Alfonso Maruccia
giovedì 19 gennaio 2012

Symantec ammette: la breccia non era indiana

La security enterprise statunitense rivela nuovi dettagli in merito all'attacco subito di recente, ammettendo la responsabilità diretta e ipotizzando l'aumento di rischio per un numero maggiore di utenti dei suoi software

Roma - Dopo le iniziali rassicurazioni seguite alla notizia della breccia nei server del governo indiano aperta dal gruppo "The Lords of Dharmaraja", Symantec si vede ora costretta a fare una parziale marcia indietro e ammettere: i server bucati erano i nostri e non di "terze parti", e il numero di software a rischio è ben più alto di quanto comunicato in precedenza.

Il furto di codice sorgente proprietario risale effettivamente al 2006, dice la società di sicurezza, e riguarda un buon numero di software di protezione dedicati al mercato consumer (Norton Internet Security, Norton Systemworks) come a quello corporate (PCanywhere, Norton Antivirus Corporate Edition).

Le indagini approfondite sono state avviate da Symantec in seguito alla minaccia degli hacker di distribuire il codice sorgente apparentemente sottratto, minaccia che non è poi stata messa in pratica come promesso.Per quanto riguarda il potenziale rischio di usare una versione recente di uno dei software compromessi, Symantec dice che al momento non ci sono prove che facciano supporre una maggiore vulnerabilità in tal senso.

"A causa dell'età del codice sorgente compromesso - dice Symantec - i clienti Symantec inclusi quelli che fanno girare i prodotti Norton non dovrebbero incontrare un rischio maggiore di cyber-attacchi in conseguenza di questo incidente". Solo nel caso di PCanywhere, comunica la società statunitense, si sta provvedendo a contattare i clienti per consigliare "best practice" da applicare in funzione di una maggiore sicurezza contro possibili attacchi zero-day.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • SicurezzaSymantec, i sorgenti sgorgano onlineIl codice di alcuni suoi prodotti software finisce in mano a un gruppo di aggressori indiani. Quei sorgenti sono autentici ma la colpa non è nostra, risponde Symantec. Pochi i pericoli per l'utenza
  • SicurezzaSymantec: difenderemo la nostra sicurezzaProdotti software come Norton e PC Tools non sarebbero affatto invischiati in attività fraudolente a danno degli utenti. L'azienda californiana respinge le accuse della class action avviata da un suo utente
 

La soluzione ideale per IBM Performance: Decisioni più intelligenti, migliori risultati.

SEO Advanced

SEO Advanced

Questa piccola guida, curata da Gerardo Capozzi, è un prodotto realizzato da Geweb (www.geweb.eu) [...]