
Roma - C'è chi
ha sottolineato come la Spagna sia rimasta a lungo un rigoglioso paradiso per tutti gli scariconi della Rete. Con diversi tribunali nazionali che hanno
salvato a più riprese siti di indexing come Rojadirecta, giudicati non responsabili in maniera diretta delle trasmissioni illecite in streaming dei contenuti protetti dal diritto d'autore.
I vertici al governo del
Partido Popular hanno ora annunciato l'imminente applicazione delle nuove misure anti-pirateria previste dalla famigerata
Legge Sinde - o dell'Economia Sostenibile - che inasprirà l'agguerrita battaglia alla condivisione selvaggia delle opere online.
Un
ritorno atteso dai rappresentanti dell'industria, dopo la prima approvazione del testo di legge in Parlamento nello scorso febbraio. La Legge Sinde si era però arenata in mancanza di un contesto regolamentare ben definito.
Un portavoce del governo di Madrid ha ora fatto notare come la Spagna si adeguerà agli standard internazionali dell'anti-pirateria.
In sostanza, i legittimi titolari dei diritti potranno segnalare i vari siti ad una commissione votata alla tutela della proprietà intellettuale.
In un massimo di 10 giorni, le richieste di blocco dei domini dovranno passare all'attenzione di un giudice e dunque dei vari provider.
Vibranti
proteste da parte degli attivisti spagnoli - che si sono presentati alla cerimonia dei Premi Goya con le ormai immancabili maschere di Guy Fawkes - pronti a sottolineare come
i capricci del copyright attentino alla libertà d'espressione su Internet. Polemiche ancora maggiori per la presunta pressione esercitata dal governo statunitense su quello spagnolo. Le grandi major di Hollywood e del disco non avrebbero gradito la presenza di un paese
dove il 45 per cento della popolazione fa uso di strumenti per lo streaming o il download delle opere.
Mauro Vecchio