Mauro Vecchio

AGCOM e l'agenda digitale del Belpaese

Segnalazione al governo per l'introduzione di un programma in linea con gli obiettivi dell'Unione Europea. Con una nuova politica per le frequenze, sviluppando la moneta unica per l'e-commerce e liberando risorse per il broadband

Roma - Un'agenda digitale per l'Italia, in grado di governare la modernizzazione del Paese instradandola sulle reti e i servizi di nuova generazione. ╚ la proposta avanzata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) "in relazione all'imminente adozione delle misure pro-liberalizzazione per sostenere la crescita".

Una dettagliata segnalazione al governo del Belpaese in vista di una serie di interventi legislativi "correlati all'evoluzione del settore delle comunicazioni". Misure di "semplificazione degli adempimenti burocratici e amministrativi nonché iniziative a costo zero - o comunque diverse dagli investimenti diretti - per facilitare la creazione di un ecosistema digitale e fluidificare il percorso di aziende e cittadini nella produzione e fruizione di contenuti digitali".

Il ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe pertanto coordinare l'azione congiunta dei vari protagonisti, dal governo alle regioni. L'agenda digitale tricolore costituirebbe un "documento programmatico e operativo" che, attraverso precise politiche e adeguati strumenti, dovrà indicare una road map per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda già adottata dai vertici della Commissione Europea.
Ma quali sono, nel concreto, i campi d'azione individuati da AGCOM per la definizione di questa agenda digitale del Belpaese? In primis, l'adozione di una politica dello spettro radio, "valorizzando le risorse frequenziali e liberando più risorse per la banda larga". A seguire, la promozione delle reti tlc di nuova generazione e maggiori incentivi alla circolazione dei contenuti digitali.

Le proposte d'azione di AGCOM non sono finite qui. Norme volte alla digitalizzazione per la promozione delle transazioni online; sviluppo della moneta elettronica e dell'e-commerce oltre che delle tecnologie NFC. Ma anche una maggiore alfabetizzazione digitale e un uso più sociale della tecnologia nei campi del lavoro e della sanità.

"╚ tempo di agire - conclude AGCOM - La scarsità di risorse non può costituire un alibi all'inazione sia perché molte riforme sono a costo zero, sia perché bisogna guardare al rapporto costi/benefici: non basta ridurre il debito pubblico, quello che più conta è il rapporto tra deficit e PIL".

Mauro Vecchio
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2 Commenti alla Notizia AGCOM e l'agenda digitale del Belpaese
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  • .. che riforme serie a "costo zero" o, peggio ancora, "con tagli alla spesa" non esistono!

    Bisogna fare investimenti sulle centrali telefoniche e sulle infrastrutture di rilevanza pubblica (che devono essere sotto diretto controllo pubblico, per assucurare l'assoluta parità di fruizione e uno sviluppo omogeneo sul territorio), migliorare la concorrenza tra operatori telefonici e tra provider internet (perché in molti casi le tariffe sono scandalose), rendere la P.A. funzionale, formata e adeguata a rispondere alle aspettative di una crescente telematizzazione (es. dipendenti pubblici non analfabeti, pratiche amministrative svolte interamente per via telematica, larghezza di banda coerente con il flusso di dati da ricevere e trasmettere, ecc...), togliere ogni ostacolo allo svolgimento del telelavoro (almeno laddove è tecnicamente ragionevole, quindi un bel calcione a sindacati, dirigenti e datori di lavoro che per ragioni diverse di scuderia lo hanno sempre reso impossibile, ecc.), rendere possibili i pagamenti a distanza ad un costo minore ... Ce ne sono tante di cose da fare, ma senza soldi non si combina niente!!
    non+autenticato
  • "maggiori incentivi alla circolazione dei contenuti digitali" e "agcom" nella stessa frase ?!?
    E tutte le notizie/prese di posizione di POCHI mesi fa su "L AGCOM si appresta a stringere le cesoie sulla rete con l attuazione della nuova disciplina sull enforcement dei diritti d autore" e palle simili , dove le mettiamo?
    Mhhh c'e' poco da fidarsiCon la lingua fuori
    Tanto piu che hanno appena cacciato Malinconico che ,come presidente FIEG, era assai favorevole al principio "google news ci sta rubando le notizie e va sanzionato" o źMini tassa per chi naviga per finanziare l'editoria╗... brrr
    non+autenticato