Mauro Vecchio

Irlanda, Facebook si piega alla privacy

Sei mesi di tempo per apportare modifiche alle policy per il trattamento dei dati personali. Il sito in blu dovrà regolare i contestati profili ombra. E chiedere sempre il permesso agli utenti per il suggerimento automatico dei visi

Irlanda, Facebook si piega alla privacyRoma - Avranno sei mesi di tempo per tutelare al meglio la privacy dei netizen europei iscritti al social network più popoloso del web. I vertici di Facebook dovranno innanzitutto apportare cruciali modifiche alle policy interne al sito in blu, in modo da garantire maggiore trasparenza e controllo a milioni di profili condivisi.

Si è così conclusa l'inchiesta voluta dal commissario irlandese per la protezione dei dati personali in seguito alle pesanti critiche rivolte ai rappresentanti della divisione locale della piattaforma di Mark Zuckerberg. Accusati di aver creato ed archiviato dei veri e propri profili ombra.

Era stato un giovane studente austriaco ad entrare in possesso di una più che corposa lista di sue informazioni personali. Informazioni già eliminate sul profilo, addirittura indirizzi di posta elettronica mai sfruttati sul sito in blu. Facebook avrebbe raccolto dati senza alcuna autorizzazione, in particolare relativi a profili mai nati sulla sua piattaforma.
Il social network statunitense ha ora teso la mano alle autorità irlandesi, dopo aver raggiunto in patria un accordo con la Federal Trade Commission (FTC). Verranno dunque riviste alcune policy in materia di privacy, in particolare per la gestione dei dati raccolti da Facebook attraverso le applicazioni terze e le inserzioni pubblicitarie.

In altre parole, agli utenti in blu verranno inviate notifiche più chiare sul rastrellamento e conseguente sfruttamento delle informazioni personali. La piattaforma dovrà poi eliminare tutte quelle informazioni legate ai cosiddetti profili ombra, ovvero appartenenti a profili disattivati o addirittura mai concepiti online.

Il garante irlandese ha inoltre obbligato il sito di Zuckerberg a rivedere il livello di controllo offerto agli utenti nella già contestata feature per il riconoscimento automatico dei visi. Gli iscritti del Vecchio Continente dovranno sempre decidere se accettare o meno il tag, non costretti a disabilitare il tutto manualmente.

Con queste modifiche, Facebook riuscirà ad evitare una sanzione pecuniaria, fissata dalle autorità irlandesi a 100mila euro. Oltre che risultare in regola con le attuali disposizioni in materia di privacy. Anche se il sito in blu si è già detto convinto della totale aderenza alle leggi in Irlanda e in generale in tutta Europa.

Mauro Vecchio
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7 Commenti alla Notizia Irlanda, Facebook si piega alla privacy
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  • Se io raccolgo dati personali senza autorizzazione di un tizio qualunque, come ad esempio un certificato medico con diagnosi "esplicitata" (ad esempio, influenza) mi [beeeeep] a sangue.
    Loro, invece, dopo essersi fatti beffe della privacy per anni, vantandosene pure, hanno sei mesi di tempo per mettersi a posto.

    Secondo me, meritavano 1 miliardo di multa per quel che hanno combinato, ripristino immediato della legalità e 100 mila euri di multa per ogni giorno di ritardo.
    E se entro una settimana non erano a posto chiusura del sito.
    Infine, azione penale per i dirigenti di facebook responsabili.

    Che schifo.
    non+autenticato
  • Si ma tu, o io se preferisci, non siamo un Beeepppp!
    Loro sono Faiseeeboooook.

    La legge non è Mai stata uguale per tutti già dalla Bibbia
    (vedi popolo eletto ad esempio) in poi. E quella dovrebbe
    essere una legge Divina. Figurati quelle fatte dagli uomini.
    Se non puoi contare sulla prima figurati sulla seconda! A bocca storta
  • > Loro, invece, dopo essersi fatti beffe della
    > privacy per anni, vantandosene pure, hanno sei
    > mesi di tempo per mettersi a
    > posto.

    sono intermediari, insomma, caspita, perdindirindina, non possono controllare.

    Poi è condivisione, come dicono su PI la condivisione è sempre buona.

    > Che schifo.

    Ma il 110% delle persone a parte i cattivi non erano per la libera condivisione?
  • > sono intermediari, insomma, caspita,
    > perdindirindina, non possono
    > controllare.
    >
    > Poi è condivisione, come dicono su PI la
    > condivisione è sempre
    > buona.
    >
    > > Che schifo.
    >
    > Ma il 110% delle persone a parte i cattivi non
    > erano per la libera
    > condivisione?

    Forse non hai le idee chiare circa condivisione e struttura di un network
    Non mi dilungo sul secondo problema ma dico solo la cosa essenziale.
    Un Network è una struttura con delle regole riguardanti accessi ai dati di ognuno.
    Quindi su questa base c'è da considerare che nella struttura stessa ci devo essere i sistemi che salvaguardano le regole che riguradano la privacy.
    FB poi ha un'altra regole tutta sua, che è quella che il materiale che si immette su (foto, testi e quant'altro) diventa di sua proprietà (poichè l'accesso è gratuito). Ci sarebbe molto da discutere su questo secondo tema, se sia legale o giusto o non leda diritti... ma visto che c'è un contratto che si sottoscrive all'atto dell'iscrizione (senza leggerlo...) FB non è perseguibile.
    Condivisione.
    Certo io posso condividere anche mia moglie (se lei è d'accordo), quindi la condivisione è implicita se nel network dò l'accesso ai miei dati a tizio e caio, ma non a personaggi che non conosco o che si fanno passare per quello che non sono. Oppure il sistema è un colabrodo e dunque anche un hacker (delle balle) si infila dappertutto. Ovvio che se inserisco il mio indirizzo di casa anche qualche male intenzionato portà usufruire dell'informazione per ...magari un furto.
    Quindi il network ha la responsabilità di informare, e di prendere tutte le misure protettive (nella sua struttura) anche per i bimbimikia che vi accedono.
    Ad ogni modo è bene conoscere FB, poichè se lo conosci lo eviti. Fantasma
  • > Forse non hai le idee chiare circa condivisione e struttura di un
    > network
    > Non mi dilungo sul secondo problema ma dico solo la cosa essenziale.

    > Un Network è una struttura con delle regole riguardanti accessi ai dati
    > di ognuno.
    > Quindi su questa base c'è da considerare che nella struttura stessa ci
    > devo essere i sistemi che salvaguardano le regole che riguradano la
    > privacy.
    > FB poi ha un'altra regole tutta sua, che è quella che il materiale che
    > si immette su (foto, testi e quant'altro) diventa di sua proprietà
    > (poichè l'accesso è gratuito). Ci sarebbe molto da discutere su questo
    > secondo tema, se sia legale o giusto o non leda diritti... ma visto che
    > c'è un contratto che si sottoscrive all'atto dell'iscrizione (senza
    > leggerlo...) FB non è perseguibile.

    1) Se IO non sono iscritto a FB, la MIA foto pubblicata da chicchessia NON E' PROPRIETA' DI FB perché IO non ho sottoscritto alcunché.
    Tralasciando, ovviamente, l'eventuale responsabilità di chi ha pubblicato la mia foto, FB le associa a prescindere a ME, ed ha anche creato un MIO profilo ombra.
    Quindi, gli amministratori di FB dovrebbero essere penalmente perseguibili da me che non sono iscritto.
    Invece, gli danno sei mesi di tempo per mettersi a posto, durante i quali possono tranquillamente continuare ad impicciarsi dei [beep] miei.
    2) Se una clausola non è legale, non è la mia sottoscrizione od accettazione a farla diventare legale. E' illegale e basta.
    Se la banca dati non è tenuta per fini legali, ad esempio da un Pubblica Amministrazione, per legge io posso chiedere ed ottenere la cancellazione di tutti i dati a me riferiti da quasivoglia banca dati per un mio mero capriccio, e loro non possono conservare di nascosto i miei dati per tutta l'eternità.

    Non so come funziona una condivisione di un network? è probabile, ma queste sono le leggi, sono giuste, e dovrebbero essere rispettate a prescindere, e non dopo sei mesi se eventualmente si è beccati. il network non si deve adattare tra sei mesi, doveva già essere sei mesi fa, o anche sei anni fa, conforme a legge.
    non+autenticato
  • > Non so come funziona una condivisione di un
    > network? è probabile, ma queste sono le leggi,
    > sono giuste, e dovrebbero essere rispettate a
    > prescindere, e non dopo sei mesi se eventualmente
    > si è beccati. il network non si deve adattare tra
    > sei mesi, doveva già essere sei mesi fa, o anche
    > sei anni fa, conforme a
    > legge.

    Ovviamente non posso risponderti in dettaglio poichè non sono esperto di leggi, tantopiù se sono leggi che riguardano gli USA.
    Di certo però è il buon senso che manca. Inoltre come sappiamo le leggi sono dure ed imperterrite quando riguarda i deboli ed invece sono lasse per quello che riguarda i "forti". In quanto a FB non è tanto il fondatore il soggetto "forte", ma tutti quelli che ci sono attorno a cui fa comodo un network come quello.
  • - Scritto da: pippo75
    > > Loro, invece, dopo essersi fatti beffe della
    > > privacy per anni, vantandosene pure, hanno sei
    > > mesi di tempo per mettersi a
    > > posto.
    >
    > sono intermediari, insomma, caspita,
    > perdindirindina, non possono
    > controllare.
    >
    > Poi è condivisione, come dicono su PI la
    > condivisione è sempre
    > buona.
    >
    > > Che schifo.
    >
    > Ma il 110% delle persone a parte i cattivi non
    > erano per la libera
    > condivisione?

    un discorso è creare un opera perché diventi pubblica per poi lamentarmi se diventa troppo pubblica , tutt'altro è che un sito sfrutti dei dati che non hai volontariamente inserito e per cui non esplicitamente dato il consenso al trattamento.

    Quando girano quelle catene di S. Antonio per cui "Facebook diventerà a pagamento" io rispondo sempre MAGARI: che sparissero gli inserzionisti e ogni utente diventasse azionista del sito!