Domenico Galimberti

Il ritorno del tablet

di D. Galimberti - A cosa serve un computer? E a cosa un tablet? Rispondendo a queste domande si scopre la chiave per anticipare il futuro del mercato. L'elettronica di consumo sta cambiando, ma per i PC non è ancora finita

Roma - Il mio ultimo articolo pubblicato su queste pagine ha prodotto reazioni di parere completamente opposto nel forum, per cui torno volentieri sull'argomento per ampliare il discorso.

Prima di cominciare vorrei tranquillizzare gli immancabili complottisti: se ho accennato più spesso a iPad rispetto agli altri è semplicemente perché il tablet della Mela rappresenta il miglior esempio, sia per tipologia di dispositivo, sia per il successo di pubblico ottenuto (e qui metteteci tutti i motivi che volete, dall'essere arrivato prima alle diatribe sui brevetti, ma allo stato attuale iPad è in vetta alle classifiche), del pensiero che volevo esprimere: il ragionamento in sé, sebbene con qualche lieve differenza e precisazione, sarebbe altrettanto valido se prendessimo in considerazione un tablet Android (come già scritto nello stesso articolo), uno con WebOS (semmai avrà un futuro), o uno con il TabletOS di RIM basato su QNX (se riuscirà a far breccia nell'utenza).

Un po' meno valido il parallelo con le SmartTV, che a mio avviso sono oggetti ancora più limitati e più vicini ad un elettrodomestico evoluto che non ad uno strumento informatico semplificato, anche se (indubbiamente) anch'essi possono rappresentare una valida alternativa al computer se lo scopo è solo quello di navigare Internet, mandare email, e poco altro. Chissà se Apple, come si mormora, non abbia davvero intenzione di entrare anche in questo settore: sicuramente non si tratta di un compito facile visti gli umori altalenanti dei prodotti in circolazione basati sulla IPTV di Google, e se devo dire la mia credo che Apple farebbe meglio a potenziare l'attuale AppleTV (processore A5, uscita video 1080p, e un minimo di memoria per installare le App di iOS) che non a fare una iTV-Apple. Ma questo è un altro discorso.
Non vedo invece possibile il parallelo con eventuali tablet che dovessero montare un sistema operativo completo, perché il fulcro della questione non è tanto il dispositivo in sé, ma ciò che fa da tramite tra l'utente e il dispositivo stesso: i tablet con Windows XP esistono da 10 anni ma solo lo sviluppo di sistemi dedicati ha permesso a questi strumenti di raggiungere il recente successo, successo che invece è mancato a chi si è ostinato (e ancora si ostina) nella proposta di tablet con un sistema operativo "classico". Con questo non voglio dire che questo genere di tablet sia assolutamente inutile: un tablet con lo stesso sistema operativo dei computer desktop può rappresentare un'alternativa interessante per chi necessita di portabilità estrema ma non può rinunciare a certi applicativi, esigenza sicuramente di nicchia ma sempre possibile. Anche se in questa situazione, più che un tablet, mi sentirei di consigliare un ultrabook, perché il concetto stesso del tablet (schermo touch da gestire con le dita o stilo) si scontra con l'esigenza stessa di utilizzare applicazioni concepite per un computer desktop (col quale si interagisce tipicamente tramite un mouse).

Il tablet Apple ha radici molto profonde e nasce idealmente come strumento pensato per rendere l'informatica più semplice alle persone comuni: prima ancora della nascita del progetto Macintosh, un Jobs ventiseienne, incontrando una classe di studenti a Stanford, raccontava che in futuro avrebbe voluto progettare un computer "piccolo come un libro", e la sua fissazione per realizzare qualcosa di "facile da usare" (al costo di renderlo chiuso, affinché funzionasse in un unico modo, esattamente come aveva in mente lui) era ben chiara nella sua mente ancora prima della visita alla Xerox e del successivo accordo che lo portò ad implementare l'interfaccia grafica del primo Mac. Anche durante lo sviluppo del Macintosh, rispondendo ad una precisa domanda di Maya Lin durante una sua visita alla Apple, disse che il suo obiettivo per il futuro era quello di realizzare qualcosa di sottile che stesse in grembo, non appena si fosse resa disponibile la tecnologia necessaria.

iPad non è certo stato il primo tablet del mercato, ma è stato il primo a proporre un nuovo modo d'interagire con esso: nonostante la tiepida accoglienza iniziale, alla prova dei fatti Pad si è dimostrato vincente e se inizialmente sembrava un oggetto volto esclusivamente al "consumo" - consumo di applicazioni, di internet, di notizie, di musica e film venduti su iTunes ecc - poco per volta si è conquistato spazio con applicazioni rivolte anche alla creazione di contenuti: nella classifica delle 10 applicazioni più vendute ci sono Penultimate, Pages, Documents to Go, Numbers, Garageband. E se ampliamo un po' la visuale troviamo Keynote, Goodreader, Quickoffice, iMovie, Photoshop Express, tutte le altre applicazioni Adobe e molto altro ancora. Le stesse applicazioni (a parte quelle marchiate Apple) le ritroviamo anche sull'Android Market, dove possiamo trovare anche Adobe Photoshop Touch (applicazione che per iPad uscirà a inizio 2012): il che non fa che confermare l'idea vincente di un dispositivo pensato in questo modo, diverso dal computer e diverso anche dai tablet precedenti.

Premesso questo, se anche il tablet restasse un mero strumento di consumo, dovremmo considerarli meno importanti di altri dispositivi? La questione non è tanto sullo strumento in sé, ma nell'utilizzo che (per necessità o per scelta) ne fa l'utente: non tutti hanno tempo, voglia o bisogno di creare qualcosa. Lo stesso computer viene spesso utilizzato come strumento di consumo per Internet, email, Facebook, giochi, foto e poc'altro (soprattutto in ambito domestico), quindi perché non lasciarsi alle spalle le complicazioni di una macchina completa e fin troppo potente per le proprie necessità, quando si possono fare le stesse cose su un tablet? Certo, come ho già ripetuto più volte, non è una soluzione che può andare bene per tutti o in tutte le situazioni, ma è una soluzione che va più che bene a moltissime persone e gli ottimi risultati di vendita ne sono la conferma (al contrario dell'altro tentativo volto alla semplificazione dell'informatica, i Chromebook, che stanno riscuotendo scarso successo).

Nessuno si scandalizza se l'utente di computer scarica GIMP per fare fotoritocco, o usa la calcolatrice di Windows per fare due calcoli, anziché aprire un tool di programmazione e riscrivere da zero dei nuovi software per fare queste cose. Non vedo perché chi invece compra un'App per svolgere gli stessi compiti debba essere considerato uno consumatore-tonto. Chi invece dovesse avere la voglia e la necessità di programmare (o anche il bisogno di lavorare con una maggiore potenza di calcolo) può tranquillamente continuare a comprare i computer, che non spariranno certo dalla faccia della terra per colpa dei tablet: iPad e gli altri tablet rimpiazzeranno progressivamente il computer di chi lo utilizza in modo passivo, e conquisteranno chi non si era mai avvicinato al mondo dell'informatica per il timore di non essere all'altezza di utilizzare un computer. Magari in futuro le cose cambieranno ulteriormente, perché i tablet amplieranno sempre di più le loro possibilità, ma per questo c'è tempo: la battaglia dei tablet è appena cominciata.

Domenico Galimberti
blog puce72

Gli altri interventi di Domenico Galimberti sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
  • TecnologiaRide bene chi ride ultimo. Giusto, Ken?di D. Galimberti - I nuovi form factor segnano un mutamento anche del modo in cui l'informatica popola le nostre vite. E, forse, è finita l'epoca della potenza illimitata e a disposizione di tutti. Basta e avanza un'app
  • BusinessUbuntu, crollo di popolaritàLa distro Linux più chiacchierata deve fronteggiare un grande calo. Ubuntu non tira più, al contrario di Mint, distro derivata dall'OS di Canonical ma con Gnome al posto di Unity
  • HardwareLenovo e il tablet da 5Non è un lettore portatile, non è una tavoletta vera e propria. Sembra più un telefono senza telefono. C'è spazio nel cuore degli appasionati per i tablet sotto i 7 pollici?
  • HardwareMirasol, il debuttoQualcomm mette i pannelli Mirasol al servizio degli e-reader. Il dispositivo della coreana Kyobo è il primo ad utilizzarli. In vendita solo in patria
  • HardwareChromebook in offertaRibassi del 30 per cento per i computer portatili Samsung e Acer equipaggiati con il sistema operativo web-centrico spinto da Google. Basterà a battere la moda del tablet?
368 Commenti alla Notizia Il ritorno del tablet
Ordina
  • Mia mamma ha 90 anni. Fino a tre anni fa l'unica tastiera che aveva usato era una macchina da scrivere olivetti Lettera 22 totalmente meccanica. Tre anni fa le ho regalato un portatile che avevo dovuto sostituire. Le ho messo poche icone sul desktop. Browser, campo minato, poco più. Lei ha scoperto un mondo. E' diventata fan di youtube dove trova le canzoni di quando era giovane, la musica classica, le opere. Ma anche le conferenze sull'arte. E poi si legge i giornali francesi online, lei era prof. di francese. E poi ha imparato ad usare la wikipedia per togliersi ogni sfizio culturale possibile. E i siti della rai, per vedere le trasmissioni culturali che si perde in diretta. Ma con il pc si perde, si incasina con i menu, con il mouse non riesce a fare amicizia.
    Allora le ho regalato un ipad, ed il mondo è cambiato. Con l'ipad ha l'icona di youtube, quella di google, quella della wikipedia. E le poche icone con i solitari di carte che le piacciono. Non si perde più, non impazzisce fra click, doppio click, tasto sinistro, tasto destro, drag'n'drop e menate simili. Appoggia il dito su quel che vuole fare. Ha persino (quasi) imparato ad usare l'email. E le ho caricato gli ebook che voleva, e se li legge a letto. E le ho caricato anche il client di una radio che preferisco non citare. E lei se l'ascolta la sera prima di dormire.
    Certo, c'è la badante che la assiste quando si perde, ma con l'ipad non si perde quasi mai.
    Ho scelto l'ipad perchè non avevo tempo per cercare altro, e perchè ho capito una cosa: Apple crea prodotti facili da usare, prima degli altri. Gli altri poi ci arrivano, e li copiano. Fino ad oggi è stato così, poi vedremo.
    Il tablet è perfetto per quegli utenti che non devono creare, ma vogliono accedere ai contenuti. O magari anche rilassarsi giocando.
    Accedere ai contenuti non è una vergogna. Cercare le stanze di raffaello sanzio su youtube è fantastico, soprattutto se lo può fare una donna di 90 anni che non ha mai davvero usato un pc. E così mi ha insegnato che si può usare anche youtube per cercare raffaello sanzio, e trovare delle splendide conferenze in video.
    Sono un po' stufo di leggere i commenti supponenti degli snob espertoni di informatica (io sono uno che ha iniziato a programmare in linguaggio macchina gli z80, c3-00-10 per fare un jump ad indirizzo 1000H) che guardano dall'alto in basso chi cerca un oggetto facile da usare. Non esistono solo i power user. Esistono anche le persone che non sanno come funziona un motore a scoppio, eppure usano l'automobile per andare a far la spesa o in vacanza al mare. Vogliamo forse buttar fango anche su di loro, o guardarli con aria di sufficienza, solo perchè sappiamo cambiare le candele o il filtro dell'aria?
  • Il problema è che molta gente qui non cerca un oggetto facile da usare, cerca un oggetto con cui fare il figo e millantando che è la cosa migliore per tutti.

    Io continuo a preferire qualcosa più difficile da usare.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Il problema è che molta gente qui non cerca un
    > oggetto facile da usare, cerca un oggetto con cui
    > fare il figo e millantando che è la cosa migliore
    > per
    > tutti.
    >
    > Io continuo a preferire qualcosa più difficile da
    > usare.

    Vuoi dire che più e difficile da usare e più ti piace? Ah, è certo un bel criterio di scelta! Allora immagino che se scrivi software usi il linguaggio macchina. L'assembler sarebbe troppo facile! LOL
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 20 dicembre 2011 17.54
    -----------------------------------------------------------
  • Per far rima col tuo nick: non hai capito un cazzo!

    Io la difficoltà la trovo come una sfida a migliorare me stesso e capire come far funzionare le cose, tu sei libero di prendere un "telecomando" e usarlo come tale, ma non venirmi a dire che è meglio di un tablet android perché è più semplice da usare, sarà meglio per il fattore semplicità, ma non meglio in senso assoluto.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Per far rima col tuo nick: non hai capito un
    > cazzo!

    Wow! Che finezza, che gentilezza, che cordialità. Bravo, così mi piaci, tosto, sanguigno, adrenalinico.
    Ma Salrandazzo non è il mio nick, è il mio vero nome e cognome, non mi serve nascondermi dietro a nick stupidi ed infantili.
    Vedi? Sei tu che capisci poco.

    >
    > Io la difficoltà la trovo come una sfida a
    > migliorare me stesso e capire come far funzionare
    > le cose, tu sei libero di prendere un
    > "telecomando" e usarlo come tale, ma non venirmi
    > a dire che è meglio di un tablet android perché è
    > più semplice da usare, sarà meglio per il fattore
    > semplicità, ma non meglio in senso
    > assoluto.

    Ognuno ha le sfide che si merita. A me, ad esempio, piacciono le chiavi che entrano facilmente nella serratura e che girano senza fatica.
    Tu probabilmente preferisci aprire le porte con una forcina. Fai tu.

    A me piacciono altre sfide, più vere. La vita, ad esempio.

    Se invece mi serve un tostapane, una televisione, o un attrezzo per navigare in internet, più semplice è da usare, meglio è.
    Io faccio automazione industriale. Progetto interfaccie utente per gente che lavora, non che gioca. Gente la cui sfida è la produzione. Gente che vuole interfaccie semplici, intuitive, veloci. Prova a dirgli che "difficile è meglio", e poi ti dico dove ti infilano il tondino da due pollici appena tagliato, ancora con il ricciolo.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 20 dicembre 2011 20.42
    -----------------------------------------------------------
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 20 dicembre 2011 20.43
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: salrandazzo

    > Io faccio automazione industriale. Progetto
    > interfaccie utente per gente che lavora, non che
    > gioca. Gente la cui sfida è la produzione. Gente
    > che vuole interfaccie semplici, intuitive,
    > veloci. Prova a dirgli che "difficile è meglio",
    > e poi ti dico dove ti infilano il tondino da due
    > pollici appena tagliato, ancora con il
    > ricciolo.

    esempio calzanteOcchiolino
  • - Scritto da: Wolf01

    > Io la difficoltà la trovo come una sfida a
    > migliorare me stesso e capire come far funzionare
    > le cose

    Ogni professione e ogni utente ha i suoi strumenti e i suoi campi di miglioramento... ad un grafico, per esempio, non frega niente di far funzionamenre meglio Linux.
    A mia mamma (cuoca) non frega nulla di imparare a diventare un amministratore di rete, vuole solo uno strumento che gli permetta di accedere velocemente ad un grosso database di ricette, così da migliorarsi nel suo lavoro di cuoca.

    Certo che voi detrattisti della semplicità informatica ragionate proprio col paraocchi!!!
  • > E le ho
    > caricato anche il client di una radio che
    > preferisco non citare. E lei se l'ascolta la sera
    > prima di
    > dormire.

    Radio Maria?
    non+autenticato
  • GiàTriste((((


    - Scritto da: uno qualsiasi
    > > E le ho
    > > caricato anche il client di una radio che
    > > preferisco non citare. E lei se l'ascolta la
    > sera
    > > prima di
    > > dormire.
    >
    > Radio Maria?
  • Senza dubbio le argomentazioni esposte sono fondate e ben proposte, ma non riesco a seguirle fino in fondo.
    Reinterpreto e concludo provocatoriamente che un tablet è fondamentalmente un giocattolo ed una geniale operazione di marketing. Di nuovo provocatoriamente direi che sta come le pietruzze di vetro mostrate da Colombo agli Amerindi. Non va "veramente" in rete, non gestisce periferiche, provate a fargli stampare qualsiasi cosa. Nonostante il cloud, il 3G e tutto quello con cui può essere accessoriato vive per scaricare, e quindi per consumare sia traffico che il costo dello scaricato. Non è sicuramente uno strumento d produttività.
    Concordo con chi sostiene che con un pò di marketing e di confezionemanto accattivante, un sistema windows o windows like, un vero OS per intenderci, sarebbe una alternativa finalmente utile e convincente.
  • http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/30/new...

    Se confermata, questo è il colpo di grazia ai vari pc plasticosi lowprice che ci sono in giro.

    Rimarranno solo per 4 cantinari.
    maxsix
    10384
  • Office c'è da anni su windows mobile pro (i palmari, non gli smartphone), in versione "light" (anche se probabilmente troppo light) e uso sia Word che Excel per lavoro quando sono fuori sede, però la gente se ne accorge solo quando lo annunciano per iPhone, che strano, vero?
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Office c'è da anni su windows mobile pro (i
    > palmari, non gli smartphone), in versione "light"
    > (anche se probabilmente troppo light) e uso sia
    > Word che Excel per lavoro quando sono fuori sede,
    > però la gente se ne accorge solo quando lo
    > annunciano per iPhone, che strano,
    > vero?

    Piu' che la gente, se ne sono accorti i giornalai di settore, che avranno probabilmente ricevuto il giusto stimolo per parlarne.

    E invece ci sara' mai openoffice per questi tablet griffati?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Wolf01
    > > Office c'è da anni su windows mobile pro (i
    > > palmari, non gli smartphone), in versione
    > "light"
    > > (anche se probabilmente troppo light) e uso
    > sia
    > > Word che Excel per lavoro quando sono fuori
    > sede,
    > > però la gente se ne accorge solo quando lo
    > > annunciano per iPhone, che strano,
    > > vero?
    >
    > Piu' che la gente, se ne sono accorti i giornalai
    > di settore, che avranno probabilmente ricevuto il
    > giusto stimolo per
    > parlarne.
    >
    > E invece ci sara' mai openoffice per questi
    > tablet
    > griffati?

    Magari...
    maxsix
    10384
  • - Scritto da: Wolf01
    > Office c'è da anni su windows mobile pro (i
    > palmari, non gli smartphone), in versione "light"
    > (anche se probabilmente troppo light) e uso sia
    > Word che Excel per lavoro quando sono fuori sede,
    > però la gente se ne accorge solo quando lo
    > annunciano per iPhone, che strano,
    > vero?

    Beh oddio, sicuramente la versione iphone per ovvi motivi sarà castrata (non oso pensare a come usare excel in uno smartphone).
    Però per ipad la musica cambia parecchio.

    Per quello che riguarda la stranezza da te sollevata, non ne vedo molto il motivo.

    Oramai l'ipad è standard de facto nei tablet e chi usa un computer qualunque uno straccio di office ce l'ha. Quindi la notizia è di una certa importanza da un punto di vista di interesse generale.
    maxsix
    10384
  • "Non vedo perché chi invece compra un'App per svolgere gli stessi compiti debba essere considerato uno consumatore-tonto."

    Il consumatore tonto non è chi svolge gli stessi compito con un software su tablet piuttosto che su un computer, ma chi crede che si software su tablet facciano le stesse cose che fanno su un PC.
    Perfetto l'esempio di photoshop express. su tablet non potra mai fare quello che fa sun computer, per differenza di prestazioni fra le 2 macchine e anche per grandezza di schermo e resa dello stesso (parlo ovviamente di elaborazione di un certo livello). Ovviamente se lo scopo è solo togliere occhiaie e occhi rossi dalle foto del mare il tablet va benissimo, ma parlare di produttività in questi casi mi pare azzardato..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > "Non vedo perché chi invece compra un'App per
    > svolgere gli stessi compiti debba essere
    > considerato uno
    > consumatore-tonto."
    >
    > Il consumatore tonto non è chi svolge gli stessi
    > compito con un software su tablet piuttosto che
    > su un computer, ma chi crede che si software su
    > tablet facciano le stesse cose che fanno su un
    > PC.
    > Perfetto l'esempio di photoshop express. su
    > tablet non potra mai fare quello che fa sun
    > computer, per differenza di prestazioni fra le 2
    > macchine e anche per grandezza di schermo e resa
    > dello stesso (parlo ovviamente di elaborazione di
    > un certo livello). Ovviamente se lo scopo è solo
    > togliere occhiaie e occhi rossi dalle foto del
    > mare il tablet va benissimo, ma parlare di
    > produttività in questi casi mi pare
    > azzardato..

    Anche qui, ma cosa vuol dire "produttività"?

    La produttività di per se vuole dire tutto o niente, in quanto va declinata verso lo scopo.

    Se invece intendiamo produttività professionale, allora nessuno ha mai detto che un tablet può sostituire un computer adeguatamente attrezzato all'uso.

    Ma è anche vero che un computer attrezzato adeguatamente all'uso non è il portatile e/o netbook da 400 euri eh.
    maxsix
    10384
  • Se gi aggiungi 300 Euro hai una macchina di buon livello. Unico punto debole lo schermo, ma uno schermo per uso professionale nel campo delle immagini non l'ho ancora visto, ne' per dimensioni (ovvio) ne' per qualità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rover
    > Se gi aggiungi 300 Euro hai una macchina di buon
    > livello. Unico punto debole lo schermo, ma uno
    > schermo per uso professionale nel campo delle
    > immagini non l'ho ancora visto, ne' per
    > dimensioni (ovvio) ne' per
    > qualità.

    Credimi, non hai minimamente alba di cosa stai parlando e ti do un aiuto da googelare a piacere "simulating CMYK".

    Poi torna.
    maxsix
    10384
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > "Non vedo perché chi invece compra un'App per
    > svolgere gli stessi compiti debba essere
    > considerato uno
    > consumatore-tonto."
    >
    > Il consumatore tonto non è chi svolge gli stessi
    > compito con un software su tablet piuttosto che
    > su un computer, ma chi crede che si software su
    > tablet facciano le stesse cose che fanno su un
    > PC.
    > Perfetto l'esempio di photoshop express. su
    > tablet non potra mai fare quello che fa sun
    > computer, per differenza di prestazioni fra le 2
    > macchine e anche per grandezza di schermo e resa
    > dello stesso (parlo ovviamente di elaborazione di
    > un certo livello). Ovviamente se lo scopo è solo
    > togliere occhiaie e occhi rossi dalle foto del
    > mare il tablet va benissimo, ma parlare di
    > produttività in questi casi mi pare
    > azzardato..

    Figuarati che c'è gente che crakka Photoshop (full) solo per fare queste cose....
  • Non sono fanboy, ma testando un iconia w500con w8 credo di aver trovato un ottimo compromesso: la moglie ci può navigare sul divano, la bimba gioca con i pennelli touch, e io se devo aprire un ftp o una sessione su un server per sistemare qualcosa lo posso fare.
    Lo trovo un ottimo device da portare fuori il we o in ferie, lo posso usare come fosse un notebook grazie all'usb o come un tablet per sfogliare una app.
    Unico limite attuale: e' una versione dev e non si possono comprare app, bisognerà vedere se ce ne saranno in quantità come per le altre piattaforme.
    I miei 2cent, ciao a tutti

    Ps. Scritto dal w5000
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 22 discussioni)