Pluralismo informatico via open source

Lo chiedono Cortiana e Vitali

Roma - "Dopo il parere positivo della Commissione Governativa per l'uso di software open source nella Pubblica Amministrazione, è ripresa nella Prima Commissione del Senato, in presenza del Ministro Stanca, la discussione del DDL 1188 a favore del software open source. Noi siamo convinti che sia importante una legge che garantisca il pluralismo informatico, indipendentemente dalla sensibilità del Ministro di turno." Lo hanno dichiarato i senatori Cortiana (Verdi) e Vitali (DS).

"Il Ministro Stanca - hanno anche affermato i due senatori - al quale dobbiamo riconoscere la sensibilità istituzionale di avere partecipato a tutto il percorso di discussione, propone invece la via amministrativa. Noi non siamo convinti che questo percorso sia adeguato a garantire sufficientemente i diritti degli utenti e il principio dell'efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto per quanto riguarda l'uso di formati aperti nella Pubblica Amministrazione."

"Restiamo disponibili - hanno poi concluso - ad una discussione di merito e vogliamo verificare quali siano le proposte del Ministro, anche per via amministrativa, fermo restando la nostra convinzione che sia necessaria una norma cogente da cui qualunque azione discenda".
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4 Commenti alla Notizia Pluralismo informatico via open source
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  • di una cosa (e non solo), anche se non piu' di tanto:
    che ancora si stia discutere sui "formati aperti".
    E' cosi' LOGICO che sono giusti, piu' di quelli chiusi... che non ci si debba stare a pensare e a discutere cosi' tanto per adottarli.

    IO credo che il min. stanca che se non erro ha un passato in IBM...( che tra l'altro favorisce le soluzioni open) e quindi non mi pare proprio digiuno di informatica, personalmente creda della giusteza dei formati open ma che sia costretto a trattare, a trovare soluzioni "di mezzo" per venire incontro anche ai formati chiusi, spinto da interessi piu' potenti che si sa' possono avere grande influenza nella vita politica e istituzionale di un paese.

  • - Scritto da: Alessandrox
    > di una cosa (e non solo), anche se non piu'
    > di tanto:
    > che ancora si stia discutere sui "formati
    > aperti".
    > E' cosi' LOGICO che sono giusti, piu' di
    > quelli chiusi... che non ci si debba stare a
    > pensare e a discutere cosi' tanto per
    > adottarli.

    No, non è affatto "logico" o assiomatico. Qui si parla di un banale confronto tra costi e benefici, la logica proposizionale e l'intuizionismo non c'entrano un tubo.

    Non è sufficiente che un generico formato "aperto", ossia un formato dati la cui specifica è pubblica, sia "ontologicamente buono": la questione è ingegneristica, non filosofico-etica. Dunque qualsiasi relazione d'ordine deve essere efficacemente e documentatamente dimostrata.

    L'ingegneria non può prescindere dal fare i conti con i costi: costi dei cambi di piattaforma, dell'istruzione del personale, TCO delle piattaforme e soprattutto con l'efficienza e la qualità (intese in senso rigorosamente quantitativo, e quindi misurabile) del complesso di programmi destinati a manipolare quei dati.

    Certo, l'idea del formato aperto è buona e giusta e metterebbe al riparo contro eventuali turnover di fornitori, ricatti commerciali e quant'altro (le farneticazioni sugli spyware le lasciamo volentieri ai casi clinici di sindrome persecutoria, pronti a vedere uomini in nero dietro ogni angolo e sedi della Spectre in ogni bocciofila). Tuttavia sarebbe perfettamente inutile, in linea di principio, usare un formato "aperto" quando gli unici programmi che lo manipolano sono delle patacche amatoriali messe assieme alla bell'e meglio, senza progettazione e senza la minima attenzione ad ergonomia ed usabilità. E' un caso limite, ma neppure troppo lontano da certe realtà.

    Dunque non è sufficiente l'idea di usare solamente formati "open": occorre considerare anche tutto il resto dei fattori al contorno prima di intraprendere un qualsiasi cambio di piattaforma che potrebbe non rivelarsi così vantaggioso come appare da una frettolosa analisi parziale.

    Senza contare che fino ad oggi migliaia di pubbliche amministrazioni hanno impiegato dei gran AS/400, dei VAX o roba ancora più esoterica: ma dal momento che i deliverables di qualsivoglia attività della PA sono costituiti al 99.9 periodico % da CARTA, la questione semplicemente non si è mai posta. Non so cosa capita a voi, ma quando il fisco o il Comune o altri burocrati si degnano di dedicarmi la loro attenzione (di solito per pretendere dei quattrini), mi recapitano a casa dei bei fogli di carta, non un file di word piuttosto che un pdf o un sorgente LaTeX.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > No, non è affatto "logico" o assiomatico.
    > Qui si parla di un banale confronto tra
    > costi e benefici, la logica proposizionale e
    > l'intuizionismo non c'entrano un tubo.

    No no, evidentemente mi sono spiegato male:

    Personalmente ritengo che come principio il concetto di " formato di documento OPEN", a prescindere dalle varie implementazioni attuali, sia preferibile a quello di CLOSED perche' a parita' di funzionalita' permette un' interscambio tra formati, di dati tra applicazioni e una possibilita' di porting (tra piattaforme, applicazioni) estremamente facilitata con conseguente guadagno di sforzi, tempi e denaro.
    E' pero' chiaro che nelle nostre valutazioni bisogna considerare il mondo REALE e alla base di un corretto confronto tra formati OPEN e CLOSED e' necessaria un' analisi tecnica delle varie soluzioni presenti sul mercato mettendole a confronto, questo non perche' si ritenga il closed migliore dell' open ma perche' STORICAMENTE i formati closed sono quelli piu' usati perche' sono adottati da molti anni mentre quelli open sono piu' giovani.

    D'altra parte la questione non e' nuova, nell' articolo si tratta dell' ennesima discussione tra politici su un tema gia' ampiamente discusso anche in altre sedi e che ha stentato di esser preso in considerazione nei nostri ambienti politici (e sottolineo NOSTRI); per cui la meraviglia e' nata piu' che altro dal fatto che stenti cosi' tanto ad essere presa in seria considerazione la necessita' di un CONFRONTO in sede istituzionale.

    > Non è sufficiente che un generico formato
    > "aperto", ossia un formato dati la cui
    > specifica è pubblica, sia "ontologicamente
    > buono": la questione è ingegneristica, non
    > filosofico-etica. Dunque qualsiasi relazione
    > d'ordine deve essere efficacemente e
    > documentatamente dimostrata.

    Non ci vuole una scienza per capire che a parita' tecniche un formato OPEN fa risparmiare rispetto ad uno closed. Qui' non c'e' nula da dimostrare, basta avere a che fare con la materia e saper fare 2+2.

    > L'ingegneria non può prescindere dal fare i
    > conti con i costi: costi dei cambi di
    > piattaforma, dell'istruzione del personale,
    > TCO delle piattaforme e soprattutto con
    > l'efficienza e la qualità (intese in senso
    > rigorosamente quantitativo, e quindi
    > misurabile) del complesso di programmi
    > destinati a manipolare quei dati.

    Scusa mi spieghi cosa c'entra tutto questo?
    Se io ho un formato di database e ho la necessita' di esportare i miei dati verso un'altra applicazione, se il formato e' CLOSED e non documentato MI ATTACCO E FACCIO TARZAN
    se il formato e' OPEN esporto tranquillamente.

    Sta a chi produce le applicazioni introdurre un formato i interscambio che non mi faccia perdere dati o formattazioni oppure documentare i propri formati in modo da renderli importabili:
    QUESTE sono tutte cose del tutto trasparenti all' UTENTE finale il quale non deve preoccuparsi di saper fare nulla dipiu' di cio' che sa' gia' fare... e' solo una questione INTERNA ai documenti e ai filtri di esportazione-importazione.
    Che poi per scelta certe appluicazioni adottino formati OPEN o CLOSED e' un'altro paio di maniche il problema non e' tecnico perche' ad esempio M$ potrebbe documentare i propri formati ma non lo fa'... , dice che in XP adotta il formato XML che come si sa' e' OPEN ma se non rende pubblico il DTD, le specifiche interne al formato, siamo alle solite, il problema e' quindi PRETTAMENTE POLITICO.

    > Certo, l'idea del formato aperto è buona e
    > giusta e metterebbe al riparo contro
    > eventuali turnover di fornitori, ricatti
    > commerciali e quant'altro (le farneticazioni
    > sugli spyware le lasciamo volentieri ai casi
    > clinici di sindrome persecutoria, pronti a
    > vedere uomini in nero dietro ogni angolo e
    > sedi della Spectre in ogni bocciofila).

    Guarda che ci siano spyware in certe applicazioni e' facilmente verificabile con dei portscanner e dei socket monitor, basta un po' di conoscenza di reti e TCP per verificare.

    > Tuttavia sarebbe perfettamente inutile, in
    > linea di principio, usare un formato
    > "aperto" quando gli unici programmi che lo
    > manipolano sono delle patacche amatoriali
    > messe assieme alla bell'e meglio, senza
    > progettazione e senza la minima attenzione
    > ad ergonomia ed usabilità. E' un caso
    > limite, ma neppure troppo lontano da certe
    > realtà.

    Quali sarebbero queste patacche?
    Le hai mai usate a fondo?
    Quali sono i problemi nello specifico?

    > Dunque non è sufficiente l'idea di usare
    > solamente formati "open": occorre
    > considerare anche tutto il resto dei fattori
    > al contorno prima di intraprendere un
    > qualsiasi cambio di piattaforma che potrebbe
    > non rivelarsi così vantaggioso come appare
    > da una frettolosa analisi parziale.

    Giustissimo infatti il problema e' che si stenta a discuterne, che se ne debba discutere con adeguati confronti e' pacifico.
    Quanto alle piattaforme: io le ho usate e testate un po' tutte e su svariati Sistemi Operativi e soprattutto le ho fatte testare ed usare agli utenti finali e dalla mia esperienza ritengo che le procedure siano sostanzialmente standardizzate, almeno quelle che vengono maggiormente utilizzate ad esclusione di certe funzionalita' che sono implementate in modo a volte diverso o solo leggermente differente ma grossi problemi non ne ho riscontrati: gli ambienti a finestre oramai si rassomigliano un po' tutti e il passaggio da un' ambiente ad' un'altro non e' piu' un grosso problema.
    Chi ha seguito un corso di informatica di base e M$ Office puo' con poche istruzioni in piu' passare ad altre piattaforme.

    > Senza contare che fino ad oggi migliaia di
    > pubbliche amministrazioni hanno impiegato
    > dei gran AS/400, dei VAX o roba ancora più
    > esoterica: ma dal momento che i deliverables
    > di qualsivoglia attività della PA sono
    > costituiti al 99.9 periodico % da CARTA, la
    > questione semplicemente non si è mai posta.

    A parte che AS/400 (che conosco abbastanza bene) e' un gran sistema affatto obsoleto anzi documentato ed interoperabile con altre piattaforme, la questione ha radici storichee per essere risolta occorrono tempo e lavoro in termini di formazione del personale.
    Tieni conto che avere del personale non formato e costantemente ignorante, nel tempo costa molto di piu' che spendere nell' immediato per istruirlo.

    > Non so cosa capita a voi, ma quando il fisco
    > o il Comune o altri burocrati si degnano di
    > dedicarmi la loro attenzione (di solito per
    > pretendere dei quattrini), mi recapitano a
    > casa dei bei fogli di carta, non un file di
    > word piuttosto che un pdf o un sorgente
    > LaTeX.

    Beh questo e' un'altropaio di maniche....
    se i burocrati non sanno ancora usare un PC non ci possiamo fare granche'.... ci teniamo il foglio di carta, il problema e' quando mi consegnano un file che posso leggere SOLO con una specifica applicazione e senza
  • html
    ha circa 20 anni di vita ed e' ancora govane
    e' aperto
    permette tutto

    io non sto li a sbattermi:
    un giorno mi hanno chiesto
    in un ufficio usano mac noi qui con pc non riusciamo a leggere i documenti
    gli ho detto 2 soluzioni
    1 il formato testo (ora valido ma obsoleto)
    2 html validissimo e non obsoleto
    3 gif e png jpg
    tutto quello che e' in grado di leggere il browser
    lo leggono cani e porci
    e state a penzare al latex pdf doc rtf ecc.....
    html (w3c) e notte al secchio

    non+autenticato