Mauro Vecchio

Kickstarter e le impennate del crowdfounding

Crescita esponenziale al secondo anno di vita online per la piattaforma statunitense. Raccolti 100 milioni di dollari in finanziamenti. Per i progetti, un tasso di successo pari al 46 per cento

Roma - Gennaio 2012. Tempo di bilanci per una delle piattaforme di crowdfounding più popolari del momento. L'anno appena trascorso si è rivelato "ricco di pietre miliari" per Kickstarter, giunto ormai al suo secondo anno di vita online. Su 27mila progetti accolti, quasi 12mila hanno trovato il tanto agognato successo.

Con 30 milioni di visitatori nel 2011, Kickstarter ha dunque messo in evidenza un tasso di "riuscita" pari al 46 per cento del totale dei progetti finanziati. A partire da una quota complessiva di quasi 100 milioni di dollari in finanziamenti, praticamente il triplo rispetto alla fine dell'anno 2010.

Una crescita imponente, soprattutto nelle categorie di progetto legate alla produzione di film e video (32 milioni di dollari in finanziamenti ricevuti). A seguire il settore musicale (19 milioni di dollari) e quello del design, che ha fatto registrare l'impennata più consistente con quasi 100mila investitori della Rete. (M.V.)
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7 Commenti alla Notizia Kickstarter e le impennate del crowdfounding
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  • Qualcosa di nuovo si muove in Italia!
    Una nuova iniziativa che promette di cambiare il modo in cui viene affrontato oggi il crowdfunding è Starteed (da Start Seed) . Chi si iscrive e cerca fondi per la propria idea è anche un investitore con la sua piccola quota.
    I progetti più votati si aggiudicano queste quote oltre ai fondi raccolti tramite la propria campagna di crowdfunding tradizionale. La piattaforma sarà operativa da aprile 2012.
    non+autenticato
  • Siete così abituati a ragionare per numeri, che non vi chiedete nemmeno più cosa significano. Anzi, non vi chiedete se hanno un significato.
    Nella fattispecie, 27.000 significa meno di niente. Uno che scrive quel numero così a casaccio, e uno che lo legge e rimane soddisfatto dell'informazione che ha ricevuto, sono due persone con un cervello atrofizzato.

    Che tipo di progetti erano? Quanti soldi chiedevano? Quante energie? A chi si rivolgevano? Erano innovativi o sfuttano formule gia' molto collaudate?
    Senza queste informazioni, sapere che un progetto viene finanziato, o che non viene finanziato, o anche solo che esiste, sono solo parole buttate nel cesso, scritte tanto per farsi pagare un articolo.
    Del resto, il sito lo conosciamo...
    non+autenticato
  • bisogna che le major lo dicano in fretta nei vari parlamenti, prima che la gente ci prenda gusto. Dio, ma ve lo immaginate, un regista/gruppo propone un film al pubblico e chiede se lo vorrebbe vedere/finanziare... se si, quello va avanti. E TUTTO il lavoro delle MAJOR -di marketing,lobbying ,corruzione, avvocati (tanti!) e Ferrari e ville pagate- dove lo mettiamo? un disastro!
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > bisogna che le major lo dicano in fretta nei vari
    > parlamenti, prima che la gente ci prenda gusto.
    > Dio, ma ve lo immaginate, un regista/gruppo
    > propone un film al pubblico e chiede se lo
    > vorrebbe vedere/finanziare... se si, quello va
    > avanti. E TUTTO il lavoro delle MAJOR -di
    > marketing,lobbying ,corruzione, avvocati (tanti!)
    > e Ferrari e ville pagate- dove lo mettiamo? un
    > disastro!

    Kickstarter va bene per piccoli progetti. Se tu devi fare un film con un budget medio, cioè parlo di un film indie tipo quelli che vanno al Sundance Film Festival, hai bisogno di almeno 3 milioni e mezzo di dollari. Se vai su Kickstarter e chiedi quella cifra non riuscirai mai a raggiungerla.
    Al massimo si può chiedere soldi per fare qualche documentario o un corto di 5-10 minuti come fa la blender foundation (che comunque non ha la qualità dei corti Pixar).
    non+autenticato
  • > Kickstarter va bene per piccoli progetti. Se tu
    > devi fare un film con un budget medio, cioè parlo
    > di un film indie tipo quelli che vanno al
    > Sundance Film Festival hai bisogno di almeno 3
    > milioni e mezzo di dollari. Se vai su Kickstarter
    > e chiedi quella cifra non riuscirai mai a
    > raggiungerla.

    Vero. Ma non è necessario. Se chiedi soldi su Kickstarter non vuol dire che non puoi guadagnare in altro modo. Non vuol dire che non puoi chiedere soldi ai cinema per proiettare il tuo film. O alle Televisioni. Non vuol dire che non puoi chiedere fondi allo stato o organizzazioni.

    Il punto di Kickstarter non è finanziare un progetto interamente, ma dare ad un regista in erba la possibilità di fare un film senza rimetterci troppi soldi. Il problema non è il denaro in media (almeno per progetti commerciali), ma il rischio d'impresa: mentre possono dividerselo regista, attori e direttori della fotografia, promettendosi una divisione delle entrate come pagamento nel caso il film vada bene come in un progetto comune, non si possono tipicamente pagare con promesse tecnici, attrezzature e locations.

    I Kickstarter permettono di pagare le spese fisse e produrre un film. Siamo ancora lontani da poter produrre un blockbuster pieno d'effetti speciali? Sì, ma siamo ancora alla partenza della rivoluzione, non si può partire ed essere già vicini all'obbiettivo, non sarebbe una rivoluzione.

    Btw, giusto per informazione, al Sundance (in cui dici che un film prodotto su Kickstarter non potrebbe andare) quest'anno andranno ben 14 film prodotti da progetti finanziati (in tutto o in parte) da Kickstarter.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    > Btw, giusto per informazione, al Sundance (in cui
    > dici che un film prodotto su Kickstarter non
    > potrebbe andare) quest'anno andranno ben 14 film
    > prodotti da progetti finanziati (in tutto o in
    > parte) da
    > Kickstarter.

    Grazie sono corti e documentari. Sopra cosa ho detto? Che puoi finanziarci corti o documentari.

    Il discorso che parzialmente può finanziare un lungometraggio non è altro che la prova di come le case di produzione (e le banche che glieli prestano) siano ancora fondamentali.
    È inutile poi parlare di effetti speciali. I film di Woody Allen non hanno effetti speciali, riescono ad avere grosse star che lavorano al minimo sindacale (una cosa tipo 2000 euro al mese, comunque non le cifre da capogiro che prendono di solito) e lo stesso costano milioni di dollari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > Grazie sono corti e documentari.

    In realtà no, c'è anche un film che corre nella categoria principale, Keep the Lights on, finanziato ovviamente non SOLO con Kickstarter ma anche con investimenti e prestiti, ma senza una casa di produzione alle spalle.

    Il punto è che mostri miopia:
    - non noti come quello che era impossibile ieri è possibile già oggi (vedi commento sul Sundance e reshift del target della discussione), essendo un mercato che triplica in un anno;
    - continui a pensare ai flussi di denaro attuali, pensando semplicemente a quelli che aumentano e diminuiscono, senza pensare che in dieci anni, come è stato per la musica, potrebbero essere completamente diversi, verso e da persone che prima non avevano rapporti economici in quel settore;
    - continui a pensare ad una struttura produttiva uguale, in termini di rapporti professionali e doveri del consumatore;
    - non vedi infine i cambiamenti tecnologici che permettono già ora di ridurre moltissimo il costo di fare un video e le figure professionali richieste.

    Le osservazioni che fai sono sempre ragionevoli, a patto che il mercato rimanga uguale. Sono simili alla famosa frase del CEO di IBM (o Hartree, non si è mai capito) "La domanda mondiale totale dovrebbe essere di circa 5 computer". Assolutamente ragionevole, se i computer fossero continuati a costare come il PIL di una piccola nazione e a richiedere una competenza per l'uso che solo grandi nazioni avevano. Ma poi la tecnologia fa un balzo inatteso, il mercato se ne accorge e avanza, il pubblico si adatta, il prezzo scende, la tecnologia lo segue, e le previsioni in 5 anni non hanno già più molto senso e in 10 ci fanno sembrare ridicoli.
    non+autenticato