Claudio Tamburrino

Penguin, stop al prestito di ebook

L'editoria continua ad essere refrattaria all'affitto dei formati digitali: un altro punto a favore della carta

Roma - L'editore Penguin ha riferito che per "motivi di sicurezza" i suoi nuovi titoli digitali non arriveranno in prestito.

Penguin parla in generale di questioni legate "alla sicurezza dei formati digitali". Le preoccupazioni, insomma, rimangono ancora non meglio specificate, ma potrebbero essere sintetizzate con una parola: pirateria.

Per questo, l'editore statunitense sta togliendo e ritardando l'arrivo dei suoi nuovi ebook nelle biblioteche (in particolare attraverso il circuito di distribuzione OverDrive) e si è escluso dal programma di affitto a disposizione su Kindle.
Il ritardo dovrebbe prolungarsi fino a quando questi "problemi" non saranno risolti: nel frattempo restano in sospeso tutta una serie di questioni legate al fatto che Penguin ha deciso di togliere titoli per cui aveva prima dato permesso di affitto (e per cui avrebbe dunque già sottoscritto la necessaria licenza).

Le principali conseguenze sono tuttavia per il circuito bibliotecario a stelle e strisce che aveva sfruttato la nuova disponibilità dei titoli in affitto sui dispositivi Kindle per incrementare notevolmente le utenze digitali che già devono affrontare diverse restrizioni tra cui il numero limitato di affitti permessi per singola copia acquistata dalla biblioteca.

Claudio Tamburrino
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13 Commenti alla Notizia Penguin, stop al prestito di ebook
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  • Non dovete farvi imprestare il libro. Un file digitale non si impresta; non è fisicamente possibile.

    Se volete il libro, potete scaricarlo gratis, non avete bisogno di farvelo imprestare: che senso avrebbe il doverlo restituire alla fine, visto che è una copia nuova?
    non+autenticato
  • Ci scommetto un rene: alla fine tireranno fuori prodotti talmente "castrati" e vincolanti che chi lo acquisterà regolarmente si troverà incasinatissimo e farà fatica a leggerli, mentre chi se li copierà (o si affiderà a editori più lungimiranti, che magari si affidano al digital watermark) potrà leggerseli comodamente...
    non+autenticato
  • Non serve scommettere, è sempre stato così dall'introduzione dei seriali fino ai DRM, e continuerà ad essere così con DRM sempre più invasivi.
    Wolf01
    3342
  • Ormai e' evidente come questi inutili intermediari, la cui utilita', un tempo necessaria e apprezzata, e' oggi totalmente assente, stiano solo cercando di garantirsi una inutile sopravvivenza a spese della cultura e della collettivita'.

    La cultura e' un diritto.
    L'isituzione delle biblioteche e' garantita dalle costituzioni di mezzo mondo e risale alla notte dei tempi.
    E questi qua, pur di non ammettere che ormai sono inutili, sottraggono alla gente il sacrosanto diritto della lettura in prestito.

    Per non parlare poi dei non vedenti, che si sentiranno presi in giro: quando finalmente la tecnologia e' in grado di metterli in condizione di fruire delle opere letterarie, ci pensano questi "editori" a sottrarre loro questo diritt sacrosanto.

    Occorre un decreto di urgenza per eliminare questa inutile casta e restituire la cultura al legittimo proprietario: l'umanita'.
  • non sono d'accordo: come "campa" chi la cultura la produce? Un colpo al cerchio e un colpo alla botte... bisogna agevolare la cultura, ma anche garantire i diritti di tutti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paganetor
    > non sono d'accordo: come "campa" chi la cultura
    > la produce?

    Come campa l'imbianchino?
    Come campa l'idraulico?
    Come campa il programmatore?

    > Un colpo al cerchio e un colpo alla
    > botte... bisogna agevolare la cultura, ma anche
    > garantire i diritti di
    > tutti.

    Esatto!
    E i diritti di tutti sono l'accessibilita' delle opere letterarie tramite biblioteche.
    Quindi per garantire i diritti di tutti si elimina chi calpesta questo diritto.
  • sì, ma l'imbianchino non lavora gratis... perchè uno scrittore, o un pittore, o un compositore dovrebbero dare gratuitamente quello che producono?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paganetor
    > sì, ma l'imbianchino non lavora gratis... perchè
    > uno scrittore, o un pittore, o un compositore
    > dovrebbero dare gratuitamente quello che
    > producono?

    L'imbianchino non lavora gratis! Lavora su commissione. Si fa pagare UNA VOLTA per il suo lavoro, e poi arrivederci e grazie.

    Perche' lo scrittore e il compositore chiamano "lavorare" quello che fanno senza che nessuno glielo ha commissionato, e poi vogliono essere pagati fino alla terza generazione?

    Tu pittore, se ti commissiono un quadro, me lo dipingi, ti pago, e il quadro e' mio!
    Tu compositore, se ti commissiono un brano, me lo componi, ti pago e il brano e' mio!
    Tu musicista, se ti commissiono di venire a suonare alla mia festa, ti pago, suoni, e poi arrivederci e grazie.

    Cio' che e' stato fatto, e pagato, non deve generare altro reddito all'artista, come non genera altro reddito all'imbianchino il plafone imbiancato.
  • Sì ok, ma resta un problema: chi paga il musicista per comporre una canzone?

    Non mi risulta che tu vada dal musicista a chiedergli di comporre una hit a livello mondiale, quanto dovresti pagarla poi?

    Finché sono le major a commissionare delle canzoni e pagarlo è un conto (e poi certamente dovranno guadagnarci su), che poi i ricavi vadano alla major e anche al musicista è da vedere.

    In ogni caso, trovo più giusto che il musicista componga per passione e si faccia pagare a prestazione, cioè andando a suonare in locali, piazze e stadi e guadagnando direttamente dalla vendita dei biglietti o dal compenso del gestore del locale.

    Componi e non suoni/canti? Vendi l'opera ad un altro musicista che si farà pagare a prestazione per rientrare della spesa. Niente intermediari, i soldi vanno direttamente alle persone giuste e tutti sono felici.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Sì ok, ma resta un problema: chi paga il
    > musicista per comporre una
    > canzone?

    Chi gliela commissiona se c'e' un committente.

    Altrimenti se la compone per il proprio repertorio e la suona live, e la gente paga per vedere il concerto.

    > Non mi risulta che tu vada dal musicista a
    > chiedergli di comporre una hit a livello
    > mondiale, quanto dovresti pagarla poi?

    Io vado dal compositore e gli chiedo di compormi una colonna sonora per il mio video.
    La pago in base al tempo che ci mette: un tot all'ora.
    Lavora 10 ore? 50 euro/h per 10 fanno 500 euro, piu' iva 21% fa quello che fa.
    Pagamento a 60 gg.

    > In ogni caso, trovo più giusto che il musicista
    > componga per passione e si faccia pagare a
    > prestazione, cioè andando a suonare in locali,
    > piazze e stadi e guadagnando direttamente dalla
    > vendita dei biglietti o dal compenso del gestore
    > del locale.

    Come si e' sempre fatto e come si tornera' a fare.
    La copia digitale sara' solo un veicolo pubblicitario per l'artista.

    > Componi e non suoni/canti? Vendi l'opera ad un
    > altro musicista che si farà pagare a prestazione
    > per rientrare della spesa. Niente intermediari, i
    > soldi vanno direttamente alle persone giuste e
    > tutti sono
    > felici.

    Stiamo dicendo le stesse cose.
  • - Scritto da: Paganetor
    > sì, ma l'imbianchino non lavora gratis... perchè
    > uno scrittore, o un pittore, o un compositore
    > dovrebbero dare gratuitamente quello che
    > producono?

    Infatti non sono loro a dare il file gratuitamente: il file viene messo online da chi l'ha comprato, di solito.

    Ed è logico: tu scrivi un libro, ne vendi una copia a tizio, e tizio ti paga: poi, il proprietario di quel libro è tizio... e se lo vuole mettere su emule gratis, sono affari suoi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paganetor
    > non sono d'accordo: come "campa" chi la cultura
    > la produce?

    Andando a lavorare, come tutti gli altri.
    non+autenticato
  • > Ormai e' evidente come questi inutili
    > intermediari, la cui utilita', un tempo
    > necessaria e apprezzata, e' oggi totalmente
    > assente

    Secondo me se togli gli intermediari i prezzi lieviterebbero alle stesse.
    Sarebbe come togliere la grande distribuzione ed affidarsi solo a piccoli negozietti.

    Se voglio spendere poco dove vado, dal piccoletto o alla grande distribuzione?

    Molti documenti stranieri sarebbero inaccessibili in Italia a meno di cono conoscere tutte le lingue.

    Poi che ci siano di quelle porcate che ne io ne te conosciamo, questo è un altro discorso.


    > Occorre un decreto di urgenza per eliminare
    > questa inutile casta e restituire la cultura al
    > legittimo proprietario:
    > l'umanita'.

    Per il decreto, lo faranno assieme a quello che elimina i privilegi dei politici. Ci credi se ti dico che lo stanno per votare?

    Comunque la cultura è già disponibile per l'umanità, se la gente vuole davvero la cultura, può distribuire le sue conoscenza già da oggi.
    Su internet sono anni che si sta facendo e con grande successo.
    Migliaia di siti perfettamente legali sono li a dimostrarlo, compresa tutta la rete di usenet.
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    Modificato dall' autore il 23 novembre 2011 12.49
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