
Roma -
Senza pace (e senza luce alla fine del tunnel) la storia del portale teoricamente deputato a rappresentare l'Italia e i suoi luoghi turistici online: ora Italia.it ha problemi anche con la gara d'appalto che ha affidato la redazione dei contenuti del sito.
Con costi che
superano i 10 milioni e un risultato apparentemente molto lontano da questo valore, la realizzazione del sito ha sollevato parecchi dubbi:
non chiara era già la procedura con cui erano stati selezionati fornitori e appaltatori per la realizzazione tecnica della versione beta;
pluriennali i ritardi avuti; imbarazzante la somiglianza con
spain.info; infine paradossale
sembra essere stato il compenso che il Ministero avrebbe offerto ai traduttori per le loro competenze.
L'ultimo problema riguarda i
contenuti redazionali che dovrebbero sovrapporsi al portale in una sorta di rivista dedicata al turismo italiano e che
dovrebbe costare altri 4 milioni e mezzo di euro: il TAR del Lazio
ha accolto il ricorso di Unicity S.p.A. che puntava il dito contro la gara con cui venivano affidati tali lavori alle aziende Monrif Net, Srl-Zeppelin group e Srl-Paesionline Srl.
In prima istanza il TAR aveva respinto il ricorso di Unicity, che ha accolto solo con ordinanza collegiale e dopo che Promuovi Italia aveva
mancato di presentare in tempo la documentazione necessaria alla verifica delle procedure di gara.
L'aggiudicazione di gara è stato quindi annullato e Promuovi Italia S.p.A. (stazione appaltante) e Monrif S.r.l. sono state condannate al pagamento delle spese legali.
Ora il Consiglio di Stato ha tempo
60 giorni per fare ricorso o la gara dovrà essere rifatta: nel frattempo cinque "Project Manager" selezionati dall'ex ministro Michela Brambilla continuano a lavorare alla rivista che non c'è, grazie ad un contratto triennale e con redattori temporanei definiti "junior web content editor" (diversi da quelli scelti con la gara).
Claudio Tamburrino