
Roma -
L'invito è stato spedito all'ex-ministro dell'Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, per ragionare insieme ai commissari europei sulle possibili strategie di tutela di tutti quei netizen che vivono sotto i regimi più autoritari. In particolare
blogger e cyber-attivisti, spesso silenziati perché ritenuti sovversivi e anti-governativi.
La
No Disconnect Strategy è dunque il nuovo impegno annunciato dal vicepresidente Neelie Kroes, affinché l'Europa intraprenda quelle misure necessarie a tutelare - sia online che offline - i fondamentali diritti umani. E per far sì che le
tecnologie legate ad Internet rimangano un veicolo cruciale di libertà politica, sviluppo democratico e crescita economica.
Quali saranno i percorsi operativi della
strategia del Vecchio Continente? In primis, si tenterà di sviluppare e distribuire tecnologie per la privacy degli utenti che vivono in paesi non democratici. Verrà poi avviato un
programma volto a sensibilizzare su rischi e opportunità di piattaforme come i social network e i blog. Affinché gli attivisti conoscano effettivamente le varie armi della sorveglianza online.
Il piano europeo cercherà poi di mettere in piedi
una squadra d'intelligence per il monitoraggio continuo della censura e della sorveglianza sulle nuove reti di comunicazione elettronica. I vari stati membri sono così stati invitati all'attiva collaborazione, in modo da condividere tutte le informazioni raccolte e proteggere al meglio principi basilari come la libertà d'espressione.
Mauro Vecchio