Roberto Pulito

Intel e il futuro del PC

Santa Clara pianifica la roadmap dei chip per computer desktop. Ivy Bridge prende tempo fino al secondo trimestre 2012

Roma - Grazie ad una serie di slide interne finite sul web è possibile dare uno sguardo alla pianificazione Intel del prossimo anno, per quanto riguarda il settore PC. Il colosso di Santa Clara sta lavorando a numerosi progetti e deve giostrare al meglio la data d'uscita di queste proposte, anche per evitare una paradossale concorrenza interna.

I collaudati processori Sandy Bridge si sono comportati benissimo, portando profitti record nelle tasche dell'azienda. Per questo motivo, probabilmente, i processori Ivy Bridge realizzati a 22nm ritarderanno ancora un po'. La nuova data da attendere è collocata in un lasso di tempo tra aprile e giugno. L'evoluzione dell'architettura Sandy Bridge era inizialmente attesa entro la fine del primo trimestre 2012.

I primissimi Ivy Bridge in arrivo, chiamati serie 3000, includono l'entry-level Core i3 3200 e il Core i5 3470S, un dual core con TDP pari a 35 watt. In cima alla lunga lista c'è il potente Core i7 3770K, un quad-core che lavora alla frequenza di 3,5 GHz con TDP di 77 watt. La nuova super GPU integrata, invece, potrà essere la Intel HD 2500 o la HD 4000.
Le soluzioni in elenco sono indirizzate ai PC desktop di domani ma alla disponibilità di questa nuova ed efficiente architettura, caratterizzata da un consumo energetico più ridotto, è anche strettamente legata la prossima generazione di Ultrabook, quei super-portatili fortemente voluti da Intel.

Roberto Pulito
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12 Commenti alla Notizia Intel e il futuro del PC
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  • manca ancora una soluzione decente(intesa come efficienza
    energentica in rapporto alle prestazioni) per questo mondo
    super compatto, qualcuno ha detto "Oak Trail", altrimenti
    mi sa che perdono un treno che fa viaggio di ritorno.
    Vedremo se ce la faranno in tempo.
  • d'altronde il problema batteria non è mai stato risolto sui notebook, che esistono da tanti anni.. anzi la soluzione è stata quella di farli di solo schermo e con la potenza che avevano 15 anni fa, e li hanno chiamati tablet.. ma la durata sembra non migliorare lo stesso
    non+autenticato
  • beh... il mac ha un sistema di gestione dell'energia efficiente, è un punto di partenza
    non+autenticato
  • Il problema non è tanto una questione di efficienza
    delegabile più o meno al costruttore del dispositivo
    ma piuttosto dell'architettura hardware del core x86.
  • - Scritto da: eleirbag
    > Il problema ...
    > ...
    > ... l'architettura hardware del core x86.

    Infatti sarà l'architettura ARM a caratterizzare la rivoluzione energetica (un po' enfatico, scusate).
    Apple sta affiancando ai MacBoocPro una gamma Air che dalla prossima uscita avrà anche un 15", ma contemporaneamente si sa che sta studiando le stesse macchine basate su ARM. Sembra che nel '14 ci sarà un processore a 64 bit, e quindi vedremo che potenza avremo a disposizione nel peso/volume di un blocnotes di non molti anni fa.
    Sem
    48
  • Si ma bisogna fare anche i conti con tutto il
    software presente da un trentennio.
    Sicuramente Apple non ha questo problema, o
    meglio nulla di paragonabile a quello del mondo
    Windows. Se così non fosse avremmo già architetture
    RISC in sostituzione della MISC(x86) da molti anni.
    Certo è che Microsoft non deve sbagliare con
    Windows 8 e Intel drovrebbe decidersi ad impiegare
    meglio le infinite risorse e potenzialità di cui
    essa dispone e rilasciare un SoC x86 si potente
    ma anche dai consumi estremamente ridotti.
    Che poi è quello che farà da qui al 2012.
    Comunque sarà bello stare alla finestra e godersi
    lo spettacolo. Ficoso
  • - Scritto da: eleirbag
    > Si ma bisogna fare anche i conti con tutto il
    > software presente da un trentennio.

    se quelli di linux supportano decine di piattaforme, (arm, intel, itanium, sparc, etc) non si capisce perche non possano farlo microsoft e gli altri.
    Si tratta di scelte politiche, non di impedienti tecnici.
    non+autenticato
  • In parte hai ragione.
    Rimane il fatto che moltissimi programmi,
    la stragrande maggioranza software di lavoro,
    continua ad essere supportata solo x86 e per
    windows senza alcuna possibilità che chi li
    manutiene faccia alcun porting nemmeno su
    versioni di Windows diverse.
    Questo è uno dei veri motivi per cui usiamo
    ancora macchine con sistemi x86.
  • - Scritto da: eleirbag
    > In parte hai ragione.
    > Rimane il fatto che moltissimi programmi,
    > la stragrande maggioranza software di lavoro,
    > continua ad essere supportata solo x86 e per
    > windows senza alcuna possibilità che chi li
    > manutiene faccia alcun porting nemmeno su
    > versioni di Windows diverse.
    > Questo è uno dei veri motivi per cui usiamo
    > ancora macchine con sistemi x86.

    quando il 30% di hardware sara' non-x86, vedremo se non faranno i port. E' una questione di soldi, se tu non supporti l'hardware che ho comprato, lo fara' un altro e tu perdi una vendita. Gia' Midrosoft sta pensado a Office per tablet: e' una vvaccata ma da la misura delle cose.
    non+autenticato
  • Si difatti è propio così.
    Ma fintantochè Intel rimarra il colosso
    che è non penso che si lascierà sfuggire
    di mano il controllo delle CPU et simili.
    Sicuramente la lotta con ARM porterà solo
    vantaggi ai clienti di entrambi i sistemi.
    In ogni caso il futuro penso sia l'astrazione
    completa dal hardware dunque non credo ci
    sarà molta importanza su cosa il software gira.
    Vedremo
  • Sarà sicuramente una bella corsa.

    Forse Intel non si è resa ancora conto che avendo battuto AMD sulla piattaforma x86, ha spinto un altro grosso player verso l'alternativa Risk, o almeno alcune delle ultime novità così fanno pensare:
    http://www.tomshw.it/cont/news/amd-alza-bandiera-b...)

    Come consumatori dovremmo solo averne dei vantaggi.

    In generale però credo che molto avvantaggiato nella corsa sia paradossalmente un altro attore sulla scena: Apple.

    Porting dei suoi software su varie architetture sono stati fatti più volte, e negli anni le rivoluzioni di hardware ed OS hanno portato a sviluppare una notevole capacità di produrre virtualizzatori per mitigare i problemi di transizione. Ancora oggi molti rimpiangono Rosetta, l'ultimo virtualizzatore di software PPC, solo a 32 bit ed incompatibile coll'ultimo nato a 64.
    Inoltre Apple ha cominciato a progettarsi in casa i processori ARM, ed ha avviato quello che viene definito "ecosistema" e che è talmente grosso, come business, che non può più essere ignorato da nessuno. Quindi già ora anche grosse software house sviluppano le App per iDevice su base RISC. Pure Microsoft sembra mettercisi.

    Perciò ... ARM, AMD, Nvidia Samsung, Qualcomm e ... Apple. Una corsa con tanti players contro Intel ... e contro il monopolio in genere, credo.
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    Modificato dall' autore il 05 dicembre 2011 16.52
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    Sem
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