Gabriele Niola

WebTheatre/ Super G e il nuovo che sa di vecchio

di G. Niola - Due supereroi omosessuali, due attori che hanno vestito i panni dei malviventi nella serie di Romanzo Criminale. Un prodotto italiano con le carte in regola per piacere in Italia. Forse

Roma - È andata online in settimana la prima puntata di Super G, webserie di FlopTv annunciata da tempo (già al Fiction Festival di Roma quest'estate) e interpretata da due nomi noti della televisione: Francesco Montanari e Riccardo De Filippis di Romanzo Criminale - La serie. A dirigere c'è Daniele Prato, già sceneggiatore di cinema (Passato Prossimo di Maria Sole Tognazzi).
La webserie è uno dei primi esperimenti italiani di produzione pensata per la rete che possa vantare nomi noti della televisione, non direttamente associabili alle gag come era Maccio Capatonda, ma anzi che abbiano una reputazione seria. In più è anche un tentativo di misurarsi sul tema del supereroismo moderno, quello che incrocia i fumetti dei blockbuster con il vigilantismo molto terra terra visto in film come Kick-Ass, Zebraman e Super. Dunque rispetto all'altro punto di riferimento in tema supereroismo/Italia/webserie, ovvero Freaks, Super G si va a piazzare completamente da un'altra parte.

Super G


Certo si tratta di un prodotto italiano in tutti i sensi, la webserie dissacra e abbassa qualsiasi struttura o velleità "mitica" che il mondo dei supereroi si porta appresso. Non è solo una questione di prendere il tema con ironia e divertire (anche i film precedentemente citati sono commedie) ma di rifarsi ad una tradizione farsesca, la nostra, che per ridere di qualcosa la abbassa alla propria altezza, mirando sistematicamente a svelarne tutto quanto nasconda di ordinario e grottesco. Se Freaks eleva il quotidiano a livello mitico, stando attento a mantenere i piedi nella realtà e nell'ambientazione italiana, Super G abbassa il mitico, stando attento a mentenere riferimenti internazionali nella sua operazione di italianizzazione.
Sebbene quest'attitudine sia quanto di più internettesco ci possa essere (anche gli americani, che delle strutture mitiche hanno sempre fatto un caposaldo, nelle loro produzioni online dissacrano, abbassano e con atteggiamento cinico e disincantato raccontano l'ordinario dietro qualsiasi situazione), Super G, fin dal suo esordio (al momento è disponibile una sola puntata), non sembra convincere.
Benché i valori produttivi siano abbastanza alti, lo stesso il ritmo latita. Ci sono idee molto precise sul look della serie e suoi toni da adottare, ma nel complesso i lunghi dialoghi arrancano e anche l'idea centrale (i due supereroi in questione sono una coppia omosessuale) appare poco sfruttata se non a livello comico.

Nel complesso non si capisce dove Super G vada a parare, eppure la puntata pilota dura ben 8 minuti. Non è una storia di supereroismo messo alla prova dalla realtà dei fatti, non è una storia a tema gay, non è un intreccio demenziale e non è una parodia.
Per quanto sia ingiusto e prematuro parlare di una webserie dopo un solo episodio messo online, sembra che anche le visualizzazioni, a fronte di tanto baccano mediatico in questi mesi, non premino il posizionamento. Su FlopTV non ci sono i numeri delle visualizzazioni ma a giudicare dai sette utenti che hanno espresso un voto, dai 5 commenti, dalle 500 visualizzazioni sulla versione YouTube (ovviamente secondaria rispetto alla destinazione numero uno ma comunque indicativa) non pare che le quasi 500 condivisioni su Facebook e il buzz su Twitter abbiano dato un risultato proporzionale in termini di gradimento. Specie se si considera che, caso sempre raro nel nostro panorama, questa serie fatta e pensata per la rete ha due volti e nomi noti da spendersi, uno dei quali passa dall'aver interpretato uno dei più duri e apprezzati criminali dell'era recente a vestire i panni di un tutore dell'ordine omosessuale. La notizia e l'interesse c'è.

In un panorama che cerca di riprodurre toni e contenuti che solitamente provengono dall'estero, l'esperimento eccessivamente conservatore (in termini di narrazione, comicità e uso del dialetto) suona irrimediabilmente stonato e vecchio stampo anche quando ben fatto, rischiando di pagare in termini di gradimento. Il pubblico di Super G, non si fa fatica a crederlo, esiste ed è probabilmente sostanzioso, solo non sembra essere il medesimo che oggi affolla i canali dei principali YouTuber, pieni di contenuti personali (vlog) se non puramente narrativi (webserie tradizionali) e addirittura qualche volta... Seri.

SUPER G - EPISODIO 1


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