Mauro Vecchio

PA, benvenuto software libero e open

La Commissione Bilancio approva la proposta per l'introduzione obbligatoria del software libero o open source nei vari bandi di gara nella pubblica amministrazione

Roma - "All'articolo 68 della legge del 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni, al comma 1 sostituire la lettera d) con il seguente: Acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto". Questo il testo interessato nella proposta di emendamento per l'introduzione dell'utilizzo del software libero nei vari uffici della Pubblica Amministrazione.

La Commissione Bilancio ha ora approvato l'emendamento promosso dal deputato radicale Marco Beltrandi per obbligare tutte le amministrazioni pubbliche alla valutazione del software libero o open source nei singoli bandi di gara.

"Si tratta di una modifica storica del codice dell'amministrazione digitale. Per la prima volta si riconosce nel nostro ordinamento la necessità per le amministrazioni pubbliche di tenere in considerazione non solo l'economicità ma anche l'impatto che il software stesso ha sulla nostra società sempre più tecnologica dal punto di vista dei diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese che vogliono innovare".
Questa la dichiarazione a caldo di Beltrandi e del segretario di Agorà Digitale Luca Nicotra. I due hanno sottolineato come l'adozione di software libero o a codice aperto abbia "ricadute profonde sulla maggiore libertà dello scambio dei contenuti immateriali, sulla libera circolazione della conoscenza, del know-how e più in generale delle informazioni".

"Un emendamento che spinge sull'acceleratore dello sviluppo dell'ICT anche in Italia - si legge ancora sul sito di Agorà Digitale - muovendosi verso la liberalizzazione di un settore dove troppo spesso la chiusura di conoscenze tecniche e scientifiche è un freno per l'innovazione e per l'entrata nel mercato di nuovi soggetti".

Mauro Vecchio
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114 Commenti alla Notizia PA, benvenuto software libero e open
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  • Io lavoro nella PA, precisamente formazione informatica.
    La prova dell'introduzione dell'opensource è stata drammatica. E' vero, costi software azzerati, costi di inefficienza schizzati a livelli insostenibili.
    Licenza Office 2010 starter: poche decine di euro da suddividersi per un periodo di uso di almento 8 anni (10 euro all'anno)
    Costo del primo giorno di lavoro con il nuovo sofware: 4 ore per imparare i comandi 3 ore per risistemare i primi documenti che vengono aperti in modo non corretto. 25 euro/ora x8 ore 200 eruo il primo giorno.
    Qualcuno mi sa dire dove si trova tutto il risparmio dell'open?
    Sapete il tempo che queste persone hanno perso i giorni seguenti? Sapete i problemi che si sono generati con l'interscambio di file PA vs Privato ed altre istituzioni?
    Open va bene per piccole realtà fuori dal mondo o privati, chi deve produrre valore non può lavorare con una zavorra come libreoffice o linux attaccato al piede solo per dire noi spediamo meno con l'open. E' una triste realtà purtroppo.
    non+autenticato
  • Probabilmente pochi sanno che tutto il sistema sanitario austriaco(compreso il servizio alle farmacie) si basa su DebianFan Linux.
    L'azienda che gestisce il sistema ha circa 200 dipendenti.

    E' vero molto open alla fine e' pura ipocrisia ma gli open supportati da comunità motivate e numerose come Debian producono risultati migliori
    non+autenticato
  • Valutare un software solo in base al risparmio economico immediato è pura follia, prima cosa quel software deve fare bene l'operazione per cui viene impiegato, poi a parità di qualità si può scegliere in base al costo. Di porcherie scritte coi piedi ve ne sono sia open che closed quindi fare dell'apertura del codice un discrimine è follia.
    Devo fare l'operazione X e ho a disposizione i software A (open) e B (closed) prima vedo chi me lo fa meglio e poi valuto i costi. Altro discorso sui formati di trasferimento dei dati, quelli si che devono essere aperti proprio per evitare un lock-in che alla lunga risulterà antieconomico.
    Molti che parlano su questo forum pensano che amministrare un server MS sia come usare Windows 7 (si e poi la marmotta porta la cioccolata ai coniglietti rosa) ma non è così ed in una entità di una certa dimensione non è che affidi tutto al dipendente smanettone.
    C'è chi da buon troll tira fuori anche i costi di consulenza, come se i sistemisti MS lavorassero per la gloria, altri neo-paladini opensource (hanno istallato ubuntu e si sentono dei guru dell'informatica... e non mi riferisco certo a panda rossa sia chiaro) che tirano fuori il GRATIS dovrebbero fare un colpo di telefono a RedHat e vedere che cifrette ti chiedono (certo poi ti danno tutto).
    In ambito privato ognuno spende i propri soldi come meglio crede ma quando si parla di PA allora visto che i soldi sono di tutti vanno fatte specifiche serie e solo i software che le rispettano al 100% possono andare ad una seconda fase di valutazione dove vengono esaminati i costi. Per fare un esempio banale la compagnia telefonica X mi fa un'offerta stravantaggiosa ma poi il loro prodotto non funziona ed io non ho risparmiato ma ho buttato soldi.
    Se per un dato compito funziona meglio un'applicazione closed beh si usa quella, se invece a parità di funzionalità e costi si deve scegliere tra open e closed allora va scelto l'open ma non per principi etici ma per mera valutazione economica a lungo termine.
    Un'ultima cosa, se devo spendere 100 in costi di licenze (soldini che mandiamo all'estero) o 100 in costi di consulenza (soldini che teniamo in casa e che tassiamo, quindi recuperiamo) scelgo di tenere quei soldi in casa e credo che sia indiscutibile come scelta, fatte salve ovviamente le considerazioni riguardanti il raggiungimento dei risultati richiesti.
    non+autenticato
  • > Un'ultima cosa, se devo spendere 100 in costi di
    > licenze (soldini che mandiamo all'estero) o 100
    > in costi di consulenza (soldini che teniamo in
    > casa e che tassiamo, quindi recuperiamo) scelgo
    > di tenere quei soldi in casa e credo che sia
    > indiscutibile come scelta, fatte salve ovviamente
    > le considerazioni riguardanti il raggiungimento
    > dei risultati
    > richiesti.

    Straquoto quasi tutto, solo quest'ultimo pensiero non trova il mio consenso visto che, a mio parere, dove vanno a finire i soldi non ce ne dovrebbe interessare molto, l'importante è che il contribuente risparmi. Ed in ogni caso i costi di licenza a ditte estere sono una minima parte, il più lo si spende per acquisto manutenzione gestionali italianissimi.
    non+autenticato
  • Ciao Davidoff,
    sul fatto delle funzionalità siamo tutti d'accordo.
    Un altro punto importante secondo me è: supponiamo che domani io debba modifiare la funzionalità X, quale sofware mi permetterà di farlo in modo sufficientemente indolore? Anche qui non dipende tanto dal fatto che il prodotto sia open o meno, anche se ovviamente i prodotti open partono con un determinato vantaggio, ma da come è strutturato.
    non+autenticato
  • anche se ovviamente i prodotti
    > open partono con un determinato vantaggio, ma da
    > come è
    > strutturato.

    Infatti. Se voglio sfruttare quel vantaggio allora l'open/free diventa automaticamente un obbligo ed una scelta vincente, se io quel vantaggio non intendo o non so o non ho i mezzi per sfruttarlo allora in fase decisionale la licenza diventa quasi ininfluente. Dico quasi perché a parità di tutto un software open è comunque preferibile ad uno closed, ma a parità di tutti gli altri fattori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ConISoldiMi ei
    > anche se ovviamente i prodotti
    > > open partono con un determinato vantaggio,
    > ma
    > da
    > > come è
    > > strutturato.
    >
    > Infatti. Se voglio sfruttare quel vantaggio
    > allora l'open/free diventa automaticamente un
    > obbligo ed una scelta vincente, se io quel
    > vantaggio non intendo o non so o non ho i mezzi
    > per sfruttarlo allora in fase decisionale la
    > licenza diventa quasi ininfluente. Dico quasi
    > perché a parità di tutto un software open è
    > comunque preferibile ad uno closed, ma a parità
    > di tutti gli altri
    > fattori.

    Se a parita' di tutto, open e' meglio, allora mi sapresti quantificare quel delta da aggiungere al closed affinche' siano perfettamente in equilibrio?
  • >
    > Se a parita' di tutto, open e' meglio, allora mi
    > sapresti quantificare quel delta da aggiungere al
    > closed affinche' siano perfettamente in
    > equilibrio?

    Non ha delta per recuperare, se sono alla pari allora diventa importante la licenza, altrimenti no.

    Guarda Panda Rossa che la gente, benché tu ne pensa, non è tutta scema, parlo di amministratori di rete. Se tu mettessi piede ogni tanto in una qualsiasi azienda medio/grande (compresa la PA), hanno sistemi misti tutti quanti perchè quando si può risparmiare e magari avere anche più vantaggi lo si fa, quindi non è che l'open/free non sia utilizzato, solo che è assurdo e controproducente imporlo come scelta assolutamente vantaggiosa. Vai fuori da tuo buco e guarda cosa c'è in giro e, soprattutto, fattene una ragione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ConISoldiMi ei
    > >
    > > Se a parita' di tutto, open e' meglio,
    > allora
    > mi
    > > sapresti quantificare quel delta da
    > aggiungere
    > al
    > > closed affinche' siano perfettamente in
    > > equilibrio?
    >
    > Non ha delta per recuperare, se sono alla pari
    > allora diventa importante la licenza, altrimenti
    > no.

    Ricapitolando: se sono pari, vince open per la licenza, quindi open > closed, quindi open-closed = delta

    Ma se non sono pari, e il closed e' meglio di open, di quanto deve essere meglio per essere conveniente?
    In altre parole quanto vale quel delta?

    > Guarda Panda Rossa che la gente, benché tu ne
    > pensa, non è tutta scema, parlo di amministratori
    > di rete. Se tu mettessi piede ogni tanto in una
    > qualsiasi azienda medio/grande (compresa la PA),

    Secondo te dove sono i miei piedi in questo momento?

    > hanno sistemi misti tutti quanti perchè quando si
    > può risparmiare e magari avere anche più vantaggi
    > lo si fa,

    Sbagliato.
    Hanno sistemi misti per via di acquisizioni precedenti che hanno mischiato reparti e strutture pregressi.
    Ci sono sempre progetti di unificazione in corso, per eliminare i sistemi misti e uniformare a quello ritenuto piu' adatto.

    > quindi non è che l'open/free non sia
    > utilizzato, solo che è assurdo e controproducente
    > imporlo come scelta assolutamente vantaggiosa.

    Vero. Per un commerciale parassita che vive di commissioni e' controproducente e assurdo imporlo.
    Ma io sono un tecnico, e per quanto mi riguarda, la possibilita' di poterci lavorare senza dover badare a licenze o altro e' FONDAMENTALE.

    > Vai fuori da tuo buco e guarda cosa c'è in giro
    > e, soprattutto, fattene una
    > ragione.

    Io lo so che cosa c'e' in giro.
    Sei tu quello che ignora tutto cio' che non ti viene presentato in una brochure coi lustrini.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ConISoldiMi ei
    > > >
    > > > Se a parita' di tutto, open e' meglio,
    > > allora
    > > mi
    > > > sapresti quantificare quel delta da
    > > aggiungere
    > > al
    > > > closed affinche' siano perfettamente in
    > > > equilibrio?
    > >
    > > Non ha delta per recuperare, se sono alla
    > pari
    > > allora diventa importante la licenza,
    > altrimenti
    > > no.
    >
    > Ricapitolando: se sono pari, vince open per la
    > licenza, quindi open > closed, quindi
    > open-closed =
    > delta
    >
    > Ma se non sono pari, e il closed e' meglio di
    > open, di quanto deve essere meglio per essere
    > conveniente?
    > In altre parole quanto vale quel delta?
    >

    credo interessi solo a chi debba recuperare quel delta, e il valore dipende da caso a caso.

    > Io lo so che cosa c'e' in giro.
    > Sei tu quello che ignora tutto cio' che non ti
    > viene presentato in una brochure coi
    > lustrini.

    quante petizioni pro apache sono state fatte ? quanti convegni su apache nella PA rispetto a OpenOffice ? eppure nella PA ci sono più installazioni di apache che di OO.org, chiediti il perché
  • > quante petizioni pro apache sono state fatte ?
    > quanti convegni su apache nella PA rispetto a
    > OpenOffice ? eppure nella PA ci sono più
    > installazioni di apache che di OO.org, chiediti
    > il
    > perché


    Lascia perdere, è fuori dalla realtà.
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas

    > quante petizioni pro apache sono state fatte ?
    > quanti convegni su apache nella PA rispetto a
    > OpenOffice ? eppure nella PA ci sono più
    > installazioni di apache che di OO.org, chiediti
    > il
    > perché

    la risposta è semplice ed è legata al fatto che, per fortuna, non si è permesso al draga di insozzare il web con activex e varianti dell'html proprietarie

    purtroppo altrettanto non si è riuscito a fare per i formati office e ne stiamo pagando tutti le conseguenze
    non+autenticato
  • >
    > Ma se non sono pari, e il closed e' meglio di
    > open, di quanto deve essere meglio per essere
    > conveniente?
    > In altre parole quanto vale quel delta?
    >


    Ma non c'è nessun delta da quantificare, dipende dalle situazioni, dalle esigenze, non puoi generalizzare. Quando dici "il closed è meglio di open" vuol dire che hai già fatto delle valutazione.

    Cerco di spiegarmi meglio: quando devo scegliere un software non guardo se è rilasciato come closed o come open, guardo quello che fa e fine. Se alla resa dei conti vedo che posso usare uno open tanto quanto uno closed allora magari preferisco l'open perchè mi dà quella possibilità in più anche se non sfruttata di avere a disposizione il codice sorgente.

    Ad esempio, un errore comune è credere che l'openoffice/libreoffice possa essere usato in sostituzione di office. Ma certo che è vero se prendo un computer vergine e la richiesta è "devo scrivere una lettera". Non diventa più vero quando i miei vincoli diventano che il software deve supportare la generazione di export dal software gestionale xyz che sfrutta le api di office, oppure l'ente usa dei vbscript in personalizzati in dei fogli di calcolo complessi ecc ecc. Non c'è dubbio che la cosa sia migliorabile ma andiamo a cascato con altri cambiamenti. Continuando con l'esempio, metti che si dica "allora cambiamo anche il gestionale xyz in modo da slegarci da office", bene, e cosa succede se l'xyz che avevi era open source e invece quello nuovo, quello slegato da office, lo trovi solo closed?
    Insomma, sono sistemi complessi, non si risolve tutto dicendo "open è meglio", bisogna vedere l'offerta e poi decidere pensando sempre ad efficienza e tasche dei cittadini.


    >
    > Secondo te dove sono i miei piedi in questo
    > momento?
    >

    in UNA azienda che probabilmente ha sistemi misti



    >
    > Sbagliato.
    > Hanno sistemi misti per via di acquisizioni
    > precedenti che hanno mischiato reparti e
    > strutture
    > pregressi.
    > Ci sono sempre progetti di unificazione in corso,
    > per eliminare i sistemi misti e uniformare a
    > quello ritenuto piu'
    > adatto.
    >


    ma dove vivi???? ma vuoi far credere che chia ha sistemi misti cerca di passare tutto a windows o tutto a linux? e chi ha systemi cosa fa? passa i client a os2??? tu la stai facendo fuori dal vaso, torna in questa terra e vai in giro per aziende e guarda cosa hanno prima di parlare

    >
    > Vero. Per un commerciale parassita che vive di
    > commissioni e' controproducente e assurdo
    > imporlo.
    > Ma io sono un tecnico, e per quanto mi riguarda,
    > la possibilita' di poterci lavorare senza dover
    > badare a licenze o altro e'
    > FONDAMENTALE.
    >

    Infatti è un bel vantaggio non dovere preoccuparsi delle licenze, va tenuto conto nel TCO:
    - costo licenza 1000
    - costo gestione licenza 500

    per il software open?
    - costo licenza 0
    - costo gestione licenza 0

    fico, allora usiamo l'open!! scusi dottore, il nostro gestionale non gira sull'open. ok, ecco i 1500.


    >
    > Io lo so che cosa c'e' in giro.
    > Sei tu quello che ignora tutto cio' che non ti
    > viene presentato in una brochure coi
    > lustrini.

    buona arrampicata, quando si passa a queste affermazioni evidentemente non si hanno più argomenti
    non+autenticato
  • Il software libero potrebbe far risparmiare davvero tanti soldi, peccato che si tratti solamente di tenerli in considerazione e non utilizzarli davvero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tuxman.
    > Il software libero potrebbe far risparmiare
    > davvero tanti soldi, peccato che si tratti
    > solamente di tenerli in considerazione e non
    > utilizzarli
    > davvero.


    Il software libero nudo e crudo ne farebbe spendere molti di più soldi alla PA, altro che storie. il software libero, come del resto l'open in generale, dà risultati quando esiste un progetto comune di condivisione cosa che nella PA italiana non esiste.
    non+autenticato
  • bè questo è una gran falsità...spesso con la bandiera di software libero so finanzano progetti ad hoc totalmente inutili e pagati uno sproposito. molto spesso ci sono dietro professori universitari che intascano e fanno lavorare studenti stagisti o mal pagati. Molto spesso alla fine non si produce nulla che venga realmente utilizzato. Parlo per esperienza diretta di un amico che è stato "sfruttato" per anni in questo modo... è capitato che si sia venduto un prodotto e DOPO il professore si sia rivolto a lui dicendo: "ora realizzalo" ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: hal
    > bè questo è una gran falsità...spesso con la
    > bandiera di software libero so finanzano progetti
    > ad hoc totalmente inutili e pagati uno
    > sproposito. molto spesso ci sono dietro
    > professori universitari che intascano e fanno
    > lavorare studenti stagisti o mal pagati. Molto
    > spesso alla fine non si produce nulla che venga
    > realmente utilizzato. Parlo per esperienza
    > diretta di un amico che è stato "sfruttato" per
    > anni in questo modo... è capitato che si sia
    > venduto un prodotto e DOPO il professore si sia
    > rivolto a lui dicendo: "ora realizzalo"
    > ...


    Ogni volta che su PI si parla di software libero nella PA spuntano sempre fuori misteriosi personaggi che cercano in tutti i modi di spargere FUD cercando di far credere, proprio qui, come grazie al magnifico software M$ e ai MILIARDI di licenze che questo fa buttare alle ortiche ogni anno, la PA sia piu' efficiente e che risparmi pure.

    E' evidente che tali personaggi abbiano un loro preciso tornaconto, molto probabilmente PARASSITARIO.

    IL SOFTWARE GRATIS E' UN RISPARMIO.
    E questo e' un dato di fatto.

    LINUX prevede che vi siano sistemisti capaci.
    E questo e' un altro dato di fatto.

    Sommando 1+1 si ottiene che l'adozione di software libero porti immediato risparmio in termini di licenze e maggior produttivita'.

    Il resto e' solo FUD.
  • >
    > Sommando 1+1 si ottiene che l'adozione di
    > software libero porti immediato risparmio in
    > termini di licenze e maggior
    > produttivita'.
    >
    > Il resto e' solo FUD.


    Perchè non ti candidi e fai adottare come obbligo il software libero alla PA italiana?
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > IL SOFTWARE GRATIS E' UN RISPARMIO.
    > E questo e' un dato di fatto.
    Fatto che? Ci sono state PA all'estero che sono passate all'open e poi sono tornate indietro....
    >
    > LINUX prevede che vi siano sistemisti capaci.
    E gli utenti?

    > maggior produttivita'.
    Ma anche no. Hai presente la media degli utilizzatori delle PA??
    non+autenticato
  • - Scritto da: AMEN
    > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > IL SOFTWARE GRATIS E' UN RISPARMIO.
    > > E questo e' un dato di fatto.
    > Fatto che? Ci sono state PA all'estero che sono
    > passate all'open e poi sono tornate
    > indietro....
    > >
    > > LINUX prevede che vi siano sistemisti capaci.
    > E gli utenti?
    >
    > > maggior produttivita'.
    > Ma anche no. Hai presente la media degli
    > utilizzatori delle
    > PA??

    Hai presente una distribuzion di linux senza il solitario?
  • - Scritto da: hal

    > si finanzano progetti
    > ad hoc totalmente inutili e pagati uno
    > sproposito. molto spesso ci sono dietro
    > professori universitari che intascano e fanno
    > lavorare studenti stagisti o mal pagati. Molto
    > spesso alla fine non si produce nulla che venga
    > realmente utilizzato. Parlo per esperienza
    > diretta di un amico che è stato "sfruttato" per
    > anni in questo modo... è capitato che si sia
    > venduto un prodotto e DOPO il professore si sia
    > rivolto a lui dicendo: "ora realizzalo"
    Che differenza noti rispetto al sw venduto in closed source? Credi che tutti i progetti closed siano capolavori di sw stabile già pronto all'uso? Che non siano mai stati venduti prodotti inesistenti, da realizzare ad hoc? Che i lavoratori sfruttati lo siano solo se lavorano a codice aperto?
    Concordo sul fatto che i grandi costi occulti delle realtà pubbliche italiane siano la mancanza di progettualità adeguata a gestire un problema con uno sforzo collettivo, senza disperdere l'investimento in migliaia di rivoli di denaro per ogni comune, scuola, ospedale; ognuno con la propria visione limitata, nessuna possibilità di condividere idee innovative, di avere strumenti per riorganizzare il proprio lavoro invece di fare il lavoro come prima ma con un PC davanti.

    Purtroppo il closed source nel mondo PC trascina costi di licenza o di illegalità diffusa: quando un professore prende un testo di informatica per la scuola media o superiore, al 99% usa un testo che parlerà minuziosamente di Windows e MS Office come I SOFTWARE, preparerà alla ECDL su prodotti Microsoft, costringerà i propri studenti a comprarli (tanto c'è lo sconto studenti, è un affarone!) per non avere sbattimenti nel tradurre in altro ambiente i passi obbligatori che il libro usa per insegnare ad usare l'interfaccia (con buona pace dello studio sulle interfacce!)
    Oppure trovi l'insegnante che ti dice, con sufficienza: "se proprio hai i soldi per il telefonino ma non per la licenza, copiala da un amico!" portando avanti due pensieri idioti in contemporanea: che lui decida come io spenda il mio denaro e che l'illegalità è ammessa, perché tanto sei un poveraccio e quindi che tu rubi è scontato.
    non+autenticato
  • Il sw libero fa risarmiare punto. E' un dato di fatto! Non c'è nulla da dire. Certo poi bisogna essere corretti e non bisogna trasformare il software gratis in un modo per spillare soldi.C'è però da dire che molti software closed sono molto più stabili e semplici nell'utilizzo, molte distribuzioni linux non sono alla portata di tutti. Windows e la maggiorparte di sistemi a pagamento sono davvero alla portata di tutti,semplici da utilizzare,è la verità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tuxman.
    > Il sw libero fa risarmiare punto. E' un dato di
    > fatto! Non c'è nulla da dire.

    Ma non è la panacea di tutti i mali.
    Per dire, c'è chi ritiene che il closed non sia tanto male
    https://mediastream.cern.ch/MediaArchive/Photo/Pub...
    non+autenticato
  • > Che differenza noti rispetto al sw venduto in
    > closed source? Credi che tutti i progetti closed
    > siano capolavori di sw stabile già pronto
    > all'uso? Che non siano mai stati venduti prodotti
    > inesistenti, da realizzare ad hoc? Che i
    > lavoratori sfruttati lo siano solo se lavorano a
    > codice
    > aperto?

    Hai più che ragione, infatti quando scegli un software non dovresti guardare se è open o free o closed, dovresti verificare quanto ti costa gestirlo, la manutenzione, se è efficace, se ti trovi bene ecc ecc. La licenza è una delle ultime cose da guardare ed ha un peso relativo. La licenza diventa importante se non fondamentale nel momento in cui tu in effetti vuoi gestirti il software, su questo non c'è dubbio.
    Facciamo un esempio: ad una scuola superiore serve un software per la gestione amministrativa, ci sono diversi fornitori, quelli si scelgono il più conveniente e fine, non pensano di certo a cambiarsi il software. Metti invece che la regione dica: guarda, io ho 3 programmatori che potrebbero prendere in mano il software che tu compri in modo che lo diamo anche a tutte le altre scuole superiori della regione, ecco che allora che il software sia open e/o free conta. Però ci hai già messo in mezzo dei costi aggiuntivi e cioè le tre persone. E poi i tuoi programmatori staranno dietro i cambiamenti amministrativi (es aumento dell'iva?) ci deve essere pure qualcuno che ne capisce di materia fiscale... insommma, o le cose le fai bene con un progetto comune e valutando i costi, altrimenti avere open/free non ti serve a niente.

    > Concordo sul fatto che i grandi costi occulti
    > delle realtà pubbliche italiane siano la mancanza
    > di progettualità adeguata a gestire un problema
    > con uno sforzo collettivo, senza disperdere
    > l'investimento in migliaia di rivoli di denaro
    > per ogni comune, scuola, ospedale; ognuno con la
    > propria visione limitata, nessuna possibilità di
    > condividere idee innovative, di avere strumenti
    > per riorganizzare il proprio lavoro invece di
    > fare il lavoro come prima ma con un PC
    > davanti.
    >

    Infatti. Qualcosa si muove comunque ma bisogna stare attenti perchè qualcuno ha proposto software libero obbligatorio INDIPENDENTEMENTE da quanto costa per vari motivi, anche etici. Io da contribuente dico che dell'etica non me ne frega niente, non è che se compri un gestionale di una ditta privata italiana stai dando soldi ad uno spacciatore o trafficante d'armi.
    E' un pò come dire compriamo le auto a metano ma poi le facciamo andare sempre a benzina perchè non abbiamo distributori di metano vicino. No, calma, vediamo prima cosa vogliamo fare e la fattibilità, poi decidiamo ed andiamo in quella direzione con forza e decisione, caso per caso.

    > Purtroppo il closed source nel mondo PC trascina
    > costi di licenza o di illegalità diffusa: quando
    > un professore prende un testo di informatica per
    > la scuola media o superiore, al 99% usa un testo
    > che parlerà minuziosamente di Windows e MS Office
    > come I SOFTWARE, preparerà alla ECDL su prodotti
    > Microsoft, costringerà i propri studenti a
    > comprarli (tanto c'è lo sconto studenti, è un
    > affarone!) per non avere sbattimenti nel tradurre
    > in altro ambiente i passi obbligatori che il
    > libro usa per insegnare ad usare l'interfaccia
    > (con buona pace dello studio sulle
    > interfacce!)

    Su questo non ti so dire, io credo che li dipenda dalle persone perchè mi sembra che ce ne siano tanti, soprattutto alle superiori, che invece fanno vedere molto software open proprio perchè più didattico in generale.
    Sull'ECDL sai che esistono anche i corsi con i software open, se nessuno li fa un motivo c'è ed è soprattutto di praticità. Comunque mi risulta che il corso ECDL punti molto anche sui concetti più che sui menù ed interfacce.


    > Oppure trovi l'insegnante che ti dice, con
    > sufficienza: "se proprio hai i soldi per il
    > telefonino ma non per la licenza, copiala da un
    > amico!" portando avanti due pensieri idioti in
    > contemporanea: che lui decida come io spenda il
    > mio denaro e che l'illegalità è ammessa, perché
    > tanto sei un poveraccio e quindi che tu rubi è
    > scontato.

    e questo dipende dalla gente ignorante, spero di non trovarmene uno davanti
    non+autenticato
  • Temevo che anche Punto Informatico facesse parte di quella parte di giornalismo che ignora qualsiasi notizia riguardante i Radicali* (chiedo scusa ma sono stato mal abituato dall'informazione italiana) Sorride

    * che non faccia comodo all'una o l'altra corrente politica
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    Modificato dall' autore il 13 dicembre 2011 14.19
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