Claudio Tamburrino

Twitter: il social search di Google ci scavalca

Il tecnofringuello contro la nuova iniziativa di Mountain View: il rischio č, ancora una volta, l'abuso di posizione dominante

Roma - La nuova idea di search di Google non farebbe bene a Internet: lo dice un rappresentante di Twitter, accusando Google di spingere artificiosamente il suo social network a discapito delle altre realtà della Rete.

I cambiamenti annunciati, e che per il momento risultano implementati solo nella versione .com del motore di ricerca, integrano strettamente le informazioni e i contenuti divulgati attraverso Google Plus e Picasa.

A spiegare le ragioni per cui queste novità sarebbero tuttavia negative ci pensa Twitter: "Per anni, le persone si sono affidate a Google per avere i risultati più rilevanti possibili su Internet. E dal momento che molto spesso le news arrivano prima su Twitter, i nostri account e i tweet scambiati si trovano spesso tra i risultati più rilevanti".
Tuttavia, con la preferenza accordata ai contenuti Google Plus questo potrebbe cambiare: da un lato gli utenti sarebbero spinti a preferire il social network di Mountain View (di fatto, dunque, ripiegando artificiosamente la Rete su un altro servizio Google), dall'altro un utente potrebbe avere ora molte più difficoltà a rintracciare le informazioni rilevanti come i tweet, dal momento che rischiano di passare in secondo piano (e più in basso nella pagina) rispetto alle altre.

Insomma, come già paventato per il settore prenotazione voli online, anche per il segmento dei social network si potrebbe configurare per Google il rischio di abuso di posizione dominante atto a favorire il suo servizio rispetto a quelli concorrenti.

In un primo momento, d'altra parte, anche Google aveva scelto di integrare ai suoi risultati in tempo reale e social le informazioni scambiate sulla piattaforma di microblogging cinguettante. Tuttavia l'accordo con il tecnofringuello è scaduto e, spiega Mountain View, non avrebbe più accesso "ai contenuti di alcuni siti come Twitter e Facebook". Big G, non mancando di rispondere piccata, ha riferito di essere sorpresa dei commenti di Twitter perché "è stata una sua scelta quella di non rinnovare l'accordo che permetteva l'implementazione del servizio Google Real Time".

Claudio Tamburrino
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6 Commenti alla Notizia Twitter: il social search di Google ci scavalca
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  • cari signori di twitter
    avete messo il nofollow sui tweet, per escludere google?
    avete fatto l'accordo con m$ per l'indicizzazione dei tweet?


    ora arrangiatevi
    non+autenticato
  • Non capisco dove sia il problema.
    Il nuovo search per funzionare richiede la registrazione a Google+. Se non sei registrato continua a funzionare come sempre ha fatto (cioè con gli stessi risultati di prima). E anche se sei registrato, ti viene proposto, non viene imposto. E oltre tutto lo puoi sempre attivare\disattivare a tua scelta.
    L'accusa di spingere "artificiosamente il suo social network" non la capisco poi. Non viene obbligato nessuno alla registrazione. Tutto quanto continua a funzionare anche senza attivare il nuovo search e quindi senza registrazione. Questa accusa, secondo me, può essere fondata solamente nell'eventualità che Google obblighi gli utenti alla registrazione, magari togliendo delle caratteristiche essenziali al search se questo non avenisse. Ma sarebbe controproducente per Google.
    Se poi è vero quello che sostiene Google, che cioè è stata Twitter a non rinnovare il contratto per il "realtime Search", rimanendo disponibile su Bing, non capisco proprio di cosa si lamenti.
    non+autenticato
  • Se è vero che Twitter non ha rinnovato il supporto Google Realtime, allora problemi loro. Ma è anche vero che Google con quella gestione è un po' meno neutrale. La ricerca dovrebbe essere un po' più scollata da Google+ rispetto ad altri servizi, così faranno buon gioco a Bing, imho.
    non+autenticato
  • - Scritto da: james83
    > Non capisco dove sia il problema.
    Il problema si chiama "abuso di posizione dominante": si sfrutta la propria posizione dominante su un prodotto (il search) per affermarne un altro (il social network).
    E' quel che ha fatto Microsoft per anni sfruttando Windows per far affermare Internet Explorer e Windows Media Player. Anche lì dovevi non eri obbligato ad usare Windows Media Player (c'erano e ci sono scelte alternative), ma il fatto di mettertelo lì davanti in Windows comportava l'abuso di posizione dominante.

    Google fa la stessa e identica cosa.
    Guarda invece Apple, ha un servizio di iBook, ma non lo pone immediatamente sulla schermata del suo iOS, dà solo la possibilità di scaricarlo, così come si può scaricare ogni altro programma di lettura libri.
    non+autenticato
  • e iTunes come si pone?
    E' la cosa che devi avere prima ancora di usare il device...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jazz
    > - Scritto da: james83
    > > Non capisco dove sia il problema.
    > Il problema si chiama "abuso di posizione
    > dominante": si sfrutta la propria posizione
    > dominante su un prodotto (il search) per
    > affermarne un altro (il social
    > network).
    > E' quel che ha fatto Microsoft per anni
    > sfruttando Windows per far affermare Internet
    > Explorer e Windows Media Player. Anche lì dovevi
    > non eri obbligato ad usare Windows Media Player
    > (c'erano e ci sono scelte alternative), ma il
    > fatto di mettertelo lì davanti in Windows
    > comportava l'abuso di posizione
    > dominante.
    >
    > Google fa la stessa e identica cosa.
    > Guarda invece Apple, ha un servizio di iBook, ma
    > non lo pone immediatamente sulla schermata del
    > suo iOS, dà solo la possibilità di scaricarlo,
    > così come si può scaricare ogni altro programma
    > di lettura
    > libri.

    Non credo proprio.
    Microsoft venne accusata di abuso di posizione dominante per la stretta integrazione di IE sul suo OS. Il fatto che Windows viene installato sul 99% del venduto e la stretta integrazione che aveva nell'OS (impossibile disinstallarlo), obbligava, almeno la maggior parte degli utenti, ad utilizzarlo. Anche solo per scaricare un'altro browser. Messo il ballot screen, la situazione è tornata alla normalità, in quanto l'utente ha la POSSIBILITA' di scegliere e soprattutto di conoscere altri browser.
    Ora, Google ti risulta che in qualche modo obblighi l'utilizzo del suo Search? O obbliga in qualche modo l'utilizzo di questa nuova funzione? Il nuovo search è solo per gli utenti registrati. Se non sei registrato ai suoi servizi, il search rimane lo stesso. E anche se sei registrato lo puoi disattivare \ abilitare. Non obbliga nessuno alla registrazione. Ne al suo social, se a qualunque altro suo servizio.
    L'unico appunto sarebbe sul fatto che non indicizza gli altri social. Ma anche qui, almeno finchè google non obbliga l'utilizzo del suo nuovo search integrato al suo social, non vedo perchè deve essere costretta ad indicizzare gli altri. E comunque, Google si è più volte lamentata del fatto che gli altri social non rendono possibile l'accesso e quindi l'indicizzazione della maggior parte dei loro contenuti. Quindi di cosa stiamo parlando?

    Lascio invece da parte il discorso su Apple. Se non viene indagata e multata è SOLAMENTE perchè non è soggetta alle diverse leggi di chi ricopre una posizione dominante (che ricordo non è illegale negli Usa).
    Giustamente. In quanto ricopre una piccola percentuale.
    non+autenticato