Claudio Tamburrino

Fotoritocco, trucco contro l'inganno

Un software per individuare i fotoritocchi ed etichettarli. Magari obbligatoriamente, per legge

Roma - Ricercatori dell'università di Dartmounth hanno sviluppato un software in grado di individuare le alterazioni di una foto.
Nel loro studio, pubblicato sulla rivista The Proceedings of the National Academy of Sciences, il professor Hany Farid e il dottorando Eric Kee hanno compilato una scala oggettiva per valutare quanto un'immagine sia stata artefatta, da 1 (ritocchi particolarmente piccoli) a 5 (drastici).

Il programma di fotoritocco Adobe Photoshop è uno dei più utilizzati in questo frangente, tanto che anche in italiano si usa il neologismo "photoshoppato" per indicare una foto artificiosamente modificata: una pratica altamente utilizzata anche dai fotografi di moda e di celebrità, che non temono di abusare degli strumenti di fotoritocco per offrire linee perfette, pelli levigate e totale assenza di occhiaie sulle pubblicità e sulle riviste patinate.

Una pratica che, tra l'altro, secondo i ricercatori di Darmounth può alterare l'immaginario collettivo, creando pressioni psicologiche sugli individui più facilmente influenzabili e pubblicità ingannevoli.
L'American Medical Association, d'altronde, già incoraggia a non "alterare le fotografie in modo tale da promuovere aspettative non realistiche sull'immagine appropriata del proprio corpo".

Diversi gruppi di legislatori francesi, britannici e norvegesi, inoltre, spingono per la trasparenza sui fotoritocchi. Nel Regno Unito, per esempio, due pubblicità di L'Oreal sono state bandite dall'Advertising Standards Agencysu richiesta della parlamentare Jo Swinson: le pubblicità di cosmetici Maybelline e Lancome, dal momento che avevano come protagoniste immagini di Julia Roberts e Chrisy Turlington digitalmente alterate, sono state considerate pubblicità ingannevole.

Claudio Tamburrino
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6 Commenti alla Notizia Fotoritocco, trucco contro l'inganno
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  • Certi ritocchi che si fanno con photoshop sono completamente riproducibili da un buon trucco e da un bravo fotografo che sa usare le luci. La questione è che con photoshop costa meno farlo.

    Invece di vietare inutilmente certe pubblicità, investissero in educazione alla visione critica nelle scuole e otterrebbero dei cervelli senzienti e pensanti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Creative Common
    > Certi ritocchi che si fanno con photoshop sono
    > completamente riproducibili da un buon trucco e
    > da un bravo fotografo che sa usare le luci. La
    > questione è che con photoshop costa meno farlo.

    Beh si e no, ovvero ci possono essere casi in cui
    la post-produzione costa numerose ore-uomo
    (ed in effetti parecchi fotografi professionisti
    l'affidano ai "ragazzetti di bottega").

    > Invece di vietare inutilmente certe pubblicità,
    > investissero in educazione alla visione critica
    > nelle scuole e otterrebbero dei cervelli
    > senzienti e
    > pensanti.

    In effetti mi diceva un esperto del settore che in
    passato nelle scuole si insegnava una materia denominata
    "Educazione alla visione". Ovviamente qualcuno ha pensato
    bene di eliminarla.
  • - Scritto da: Creative Common
    > Invece di vietare inutilmente certe pubblicità,
    > investissero in educazione alla visione critica
    > nelle scuole e otterrebbero dei cervelli
    > senzienti e pensanti.
    La cultura è sempre ottima cosa, ma non è realistico illudersi che il "dilettante" potenziale vittima possa sempre smascherare il "professionista" truffatore visivo.
    Vigilare su abusi è compito delle autorità, decidere se quei ritocchi eccessivi sono abusi (truffe, inganni, quel che volete) spetta a chi legifera, se non riescono ad autogestirsi le associazioni di categoria.

    La verità, come dimostrano i nostri stilisti, è che parlare di danni provocati da distorte immagini delle persone (anoressia, bulimia, ecc.) si può fare finché non tocca realmente il proprio business, poi tutti a far distinguo. Se non erro in Spagna il legislatore è intervenuto sul tema delle modelle sottopeso e le manfrine italiche degli stilisti là non si sono verificate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog
    > - Scritto da: Creative Common
    > > Invece di vietare inutilmente certe
    > pubblicità,
    > > investissero in educazione alla visione
    > critica
    > > nelle scuole e otterrebbero dei cervelli
    > > senzienti e pensanti.
    > La cultura è sempre ottima cosa, ma non è
    > realistico illudersi che il "dilettante"
    > potenziale vittima possa sempre smascherare il
    > "professionista" truffatore visivo.
    > Vigilare su abusi è compito delle autorità,
    > decidere se quei ritocchi eccessivi sono abusi
    > (truffe, inganni, quel che volete) spetta a chi
    > legifera, se non riescono ad autogestirsi le
    > associazioni di categoria.

    La cultura permette al cittadino di nn cascare nei banali trucchi dei pubblicitari ben prima che ci sia un eventuale abuso; capisco che viene evitato di distribuire cultura.

    > La verità, come dimostrano i nostri stilisti, è
    > che parlare di danni provocati da distorte
    > immagini delle persone (anoressia, bulimia, ecc.)
    > si può fare finché non tocca realmente il proprio
    > business, poi tutti a far distinguo. Se non erro
    > in Spagna il legislatore è intervenuto sul tema
    > delle modelle sottopeso e le manfrine italiche
    > degli stilisti là non si sono
    > verificate.
    krane
    22544
  • - Scritto da: Creative Common
    > Certi ritocchi che si fanno con photoshop sono
    > completamente riproducibili da un buon trucco e
    > da un bravo fotografo che sa usare le luci. La
    > questione è che con photoshop costa meno farlo.
    >
    >
    > Invece di vietare inutilmente certe pubblicità,
    > investissero in educazione alla visione critica
    > nelle scuole e otterrebbero dei cervelli
    > senzienti e
    > pensanti.

    Più che vietare servirebbe davvero un bollino ATTENZIONE! Questa immagine non rispecchia la realtà ma è frutto di manipolazione grafica

    Photoshop disasters docetSorride
    Funz
    12980