Mauro Vecchio

Facebook e Google: non pattuglieremo la rete indiana

Respinte le richieste delle autoritÓ di Nuova Delhi: gli intermediari vogliono rimanere neutrali. Solo quei contenuti in violazione della legge o delle policy interne potranno essere rimossi. Il materiale sgradito dovrÓ restare online

Roma - Alle prime indiscrezioni avrebbero fatto seguito richieste ufficiali. I giganti del web dovrebbero monitorare il flusso dei contenuti pubblicati dagli utenti attivi nell'area indiana. Con le alte autorità di Nuova Delhi a caccia di materiale sgradito perché ritenuto diffamatorio, sovversivo.

Ma i vertici locali di società del calibro di Facebook e Google non hanno alcuna intenzione di implementare un simile meccanismo di monitoraggio dei contenuti online. I cosiddetti intermediari del web dovrebbero rimanere neutrali, non vogliono sobbarcarsi la responsabilità di decidere cosa sia o non sia legale.

Un portavoce del social network in blu ha dunque sottolineato come solo quei contenuti in violazione delle policy interne possano essere rimossi. Materiale che inciti all'odio o alla violenza, ma anche relativo a minacce e nudità. La pubblicazione di opinioni differenti - o sovversive, secondo il governo indiano - dovrebbe invece rimanere online.
Una posizione simile è stata assunta dal motore di ricerca Google: le rimozioni sono possibili solo se in presenza di una specifica ordinanza diramata da un giudice competente. Visioni differenti della politica o dell'attualità resterebbero intoccabili se nel rispetto delle leggi o delle condizioni d'uso dei servizi di Mountain View.

Per il ministro indiano per le Telecomunicazioni Kapil Sibal si tratterebbe invece di preservare le varie correnti religiose in terra asiatica. Lo stesso Sibal aveva citato una pagina in blu aperta dagli utenti per gettare fango sull'attuale presidente del Partito del Congresso Sonia Gandhi.

Mauro Vecchio
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