione della realtÓ in rete. RiuscirÓ ad uscire da Matrix?

Roma - L'arrivo online dell'atteso primo episodio di Lost in Google, la webserie firmata da The JackaL il cui pilota/promo/teaser era stato postato circa 4 mesi fa, segna il punto di arrivo ad una produzione finzionale (si spera stabile) di una delle squadre di produzione audiovisuale più organizzate, interessanti e serie del panorama online italiano.
Lost in Google è una webserie basata su due assunti, uno di contenuto e uno di forma. La storia semplicissima è quella di un ragazzo risucchiato dentro il motore di ricerca dopo aver tentato di cercare la parola "Google" su Google stesso e degli amici rimasti fuori a cercarlo. La trovata di forma è quella di integrare in ogni episodio alcuni tra i commenti all'episodio precedente, cercando di direzionare il racconto in armonia con i suggerimenti degli utenti.

Lost In Google


Nessuna di queste due idee è davvero nuova. Giocare con la profondità, l'estensione e il confine che esiste tra la realtà e la sua rappresentazione in rete (specie ad opera di Google) è stato nel tempo un tema al centro di molti video. Mentre lavorare con le trame di una serie, sfruttando parte dell'intelligenza e della creatività collettiva dei commenti era l'idea di I.Channel, una delle primissime webserie, rivoluzionaria nel suo piccolo ma arrivata in un'era in cui la serialità online non aveva sbocchi, fonti di reddito o sponsor pronti ad investire.
Di tutto questo però quelli di The JackaL fanno un ottimo mix, condendo il tutto con l'abilità che hanno sempre mostrato nel confezionare i video (meno nel recitare, quello è un tallone d'Achille che si portano dietro da tempo).
Il gruppo era emerso circa tre anni fa con quello che ad oggi è il loro video di maggior successo, una parodia degli spot di assorbenti. Da lì in poi sempre di più si sono prodotti in lavori personali e non, che girano intorno alle tematiche della rete e a quelle di attualità.
Cavalcando con gran tempismo temi e meme dei giornali (dal berlusconismo alle vuvuzelas) e mettendo in scena le idiosincrasie della rete con linguaggio filmico (Mission: Facebook), The JackaL si è dimostrato un collettivo tra i più coerenti e costanti nella produzione e nel livello qualitativo tra quelli emersi fino ad ora su YouTube.

Lost in Google arriva quindi come il loro primo esperimento nella serialità e nel racconto, distinguendosi immediatamente dal resto della produzione nostrana per tono, impatto visivo e ambizioni. Nonostante il solito profluvio di citazioni visive (il pilota già girava dalle parti di Lost, questo rimescola Matrix sia nella visione dell'anticamera di Google, sia nel cliffhanger finale) è indubbio che Lost in Google, per quel che è dato vedere nel primo episodio e dalle sue premesse, mostra una comprensione tale dei linguaggi del video in rete da potersi permettere di fare il traduttore, rimescolando di episodio in episodio gli stimoli grezzi per renderli intreccio, gag, trama o anche solo citazione adatta ad una webserie. Il tutto senza nascondere il meccanismo ma anzi esponendolo (anche se pure questo, a suo modo, lo faceva I.Channel).
Il successo, eventuale, di produzioni come Lost In Google, meglio se accompagnato da un'idea di ritorno economico, sono l'unico possibile stimolo ad una produzione italiana di livello.

LOST IN GOOGLE - Episodio 0


LOST IN GOOGLE - Episodio 1


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