CD, DVD, diritto d'autore e di copia

di E. Montanari (Consulentelegaleinformatico.it) - Le lacune delle ultime normative in materia di diritto d'autore si ripercuotono su tutti. Quando è lecito copiare? E se l'originale è protetto con tecnologie di protezione?

Roma - I due fondamentali diritti degli autori consistono nell'essere riconosciuti ideatori dell'opera (il cosiddetto diritto "morale") ed il poter disporre commercialmente di essa (il diritto di sfruttamento economico dell'opera, cosiddetto diritto "patrimoniale"). Il primo dei due è un diritto assoluto, incedibile ed illimitato nel tempo, mentre il secondo è trasmissibile ad altri soggetti e ha una durata limitata (settanta anni nella normativa precedente, portati oggi a cinquanta dalle nuove disposizioni).

Ne consegue che solo l'autore ha il diritto di trarre un vantaggio economico dall'opera da lui creata: chiunque, quindi, copiasse un'opera dell'ingegno (libri, canzoni, software, film, etc.) su un qualsiasi idoneo supporto (carta, cd, DVD, etc.) senza esserne stato legittimamente autorizzato dall'autore o da chi ne abbia da questi acquisito i diritti di sfruttamento economico, lederebbe il diritto patrimoniale dell'autore, compiendo un illecito.

A seguito del recepimento della Direttiva 2001/29/CE nel D. Lgs. 68/2003, si è attuata una riforma della regolamentazione in materia, volta a porre un qualche rimedio alla situazione di fatto che si era creata nel corso degli anni: l'evoluzione tecnologica aveva reso la riproduzione delle opere dell'ingegno un fenomeno di massa, con grave perdita per i legittimi titolari dei diritti di sfruttamento economico delle opere "piratate", "fotocopiate", comunque duplicate.
Il nodo fondamentale della nuova normativa in materia consiste nell'introduzione del concetto di "equo compenso", il quale non consiste in una tassa, come secondo alcune minoritarie interpretazioni, bensì in una vera e propria retribuzione all'autore che si dovrà sommare al prezzo di vendita del supporto vergine dichiarato idoneo alla duplicazione, digitale o analogica, di un'opera dell'ingegno. Ciò si tradurrà nella maggiorazione del prezzo di cd e DVD, delle fotocopie effettuate presso servizi commerciali, nel versamento da parte di istituti pubblici (biblioteche ad esempio) di una somma proporzionata al numero di fotocopie di testi concesso ai privati (comunque sotto il 15 per cento del volume): il ricavato andrà in beneficio agli autori, interpreti, esecutori e produttori.

Dubbi sorgono sulla forma scelta per ottenere il suddetto compenso in tutti quei (numerosi) casi nei quali, ad esempio, si acquisti un cd per effettuare un semplice back-up dei dati contenuti sul proprio hard disk. La risposta va ricercata nel termine "equo" adottato dalla norma stessa: il legislatore ha posto in essere una normativa tipicamente "forfettaria", volta a distribuire mediamente il costo tra i casi in cui il diritto d'autore non viene per nulla chiamato in causa e quelli in cui effettivamente il supporto sia destinato alla copia personale dell'opera dell'ingegno legittimamente "posseduta" (la norma non si è voluta spingere oltre utilizzando il termine, forse più consono, "acquistata", lasciando adito ad interpretazioni divergenti nei casi in cui la detenzione dell'opera originale sia dovuta, per esempio, ad un "prestito tra privati"). Ecco spiegate le affermazioni della SIAE circa la liceità di copiare un DVD: la base giuridica è da ricercarsi nella normativa in questione, nella quale la copia di un'opera appare ancor meno in contrasto di prima con il diritto d'autore, perché, oltre al diritto morale verrebbe (forfettariamente) garantito anche il riconoscimento (non più solo formale) di quello materiale, prevedendo una regolare retribuzione dell'autore tramite l'espediente della maggiorazione dei prezzi dei supporti.

La riproduzione privata è consentita, eccezionalmente, in tutti quei casi in cui non si configuri, non solo, lo "scopo di lucro" , ma nemmeno "fini direttamente o indirettamente commerciali" .
Secondo la prevalente interpretazione, effettuare una copia ad uso personale di un'opera dell'ingegno non acquistata ma ottenuta, ad esempio, in prestito, porrebbe in essere un fine "indirettamente commerciale" , laddove indurrebbe il privato a non acquistare l'opera sul mercato, apportando quindi un ingiusto danno patrimoniale all'autore.

Le problematiche poste in essere dalle nuove tecnologie hanno reso necessario un linguaggio "aperto" della norma giuridica, adatto ad interpretazioni cosiddette "estensive", utili a colmare quelle lacune che di volta in volta si dovessero presentare: cosa è la "riproduzione"? La memorizzazione su di una memoria temporanea in un pc è spesso necessaria alla stessa consultazione dell'opera. Cosa si intende per uso "indirettamente commerciale"? La copia di un'opera che non si sarebbe comunque mai acquistata può farsi rientrare in questa definizione?

La norma definisce "illecito" superare i sistemi di protezione antipirateria annessi al supporto dell'opera.... ma come può essere legale effettuare una copia ad uso personale di un'opera legittimamente "posseduta" ed essere simultaneamente illecito superarne le barriere di protezione volte ad impedirlo? Tanto più nella circostanza posta in essere dalla norma stessa, nella quale viene dal privato pagata una maggiorazione nell'acquisto del supporto, volta proprio a risarcire l'autore dell'opera.

Come tutte le norme "di emergenza", anche il D. Lgs. 68/2003 presenta lacune che solo una auspicabile costante giurisprudenza potrà colmare: lo studio "caso per caso" appare l'unica soluzione ad una problematica così articolata e complessa.

dott. Emiliano Montanari
Consulentelegaleinformatico.it
19 Commenti alla Notizia CD, DVD, diritto d'autore e di copia
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  • SICCOME IO E MOLTI ALTRI SCARICHIAMO
    SOFTWARE GPL CHE POI REGISTRIAMO SU
    CD UNA PARTE DI QUESTI COMPENSI DOVREBBERO
    FINANZIARE ANCHE IL SOFTWARE GPL,


    MAGARI IN FUNZIONE DEI DOWNLOAD...
    non+autenticato
  • Come ho scritto in un altro forum, vi è della disparità fra le opere dell'ingegno.
    L'opera dell'ingegno "teoria matematica" viene divulgata, e da quel momento chiunque può farne uso e divulgarla senza pagare diritti d'autore.
    L'opera dell'ingegno "pezzo musicale" per divulgarla bisogna pagare i diritti d'autore.

    Qualcosa non quadra....

    Tit.
    non+autenticato
  • Anch'io l'ho scritto da un'altra parte, ma "repetita juvant": il diritto d'autore non protegge affatto le idee ma la forma espressiva...

    Ergo, un testo che divulga una teoria matematica è protetto senza dubbio dal diritto d'autore. Non invece la teoria stessa.

    Occhiolino

    AC
  • Scusa, vuoi dire che se io mi metto a suonare un pezzo di Claudio Baglioni non devo un euro alla SIAE?
    Non mi sembra sia così...

    Ciao
    A.
    non+autenticato
  • Ovviamente se "suonare un pezzo" significa prendere le stesse note e le stesse parole delle sue canzoni, beh allora non stai copiando un'idea ma una forma espressiva...

    AC


    - Scritto da: Anonimo
    > Scusa, vuoi dire che se io mi metto a
    > suonare un pezzo di Claudio Baglioni non
    > devo un euro alla SIAE?
    > Non mi sembra sia così...
    >
    > Ciao
    > A.
  • - Scritto da: AlessioC
    > Ovviamente se "suonare un pezzo" significa
    > prendere le stesse note e le stesse parole
    > delle sue canzoni, beh allora non stai
    > copiando un'idea ma una forma espressiva...

    Idea e "forma espressiva":
    entrambe frutto dell'intelletto umano.
    Una tutelata l'altra no!
  • Ragioniamo assieme: avresti forse preferito il contrario???

    Guarda che su questo forum periodicamente lanciamo crociate contro i brevetti nel sw e tu mi vieni a dire che vorresti tutelate le idee???

    Significherebbe la fine dell'innovazione.

    Baglioni hai i diritti su "Questo piccolo grande amore"? Chemmenefrega: io canto "Vamos a la playa"!
    Faccio notare che Einstein è morto nel 1955: ergo, se ci fosse il diritto d'autore sulla teoria della relatività, a quest'ora probabilmente non saremmo andati sulla luna... (è una metafora: non metterti a discutere di fisica!)

    Occhiolino

    AC


    > Idea e "forma espressiva":
    > entrambe frutto dell'intelletto umano.
    > Una tutelata l'altra no!
  • - Scritto da: AlessioC
    > Ragioniamo assieme: avresti forse preferito
    > il contrario???
    > Guarda che su questo forum periodicamente
    > lanciamo crociate contro i brevetti nel sw e
    > tu mi vieni a dire che vorresti tutelate le
    > idee???

    Guarda che siamo dello stesso partito!!!
    Il fatto che la teoria della relativita' non sia stata
    "blindata" a comportato un forte sviluppo a livello mondiale,
    apportando notevoli benefici all'umanita' (soprassediamo
    un attimo su Hiroshima...)

    > Significherebbe la fine dell'innovazione.
    Appunto!!!

    > Baglioni hai i diritti su "Questo piccolo
    > grande amore"? Chemmenefrega: io canto
    > "Vamos a la playa"!
    Ma anche la musica e' cultura!!!
    Lo ammettono gli stessi discografici (anche se x loro
    e' una scusa x spuntare l'IVA al 4% e poter vantare una
    riduzione di prezzo dei CD a spesa della colletivita').
    E "Questo piccolo grande amore" o "Vamos a la playa"
    saranno nazional-popolari, truzze, o quant'altro, ma sono
    anche pezzi di cultura "blindati".
    Sono daccordo che l'autore debba percepire un guadagno,
    specie se non e' anche l'esecutore delle proprie opere,
    ma il meccanismo e' ormai sfuggito ad ogni controllo ed
    e' partito per la tangente al buon senso.
    L'esempio della Relatività mi serviva a far notare che
    esistono "frutti" dell'ingegno non tutelati, ma che per questo
    molto piu' redditizi x l'umanita'.
    Ed e' cmq la conferma che la legge non e' uguale x tutti (x fortuna).
    Ma dovebbe esserlo (uguale) un po' di piu', ma nel senso diametralmente opposto a come l'intendono le major!!!

  • - Scritto da: Anonimo
    > Scusa, vuoi dire che se io mi metto a
    > suonare un pezzo di Claudio Baglioni non
    > devo un euro alla SIAE?
    > Non mi sembra sia così...

    Appunto!
    E' la riprova che la legge non e' uguale per tutti.
    Einstein non ha potuto chiedere i diritti sulla formula della
    relativita', ma Baglioni incassa anche se a suonare o a cantare e' qualcun'altro.
    "Piccolo grande amore" batte "E=mcquadro" 1 a 0
  • nella norma c'è chiaramente scritto che la copia può essere anche analogica
    quindi

    da un cd protetto si può sempre fare una musicassetta e le perplessità del Consulentelegaleinformatico.it sono superate
    Così dice la legge
    non+autenticato
  • ... è quindi lecita se fatta per uso personale anche a partire da un supporto originale prestatomi da un amico in quanto ho pagato la tassa forfettaria che costituisce l'equo compenso per gli autori al momento dell'acquisto del supporto vergine.
    L'importante è quindi che io non ricavi un lucro dalla copia effettuata. O no ?
    Almeno questo è quello che io educo da quanto riportato nell'articolo.
    C'è qualcuno in grado di dirmi se il mio ragionamento è corretto ?
    non+autenticato
  • No, non è corretto. Nel momento in cui restituisci all'amico l'originale se ti rimane la copia stai usufruendo di un bene che non hai comprato. Dovresti (1) restituire all'amico anche la copia o (2) distruggere la copia.
    non+autenticato
  • > No, non è corretto. Nel momento in cui restituisci all'amico l'originale se ti
    > rimane la copia stai usufruendo di un bene che non hai comprato. Dovresti (1)
    > restituire all'amico anche la copia o (2) distruggere la copia.

    D'altro canto, in caso di contestazione potresti sempre affermare che tu stai solamente custodendo la copia per conto del tuo amico, per cui il problema in realtà sussiste solo se ti sorprendono "in flagranza di reato" a guardarla ...
    Oppure potresti sostenere di aver acquistato l'originale e di averne fatta una copia di sicurezza, unica cosa rimasta quando l'originale è andato distrutto/smarrito/rubato ...
    non+autenticato
  • La copia privata in ambito familiare e' legale. E' legale anche perche' si retribuisce l'autore.

    L'equo compenso pero' non e' stato introdotto di recente. Questo che segue e' il testo normativo.

    Niente di nuovo quindi per i cd. Il problema e' invece per chi usa i cd non per copiare la musica ma come backup dei computer, che paghera' qualcosa di piu' del dovuto agli autori di beni protetti dal diritto d'autore.

    Lo scopo commerciale deve essere di commercio, non semplice risparmio (lucro al limite indiretto, non incluso nel lucro senza accezioni).

    Spataro
    www.StudioSpataro.it

    Legge 5 febbraio 1992, n. 93

    Norme a favore delle imprese fonografiche e compensi per le riproduzioni private senza scopo di lucro

    (G. U. 15 febbraio 1992, n. 38)


    Art. 3 (Diritti per le registrazioni non a scopo di lucro)

    1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni, gli autori e i produttori di fonogrammi, i produttori originari di opere audiovisive e i produttori di videogrammi, e loro aventi causa, hanno diritto di esigere, quale compenso per la riproduzione privata per uso personale e senza scopo di lucro di fonogrammi e di videogrammi, una quota sul prezzo di vendita al rivenditore dei nastri o supporti analoghi di registrazione audio e video (musicassette, videocassette e altri supporti) e degli apparecchi di registrazione audio.

    2. Il compenso di cui al comma 1 è fissato nella misura del:

    [omissis]

    4. Il compenso di cui ai commi 1 e 2 per i nastri o i supporti analoghi di registrazione audio e per gli apparecchi di registrazione audio è corrisposto alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), la quale provvede a ripartirlo al netto delle spese, anche tramite le loro associazioni di categoria, per il 50 per cento agli autori e loro aventi causa e per il 50 per cento ai produttori di fonogrammi.

  • una cosa che odio è appunto pagare di più per nulla...

    io uso molti cd per backup... e le tasse appicate mi danno davvero fastidio....

    invece che ridurre la pirateria la fanno aumentare
    non+autenticato
  • - Scritto da: spataro
    > La copia privata in ambito familiare e'
    > legale. E' legale anche perche' si
    > retribuisce l'autore.
    Non necesariamente.
    La copia digitale di opere protette dalla copia non e' possibile
    se non commettendo un illecito, anche se sul supporto di destinazione viene pagato l'equo compenso.


    > L'equo compenso pero' non e' stato
    > introdotto di recente. Questo che segue e'
    > il testo normativo.
    >
    > Niente di nuovo quindi per i cd. Il problema
    > e' invece per chi usa i cd non per copiare
    > la musica ma come backup dei computer, che
    > paghera' qualcosa di piu' del dovuto agli
    > autori di beni protetti dal diritto
    > d'autore.
    >
    > Lo scopo commerciale deve essere di
    > commercio, non semplice risparmio (lucro al
    > limite indiretto, non incluso nel lucro
    > senza accezioni).

    Ma non e' stata la nuova legge sul diritto d'autore (e non il decreto) a rendere punibile il semplice profitto anziche' il lucro?
  • - Scritto da: spataro
    > La copia privata in ambito familiare e'
    > legale. E' legale anche perche' si
    > retribuisce l'autore.

    Già... peccato solo che l'autore io lo abbia già pagato acquistando l'originale...


    > Niente di nuovo quindi per i cd. Il problema
    > e' invece per chi usa i cd non per copiare
    > la musica ma come backup dei computer, che
    > paghera' qualcosa di piu' del dovuto agli
    > autori di beni protetti dal diritto
    > d'autore.

    Come riportato sopra anche chi effettua la copia privata paga qualcosa più del dovuto, perchè paga dei diritti d'autore in più che non dovrebbero essere pagati (il film/canzone sulla copia non è certo diverso o migliore dell'originale).

    Guardiamo in faccia la realtà senza tanti giri di parole: quella è solo una mera tassa per rientrare dei presunti danni della pirateria.


    Zeross
    1303

  • - Scritto da: Anonimo
    > Oppure potresti sostenere di aver acquistato
    > l'originale e di averne fatta una copia di
    > sicurezza, unica cosa rimasta quando
    > l'originale è andato
    > distrutto/smarrito/rubato ...

    Ma scusa prima non potevo fare la copia di backup del cd originale ?
    non+autenticato
  • Si sta scivolando lentamente nel romanzo di fantascienza...non si possono prestare CD, o se ne prestiamo uno dobbiamo effettuare la consegna al riparo da occhi indiscreti e dopo avere controllato la presenza di microspie. Ho un CD a casa. Acquistato. Lo scruto con diffidenza, infilo i guanti e mi appresto a maneggiarlo con cautela. Eh si, potrei portarlo in ufficio e dimenticarlo lì. Un collega lo prende, lo porta a casa e...zac! Reato! Ho ceduto in comodato un CD, meno male che sopra non ci sono le impronte digitali, sarà più difficile risalire a me. Squadre armate di lanciafiamme come in Farenheit 451 dànno la caccia agli adolescenti che con la paghetta dei genitori non riescono ad acquistare i CD e allora ricorrono al grande Satana che è il p2p. Il porto d'armi viene esteso agli Artisti Creatori di Opere di Grande Ingegno che si riservano di giustiziare sul posto i responsabili della loro mancata -ricca retribuzione a vita da emiro-, avremo sonde mentali installate dalla nascita che intercetteranno i motivetti musicali che ci frullano nella testa per avviare una sorta di tassazione automatica...
    non+autenticato