Mauro Vecchio

Filippine, cracking e terrore

Quattro arresti collegati alla campagna di phishing avviata ai danni degli utenti del colosso statunitense. Il gruppo avrebbe operato per finanziare una cellula terroristica in Arabia Saudita. Danni per 2 milioni di dollari

Roma - Sono quattro gli arresti effettuati dalla polizia filippina in collaborazione con gli agenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. Si tratta di un gruppo di quattro cracker accusati di aver messo in piedi una vasta campagna di scam ai danni degli utenti abbonati al colosso delle telecomunicazioni AT&T.

La stessa telco statunitense aveva denunciato la pericolosa manomissione dei suoi database, in particolare quelli relativi alla gestione degli account associati alle varie utenze telefoniche. I cracker avrebbero sfruttato uno specifico script per rubare le informazioni appartenenti all'1 per cento dei clienti di AT&T.

Stando alla ricostruzione del caso, i quattro cittadini filippini avrebbero successivamente contattato gli abbonati con email e messaggi di testo fraudolenti. Le attività di phishing sarebbero state ideate con lo scopo di finanziare alcune cellule terroristiche operative in Arabia Saudita.
Dietro le quinte avrebbe dunque tramato Muhammad Zamir, membro del movimento Jemaah Islamiyah che - almeno secondo gli agenti federali statunitensi - rientrerebbe tra i principali finanziatori dell'attentato terroristico di Mumbai. I quattro cracker arrestati sarebbero stati pagati dallo stesso Zamir per intrufolarsi nei database di AT&T.

Inizialmente, il gigante statunitense aveva sottolineato come gli account non fossero finiti nelle mani sbagliate. Ora si è parlato di danni quantificabili in 2 milioni di dollari.

Mauro Vecchio
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