Claudio Tamburrino

Mosley: Google dimentichi lo scandalo

L'ex vertice della Formula Uno denuncia Google in Francia e in Germania: il problema è l'associazione nel motore di ricerca del suo nome con la parola "orgia". Mosley chiede una vigilanza costante

Roma - L'ex boss della Federazione Automobilistica Internazionale (FIA) Max Mosley ha deciso di cercare di far rimuovere da tutta la Rete il video molto compromettente che lo vede protagonista.

Mosley si è trovato nell'occhio dei ciclone quando è circolato online un video amatoriale che lo ritrae impegnato in quella che i media non hanno esitato a definire un'"orgia nazi-sessuale" con alcune escort. Dal punto di vista legale nel Regno Unito Mosley non aveva avuto fortuna: la High Court, pur riconoscendo la violazione della privacy, aveva respinto il ricorso con cui si chiedeva di costringere News of the World (quasi per la legge del contrappasso poi al centro di un altro scandalo che ha, questo sì, portato l'editore Rupert Murdoch a testimoniare in tribunale e la testata a chiudere) a rimuovere il video compromettente. Ormai era circolato, c'era ben poco da fare.

Ora, invece, Mosley riferisce di essersi di rivolto ai tribunali francesi e tedeschi (e, dice, in altri 20 paesi) per chiedere che Google sia costretta a monitorare ed eventualmente censurare i risultati delle query che associano il suo nome a pratiche sadomasochistiche, e che 193 siti rimuovano il materiale contestato.
Mountain View e altri siti interpellati sembrano peraltro, in seguito alle richieste degli avvocati dell'accusa, aver provveduto a rimuovere alcuni dei riferimenti contestati. Ma Mosley chiederebbe qualcosa di più al motore di ricerca: un costante e preventivo controllo atto a eliminare completamente la diffusione del video incriminato. In caso contrario minaccia azioni anche in California, dove il motore di ricerca ha base.

Il problema, dunque, passa dall'essere legato alla privacy di Mosley alla questione del diritto all'oblio: Google si vedrebbe costretto ad una vigilanza preventiva e sproporzionata per un intermediario. Una richiesta che, legata alla memoria da elefante della Rete, viene sporta al motore di ricerca sempre più spesso.

Claudio Tamburrino
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24 Commenti alla Notizia Mosley: Google dimentichi lo scandalo
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  • ora non lamentarti se tutti hanno visto come ti diverti! peccato solo perkè potresti essere mio nonno...
    non+autenticato
  • poi alla fine tutti sono esseri umani anche di chi e una celebrità, quindi io non vedo tutta questa esagerazione, chi dice cosi ha solo una coscienza sporca, perche chi lo dice, vuol dire che non se lo può permettere fisicamente!!! vediamo sè ci arrivate da soli.. XD
    non+autenticato
  • questo si poteva evitare, perche tu hai pubblicato il video sul web, quindi prendi le tue responsabilità!!
    non+autenticato
  • Secondo me troppi commenti si soffermano sul caso di Mosley in particolare, lui ha le sue colpe, non ci piove, ma ammettiamo che vi succeda una cosa del genere senza averne colpa, per uno scambio di nomi o che ne so io.
    Siete rovinati e tutti se ne lavano bellamente le mani.
    Se la notizia falsa sta su un sito di una persona normale gli fanno pelo e contro pelo, mentre i colossi come google hanno sempre ragione.
    Secondo me anche loro devono mettersi in condizione di poter far fronte ad eventuali errori o notizie diffamanti rivelatesi false.
    E non ditemi che sarà tanto difficile prevedere un filtro su una ricerca per due o tre parole chiare specifiche..
    non+autenticato
  • Google è solo un "visualizzatore" di gran parte del web, non è lui che crea contenuti.
    Se tu apri un'immagine che non ti piace, te la prendi col sistema ( visualizzatore di immagini, filesystem, ecc.. ) o con chi ha fatto quell'immagine?

    In questo caso di conseguenza che senso ha prendersela con Google? Si agisce sui siti che ospitano tale video o informazione in generale, di conseguenza Google non mostrerà più nulla u.u
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: strike1
    > Secondo me troppi commenti si soffermano sul caso
    > di Mosley in particolare, lui ha le sue colpe,
    > non ci piove, ma ammettiamo che vi succeda una
    > cosa del genere senza averne colpa, per uno
    > scambio di nomi o che ne so io.
    > Siete rovinati e tutti se ne lavano bellamente le mani.

    Succede da sempre con le malelingue di paese. Ma qui non si parla di diffamare o difendere un coerente valore di privacy, ma di conoscere la reale attitudine di una persona che riceve incarichi di rilevanza mondiale. A molti dipendenti nel mondo fanno firmare un Codice Etico che prevede comportamenti idonei a non ledere all'immagine della società.
    Lui no?

    > Se la notizia falsa sta su un sito di una persona
    > normale gli fanno pelo e contro pelo, mentre i
    > colossi come google hanno sempre ragione.

    A parte la cache Google dei siti, loro si limitano a trovare. Se in biblioteca il bibliotecario ti porta il libro che hai chiesto e tu nel testo trovi che parlano male di te, imponi al bibliotecario capo di non cercare più il libro sugli scaffali? Di dire che non si trova? Di dire che è all'indice della Santa Inquisizione e solo averlo richiesto ti porterà ad una dolorosa abiura sotto frustate a sangue e una minaccia di rogo?

    > Secondo me anche loro devono mettersi in
    > condizione di poter far fronte ad eventuali
    > errori o notizie diffamanti rivelatesi false.

    Non è il caso. Nessun errore, nessuna notizia falsa. Indicizzino anche le smentite pubblicate nei siti originali con uguale rilevanza, semmai.

    > E non ditemi che sarà tanto difficile prevedere
    > un filtro su una ricerca per due o tre parole
    > chiare specifiche..

    O i miliardi di filtri per tutti i complessivi prossimi "mosley" che vorranno rimettere tutto come prima.
    Come diceva chi ci spiegava le leggi della fisica, prendere un acquario con pesci vivi e bollirlo porterà ad una specie di zuppa di pesce con poca fatica. Prendere la zuppa e raffreddarla o altro non restituirà mai un acquario di pesci vivi.
    non+autenticato
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