
Diverse le reazioni alle dichiarazioni di Sarkozy. Quelle più critiche da parte dei rappresentanti dell'organizzazione non profit
La Quadrature Du Net. "Abbiamo descritto Nicolas Sarkozy come il Presidente dei ricchi, ma passerà altresì alla storia come il presidente dei media del passato, del rifiuto dell'innovazione nelle politiche del diritto d'autore e della cultura", ha
dichiarato il
co-founder Philippe Aigrain.
Lo stesso Aigrain ha poi sottolineato come il presidente della Rete civilizzata - il riferimento non può che essere alle tesi sbandierate da Sarkozy nel corso dell'ultimo G8 - abbia deciso di ignorare del tutto le stesse fondamenta della cultura ai tempi del digitale.
Posizioni più moderate da parte del commissario europeo per l'Agenda Digitale Neelie Kroes, che si è chiesto in primis come faranno praticamente i vari artisti a sopravvivere a livello economico. Le misure di
enforcement non dovrebbero far dimenticare un altro punto nodale della vicenda:
lo sviluppo di un sano e robusto contesto per la remunerazione dei creatori di opere dell'ingegno.
Secondo Kroes,
i milioni di dollari investiti per la tutela del copyright non sarebbero serviti appieno alla causa anti-pirateria. Gli artisti di oggi - soprattutto i giovani - si ritroverebbero a vivere con circa mille euro al mese. Almeno così ricompensati dalle varie
collecting society del Vecchio Continente.
L'intero meccanismo basato sul copyright dovrebbe dunque riportare al centro dell'attenzione gli artisti più che la crociata contro i siti illeciti.
Bisognerebbe dunque aiutarli ad uscire dalla crisi economica, favorendo un contesto di crescita culturale e tecnologica. Al di là di una vera e propria "ossessione" per la difesa del diritto d'autore.
Mauro Vecchio