Alfonso Maruccia

BitTorrent e la pirateria dell'antipirateria

RIAA, Sarkozy e gli altri beccati a condividere e scaricare file a mezzo BitTorrent. L'organizzazione delle major USA si difende: qualcun altro usa quegli IP. Ma gli IP non erano la firma dei pirati?

Roma - Di giorno impegnati a contrastare con ogni mezzo la pirateria digitale dei contenuti scambiati via P2P su rete BitTorrent, di notte affaccendati a scaricare e condividere quegli stessi contenuti sulla stessa rete BitTorrent perseguita alla luce del sole. A quanto pare per RIAA, le major e le organizzazioni governative si tratterebbe di una pratica comune, e qualcuno prova a giustificarsi con scuse discutibili, visti i trascorsi passati di denunce di massa degli utenti del file sharing.

A gettare nuova luce sulla doppia faccia dell'industria del copyright è TorrentFreak che, servendosi del servizio YouHaveDownloaded e facendo affidamento sulle sue facoltà di indicizzazione degli IP pubblici coinvolti nel 20 per cento del traffico dati scambiato su BitTorrent - ha fatto le pulci agli IP collegati alle strutture di governi, major e note organizzazioni anti-pirateria.

Stando a quanto dicono le informazioni WHOIS associate agli IP incriminati, RIAA, Sony, NBC, Fox Entertainment e persino la residenza ufficiale del presidente francese Nicholas Sarkozy - lo stesso di HADOPI e della legge dei "tre colpi" - scaricano contenuti pirata come e più degli utenti che a dire delle organizzazioni anti-P2P starebbero affamando l'industria e gettando sul lastrico autori e produttori di contenuti in formato digitale.
Nel caso di RIAA, la pirateria dell'antipirateria comprende album completi di musicisti come Jay-Z e Kanye West, stagioni intere di show televisivi famosi (Dexter), software di editing audio e rip in alta definizione. RIAA, la stessa organizzazione che dà le pagelle agli altri sul fronte degli sforzi anti-download e anti-streaming, sarebbe un "covo di pirati".

Paradossale è poi la scusa addotta dalla succitata RIAA per giustificare il lavoro di approfondimento portato avanti da TorrentFreak: su quegli IP ci sono soggetti "di terze parti" che scaricano a sbafo, non certo il nostro staff dice l'organizzazione delle major. Gli indirizzi IP non corrisponderebbero insomma a persone fisiche perfettamente rintracciabili. Che si apra una nuova stagione nelle modalità dei regolamenti di conti tra l'industria e i cittadini della rete chiamati a giustificare le attività condotte dagli indirizzi IP associati al loro abbonamento a Internet?

Alfonso Maruccia
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