Alfonso Maruccia

Intel, un business alluvionato

Il chipmaker statunitense aggiorna al ribasso le proprie previsioni di crescita. La è l'alluvione che ha colpito la Thailandia nel corso degli ultimi mesi. Niente hard disk vuol dire niente PC, e quindi niente CPU

Roma - Intel ha aggiornato le previsioni di crescita per il prossimo trimestre fiscale, riducendo i guadagni preventivati da 14,7 miliardi (più o meno 500 milioni) di dollari a 13,7 miliardi (più o meno 300 milioni) di dollari. Le alluvioni in Thailandia che hanno messo in ginocchio la produzione mondiale di hard disk drive, con conseguente impatto sugli ordinativi di PC, influenzano il principale produttore di CPU consumer del mercato.

Durante il quarto trimestre dell'anno Intel crescerà del 64,5 invece che del 65 per cento, dice il chipmaker, "perché le alluvioni in Thailandia hanno avuto un impatto sulla fornitura di hard drive e, come risultato, sulla catena di fornitura per i PC". Ogni PC commercializzato - a parte gli ultrabook e i dispositivi ultra-portatili - contiene un disco rigido magnetico, e stando a quanto comunica Intel c'è stato un calo negli ordini di microprocessori da parte dei produttori OEM in proporzione alla mancata di disponibilità di sufficienti drive per lo storage.

Per Santa Clara la situazione comincerà a migliorare a partire dal 2012: nella prima parte del prossimo anno si sentiranno gli effetti positivi della ripresa nella produzione degli hard disk attualmente in corso in Thailandia.
Per quanto riguarda un possibile incremento di vendite dei dischi a stato solido (SSD) come alternativa allo storage magnetico, Intel dice che al momento effetti particolari in tal fronte non se ne sono ancora visti ma la cosa potrebbe accadere.

Alfonso Maruccia
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