Luca Annunziata

Carte di credito rubate, per politica

Attacco di un sedicente gruppo saudita ai danni dei cittadini israeliani. Migliaia di numeri di carte di credito finiscono online. L'escalation del conflitto in Medioriente?

Roma - Un fatto fin qui probabilmente mai verificatosi nella complessa questione mediorentale: furto di informazioni riservate e loro diffusione a scopo politico. Un collettivo denominatosi Group-XP sostiene di essere riuscito a compromettere i dati relativi a non meno di 400mila carte di credito di cittadini israeliani: un numero decisamente troppo alto per le autorità bancarie locali, che tuttavia non sembrano negare l'accadimento. Lo scopo del gesto sarebbe quello di causare danni economici e minare la credibilità dello stato di Israele.

Niente di eccezionale è accaduto sul piano tecnico: lo conferma anche il celebre esperto di sicurezza Gadi Evron, che per Israele cura la cybersecurity. Semplicemente qualcuno è riuscito a violare un database di un sito, ne ha tirato fuori le informazioni e le ha diffuse. Invece di venderle, come accade di solito, le ha rilasciate al pubblico come forma di protesta: qualche acquisto online è stato effettuato con le carte "rubate", ma si tratta di normale amministrazione sul piano delle frodi a mezzo carta di credito.

"Dovunque ci sia qualche tipo di tensione politica o etnica in giro per il mondo - ha detto Evron ad Associated Press - puoi essere certo che due giorni dopo o un'ora dopo, e per qualche settimana, ci sarà qualche tipo di attacco online in corso". "Potenzialmente questi attacchi possono essere devastanti - ha aggiunto - Ma non è questo il caso". Difficile al momento, poi, confermare anche la rivendicazione politica del gesto: il collettivo Group-XP si è dichiarato saudita e ha tirato in ballo direttamente il "portafogli sionista", ma al momento non ci sono altri dettagli disponibili su possibili tracce che portino a scovare gli autori del gesto. L.A.
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