Roma -
Riferisce il
Wall Street Journal che secondo un'indagine condotta dall'intelligence statunitense sugli attacchi informatici subiti dall'industria USA "la maggior parte di questi risulterebbe sponsorizzato dai militari cinesi".
In particolare sarebbero 20 le organizzazioni cinesi collegate con l'esercito che, forti di centinaia di esperti informatici, sarebbero più o meno coinvolte negli attacchi diretti a diverse aziende a stelle e strisce:
da quelli subiti da Google attraverso Gmail, agli ultimi attacchi che
hanno coinvolto Lockheed, RSA ed una serie di
contractor della difesa statunitense.
L'
ultima di queste offensive, secondo una ricerca condotta da
Symantec, avrebbe colpito
20 aziende non solo statunitensi del settore chimico attraverso la diffusione del trojan
Poison Ivy e comportato la diffusione di informazioni riservate su materiali e infrastrutture militari e industriali. Dietro l'attacco ci sarebbero 101 indirizzi IP riconducibili ad un server virtuale appartenente ad una giovane cinese chiamato "Covert Grove".
Il totale delle vittime
sarebbe di
circa 760 aziende colpite da operazioni originate dalla Cina. In base a queste informazioni, la cui unica conferma arriva tuttavia dalle indiscrezioni raccolte dal WSJ, Washington starebbe preparando le basi per rispondere direttamente a Pechino su questo terreno di guerra.
Il primo passo, naturalmente,
sembra destinato ad essere squisitamente dialettico: gli Stati Uniti sembrano già aver avvertito le autorità cinesi che ci saranno
conseguenze diplomatiche allo spionaggio informatico subito dalle proprie aziende.
Claudio Tamburrino