Claudio Tamburrino

Senseye, occhio al telefono

Il sistema di controllo basato sullo sguardo dell'utente strizza l'occhio ad Android: promette applicazioni giÓ il prossimo anno

Roma - Il progetto danese Senseye promette agli utenti Android di controllare parte delle funzioni del proprio smartphone semplicemente attraverso lo sguardo.



Iniziato presso l'Università di Copenhagen, il progetto ora gestito da una startup si presenta come un nuovo strumento per controllare il proprio dispositivo mobile: il prototipo già permette di attivare lo schermo quando ci si getta lo sguardo, di scorrere una pagina Web semplicemente leggendola e giocare ad alcuni videogame, per esempio puntando ai nemici con gli occhi.
Il sistema sfrutta la fotocamera frontale dello smartphone per individuare lo sguardo e tracciare i movimenti degli occhi dell'utente in modo da processare i segnali come comandi per azioni da compiere a seconda della schermata in cui ci si trova.

Le interfacce uomo-macchina basate sull'eye tracking hanno già trovato diverse declinazioni, anche se rimangono per la gran parte ancora funzioni in fase di sviluppo. Lo stesso Senseye deriva dal prodotto open source ITU Gaze Tracker, che è stato sviluppato pensando alle necessità degli utenti con disabilità motorie.

Senseye, per il momento, prevede di vendere un dispositivo da 100 dollari collegabile via USB a smartphone e tablet, ma promette di poter interagire in generale con applicazioni sviluppate da parti terze raggiungendo una profonda integrazione con il sistema operativo del dispositivo.

In particolare ha annunciato di poter arrivare su Android già nel 2012.

Claudio Tamburrino
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