Claudio Tamburrino

Brevetti, stop statunitense per HTC

Ma la taiwanese parla di una vittoria: l'accusa di Apple č stata molto ridimensionata. E ora c'č tutto il tempo per aggirarla

Roma - L'International Trade Commission (ITC) ha dato ragione a Apple e concesso il blocco delle importazioni di dispositivi HTC Android-based.

In un primo caso che vedeva contrapposte le due aziende, l'ITC aveva già dato ragione ad Apple e giudicato i suoi prodotti non in infrazione dei brevetti contestategli da HTC e per cui era stata in precedenza condannata quando ancora essi appartenevano a S3 Graphics.

Ora, ITC ha dato nuovamente ragione a Cupertino (stavolta nella parte dell'accusa) che contestava alla taiwanese di impiegare in prodotti Android il suo brevetto 5,946,647: ottenuto nel 1999, copre una funzione tramite cui un dispositivo accede ai dati e li mostra agli utenti e che sarebbe in generale adottata dal sistema operativo di Google.
HTC e Apple attendevano la decisione dell'ITC, che era stata rinviata al 19 dicembre: per l'entrata in vigore della sentenza di bando occorrerà tuttavia ancora attendere fino al 19 aprile 2012, lasso di tempo che dovrebbe permettere a HTC di adeguarsi.

La decisione, inoltre, non riguarda tutti i dispositivi già importati negli Stati Uniti, né quelli che non impiegano tale tecnologia: tuttavia la sentenza è scritta in maniera talmente generica da rischiare di coinvolgere non solo Sprint Evo 4G, Verizon Droid Incredible, AT&T Aria, T-Mobile G2 e gli altri device finora chiamati in causa, ma tutti i dispositivi Android prodotti da HTC.

Forte di questa vittoria, peraltro, è logico supporre che Apple punti ad attaccare con lo stesso brevetto anche altri produttori androidi.

HTC tuttavia ha riferito di considerare la decisione "una vittoria", dal momento che il brevetto Apple coprirebbe solo "una piccola parte dell'esperienza UI" e che comunque provvederà a rimuoverla dai suoi device "presto".

D'altronde, ITC ha respinto una seconda accusa mossa da Apple a HTC per la violazione di altri due suoi brevetti e limitato la portata della violazione contestata a solo due rivendicazioni del brevetto '647.

Apple, d'altronde, sta imparando che una serie di vittorie anti-Android non bastano a fermare la corsa del sistema operativo avversario: in Australia, nonostante le vittorie che si è finora aggiudicata contro Samsung, il sistema operativo mobile di Google ha raggiunto il primo posto e vale adesso per il 49 per cento degli smartphone comprati nel paese, contro il 36 per cento di iOS.

Claudio Tamburrino
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