massimo mantellini

Contrappunti/ Cinguettii democratici

di M. Mantellini - Twitter perde ogni connotato di social network e diventa a tutti gli effetti un sistema di spargimento di notizie. Personali o pubbliche, ma sempre provenienti da fonti famose o famigerate. E addio alla conversazione

Contrappunti/ Cinguettii democraticiRoma - Comunque la si pensi al riguardo una cosa sembra chiara: la nuova ondata di adozione di Twitter in Italia, caratterizzata dalla apertura dei profili di star della televisione e dei media, è un evento sociologicamente interessante.Per esempio il conduttore televisivo Gerry Scotti, fresco nuovo utilizzatore della piattaforma, si presenta così: "Gerry Scotti, nipote di contadino, figlio di operaio".

Le firme di primo piano della stampa italiana sono tutte atterrate su Twitter nelle ultime settimane; brutto non essere presente in un simile luccicante parterre de rois, devono aver pensato in molti, dal direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli a quello di Repubblica Ezio Mauro, da Mario Calabresi de La Stampa a Concita de Gregorio.

Le prime indiscrezioni sulla fine del governo Berlusconi sono uscite da un tweet di Franco Bechis, vicedirettore di Libero, negli ultimi giorni molti commenti e reazioni ha suscitato l'apertura del profilo del nuovo Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, che ha subito utilizzato i 140 caratteri a sua disposizione per mettere in guardia l'Iran dai rischi di una proliferazione nucleare. Il giorno della apertura del profilo il Ministro ha twittato ben 15 volte: probabilmente era il suo giorno libero.
Insomma pare che su Twitter la penisola dei famosi, le star della TV e dello sport, i più conosciuti commentatori della vita pubblica, abbiano iniziato a fare sul serio, trascinandosi dietro una vasta schiera di ammiratori e curiosi che hanno iniziato anch'essi ad utilizzare la piattaforma.

Jovanotti risponde a Fiorello che litiga con Sabina Guzzanti, parte del circo mediatico che fino a ieri si confrontava in TV e sui quotidiani si è improvvisamente spostato dentro la compressione dei cinguettii azzurri ed il risultato sembra essere ambivalente: da un lato mostra evidenti e positivi segni di freschezza ed impudenza, dall'altro genera un rimbombo circostante che amplifica più la confusione che i contenuti.

Il fenomeno non è nuovo, alcuni anni fa il boom della piattaforma in USA ha seguito le medesime modalità: una modesta, affezionata schiera di utilizzatori improvvisamente decuplicata dalla discesa in campo di Oprah Winfrey (oltre 8 milioni di followers ad oggi) e di tante altre icone dello star system; un amplificatore enorme ripetuto migliaia di volte sui media, fino alla confessione della tennista Serena Williams (oltre 2 milioni di followers), seccata di non poter twittare durante le brevi pause per il cambio di campo nelle sue partite ufficiali. Oggi Justin Bieber, adolescente cantante idolo dei teenager, ha su Twitter quasi 15 milioni di followers.

Il successo di Twitter, a differenza di quanto è accaduto a Facebook, sembra passare attraverso una logica broadcast con una spruzzata di improbabile interazione: la piattaforma acquista valore ed attenzione non tanto - come credevano i suoi fondatori all'inizio - nella costruzione di una ragnatela di rapporti interpersonali mediati da una sorta di sistema SMS allargato, ma attraverso la discesa in campo di una serie di emettitori forti, capaci di attirare l'attenzione del grande pubblico. Attorno ad essi cresce una vasta nuvola popolare di rimandi e brevi commenti, hashtag e replay di semplice esecuzione ma di modesto valore comunicativo visto che il sistema stesso mal si presta ad una conversazione organica e tracciabile. Pensato come piattaforma sociale per piccoli gruppi, Twitter - come spesso capita alle creature esposte agli utilizzi prevalenti degli utenti - è diventato un feed prevalentemente informativo ampio e velocissimo ma con ridotte attitudini relazionali.

L'anima broadcast legata alle celebrità è una delle due anime prevalenti, l'altra è appunto quella, assai più concreta ma minoritaria, del flusso informativo in tempo reale. Chi in questi giorni avesse voluto seguire le notizie sulle proteste popolari a Piazza Tahrir a Il Cairo avrebbe certamente potuto accendere lo streaming in inglese di Al Jazeera ma bene avrebbe fatto anche a seguire i tweet di Marina Petrillo, Alessandra Cardinale o Daniele Raineri direttamente dal cuore della protesta: una rappresentazione degli eventi concisa, partecipata e puntuale che certamente dipende dalle grandi capacità e dal coraggio dei testimoni ma che, almeno in parte, riguarda anche l'efficacia della piattaforma come strumento informativo e giornalistico.

Mentre osserviamo con curiosità e qualche sospetto i tweet di politici e ministri (a proposito non sarebbe male se per rispetto ai lettori si chiarissero le modalità di aggiornamento di questi profili che sono solo qualche volta aggiornati direttamente dall'intestatario), e mentre i nuovi utenti di Twitter si entusiasmano per la sconclusionata rassegna stampa di Fiorello in diretta dal suo edicolante, la piattaforma mostra chiari i segni della sua evoluzione. "Twitter non è un social network", con queste parole dai toni autoritari mi ammonisce da tempo la mia amica Mafe de Baggis. Sono d'accordo, finalmente, per lo meno da tempo non lo è più. Cosa non si farebbe per recuperare un'amicizia.

Massimo Mantellini
Manteblog

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24 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Cinguettii democratici
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  • secondo Shirky (2008), gli strumenti sociali si basano su 3 regole:
    promessa (è il perché, qualcosa che si può mantenere)
    strumento (è il come, ciò che definisce il genere di relazione)
    patto (le regole del gioco).
    La fama invece può essere definita come uno sbilanciamento tra attenzione in entrata e in uscita, quando si scrive per migliaia di persone, diventa difficile scegliere chi ascoltare e chi ignorare, alla lunga la tendenza diventa quella di ignorare. Si è così diventati famosi. l’egualitarismo è quindi possibili solo in piccoli sistemi sociali. Quando lo strumento perde dimensionalmente la possibilità di interscambio paritario, smette di essere social. Molti dei personaggi famosi che scrivono su twitter, non lo fanno in una logica social. Twitter può essere social oppure no, a seconda dell’uso che se ne fa.
    non+autenticato
  • e' un sistema per notizie; se seguo la star, ascolto solo lei e non mi posso lamentare se leggo solo, e solo le sue idiozie..

    ma molti (democratici) leggono i twitt per tag: se mandi un messaggio MA TAGGATO, lo mandi a tutti i lettori del tag senza essere star; tanto x fare un esempio concreto: cerca #ows
    la cosa non impedisce di seguire ANCHE la star o il governo nei loro monologhi, le star aumentano perche aumentano gli utenti, che sono aumentati finora (con meno star) proprio per le caratteristiche piu democratiche (tra cui l'apertura)..

    Quindi non direi proprio antidemocratico ed elitario: visti i recenti usi nel mondo!! l'articolo sembra scritto da uno che non vede come funziona e vuole sapere solo cosa fa fiorello...
    non+autenticato
  • Twitter non può funzionare in Italia. Se clicco un canale che è una parola italiana, troverò solo tag scritti in altre lingue, in cui quella parola esiste (ovviamente con altri significati).

    E in Twitter, se non usi i tag, non puoi fare niente: una volta che ne scrivi #facebook e #tette hai esaurito lo spazio, al massimo puoi aggiungere tvb.

    Ma non puoi fare nemmeno questo: "#facebook #tette tvb" è un messaggio troppo colto per Twitter, si rischia di essere bannati.
    non+autenticato
  • Da titolo, twitter non è mai stato un social network nel senso Facebook. Le "conversazioni" sono pubbliche (si ok, ci anche sono i profili privati ma non hanno tutto questo senso).
    Ora, a meno che una conversazione sia di pubblico interesse, io avrei piacere rimanesse privata (e magari a voce).
    Per quanto mi riguarda lo uso quando vado a, o seguo conferenze (con i canali tipo IRC solo che completamente pubblico) o quando faccio commit abbastanza voluminosi.
    Ultimo a pubblicare roba privata e o stupidaggini

    Su Facebook invece sono iscritto per quando amici e/o conoscenti mettono date di concerti/altriEventi in bacheca (ogni volta che vado a controllare mi arriva una mail con scritto "Bentornato su Facebook...")
    non+autenticato
  • - Scritto da: smilzoboboz
    > Da titolo, twitter non è mai stato un social
    > network nel senso Facebook. Le "conversazioni"
    > sono

    Sinceramente, ma è così importante decidere se sia o no un social network? Termine che comunque vuol dire tutto e niente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: smilzoboboz
    > > Da titolo, twitter non è mai stato un social
    > > network nel senso Facebook. Le
    > "conversazioni"
    > > sono
    >
    > Sinceramente, ma è così importante decidere se
    > sia o no un social network? Termine che comunque
    > vuol dire tutto e
    > niente.
    Buona la seconda! non significa un tubo ma suona bene quando lo scrivi nel tuo articolo (finchè andrà "dimoda" scriverlo.... cioè poco... massimo ancora un paio di mesi).
    non+autenticato
  • aggiungici poi due note sui punti importanti: fiorello, jovannotti, ecc
    e hai fatto l'articolo..
    ma, ..scusa siamo su PI?
    non+autenticato
  • http://goo.gl/zIDsa
    - Scritto da: smilzoboboz
    > Da titolo, twitter non è mai stato un social
    > network nel senso Facebook. Le "conversazioni"
    > sono pubbliche (si ok, ci anche sono i profili
    > privati ma non hanno tutto questo
    > senso).
    > Ora, a meno che una conversazione sia di pubblico
    > interesse, io avrei piacere rimanesse privata (e
    > magari a
    > voce).
    > Per quanto mi riguarda lo uso quando vado a, o
    > seguo conferenze (con i canali tipo IRC solo che
    > completamente pubblico) o quando faccio commit
    > abbastanza
    > voluminosi.
    > Ultimo a pubblicare roba privata e o stupidaggini
    >
    > Su Facebook invece sono iscritto per quando amici
    > e/o conoscenti mettono date di
    > concerti/altriEventi in bacheca (ogni volta che
    > vado a controllare mi arriva una mail con scritto
    > "Bentornato su
    > Facebook...")
    non+autenticato
  • ...ed è stupefacente quanto poco sia utilizzato, nonostante la spinta enorme che da tempo gli forniscono tutti i media.

    Avete già dimenticato la recente analisi da cui risultava che piu' del 50% dei messaggi è generato da 20mila persone (0,05% degli utenti)?.

    In definitiva, non è altro che un bel giochino per star egocentriche e pseudo-giornalisti di bassa lega.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mr_caos
    > In definitiva, non è altro che un bel giochino
    > per star egocentriche e pseudo-giornalisti di
    > bassa
    > lega.

    Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile vomitato su questi forum.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: mr_caos
    > > In definitiva, non è altro che un bel
    > giochino
    > > per star egocentriche e pseudo-giornalisti di
    > > bassa
    > > lega.
    >
    > Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile
    > vomitato su questi
    > forum.

    Ha ragione solo in minima parte, in italia i vips hanno scoperto twitter è si credono intoccabili alla critica quando scrivono vaccate alluncinanti, oppure si comportano come dei bambini viziatti. Fiorello ne è un esempio.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > - Scritto da: mr_caos
    > > > In definitiva, non è altro che un bel
    > > giochino
    > > > per star egocentriche e pseudo-giornalisti
    > di
    > > > bassa
    > > > lega.
    > >
    > > Quanti luoghi comuni e quanto odio inutile
    > > vomitato su questi
    > > forum.
    >
    > Ha ragione solo in minima parte, in italia i vips
    > hanno scoperto twitter è si credono intoccabili
    > alla critica quando scrivono vaccate
    > alluncinanti, oppure si comportano come dei
    > bambini viziatti. Fiorello ne è un
    > esempio.

    Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e della guzzanti solo perché ne parlano sul corriere.
    Io con twitter seguo un sacco di persone interessanti che non sono famose in tutta la penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come essere iscritti a una mailing list con messaggi brevi.

    Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere tanti utenti è utilissimo a vere una pagina twitter e una facebook, quando c'è un aggiornamento appare un post su entrambi. Funziona meglio degli rss che sono uno strumento più difficile da capire per molti utenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: Sgabbio
    > > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > > - Scritto da: mr_caos
    > > > > In definitiva, non è altro che un
    > bel
    > > > giochino
    > > > > per star egocentriche e
    > pseudo-giornalisti
    > > di
    > > > > bassa
    > > > > lega.
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    > > > Quanti luoghi comuni e quanto odio
    > inutile
    > > > vomitato su questi
    > > > forum.
    > >
    > > Ha ragione solo in minima parte, in italia i
    > vips
    > > hanno scoperto twitter è si credono
    > intoccabili
    > > alla critica quando scrivono vaccate
    > > alluncinanti, oppure si comportano come dei
    > > bambini viziatti. Fiorello ne è un
    > > esempio.
    >
    > Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e
    > della guzzanti solo perché ne parlano sul
    > corriere.
    > Io con twitter seguo un sacco di persone
    > interessanti che non sono famose in tutta la
    > penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come
    > essere iscritti a una mailing list con messaggi
    > brevi.
    >
    >
    > Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere
    > tanti utenti è utilissimo a vere una pagina
    > twitter e una facebook, quando c'è un
    > aggiornamento appare un post su entrambi.
    > Funziona meglio degli rss che sono uno strumento
    > più difficile da capire per molti
    > utenti.
    Se "capire" è un problema la soluzione non è inventarsi qualcosa che eviti la necessità di capire.
    Anzi la ipoteca soluzione è parte essa stessa del problema.
    Non è una riflessione così complessa da fare ... certo per farla occorre un minimo di sforzo!
    i "pranzi gratis" non esistono anche (anzi sopratutto) quando non si parla di soldi!
    L'imbecille eroico , cioè colui che nella scelta tra capire e morire    offre il petto col sole in fronte in un campo di biondo grano non è il "modello" da esaltare e assecondare.
    Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    >
    > Se "capire" è un problema la soluzione non è
    > inventarsi qualcosa che eviti la necessità di
    > capire.

    Invece lo è. In rete devi diffondere contenuti di tutti i tipi, mica fare corsi di informatica. Se all'uomo medio l'RSS non entra in testa o risulta indifferente, ben venga qualcos'altro. L'importante è che ci siano strumenti che permettono di rendere più semplice l'espansione di un sito in termini di pubblico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: tucumcari
    > >
    > > Se "capire" è un problema la soluzione non è
    > > inventarsi qualcosa che eviti la necessità di
    > > capire.
    >
    > Invece lo è. In rete devi diffondere contenuti di
    > tutti i tipi, mica fare corsi di informatica. Se
    > all'uomo medio l'RSS non entra in testa o risulta
    > indifferente, ben venga qualcos'altro.
    > L'importante è che ci siano strumenti che
    > permettono di rendere più semplice l'espansione
    > di un sito in termini di
    > pubblico.
    In quel caso esiste da prima della rete si chiama TV!
    Sveglia!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > - Scritto da: tucumcari
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    > > > Se "capire" è un problema la soluzione
    > non
    > è
    > > > inventarsi qualcosa che eviti la
    > necessità
    > di
    > > > capire.
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    > > Invece lo è. In rete devi diffondere
    > contenuti
    > di
    > > tutti i tipi, mica fare corsi di
    > informatica.
    > Se
    > > all'uomo medio l'RSS non entra in testa o
    > risulta
    > > indifferente, ben venga qualcos'altro.
    > > L'importante è che ci siano strumenti che
    > > permettono di rendere più semplice
    > l'espansione
    > > di un sito in termini di
    > > pubblico.
    > In quel caso esiste da prima della rete si chiama
    > TV!
    > Sveglia!

    Ma che c'entra la tv. Su Internet ci sono tante cose e la gente guarda tanti siti. Ovviamente non va tutti i giorni a guardare se ci sono aggiornamenti. Facebook e twitter rendono questa cosa più comoda. Il feed rss era un po' più macchinoso, anche se io lo uso ancora. Chi non ci arriva è un problema suo, se uno si fossilizza e vuol fare il dinosauro che si accomodi. Lo snobismo non è una qualità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: Dottor Stranamore
    > > > - Scritto da: tucumcari
    > > > >
    > > > > Se "capire" è un problema la
    > soluzione
    > > non
    > > è
    > > > > inventarsi qualcosa che eviti la
    > > necessità
    > > di
    > > > > capire.
    > > >
    > > > Invece lo è. In rete devi diffondere
    > > contenuti
    > > di
    > > > tutti i tipi, mica fare corsi di
    > > informatica.
    > > Se
    > > > all'uomo medio l'RSS non entra in testa
    > o
    > > risulta
    > > > indifferente, ben venga qualcos'altro.
    > > > L'importante è che ci siano strumenti
    > che
    > > > permettono di rendere più semplice
    > > l'espansione
    > > > di un sito in termini di
    > > > pubblico.
    > > In quel caso esiste da prima della rete si
    > chiama
    > > TV!
    > > Sveglia!
    >
    > Ma che c'entra la tv. Su Internet ci sono tante
    > cose e la gente guarda tanti siti. Ovviamente non
    > va tutti i giorni a guardare se ci sono
    > aggiornamenti. Facebook e twitter rendono questa
    > cosa più comoda. Il feed rss era un po' più
    > macchinoso, anche se io lo uso ancora. Chi non ci
    > arriva è un problema suo, se uno si fossilizza e
    > vuol fare il dinosauro che si accomodi. Lo
    > snobismo non è una
    > qualità.
    1) tra il fed rss e twitter c'è una bella differenza
    2) non dire a a che la tv non è la rete dillo a quelli che non vogliono pensare.
    3) sono i dinosauri che non pensano e non vogliono capire infatti loro sono diventati (si sono evoluti in) polli ma non è che questo sia un pregio, preferisco i primati (indovina perchè si chiamano cosi? hint... non perchè gli costava sforzo pensare)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore

    > Boh tanto non li leggo, scopro di fiorello e
    > della guzzanti solo perché ne parlano sul
    > corriere.
    > Io con twitter seguo un sacco di persone
    > interessanti che non sono famose in tutta la
    > penisola, ma contano nella loro nicchia. E' come
    > essere iscritti a una mailing list con messaggi
    > brevi.

    Nemmeno io seguo queste questioni, a parte quando alcuni di questi VIPS si mettano ad attaccare realtà storiche della rete italiana come Nonciclopedia e Spinoza.it.

    Soprattutto quando l'attacco viene da una persona ipocrita che ha preso pure il peggio dai social network, come i cordogli perconfezionati (lui ha messo l'avatar di simoncelli per 3 giorni, come fanno molti bimbominkia, per fare un esempio).
    Come dare delle merde a quelli di nonciclopedia per una pagina che nemmeno si poteva immaginare un insulto, su simoncelli, dicendo pure di dover far vedere le loro facce, quando lui in quel perdio aveva come avatar proprio la persona defunta e non la sua.
    Per non parlare quando ha augurato dei lutti famigliari ai frequentatori del forum di spinoza.it, dimostranto una caduta di stile, che mi ha fatto rivalutare negativamente il personaggio.

    E faccio pure notare che in passato ha fatto pure lui un certo humor nero.

    >
    > Se uno ha un sito Internet e vuole raggiungere
    > tanti utenti è utilissimo a vere una pagina
    > twitter e una facebook, quando c'è un
    > aggiornamento appare un post su entrambi.
    > Funziona meglio degli rss che sono uno strumento
    > più difficile da capire per molti
    > utenti.

    Si, esistono pure degli strumenti che ti permettono di aggiornare vari social contemporaniamente, tramite i tuoi RSS, però molto spesso le persone ti evitano perchè fai più "copia incolla" che usare tali mezzi.
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    Modificato dall' autore il 28 novembre 2011 21.45
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