Mauro Vecchio

Google non è un sorvegliante al servizio di Mediaset

Operatori come BigG non possono essere costretti prevenire il caricamento di certi contenuti in Rete. RTI incassa la sconfitta: i titolari dei diritti devono pensare al principio di libera circolazione dei servizi

Roma - Un punto segnato a favore degli intermediari nella sfida legale italiana tra RTI e Google: le piattaforme che ospitano contenuti non possono essere obbligati a monitorare le attività dei propri utenti, in particolare quelle relative al caricamento di materiale in violazione del diritto d'autore.

A deciderlo sono stati i giudici del Tribunale di Roma: i vari titolari dei diritti non potranno obbligare gli hosting provider a prevenire la diffusione in Rete di contenuti non ancora caricati dagli utenti. Il principio di tutela della proprietà intellettuale deve sempre trovare un bilanciamento con quelli relativi alla libera circolazione dei servizi e dell'informazione.

L'offensiva era stata scagliata dalla società controllata dal gruppo Mediaset: su Blogger - appunto piattaforma di blogging gestita da Google - veniva segnalata la presenza di un portale dedicato alla trasmissione in streaming dei vari incontri calcistici nella Serie A. Eventi coperti da Mediaset Premium e riproposti senza autorizzazione online.
Google aveva successivamente provveduto alla chiusura del sito. Non era bastato a RTI: intermediari come BigG, si chiedeva, dovrebbero effettuare controlli preventivi per evitare persino la nascita di certe piattaforme in Rete. "Il controllo preventivo non pare condotta esigibile dall'hosting - spiegano però i giudici romani - dal momento che il giudice italiano non può porre uno specifico obbligo di sorveglianza in violazione del chiaro dettato comunitario".

Inevitabile il riferimento alla storica decisione della Corte di Giustizia Europea nel caso SABAM vs. Scarlet. Un provvedimento che ordini ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio e blocco delle comunicazioni elettroniche per tutelare i diritti di proprietà intellettuale andrebbe dunque a ledere le tutele previste dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.

Il Tribunale di Roma ha ora parlato anche di questioni meramente tecniche: "Il fornitore del servizio non può essere assoggettato all'onere di procedere ad una verifica in tempo reale del materiale immesso dagli utenti, onere non esigibile in ragione della complessità tecnica di siffatto controllo e del costo".

E, continuando, "anche ove il controllo divenisse attuabile con costi contenuti e con meccanismi automatici, configgerebbe con forme di libera manifestazione e comunicazione del pensiero". I titolari dei diritti potrebbero dunque fare richiesta per l'inibizione di contenuti già presenti in Rete. Non per "contenuti futuri", ovvero ancora in attesa del caricamento tra i meandri del web.

Mauro Vecchio
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79 Commenti alla Notizia Google non è un sorvegliante al servizio di Mediaset
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  • In sostanza ha un accordo con la Google che:
    "consente alla casa discografica di rimuovere quel che le pare, che contravvenga al DMCA o meno."

    Vedi:
    http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=16...
    non+autenticato
  • caro Black, forse ti è sfuggito che la Universal è, probabilmente, la più importante corporation ti contenuti dello/per lo spettacolo e non solo (e c'è di mezzo anche la General Electric). E' nel mercato da un secolo. ha visto e vissuto tutti i cambiamenti culturali e tecnologici di un paese come gli Stati Uniti d'America.. e la vorremmo paragonare a Mediaset?A bocca aperta
    Mediaset io suo compito in realtà lo avrebbe già svolto (il completo lavaggio del cervello sui cittadini italiani, a scopo propagandistico, supportato da lobby & co.) Solo che, probabilmente, si sono fatti prendere la mano, quando hanno visto che, inspiegabilmente, un sacco di gente guardava i suoi contenuti; Quindi, più spettatori, più soldi, generati dalle entrate pubblicitarie..

    Sulla Universal, io personalmente, non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarebbe sopravvissuta allo tsunami Internet. Su Mediaset, invece, nutro forti dubbi, dato che (pare) anche le banche inizino a snobbarli. Forse perchè molti inserzionisi stanno passando dalla tv al Web..? Non lo sappiamo ancora per certo. Di certo c'è il fatto che non hanno più neanche il vecchio Governo ad aiutarli..
    Attaccare Google per una cosa tanto stupida quanto inutile, è un evidente segno di immaturità (aziendale?) come la disperata accusa che l'allievo rivolge al docente nel giorno di esami, accusandolo di "non essersi spiegato bene", nascondendo in realtà il fatto che, tale studente, non fosse preparato..

    Aloha!
    non+autenticato
  • la cina riesce a filtrare eccome.
    basta volerlo

    significa solo che google è più potente di rti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Derry
    > la cina riesce a filtrare eccome.
    > basta volerlo
    >
    > significa solo che google è più potente di rti

    i filtri sono censura!! Anche l'Unione Europea (di cui la nostra nazione fa parte) si è espressa contro i filtri e censure varie..

    Bell'esempio che porti quello di una nazione dove c'è un regime e censura!!!

    Ma almeno Google e altre aziende con servizi simili fanno business (non nego che quandagno molti soldi con la pubblicità) con un modello all'avanguardia..Invece Mediaset non pensa ad innovare; sono andato sul sito VIDEOMEDIASET e in Home Page è pieno di video del grande fratello, maria de filippi, pomeriggio 5 ..ecc. con questi contenuti su internet non vanno da nessuna parte...bella lungimiranza per gli affari.
    non+autenticato
  • [..Invece Mediaset non pensa ad innovare; sono andato sul sito VIDEOMEDIASET e in Home Page è pieno di video del grande fratello, maria de filippi, pomeriggio 5 ..ecc. con questi contenuti su internet non vanno da nessuna parte..]

    Esattamente..
    Mediaset è, sostanzialmente, in mano a dei vecchi. Non hanno (e non possono avere) idee nuove. E continuano a produrre contenuti dalla televisione e per la televisione. Il caso di Mediaset è emblematico, perchè in realtà in italia ci sono tantissime aziende che, loro malgrado, sono destinate a fallire. Il motivo è semplice.. aziende in mano a degli improbabili imprenditori di 50 anni (quando va bene..) che non lasciano, MAI, uno straccio di decisione a qualcuno di più giovane. Non si fidano e, spesso, li criticano. Inutile dire che siamo l'unico paese in Europa (e non solo) dove i giovani sono visti come un peso, e non una risorsa..

    http://spagna.blogosfere.it/2011/10/migranti-itali...

    Questo è solo un piccolo esempio di come, cambiando paese, possano anche cambiare le condizioni di vita di un comunissimo cittadino.

    Mediaset, così come la SIAE, sono destinate al fallimento, perchè sono costituite dalla classica struttura gerarchica, che nulla lascia decidere a chi sta più in basso. E, naturalmente, con la Rete hanno subito il classico corto circuito, perchè la struttura della Rete parte fondamentalmente dal basso, almeno per quello che riguarda la quantità di contenuti e di software, messi a disposizione di tutti, e senza costi..

    Addio Mediaset, non ci mancherai..
    non+autenticato
  • parole sante!
    non+autenticato
  • credo che sia giusto, ma non lo so di sicuro. oddio credo di non saperlo davvero. oddio oddio ODDIOOOOOO!!!
    non+autenticato
  • per me sei magnifico!
    non+autenticato
  • Interessante il commento di Flora sul suo blog, stranamente MOLTO condivisibile:

    "il tribunale avrebbe respinto la domanda di rti “perchè, a seguito di notifica a google, il contenuto che avrebbe violato il diritto d’autore era stato rimosso da blogger”.

    In altri termini: la decisione si limita a prendere atto del fatto che dopo la diffida di rti il contenuto illecitamente utilizzato è stato rimosso.

    Non c’è nessun precedente giurisprudenziale innovativo, ma semmai la riproposizione che i contenuti protetti da diritto d’autore sono tutelati e vanno tutelati anche dagli Hosting Provider: Google stessa ha dovuto, infatti, rimuovere il Blog."

    http://mgpf.it/2011/12/15/CalcioLink-Google-Medias...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabio Tolomei
    > Interessante il commento di Flora sul suo blog,
    > stranamente MOLTO
    > condivisibile:
    >
    > "il tribunale avrebbe respinto la domanda di rti
    > “perchè, a seguito di notifica a google, il
    > contenuto che avrebbe violato il diritto d’autore
    > era stato rimosso da
    > blogger”.
    >
    > In altri termini: la decisione si limita a
    > prendere atto del fatto che dopo la diffida di
    > rti il contenuto illecitamente utilizzato è stato
    > rimosso.
    >
    > Non c’è nessun precedente giurisprudenziale
    > innovativo, ma semmai la riproposizione che i
    > contenuti protetti da diritto d’autore sono
    > tutelati e vanno tutelati anche dagli Hosting
    > Provider: Google stessa ha dovuto, infatti,
    > rimuovere il
    > Blog."
    >
    > http://mgpf.it/2011/12/15/CalcioLink-Google-Medias

    Siamo parlando di quello che ha lavorato per mediaset, contro google ?
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Fabio Tolomei
    > Interessante il commento di Flora sul suo blog,
    > stranamente MOLTO
    > condivisibile:

    Condivisibile per forza, dice banalita': il contenuto protetto da diritto d'autore e' ancora protetto dalla legge. Ma veramente? Sconvolgente.
    Se scrivo che l'erba e' verde e il sole e' caldo scrivo cose MOLTO condivisibili? Boh.

    Il punto della storia e' che viene ripreso il concetto, che voleva essere messo in discussione da Mediaset, che l'aggregatore di contenuto non ha colpe e non deve fare censura preventiva: si deve limitare a togliere dopo l'avvenuta segnalazione.

    Scontato? Certo, ma non per Mediaset (per cui lui lavora). E' davvero buffo:
    - C'e' un contenzioso e Tizio offre Y.
    - Caio cita in giudizio Tizio per avere anche X, Y non basta.
    - Il giudice dice che Tizio non deve dare X, Y e' sufficiente.
    - Riassumere su un blog: Tizio non ha dovuto dare X ma non ha neanche riottenuto Y, sostanzialmente ci ha detto bene.

    Se la situazione precedente era giusta e ragionevole, perche' hanno citato in giudizio Google in primo luogo? Forse pensavano sarebbero stati ancora al governo? (ok, lo ammetto, questa era un po' cospirazionista ^_^)
    non+autenticato
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