Marco Calamari

I Colori di Cassandra/ Bianco: la rivelazione del Segreto

di M. Calamari - Giunti alla fine della storia c'è il gran finale. Quello in cui i buoni se non vincono, almeno ci provano. E mettono a disposizione di tutti le risorse per tentare di raddrizzare la situazione oggi e in futuro: GlobaLeaks

I Colori di Cassandra/ Bianco: la rivelazione del SegretoRoma - Descrivendo la storia della Rete con un approccio epico, come quello usato da Tolkien nella saga del "Signore degli Anelli", quindi come se fosse descrivibile come battaglia tra diversi Popoli, potremmo raccontarla come una lotta tra ben cinque etnie, i Nativi, i Primitivi, i Re, i Militari ed i Mercanti, che si svolgesse in una mitica "Terra di Gitale".

In principio la Terra di Gitale era abitata solo dai primi Nativi, i Costruttori, inviati in esplorazione dai Militari per scopi ristretti e molto pratici. I Costruttori fornirono ai Militari un potente scudo che essi chiedevano, e furono da questi riforniti di tempo e risorse; un gioco in cui tutti e due i popoli ottennero quello che più desideravano. La libertà di cui i Costruttori godettero fu senza precedenti, e permise ad altri Nativi di unirsi loro; consentì alla popolazione di arrivare a centinaia di migliaia di Nativi che si trovavano però solo in luoghi particolari (università, grandi aziende di informatica).

Poi alcuni Mercanti cominciarono a capire che anche molte altre persone avrebbero pagato volentieri per collegarsi alla nuova Terra, soprattutto dalle loro case, e cominciarono a vendere collegamenti via modem. Quasi contemporaneamente un Nativo invento una magica Ragnatela, ed improvvisamente scoppiò l'estate della Terra di Gitale. Una marea di Primitivi emigrò nella nuova Terra ed i Mercanti cominciarono a smerciare immense quantità di spezie e profumi. I Militari storsero la bocca, ed inizialmente si allontanarono dalla nuova Terra cercando di crearsene una diversa per loro esclusivo uso. I Re invece, assai più pratici, cominciarono ad interessarsi al fiume di denaro che iniziava a scorrere dentro e fuori la nuova Terra, e pensarono bene di dettar leggi che consentissero loro, tramite i Mercanti, di deviarlo nei forzieri di Stato.
Avvenne però che mentre i Militari ed i Re agivano in maniera diversa secondo i loro interessi, gli abitanti della Terra di Gitale cominciarono ad utilizzarla da una parte per farla in barba ai Militari che volevano usare le tecnologie della Rete a loro esclusivo vantaggio, e dall'altra per farla in barba ai Re quando le nuove leggi che imponevano erano visibilmente ingiuste o "ad personam", e dirette contro i cittadini.

Fu così che Militari e Re strinsero un'alleanza che, giocando su fronti apparentemente condivisibili e neutrali come i diritti degli autori e gli atti dei criminali, realizzò leggi e tecnologie che in sintonia furono impiegate per imbrigliare i cittadini della nuova Terra. Ci riuscirono facilmente perché la maggior parte di questi cittadini non erano formata dai Nativi, ma dai Primitivi, rimasti tali nell'anima malgrado vivessero nella nuova Terra per una buona parte del loro tempo.

Fu così che la partita dei diritti e della libertà fu persa senza nessuna opposizione, malgrado esistessero tutte le possibilità di giocarla per riequilibrare i poteri. La prima regola enunciata da un antico generale di una terra aldilà del mare, "Il miglior modo di vincere è quello di spezzare la volontà di combattere del nemico", dimostrò ancora una volta la sua verità.

Ma gruppetti di Nativi e persino qualche Costruttore vivevano ancora nella Terra di Gitale, e prima per caso poi per una precisa volontà aprirono un altro fronte. Pensavano: "Se non possiamo imporre ai cittadini della nostra Terra di richiedere a gran voce l'esercizio dei propri diritti, e lasciamo a Re, Mercanti e Militari la possibilità di ordire i loro magheggi avvolti dal segreto, impediamogli almeno questo. Facciamo sì che le tecnologie, che per mancanza di volontà dei più non vengono usate per conservare la libertà, possano almeno essere utilizzate per spezzare il Segreto che circonda assai più le malefatte che le cose fatte a fin di bene".

Detto, fatto: alcuni Costruttori crearono organizzazioni che nella nuova Terra raccoglievano documenti segreti o non pubblici e li mettevano a disposizione di tutti i Cantastorie e Bardi della nuova Terra. Dopo un'iniziale sbandamento, Re e Militari ricomposero rapidamente le loro fila e sbaragliarono con i loro potenti mezzi questi pionieri: la Rete ebbe così nuovi eroi da ringraziare (e sperabilmente non nuovi martiri). Altri Costruttori, traendo esperienza dagli accadimenti, diedero allora una risposta migliore: "Se avere il potere di spezzare il Segreto è un'arma così potente da suscitare reazioni così grandi, ebbene, che il Potere di Spezzare il Segreto sia dato senza sforzi a tutti quello che lo desidereranno".

E questo accadde, e nel bene e nel male una nuova era di trasparenza ebbe inizio.
Non so se vissero tutti felici e contenti, però è possibile che il finale di questa favola, ovviamente del tutto inventata, diventi realtà nella nostra Rete.

È con immenso piacere che vi comunico la prima release completa di GlobaLeaks 0.1, una delle risposte che la Rete sta creando per il bisogno di trasparenza che sempre più persone, organizzazioni e Paesi sentono.

Per gli interessati è disponibile una descrizione del software e alcuni dettagli tecnici. C'è ancora tanto da fare: questo è il bazaar dove gli interessati si riuniscono pubblicamente per praticare il Social Coding, e dove raccolgono i materiali di propaganda. Qui infine una vasta e ragionata raccolta delle iniziative di altri Cittadini della Rete a favore della trasparenza e della Public Disclosure.

Chi non crede solo alle favole può farsi un giro, e magari fermarsi per dare una mano.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
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27 Commenti alla Notizia I Colori di Cassandra/ Bianco: la rivelazione del Segreto
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    Perchè questo cambiamento è ancora peggio di quando avevate cambiato lo stile della home page anni fa.

    A bocca storta Redazione, I'm disappoint.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > come da oggetto
    male proprio male, ma che razza di digitale sei? Stampare ?- ROBA DA ANALOGICI - al massimo si conserva il link in un db
    non+autenticato
  • Così se modificano o cancellano l'articolo non potrai più leggerlo. Complimenti!
    non+autenticato
  • C'è sempre www.archive.org
  • - Scritto da: sentinel
    > C'è sempre www.archive.org
    C'è sempre il "save as" che ti consente di dipendere solo dalla tua volontà invece che da archive.org

    Cazzarola!
    Il server di posta ce lo ha pluto il dns paperino per comunicare con qualcuno tweetate e fessbukate...

    Ma una cosa che sia una la volete tenere sotto il vostro controllo o dovete per forza regalare sempre il c..lo a qualcuno in cambio di una ipotetica "semplicità" e conservare gelosamente l'ignoranza (invece che il vostro c..lo)?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: sentinel
    > > C'è sempre www.archive.org
    > C'è sempre il "save as" che ti consente di
    > dipendere solo dalla tua volontà invece che da
    > archive.org

    Ovviamente non puoi salvarti tutto il Web (con
    la w maiuscola!) sul tuo disco.

    E comunque se consideri che i siti li fanno anche gli
    utonti che non sanno cosa sia il backup...
  • Al di là del gesto di speranza, mi sembra che Lei, Calamari, abbia analizzato la cosa da un punto di vista troppo elitario, in fondo gli intelligenti e gli idioti ci sono sempre stati sia tra i nativi che tra i primitivi.

    Il 70% dei nativi, 5 lustri fa, passava la maggior parte del proprio tempo a chattare con IRC, oggi chatta su Facebook, certo lo strumento è più chiuso ma la logica è la stessa.

    Conosco gente che prima del web passava la maggior parte del tempo a scaricare le foto porno dai siti via ftp in linea di comando, mentre qualche primitivo magari leggeva Shakespeare o acquistava riviste scientifiche ... altro che "elite" !

    La riflessione che secondo manca in questo ragionamento è La Terra Di Gitale, benchè abbia confini strutturali sempre più ampi non ha confini nella fantasia e nelle possibilità (vedi Tohr, Wikileaks, quello che sta succedendo in Islanda ...), quindi la battaglia dei Re e Militari è sempre stata persa in partenza, o meglio probabilmente all'inizio proprio non esisteva e dopo è stato troppo tardi.

    Quindi, se vogliamo sbiancare ulteriormente il drappo, potremmo considerare che quando i mercanti non si interessavano di ciò che era stato fatto dai costruttori e militari, i nativi scaltri erano così pochi e così male organizzati da essere una specie di setta satanica, vivente a Zion e dedita perennemente a guardare strani caratteri che scorrevano rapidamente sui fosfori verdi.

    Dopo che i mercanti per i loro comodi incominciarono a sviluppare il meccanismo della comunicazione globale molti nativi e primitivi furono messi in contatto, e incominciarono ad usufruire della stessa nuova rete potenziata ai fini commerciali e ad imparare gli uni dagli altri.

    Sempre come diceva quell'antico generale dall'altra parte dell'oceano, il modo migliore di vincere una guerra è sfruttare lo smisurato potere del nemico contro se stesso.

    Oggi benchè sia evidente il tentativo di depistaggio svolto mediante strumenti molto poco utili e networks molto poco social, coadiuvati da una quantità massiccia di viral marketing della stampa internazionale, le percentuali di aderenza sono semplicemente fisiologiche anche se purtroppo maggioritarie (forse è per questo che la democrazia non funziona ...).

    Per contro, il potere e la capacità organizzativa di coloro che delle regole se ne fregano, degli spiriti critici o se preferiamo, degli "hakers" sta diventando immenso.

    Fino ad un paio di decenni fa infatti Assange e altri come lui se mai fossero riusciti ad ottenere certi documenti, sarebbero semplicemente "spariti" nel silenzio, oggi sono personaggi di fama mondiale protetti dalla volontà generale che non è sempre facilmente strumentalizzabile.

    Se poi coloro che possono fare qualcosa non sanno trovare gli strumenti per farlo, è un problema loro, oggi gli strumenti per farlo ci sono, vent'anni fa quando i nativi disassemblavano codice 8086 a mente e si facevano mandare via mail l'elenco dei files dai motori di ricerca, non li avevano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ill Informer

    > vent'anni fa quando i nativi disassemblavano
    > codice 8086 a mente e si facevano mandare via
    > mail l'elenco dei files dai motori di ricerca,
    > non li
    > avevano.

    I nativi non hanno mai disassemblato codice 8086 tantomeno a mente.
    Forse non hai presente la data che porta il primo RFC L'8086 non stava ancora ne nella mente di dio ne in quella più prosaica di Intel.

    Quanto al resto... il 50% di cose vere e il 50% di razzate danno come risultato un mare di razzate!

    Dai una ripassata alla storia.

    Magari aiuta!
    non+autenticato
  • >
    > I nativi non hanno mai disassemblato codice 8086
    > tantomeno a
    > mente.
    > Forse non hai presente la data che porta il primo
    > RFC L'8086 non stava ancora ne nella mente di dio
    > ne in quella più prosaica di
    > Intel.
    >
    > Quanto al resto... il 50% di cose vere e il 50%
    > di razzate danno come risultato un mare di
    > razzate!
    >
    > Dai una ripassata alla storia.
    >
    > Magari aiuta!


    Se invece di trovare modi originali per rispondere in modo ardito, ti fossi preso la briga di leggere il commento, senza voler strafare, avresti capito che il periodo a cui mi riferivo erano gli anni precedenti alla diffusione commerciale di Internet e non c'entrano una beata fava con le prime Request For Comments.

    Ho anche datato il periodo come 5 lustri fa che sarebbero esattamente 25 anni e siccome siamo nel 2011 si parla del 1986, anno in cui gironzolavano in Italia i primi PC IBM BASE XT e il precedente semisconosciuto BASE con 8088 a 4.7 Mhz, processore ad architettura mistas 8/16 bit e sistema operativo DOS 1.0.

    Dopo alcuni anni, quando Internet da queste parti si stava diffondendo commercialmente grazie al primo grande provider nazionale Video On Line era già nato M24 che montava processore 8086 full 16 bit.

    Mi esimo dal proseguire in quanto come avrai capito io non ho bisogno di imparare la storia, perché ho vissuto quei momenti e conosciuti quelli che lavoravano nelle università, ma a questo proposito, visto che un paio di commenti più in su hai espresso il tuo parere sul fatto che Calamari c'era ma forse guardava da un'altra parte, mi viene il dubbio che nemmeno tu ci sia stato ai bei tempi, o quanto meno se c'eri dormivi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ill Informer
    > >
    > > I nativi non hanno mai disassemblato codice
    > 8086
    > > tantomeno a
    > > mente.
    > > Forse non hai presente la data che porta il
    > primo
    > > RFC L'8086 non stava ancora ne nella mente
    > di
    > dio
    > > ne in quella più prosaica di
    > > Intel.
    > >
    > > Quanto al resto... il 50% di cose vere e il
    > 50%
    > > di razzate danno come risultato un mare di
    > > razzate!
    > >
    > > Dai una ripassata alla storia.
    > >
    > > Magari aiuta!
    >
    >
    > Se invece di trovare modi originali per
    > rispondere in modo ardito, ti fossi preso la
    > briga di leggere il commento, senza voler
    > strafare, avresti capito che il periodo a cui mi
    > riferivo erano gli anni precedenti alla
    > diffusione commerciale di Internet e non
    > c'entrano una beata fava con le prime Request For
    > Comments.
    >
    >
    > Ho anche datato il periodo come 5 lustri fa che
    > sarebbero esattamente 25 anni e siccome siamo nel
    > 2011 si parla del 1986, anno in cui gironzolavano
    > in Italia i primi PC IBM BASE XT e il precedente
    > semisconosciuto BASE con 8088 a 4.7 Mhz,
    > processore ad architettura mistas 8/16 bit e
    > sistema operativo DOS
    > 1.0.

    1) In italia giravano da prima i primi PC

    2) In italia di nativi costruttori di Internet non ce ne era alcuno in quegli anni.

    3) c'era qualcuno che aveva una vaga idea della esistenza della rete ma certo non era tra i nativi costruttori che erano praticamente nella totalità americani in italia c'era (al più) qualche utente e dati gli ambienti che erano frequentati da "quegli utenti" l'uso dei PC era guardato con una certa puzza al naso (non condivisa dal sottoscritto... ma tant'è) nessuno dei suddetti si sognava quindi di disassemblare a memoria il codice x86!

    Il sottoscritto (che aveva abbandonato da tempo i dissasemblatori) ha usato si macchine di classe x86 in quel periodo ma:

    come dice anche qui:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Compaq
    "Compaq introduced the first PC based on Intel's new 80386 microprocessor, the Compaq Deskpro 386"

    Su cui (per fare da gateway SNA/IP/X.25/X.28) avevo messo Unix interactive IX sul server (80386) e i client erano si PC (da 8088 fino a 80286) ma con un rudimentale stack IP (era un TSR packet driver) e tutto questo (wan e lan) stava in una grande azienda e era probabilmente (all'epoca) l'unic rete IP based che stesse in una azienda privata!

    Ma la cosa era talmente UNICA e inusuale che mi chiamarono a PISA (CNR) a tenere un corso in merito.
    Altro che disassembler e M24!

    Non metto in dubbio che tu potessi (all'epoca) giocare con M24 e disassembler (magari a memoria) ma il resto del mondo forse faceva altro!
    Non credi?
    E si! tutto questo succedeva nel 1986.
    Ma è un pochino diverso da come tu lo racconti.

    4) Video on line nota come VOL (Grauso) che per inciso conosco benissimo personalmente è arrivato ben dopo (parliamo di 10 anni dopo il periodo cui eventualmente ti ti riferisci) e era presente non solo il browser web (ftp gopher e compagnia gli utenti in massa non li hanno mai conosciuti) per quanto attiene poi i motori di ricerca yahoo (che prima si chiamava yahoo.stanford.edu) era già diventata (spinoffata da stanford) yahoo inc.
    Grauso (sempre se vuoi parlare di lui) è entrato in ballo con l'aiuto "pesante" del CRS4 (centro ricerca e studi superiori sardegna) dove si usavano macchine SGI a man bassa (altro che x86) e il 90% del personale (sistemisti, developpers ecc.) che aveva assunto veniva proprio dal CRS4.
    Cose che conosco benissimo per averle seguite e vissute direttamente e indirettamente DI PERSONA.

    Potrei anche dirti chi ha scritto la applicazione web-mail che usavano anzi te lo dico proprio (non è un segreto) Luca Manunza (anche lui veniva dal CRS4) Potrei dirti che un ruolo fondamentale lo ha avuto un tizio di Bologna (Pietro Zanarini) che ancora è al crs4.... ma che te lo dico a fare?
    Sono tutte cose che non sai certo con questi dettagli.
    Da quanto mi è dato capire da ciò che scrivi

    > Mi esimo dal proseguire in quanto come avrai
    > capito io non ho bisogno di imparare la storia,
    > perché ho vissuto quei momenti e conosciuti
    > quelli che lavoravano nelle università, ma a
    > questo proposito, visto che un paio di commenti
    > più in su hai espresso il tuo parere sul fatto
    > che Calamari c'era ma forse guardava da un'altra
    > parte, mi viene il dubbio che nemmeno tu ci sia
    > stato ai bei tempi, o quanto meno se c'eri
    > dormivi.

    Ecco è meglio che tu ti esima non ho idea di quale sia la storia che conosci ma mi pare che tu abbia più confusione che storia in testa.
    Forse hai giocato troppo con disassembler e M24!
    non+autenticato
  • Interessante discussione.. si il tizio di prima ha detto 50% di razzate e 50% no... pero' anche tu ti ci metti un poSorride

    > 1) In italia giravano da prima i primi PC
    si, giusto. ovviamente se l'M24 e' del 1983 e il pc IBM del'81... c'erano anche da prima del 1986 in italia. Non si trovavano certo in ogni casa ma c'erano eccome... poi l'intel 4004 non e' degli anni '70?

    >
    > 2) In italia di nativi costruttori di Internet
    > non ce ne era alcuno in quegli
    > anni.
    non mi e' chiaro al 100% cosa si intenda per "nativi costruttori" ,ma io direi che e' completamente falsa questa affermazione. C'erano si, erano pochi ed erano dentro le universita', ma c'erano. Tipo Bonito al CNUCE per dire.. Ovviamente non erano come cerf o postel ("inventori"), ma fecero un lavoro imho fondamentale per l'internet italiana ed europea

    > 3) c'era qualcuno che aveva una vaga idea della
    > esistenza della rete ma certo non era tra i
    > nativi costruttori che erano praticamente nella
    > totalità americani in italia c'era (al più)
    > qualche utente e dati gli ambienti che erano
    > frequentati da "quegli utenti"
    >
    l'uso dei PC era guardato con una
    > certa puzza al naso (non condivisa dal
    > sottoscritto... ma tant'è) nessuno dei suddetti
    > si sognava quindi di disassemblare a memoria il
    > codice
    > x86!
    eheh.. beh non metterei la gente tipo Bonito alla stregua di "utente", pero' certo c'erano anche quelli (nessuno nasce imparato.. anzi la roba stava 'nascendo' in europa e quindi c'era solo da sperimentare) ... condivido che l'x86 NON era certo la piattaforma standard che si incontrava... tanto IBM (vtam, vm/cms ,ecc), pdp, vax, CDC Control Data, sparc anche... dipende quanto si resta centrati sul 1986 o si va "indietro".. ma certo non x86.

    (..)
    > Su cui (per fare da gateway SNA/IP/X.25/X.28)
    > avevo messo Unix interactive IX sul server
    > (80386) e i client erano si PC (da 8088 fino a
    > 80286) ma con un rudimentale stack IP (era un TSR
    > packet driver) e tutto questo (wan e lan) stava
    > in una grande azienda e era probabilmente
    > (all'epoca) l'unic rete IP based che stesse in
    > una azienda privata!
    L'unica mi sembra un po forte come affermazione.. pero' certo eri "early adopter" !
    Cmq dubito che -per dire- gente come FIAT, Pirelli e Montedison (che avevano i c.e.d dagli anni 60, assieme a inps, banche e assicurazioni) non avessero roba in networking..


    > Non metto in dubbio che tu potessi (all'epoca)
    > giocare con M24 e disassembler (magari a memoria)
    > ma il resto del mondo forse faceva
    > altro!
    > Non credi?
    > E si! tutto questo succedeva nel 1986.
    > Ma è un pochino diverso da come tu lo racconti.
    eheheh si infatti... ognuno vede il proprio "piccolo" mondo, che magari e' piu grande della media, ma e' sempre piccolo rispetto a quello di qualcun'altro.

    >
    > 4) Video on line nota come VOL (Grauso) che per
    > inciso conosco benissimo personalmente è arrivato
    > ben dopo (parliamo di 10 anni dopo il periodo cui
    > eventualmente ti ti riferisci) e era presente non
    right.
    > solo il browser web (ftp gopher e compagnia gli
    > utenti in massa non li hanno mai conosciuti) per
    > quanto attiene poi i motori di ricerca yahoo (che
    > prima si chiamava yahoo.stanford.edu) era già
    > diventata (spinoffata da stanford) yahoo inc.
    beh FTP dai che lo si conosce...Sorride

    > Grauso (sempre se vuoi parlare di lui) è entrato
    > in ballo con l'aiuto "pesante" del CRS4 (centro
    > ricerca e studi superiori sardegna) dove si
    > usavano macchine SGI a man bassa (altro che x86)
    > e il 90% del personale (sistemisti, developpers
    > ecc.) che aveva assunto veniva proprio dal
    > CRS4.
    > (ecc ecc)
    tutto giusto... i dettagli sui softwaristi non li ricordo... cmq visto che c'eri ti chiedo CHE NE PENSI DELL'OPERAZIONE VIDEONLINE?
    Io mi feci questa idea... *forse* grauso all'inizio era in buona fede, ma tutta l'operazione si trasformo' in una MEGA operazione di dumping di mercato in pessimo stile italiano (da parte di telecom italia) su un mercato che stava iniziando a nascere/crescere...
    Lo scenario era questo.. internet era ancora 'nuova' al grande pubblico, ma stava fermentando velocemente... c'erano svariate realta' piccole ma importanti (e +- pionieristiche) come Agora,MCLINK,galactica e un po' di altre, che si sforzavano di raggiungere l'intero territorio via x25 (piu dialup in urbana ovviamente)... poi arriva VOL , con un marketing megaagressivo, che piazza un dialup GRATUITO CON ACCESSO GRATUITO su topolino(! non scherzo) per farsi pubblicita'... e la cosa e' usata e abusata, fa scrivere software, piazza Ascend e piglia banda ovunque... ovviamente il tutto e' fornito da telecom italia. Un ritmo del genere ERA INSOSTENIBILE... pero' telecom continuava a fornire mezzi... sinche', boom... un bel po di debiti e vol venne inglobata e rinominata TIN. Ecco, in pochi mesi, praticamente telecom, ha sbaragliato il mercato ... Io questa roba la chiamo 'dumping'... non so se sei d'accordo.

    > Ecco è meglio che tu ti esima non ho idea di
    > quale sia la storia che conosci ma mi pare che tu
    > abbia più confusione che storia in
    > testa.
    > Forse hai giocato troppo con disassembler e M24!
    ehheeh.. io per la cronaca, invece, giocavo con l'asm 6502Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Cala,
    Capisco lo stile volutamente "epico" sono anche d'accordo che questa di Global Leaks è una cosa importante... ma
    Molto sommessamente... i "nativi" (costruttori) o come li vuoi chiamare hanno sempre usato uno stile molto dimesso e poco epico e le cose si sono limitati a farle e secondo me per ottimi motivi.

    Tu non c'eri all'epoca vero?
    Cioè ... c'eri (anagraficamente parlando) ma chissà perché ho il sospetto che tu guardassi da un altra parte.
    Intendiamoci è cosa molto comune (anzi normale) niente di "strano".

    Però non è necessario usare il tono epico credimi.
    non+autenticato
  • Ti va di andare in dettaglio su quello che hai detto? Mi interesserebbe saperne di piùSorpresa
    non+autenticato
  • - Scritto da: lol
    > Ti va di andare in dettaglio su quello che hai
    > detto? Mi interesserebbe saperne di più
    >Sorpresa
    No la faccenda è troppo complessa (e seria) dovresti tener presente che si tratta di 40 anni di storia niente affatto banale e anche a volere essere buoni per capirci qualcosa ne dovresti prendere in considerazione come minimo 30.... per svilupparla su un forum mi ci vorrebbe davvero troppo tempo e forse non interessa a molti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: lol
    > > Ti va di andare in dettaglio su quello che
    > hai
    > > detto? Mi interesserebbe saperne di più
    > >Sorpresa
    > No la faccenda è troppo complessa (e seria)
    > dovresti tener presente che si tratta di 40 anni
    > di storia niente affatto banale e anche a volere
    > essere buoni per capirci qualcosa ne dovresti
    > prendere in considerazione come minimo 30.... per
    > svilupparla su un forum mi ci vorrebbe davvero
    > troppo tempo e forse non interessa a
    > molti.
    Mi spiace non volevo essere scortese eh...
    Comunque se proprio hai tempo da perdere googla seguendo questi tre nomi:
    postel cerf kahn
    Sopratutto il primo
    Auguri.
    non+autenticato
  • Grazie!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Cala,
    ...
    > Tu non c'eri all'epoca vero?
    > Cioè ... c'eri (anagraficamente parlando) ma
    > chissà perché ho il sospetto che tu guardassi da
    > un altra parte.

    Mah, l'ho gia scritto un paio di volte su CC; nel '78 facewo il moonlighter programando un Apple ][e ed usando un accoppiatore acustico per connettermi ad Itapac. Nell'86 in Olivetti ho avuto l'accesso a NFSNet, e allora c'erano soloa USENET, FTP e WAIS. Puoi chiedere referenze anche agli avvocati di Zimmermann. Era questa la direzione in cui dovevo guardare?

    Marco Calamari
  • ..è che a voi sinostrorsi piace il concetto di privacy, ma solo se si applica a voi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: krane
    > ..è che a voi sinostrorsi piace il concetto di
    > privacy, ma solo se si applica a
    > voi.
    La realtà è che non hai capito nulla.
    E comunque la realtà che ti piaccia o non ti piaccia la privacy è che sulla rete ti TOCCA GIOCOFORZA di accettarla che questo ti piaccia o non ti piaccia è ininfluente così come è ininfluente ogni sforzo "del re" per legiferare al contrario il giorno dopo che è uscita la legge la rete è identica a prima perchè nessun "re" ha un impero abbastanza grande e qualunque re è incapace di mettersi d'accordo con TUTTI gli altri re.
    Fine della favola!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: krane
    > > ..è che a voi sinostrorsi piace il concetto
    > di
    > > privacy, ma solo se si applica a
    > > voi.
    > La realtà è che non hai capito nulla.
    > E comunque la realtà che ti piaccia o non ti
    > piaccia la privacy è che sulla rete ti TOCCA
    > GIOCOFORZA di accettarla che questo ti piaccia o
    > non ti piaccia è ininfluente così come è
    > ininfluente ogni sforzo "del re" per legiferare
    > al contrario il giorno dopo che è uscita la legge
    > la rete è identica a prima perchè nessun "re" ha
    > un impero abbastanza grande e qualunque re è
    > incapace di mettersi d'accordo con TUTTI gli
    > altri
    > re.
    > Fine della favola!
    > A bocca aperta

    come osi abboccare ad un esca del vero krane (io) per panda rotta?? chi sei tu pesciolino e come ti permetti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: krane
    > > > ..è che a voi sinostrorsi piace il
    > concetto
    > > di
    > > > privacy, ma solo se si applica a
    > > > voi.
    > > La realtà è che non hai capito nulla.
    > > E comunque la realtà che ti piaccia o non ti
    > > piaccia la privacy è che sulla rete ti TOCCA
    > > GIOCOFORZA di accettarla che questo ti
    > piaccia
    > o
    > > non ti piaccia è ininfluente così come è
    > > ininfluente ogni sforzo "del re" per
    > legiferare
    > > al contrario il giorno dopo che è uscita la
    > legge
    > > la rete è identica a prima perchè nessun
    > "re"
    > ha
    > > un impero abbastanza grande e qualunque re è
    > > incapace di mettersi d'accordo con TUTTI gli
    > > altri
    > > re.
    > > Fine della favola!
    > > A bocca aperta
    >
    > come osi abboccare ad un esca del vero krane (io)
    > per panda rotta?? chi sei tu pesciolino e come ti
    > permetti?
    Hai scritto la cazzata.
    e una cazzata è una cazzata!

    EOF
    non+autenticato
  • ...è che la privacy non può essere usata per coprire tutto, men che meno ciò che è *pubblico*,o di pubblica rilevanza.

    Non credo che GlobaLeaks verrà usato per spettegolare sul vicino di casa, considerato quanto effort ci vuole per rendere operativa una piattaforma di whistleblowing.
    non+autenticato
  • - Scritto da: eeeeeep
    > ...è che la privacy non può essere usata per
    > coprire tutto, men che meno ciò che è
    > *pubblico*,o di pubblica
    > rilevanza.
    >
    > Non credo che GlobaLeaks verrà usato per
    > spettegolare sul vicino di casa, considerato
    > quanto effort ci vuole per rendere operativa una
    > piattaforma di
    > whistleblowing.
    aho e parla come magni!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari

    > > piattaforma di
    > > whistleblowing.
    > aho e parla come magni!

    Ci vorrebbe una parola italiana per esprimere il concetto, ma non c'è, perché l'italiano di natura è servile verso il potere e tollerante verso gli abusi.
    Funz
    12989
  • - Scritto da: krane
    > ..è che a voi sinostrorsi piace il concetto di
    > privacy, ma solo se si applica a
    > voi.

    Tutto ciò che può essere trasposto in bit non può più essere fermato. Fattene una ragione, tu e tutti quelli che la pensano come te.
    non+autenticato