Claudio Tamburrino

L'alba dei robot gonfiabili

Ricercatori hanno sviluppato robot animati da aria compressa: per il momento si tratta di formichieri e arti guarniti da mani e dita mobili

Roma - Otherlabs ha sviluppato Ant-Roach, un robot gonfiabile simile ad un formichiere.



Si tratta ancora di un prototipo, finanziato anche da DARPA e in collaborazione con ricercatori della Stanford University, e ha portato allo sviluppo di un robot gonfiabile di circa 4,5 metri di lunghezza e pesante poco più di 30 kg, in grado di camminare (anche se con un'andatura lievemente traballante) e trasportare persone.
Il movimento degli arti del robot è impresso tramite aria compressa distribuita da un collettore centrale e che va a gonfiare e sgonfiare i bracci di plastica in modo da riprodurre il movimento degli arti.



Il tutto è gestito tramite un programma di controllo che passa da un computer collegato al robot tramite segnale wireless.

Con la stessa tecnologia Otherlabs ha già sviluppato anche un braccio robotico gonfiabile con tanto di mano e dita mobili.

Claudio Tamburrino
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4 Commenti alla Notizia L'alba dei robot gonfiabili
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  • Geniale! Sei veramente un grande!
    E solo a 10 anni... che dire a eistain gli fai un baffo!.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Caccolo
    > Geniale! Sei veramente un grande!

    ???
    Scusa eh... ma non hai mai giocato con i palloncini o con le buste delle paste ma anche con le lingue di menelik? La similitudine con i muscoli
    (contraendosi o allungandosi a seconda del gonfiare o sgonfiare) mi sembra automatica

    > E solo a 10 anni... che dire a eistain gli fai un
    > baffo!.

    E l'altro chi glielo fa?

    Mica dico che avevo costruito chissà cosa, ma semplicemente alcune articolazioni "sperimentali" usando la plastica di sacchi dell'immondizia, delle stecche di un vecchio stendino e molto nastro adesivo, più qualche tubetto e altra minuteria.
    L'arto aveva una doppia camera, come dicevo, dove uno faceva "corpo" e l'altro "muscolo" aggangiati in punti studiati via via e con tubetti dell'aria separati. Non avevo manco delle valvole e mi limitavo a fargli fare un certo movimento previsto soffiandoci o aspirando l'aria dai vari tbicini tappandoli con del filo plastificato se giunto al punto desiderato. Nulla di molto diverso dal giocare con i mattoncini com'è ovvio. Quel che dicevo infatti è che un'azienda nel 2011 dovrebbe saper fare molto di meglio di quel che si vede nel video e non è certo l'idea una grande novità.

    Se mi volevo vantare, parlavo di ben altre "invenzioni" Occhiolino
    non+autenticato
  • > Se mi volevo vantare, parlavo di ben altre
    > "invenzioni"
    > Occhiolino

    Sì sì dai!
    Parlaci anche di quelle!
    non+autenticato
  • A circa 10 anni e quindi oltre 20 anni fa, progettavo di meglio sullo stesso principio.
    Qui credo che gonfino tutto il pezzo per dargli movimento tramite la piega assunta, rendendo il tutto lento, io almeno avevo progettato due camere d'aria con una più piccola e sostenuta da leggeri scheletri di metallo (tipo stecche da stendino) che fungessero da muscoli e quella più grande da "arto". Solo se necessario si gonfiava o sgonfiava la parte esterna, mentre l'ipotesi era che gonfiando o sgonfiando i "muscoli" fosse più veloce e stabile essendo più piccoli. Ovviamente a parte delle prove su piccoli pezzi (gonfiati e sgonfiati a soffio) non andai oltre, e non avevo la minima idea della complicazione dell'equilibrio, ma di certo solo l'ipotesi era più articolata di quel coso a formichiere.
    non+autenticato