Claudio Tamburrino

AIE: ebook per tre

Entro la fine dell'anno l'Associazione Italiana Editori scommette sull'affermazione del settore in Italia. E un traguardo è già stato raggiunto in termini di accessibilità

Roma - A Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma a Roma fino all'11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell'EUR, l'Associazione Italiana Editori (AIE) torna a parlare di un mercato degli ebook pronto al balzo in avanti, pronto a triplicare e a rappresentare lo 0,1 del totale dell'editoria.

Gli ultimi dati relativi al 2010 ritagliavano per il comparto digitale lo 0,04 per cento del mercato editoriale complessivo. Se entro la fine di dicembre riuscisse a raggiungere le cifre ambiziose considerate da AIE, lo 0,1 per cento del mercato complessivo del libro per un valore di 3 milioni di euro, il settore degli ebook avrebbe conquistato questo traguardo nonostante l'aumento dell'IVA al 21 per cento e il blocco degli sconti previsto dalla normativa italiana.

Nonostante queste considerazioni AIE manifesta ottimismo: "Il mercato dell'ebook ha appena due anni di vita, ma è comunque un mercato che c'è e che non potrà che crescere nei prossimi mesi e anni - ha spiegato la responsabile nuove tecnologie dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Cristina Mussinelli - La crescita che si intravede è quella tipica dei mercati iniziali, con forti accelerazioni ma numeri assoluti ancora piccoli".
A favore della sua prospettiva, soprattutto l'aumento dei titoli a disposizione dei lettori italiani, che sono passati dagli oltre 6mila di dicembre 2010 a poco meno di 19mila a fine novembre 2011. Ad aumentare sono in particolare i titoli di narrativa che in meno di dodici mesi sono cresciuti del 143 per cento fino a superare i 3mila titoli.

Inoltre, grazie agli ebook i non vedenti e gli ipovedenti sono riusciti a triplicare i libri letti rispetto alla media in un anno.

L'arrivo sul mercato di un protagonista importante come Kindle e come la piattaforma digitale di Amazon potrebbe poi dare una spinta ad un settore nazionale ancora ingessato: solo solo 342 gli editori di ebook, ben pochi rispetto ai 7393 editori di libri di carta presenti nel catalogo dei libri in commercio.

Claudio Tamburrino
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82 Commenti alla Notizia AIE: ebook per tre
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  • 1) Il software non funziona su Linux.
    2) È possibile associare il libro ad un solo dispositivo di lettura.
    3) L'intera procedura (dall'acquisto all'istante in cui si comincia a leggere) è piuttosto complessa anche per gli utenti meno sprovveduti.
    È molto più semplice installare ed utilizzare il "programmino" che leva i DRM.
    4) Il DRM, anche se poco, incide sul costo finale.
  • - Scritto da: x4nder
    > 1) Il software non funziona su Linux.
    > 2) È possibile associare il libro ad un solo
    > dispositivo di
    > lettura.
    > 3) L'intera procedura (dall'acquisto all'istante
    > in cui si comincia a leggere) è piuttosto
    > complessa anche per gli utenti meno
    > sprovveduti.
    > È molto più semplice installare ed
    > utilizzare il "programmino" che leva i
    > DRM.
    > 4) Il DRM, anche se poco, incide sul costo finale.

    Io ho sentito invece di una nuova tecnologia priva di DRM.
    Praticamente consiste nello stampare il testo su dei fogli bianchi e poi di rilegarli insieme con una copertina.
    E' comodissimo! Non richiede batteria e né di essere ricaricato. Non rischia di rompersi. Sta nello zaino, nella valigetta, ovunque!
    Non crasha e funziona interamente con il touch.
    Lo puoi prestare, rivendere.
    Se ci devi studiare sopra lo puoi sottolineare.

    Forse presto arriverà in Italia:
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore

    > Praticamente consiste nello stampare il testo su
    > dei fogli bianchi e poi di rilegarli insieme con
    > una copertina.

    Ma si puo' duplicare il dispositivo stesso con un
    device chiamato fotocopiatrice o scanner.


    > E' comodissimo! Non richiede batteria e né di
    > essere ricaricato. Non rischia di rompersi. Sta
    > nello zaino, nella valigetta, ovunque!

    Ce ne stanno pochissimi in realta' in valigetta, se gia' devi portarti dietro manuali tecnici devi portarti una carriola.
    E non hai il trova.

    > Non crasha e funziona interamente con il touch.

    Che e' un vantaggio parziale, ad esempio niente comandi vocali o lettura vocale.

    > Lo puoi prestare, rivendere.

    Ma solo quella copia o la riproduzione fotocopiata.

    > Se ci devi studiare sopra lo puoi sottolineare.

    Limitatamente, non puoi neanche usare dei filtri a tema per sottolineature diverse.

    > Forse presto arriverà in Italia:
    >

    Speriamo di no, ha solo svantaggi.
    krane
    22544
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: x4nder
    > > 1) Il software non funziona su Linux.
    > > 2) È possibile associare il libro ad un
    > solo
    > > dispositivo di
    > > lettura.
    > > 3) L'intera procedura (dall'acquisto
    > all'istante
    > > in cui si comincia a leggere) è piuttosto
    > > complessa anche per gli utenti meno
    > > sprovveduti.
    > > È molto più semplice installare ed
    > > utilizzare il "programmino" che leva i
    > > DRM.
    > > 4) Il DRM, anche se poco, incide sul costo
    > finale.
    >
    > Io ho sentito invece di una nuova tecnologia
    > priva di DRM.
    >
    > Praticamente consiste nello stampare il testo su
    > dei fogli bianchi e poi di rilegarli insieme con
    > una
    > copertina.
    > E' comodissimo! Non richiede batteria e né di
    > essere ricaricato. Non rischia di rompersi. Sta
    > nello zaino, nella valigetta,
    > ovunque!
    > Non crasha e funziona interamente con il touch.
    > Lo puoi prestare, rivendere.
    > Se ci devi studiare sopra lo puoi sottolineare.
    >
    > Forse presto arriverà in Italia:
    >

    Peccato che sul reader ci infili dei libri che cartacei hanno uno spessore di svariati centimetri e se ti sposti molto è comodissima come soluzione.
  • Io spenderei 2 paroline sui prezzi degli e-book che rimangono comunque troppo alti, al punto che non vorrei ci si ritrovasse come è accaduto per la musica sui CD, i cui prezzi erano (e sono) talmente alti che la gente alla fine è spinta a trovare "alternative" decisamente piu' economiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cotton
    > Io spenderei 2 paroline sui prezzi degli e-book
    > che rimangono comunque troppo alti, al punto che
    > non vorrei ci si ritrovasse come è accaduto per
    > la musica sui CD, i cui prezzi erano (e sono)
    > talmente alti che la gente alla fine è spinta a
    > trovare "alternative" decisamente piu'
    > economiche.

    Lo farà in ogni caso. Come mai la gente si fa fare la ricetta per la cardioaspirina quando con la mutua risparmi solo 20 centesimi? Perché risparmi 20 centesimi. Quindi l'ebook lo potrai vendere a una miseria, ma se ci sarà un'alternativa gratuita molta gente sceglierà quella. Il fatto che sia illegale importerà solo quando ci sarà un alto rischio di essere puniti.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Dottor Stranamore
    >
    > > Lo farà in ogni caso.
    >
    > Ma certo: o nero o bianco.
    > O ruba oppure è una pecora.
    > Le vie di mezzo le lasci solo a quelli della
    > logica
    > fuzzy?

    Non ho parlato di nero o bianco. Ho detto molta gente, sicuramente qualcuno onesto ci sarà. Ma il "molta gente" ha già steso l'industria musicale.
    non+autenticato
  • > Non ho parlato di nero o bianco. Ho detto molta
    > gente, sicuramente qualcuno onesto ci sarà. Ma il
    > "molta gente" ha già steso l'industria
    > musicale.

    E ti sembra un male?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Non ho parlato di nero o bianco. Ho detto
    > molta
    > > gente, sicuramente qualcuno onesto ci sarà.
    > Ma
    > il
    > > "molta gente" ha già steso l'industria
    > > musicale.
    >
    > E ti sembra un male?

    L'industria musicale non mi sta molto simpatica, però questa storia di Internet e della pirateria facile taglia le gambe anche al singolo individuo vuole vendere materiale che può essere digitalizzato. Ma su cui ha lavorato mesi o anni e in qualche modo deve riavere in $$$ una compensazione per il lavoro svolto.
    non+autenticato
  • > L'industria musicale non mi sta molto simpatica,
    > però questa storia di Internet e della pirateria
    > facile taglia le gambe anche al singolo individuo
    > vuole vendere materiale che può essere
    > digitalizzato.

    E allora non venderlo. Se non c'è richiesta, stai facendo un lavoro inutile.

    Altrimenti, è come dire che l'automobile taglia le gambe al singolo individuo che voleva fare il cocchiere.

    > Ma su cui ha lavorato mesi o anni
    > e in qualche modo deve riavere in $$$ una
    > compensazione per il lavoro
    > svolto.

    Questo è il tuo errore. Non deve necessariamente avere una compensazione.
    Se qualcuno passa mesi, o anni, a raccogliere sassi dal fiume e ad ammucchiarli, senza che nessuno gliel'abbia chiesto, verrà forse pagato? No, perchè ha fatto un lavoro inutile. Non importa che abbia lavorato, e che il suo lavoro sia stato lungo e faticoso; non verrà pagato comunque.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > E allora non venderlo. Se non c'è richiesta, stai
    > facendo un lavoro
    > inutile.
    >

    Non è vero che non c'è richiesta, il problema è che uno può bypassare la transazione e scaricarlo gratis.


    > Altrimenti, è come dire che l'automobile taglia
    > le gambe al singolo individuo che voleva fare il
    > cocchiere.

    Sono due cose completamente diverse. È un esempio che non c'entra. Io parlo di uno che offre un servizio a pagamento e però la gente ne usufruisce lo stesso senza ricompensarlo. L'auto invece è un mezzo diverso che ne sostituisce un altro.

    > Questo è il tuo errore. Non deve necessariamente
    > avere una
    > compensazione.
    > Se qualcuno passa mesi, o anni, a raccogliere
    > sassi dal fiume e ad ammucchiarli, senza che
    > nessuno gliel'abbia chiesto, verrà forse pagato?
    > No, perchè ha fatto un lavoro inutile. Non
    > importa che abbia lavorato, e che il suo lavoro
    > sia stato lungo e faticoso; non verrà pagato
    > comunque.

    Se produrre contenuti fosse uguale ad ammonticchiare sassi neanche ti porresti il problema di riuscire ad averli gratis defraudando il creatore.
    Poi il mercato non funziona che il cliente si sveglia una mattina e dice cosa vuole. È stato già provato in passato che l'utente non sa cosa vuole. L'utente non si sveglia una mattina e dice: "Vorrei sentire Light My Fire cantata da un ricciolino con la voce bassa" e allora salta fuori uno dei The Doors che dice: "Ok la facciamo noi!". Ma in realtà prima viene prodotto il brano e poi gli utenti decidono se a loro piace o no.
    Se il mercato per i beni che possono essere digitalizzati si restringe diminuirà anche il numero di persone che possono dedicarvi del tempo per crearle, con l'effetto di avere meno opere o anche meno prodotti nel campo didattico e dell'apprendimento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > E allora non venderlo. Se non c'è richiesta,
    > stai
    > > facendo un lavoro
    > > inutile.
    > >
    >
    > Non è vero che non c'è richiesta, il problema è
    > che uno può bypassare la transazione e scaricarlo
    > gratis.

    La richiesta non riguarda quel contenuto specifico, ma eventuali contenuti futuri che tu potresti scrivere; dopo tutto, è per quello che vieni pagato... e sono quei contenuti che non saranno più realizzati, se tu non verrai pagato. Se però a nessuno frega nulla che tu continui a produrre... non c'è richiesta del tuo lavoro.
    C'è solo la richiesta di copie dei tuoi lavori vecchi.


    >
    >
    > > Altrimenti, è come dire che l'automobile
    > taglia
    > > le gambe al singolo individuo che voleva
    > fare
    > il
    > > cocchiere.
    >
    > Sono due cose completamente diverse. È un
    > esempio che non c'entra. Io parlo di uno che
    > offre un servizio a pagamento e però la gente ne
    > usufruisce lo stesso senza ricompensarlo.

    No, non usufruisce del tuo servizio. Usufruisce di una copia di quel servizio, offerta da qualcun altro.

    A dimostrazione di ciò, se tu decidi di interrompere il tuo servizio, le copie pirata rimangono e continuano ad essere scaricabili.

    Quello che citi tu è un caso diverso: ad esempio, chi usasse un decoder sky o mediaset premium con scheda pirata starebbe effettivamente usando un servizio senza pagarlo; ma il fornitore di tale servizio non dovrebbe fare altro che interromperlo anche solo per un giorno, per lasciare a piedi i pirati, e poi potrebbe ricominciare con una scheda diversa. Capisci che è una situazione diversa?

    > L'auto
    > invece è un mezzo diverso che ne sostituisce un
    > altro.

    Anche la pirateria su internet: il p2p è un mezzo che sostituisce la vendita. E che costa molto meno (zero)

    >
    > > Questo è il tuo errore. Non deve
    > necessariamente
    > > avere una
    > > compensazione.
    > > Se qualcuno passa mesi, o anni, a raccogliere
    > > sassi dal fiume e ad ammucchiarli, senza che
    > > nessuno gliel'abbia chiesto, verrà forse
    > pagato?
    > > No, perchè ha fatto un lavoro inutile. Non
    > > importa che abbia lavorato, e che il suo
    > lavoro
    > > sia stato lungo e faticoso; non verrà pagato
    > > comunque.
    >
    > Se produrre contenuti fosse uguale ad
    > ammonticchiare sassi neanche ti porresti il
    > problema di riuscire ad averli gratis defraudando
    > il creatore.

    Infatti non mi pongo il problema. Per me è del tutto indifferente se tu lavori o no. Per me è indifferente se tu vendi gli originali o no, tanto a me non interessa affatto avere l'originale (o la licenza)

    >
    > Poi il mercato non funziona che il cliente si
    > sveglia una mattina e dice cosa vuole. È
    > stato già provato in passato che l'utente non sa
    > cosa vuole. L'utente non si sveglia una mattina e
    > dice: "Vorrei sentire Light My Fire cantata da un
    > ricciolino con la voce bassa" e allora salta
    > fuori uno dei The Doors che dice: "Ok la facciamo
    > noi!". Ma in realtà prima viene prodotto il brano
    > e poi gli utenti decidono se a loro piace o
    > no.

    E allora, chi vende deve correre i suoi rischi... e non lamentarsi se poi gli va male.
    Gli utenti hanno dimostrato di non essere interessati ad acquistare licenze d'ascolto a pagamento. Fine. Perchè ti ostini a cercare di venderle?

    > Se il mercato per i beni che possono essere
    > digitalizzati si restringe diminuirà anche il
    > numero di persone che possono dedicarvi del tempo
    > per crearle

    Infatti. Mi va benissimo.

    >, con l'effetto di avere meno opere o
    > anche meno prodotti nel campo didattico e
    > dell'apprendimento.

    No; con l'effetto di averne comunque sempre di più, visto che le opere non si consumano.

    Anche se venisse prodotto un solo libro nuovo all'anno, significherebbe che ogni anno ci sarebbe un libro in più rispetto al precedente. Quindi, più opere, non meno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > La richiesta non riguarda quel contenuto
    > specifico, ma eventuali contenuti futuri che tu
    > potresti scrivere; dopo tutto, è per quello che
    > vieni pagato... e sono quei contenuti che non
    > saranno più realizzati, se tu non verrai pagato.
    > Se però a nessuno frega nulla che tu continui a
    > produrre... non c'è richiesta del tuo
    > lavoro.
    > C'è solo la richiesta di copie dei tuoi lavori
    > vecchi.

    Ci provò anni fa Stephen King e non gli andò bene. E non parliamo di un autore sconosciuto, ma di uno che come annuncia una cosa ne parlano in tutto il mondo.

    > No, non usufruisce del tuo servizio. Usufruisce
    > di una copia di quel servizio, offerta da qualcun
    > altro.

    Il servizio è una cosa, la copia del bene e il modo di vederla un'altra.
    Se io ti spiego la rivoluzione francese in un video sto creando un servizio e la persona sta ascoltando la mia spiegazione ne sta usufruendo.
    Il fatto che lo stia facendo con una copia o con l'originale non cancella il fatto che un servizio sia stato dato. La differenza è che qualcuno ne trae beneficio senza dare niente in cambio e danneggiando l'autore che ha aperto un'attività, pagato i contributi fissi, noleggiato lo spazio sul server ecc.


    > Quello che citi tu è un caso diverso: ad esempio,
    > chi usasse un decoder sky o mediaset premium con
    > scheda pirata starebbe effettivamente usando un
    > servizio senza pagarlo; ma il fornitore di tale
    > servizio non dovrebbe fare altro che
    > interromperlo anche solo per un giorno, per
    > lasciare a piedi i pirati, e poi potrebbe
    > ricominciare con una scheda diversa. Capisci che
    > è una situazione
    > diversa?

    Non capisci che con questo discorso in pratica stai dicendo: "in effetti conviene mettere il DRM. Quando lo crackano bisogna tirarne fuori uno più difficile da eliminare."

    >
    > Anche la pirateria su internet: il p2p è un mezzo
    > che sostituisce la vendita. E che costa molto
    > meno
    > (zero)

    Il p2p non sostituisce però la creazione e la compensazione del costo di creazione dei contenuti, è solo un'alternativa alla distribuzione.

    > Infatti non mi pongo il problema. Per me è del
    > tutto indifferente se tu lavori o no. Per me è
    > indifferente se tu vendi gli originali o no,
    > tanto a me non interessa affatto avere
    > l'originale (o la
    > licenza)

    Non hai capito che il punto è un altro. Per molte cose c'è bisogno di lavorare al prodotto a tempo pieno e non part time, se tu con il tuo metodo gli tagli le entrate molte cose non verranno prodotte in modo professionale.


    > E allora, chi vende deve correre i suoi rischi...
    > e non lamentarsi se poi gli va
    > male.
    > Gli utenti hanno dimostrato di non essere
    > interessati ad acquistare licenze d'ascolto a
    > pagamento. Fine. Perchè ti ostini a cercare di
    > venderle?

    Guarda che se i prodotti fossero venduti con licenza Creative Commons lo stesso molta gente non comprerebbe, ma scaricherebbe dal p2p se trova il file. Oltretutto non comporta neanche rischi legali.

    >
    > Infatti. Mi va benissimo.
    >

    Certo meno contenuti di qualità. Andremo avanti a video amatoriali di 5 minuti messi su youtube. Che bello! Yahooooo!
    .
    >
    > No; con l'effetto di averne comunque sempre di
    > più, visto che le opere non si
    > consumano.

    Certo quindi se un domani uscirà un nuovo linguaggio di programmazione potrai informarti a riguardo leggendo libri scritti negli anni '60 e che hai scaricato in formato pdf dal p2p.

    >
    > Anche se venisse prodotto un solo libro nuovo
    > all'anno, significherebbe che ogni anno ci
    > sarebbe un libro in più rispetto al precedente.
    > Quindi, più opere, non
    > meno.

    Sì certo andiamo avanti a un libro all'anno, un bel progresso nel mondo della scienza, dell'arte e della comunicazione. Hip hip hurrà!
    non+autenticato
  • > Ci provò anni fa Stephen King e non gli andò
    > bene. E non parliamo di un autore sconosciuto, ma
    > di uno che come annuncia una cosa ne parlano in
    > tutto il
    > mondo.

    Allora evidentemente non c'era così tanta richiesta per il suo lavoro. Semplice.

    >
    > > No, non usufruisce del tuo servizio.
    > Usufruisce
    > > di una copia di quel servizio, offerta da
    > qualcun
    > > altro.
    >
    > Il servizio è una cosa, la copia del bene e il
    > modo di vederla
    > un'altra.
    > Se io ti spiego la rivoluzione francese in un
    > video sto creando un servizio e la persona sta
    > ascoltando la mia spiegazione ne sta usufruendo.
    >
    > Il fatto che lo stia facendo con una copia o con
    > l'originale non cancella il fatto che un servizio
    > sia stato dato.

    Sì, invece.

    Se tu sei in diretta televisiva, puoi interromperti, se ti accorgi che nessuno ha pagato la trasmissione.
    Se invece il video è registrato (e le copie del video non sono in mano tua), tu non puoi fermarle. Questa è la differenza.

    E c'è anche un'altra differenza: se il video è in diretta, io ho bisogno di te; se è una registrazione, non serve che tu sia vivo... quindi, non serve darti da mangiare.

    Logica elementare.

    > La differenza è che qualcuno ne
    > trae beneficio senza dare niente in cambio e
    > danneggiando l'autore che ha aperto un'attività,
    > pagato i contributi fissi, noleggiato lo spazio
    > sul server
    > ecc.

    Lo spazio sul server non è a spese dell'autore: se una tua opera finisce su rapidshare, non sei certo tu a pagare l'hosting su rapidshare.

    >
    >
    > > Quello che citi tu è un caso diverso: ad
    > esempio,
    > > chi usasse un decoder sky o mediaset premium
    > con
    > > scheda pirata starebbe effettivamente usando
    > un
    > > servizio senza pagarlo; ma il fornitore di
    > tale
    > > servizio non dovrebbe fare altro che
    > > interromperlo anche solo per un giorno, per
    > > lasciare a piedi i pirati, e poi potrebbe
    > > ricominciare con una scheda diversa. Capisci
    > che
    > > è una situazione
    > > diversa?
    >
    > Non capisci che con questo discorso in pratica
    > stai dicendo: "in effetti conviene mettere il
    > DRM. Quando lo crackano bisogna tirarne fuori uno
    > più difficile da
    > eliminare."

    Non capisci che questo discorso vale solo per i servizi, non per i beni digitali?

    Prova ad applicarlo a un film (ad esempio, ad Avatar); puoi mettere un DRM più difficile da eliminare? No, perchè ormai in circolazione c'è la copia craccata: a me non frega niente di craccare il drm per rippare il disco di avatar, visto che posso scaricarmi una copia già rippata (e su tale copia, tu non puoi mettere il drm, perchè non sei tu a hostarla).

    Riesci a capire la differenza tra "copia digitale" e "servizio"? Di un servizio, tu puoi avere il controllo. Di una copia, no.


    >
    > >
    > > Anche la pirateria su internet: il p2p è un
    > mezzo
    > > che sostituisce la vendita. E che costa molto
    > > meno
    > > (zero)
    >
    > Il p2p non sostituisce però la creazione e la
    > compensazione del costo di creazione dei
    > contenuti, è solo un'alternativa alla
    > distribuzione.
    >

    E allora tale costo non sarà compensato.
    Non è necessario farlo, visto che i contenuti esistono anche senza essere compensati.

    > > Infatti non mi pongo il problema. Per me è
    > del
    > > tutto indifferente se tu lavori o no. Per me
    > è
    > > indifferente se tu vendi gli originali o no,
    > > tanto a me non interessa affatto avere
    > > l'originale (o la
    > > licenza)
    >
    > Non hai capito che il punto è un altro. Per molte
    > cose c'è bisogno di lavorare al prodotto a tempo
    > pieno e non part time,

    Non quando il prodotto è completo.

    > se tu con il tuo metodo
    > gli tagli le entrate molte cose non verranno
    > prodotte in modo professionale.

    Va bene. Così sia, allora, visto che non c'è alternativa.

    >
    >
    >
    > > E allora, chi vende deve correre i suoi
    > rischi...
    > > e non lamentarsi se poi gli va
    > > male.
    > > Gli utenti hanno dimostrato di non essere
    > > interessati ad acquistare licenze d'ascolto a
    > > pagamento. Fine. Perchè ti ostini a cercare
    > di
    > > venderle?
    >
    > Guarda che se i prodotti fossero venduti con
    > licenza Creative Commons lo stesso molta gente
    > non comprerebbe, ma scaricherebbe dal p2p se
    > trova il file. Oltretutto non comporta neanche
    > rischi
    > legali.

    È esattamente quello che ho detto io. Non vendere proprio.
    Oltre tutto, la licenza Creative Commons non è fatta per vendere. è fatta per usare modelli di business diversi (ad esempio la realizzazione su commissione).

    Se non hai abbastanza immaginazione per riuscire a concepire un modo di sostenerti senza vendere le copie.... beh, allora non è una grande perdita se non crei più nulla.

    >
    > >
    > > Infatti. Mi va benissimo.
    > >
    >
    > Certo meno contenuti di qualità. Andremo avanti a
    > video amatoriali di 5 minuti messi su youtube.
    > Che bello!
    > Yahooooo!
    > .

    A me va bene. Comunque, se tu vuoi qualcos'altro, nessuno ti vieta di produrlo, o di ingaggiare qualche professionista per produrlo.


    > >
    > > No; con l'effetto di averne comunque sempre
    > di
    > > più, visto che le opere non si
    > > consumano.
    >
    > Certo quindi se un domani uscirà un nuovo
    > linguaggio di programmazione potrai informarti a
    > riguardo leggendo libri scritti negli anni '60 e
    > che hai scaricato in formato pdf dal
    > p2p.

    O leggendo la guida di programmazione rilasciata da chi ha scritto il nuovo linguaggio di programmazione (visto che solo lui può scriverla, perchè solo lui conosce quel linguaggio); perchè dovrebbe scriverla? Semplicemente perchè altrimenti non riuscirà mai a convincere qualcuno ad adottare il suo linguaggio.
    Oltre tutto, quando si realizza un nuovo linguaggio di programmazione, di solito prima si definisce la struttura del linguaggio, e poi si realizza l'implementazione software (quindi, la guida di riferimento esce prima del compilatore)


    >
    > >
    > > Anche se venisse prodotto un solo libro nuovo
    > > all'anno, significherebbe che ogni anno ci
    > > sarebbe un libro in più rispetto al
    > precedente.
    > > Quindi, più opere, non
    > > meno.
    >
    > Sì certo andiamo avanti a un libro all'anno, un
    > bel progresso nel mondo della scienza, dell'arte
    > e della comunicazione. Hip hip
    > hurrà!

    Nulla ti impedisce di finanziare la realizzazione di altri libri, se lo desideri.
    non+autenticato
  • La verità è che la stragrande maggioranza dei libri di testo, potrebbe essere tranquillamente sostituita da dispense autoprodotte dai vari insegnanti, in rete ci sono già diversi esempi, se il ministero incoraggiasse tali pratiche in capo a pochissimi anni si potrebbe fare a meno di buona parte dell'editoria scolastica... faccio qualche esempio:
    Tutte le antologie
    Tutti i libri di grammatica Italiana, Latina, Inglese
    Tutti i testi di matematica
    Gli unici a presentare problemi sarebbero gli atlanti... ma fino ad un certo punto!
    Gli Ebook potrebbero essere distribuiti gratuitamente con licenze tipo open...
    Quanto al costo dei book reader un centinaio di euro non mi sembra un'investimento tanto colossale se si eliminano una buona parte dei libri di testo!
  • Ciao a tutti,
    in questo momento il progetto piu' interessante si trova alla pagina
    http://www.bookinprogress.it/
    Un saluto
    Iacopo
    http://ntdlazio.blogspot.com/

    - Scritto da: Enjoy with Us
    > La verità è che la stragrande maggioranza dei
    > libri di testo, potrebbe essere tranquillamente
    > sostituita da dispense autoprodotte dai vari
    > insegnanti, in rete ci sono già diversi esempi,
    > se il ministero incoraggiasse tali pratiche in
    > capo a pochissimi anni si potrebbe fare a meno di
    > buona parte dell'editoria scolastica... faccio
    > qualche
    > esempio:
    > Tutte le antologie
    > Tutti i libri di grammatica Italiana, Latina,
    > Inglese
    > Tutti i testi di matematica
    > Gli unici a presentare problemi sarebbero gli
    > atlanti... ma fino ad un certo
    > punto!
    > Gli Ebook potrebbero essere distribuiti
    > gratuitamente con licenze tipo
    > open...
    > Quanto al costo dei book reader un centinaio di
    > euro non mi sembra un'investimento tanto
    > colossale se si eliminano una buona parte dei
    > libri di
    > testo!
    non+autenticato
  • Lobby come la AIE bloccano la diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione, questi sono legati ancora alla carta. Per scelta compro solo libri digitali, se non trovo il titolo in italiano, compro quello in inglese. Ottimo esercizio per migliorare l'inglese, in genere sui device ci sono anche i dizionari.
  • @Iacopo: Adobe Digital Edition 1.8 è accessibile, http://blogs.adobe.com/accessibility/2011/11/digit...

    Il progetto LIA non ha fatto nulla per i libri accessibili, a oggi ha prodotto soltanto quella specie di ricerca (http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati/...).

    Nonostante gli ampi fondi, i libri del progetto LIA saranno (forse) disponibili copio/incollo "a inizio 2013 tremila titoli di narrativa e saggistica, di cui 2mila di autori italiani, 500 di autori stranieri e 500 da realizzarsi ad hoc su richiesta dei potenziali utenti"

    Cioè, quello che era il bando originale non verrà nemmeno lontanamente rispettato... siamo in Italia, all'avanguardia a raccontare cazzate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Livio
    > @Iacopo: Adobe Digital Edition 1.8 è accessibile,
    > http://blogs.adobe.com/accessibility/2011/11/digit

    Livio, lo vedi quel link sotto il messaggio con scritto "quota"?
    Ecco, serve per poter replicare ad un messaggio mantenendo l'integrita' del thread e facilitando la lettura agli altri utenti del forum.
  • Ciao Livio, ciao tutti,
    la versioni 1.8 di cui parli non e' ancora disponibile in italiano. Dal sito dell'Adobe e' possibile scaricare solo la 1.7, che ho provato qualche giorno fa non riuscendo a leggere il libro regolarmente acquistato dalla Mondadori.
    Per il resto di cui scrivi non si puo' che concordare.
    Un saluto
    Iacopo

    - Scritto da: Livio
    > @Iacopo: Adobe Digital Edition 1.8 è accessibile,
    > http://blogs.adobe.com/accessibility/2011/11/digit
    >
    > Il progetto LIA non ha fatto nulla per i libri
    > accessibili, a oggi ha prodotto soltanto quella
    > specie di ricerca
    > (http://www.aie.it/Portals/_default/Skede/Allegati
    >
    > Nonostante gli ampi fondi, i libri del progetto
    > LIA saranno (forse) disponibili copio/incollo "a
    > inizio 2013 tremila titoli di narrativa e
    > saggistica, di cui 2mila di autori italiani, 500
    > di autori stranieri e 500 da realizzarsi ad hoc
    > su richiesta dei potenziali utenti"
    >
    >
    > Cioè, quello che era il bando originale non verrà
    > nemmeno lontanamente rispettato... siamo in
    > Italia, all'avanguardia a raccontare
    > cazzate.
    non+autenticato
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