Gabriella Tesoro
venerdì 20 gennaio 2012

La password come pegno d'amore

Uno studio rivela: gli adolescenti si scambiano i dati di accesso a email e social network. Un gesto romantico. Che rischia di avere conseguenze gravi se e quando l'amore finisce

Roma - Un tempo si controllavano le lettere. Poi, andate in pensione carta e penna, arrivò il controllo dei messaggi sul cellulare. Oggi, nell'epoca dell'esplosione digitale, dei social media e delle email, i giovani fidanzatini, per non perdere d'occhio il proprio partner, controllano tutto. Ma proprio tutto: posta elettronica, Facebook, Messenger... E, per non farsi mancare nulla nella propria strategia di sorveglianza, si scambiano pure le password dei rispettivi account.

Secondo la ricerca effettuata da Pew Internet and American Life Project e riportata dal New York Times i giovani adolescenti statunitensi condividono, e anche con piacere, la propria password con il partner. L'analisi ha preso in considerazione 770 teenegers di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Il 30 per cento del campione rivela la propria password agli amici, alla fidanzata o al fidanzato. Le ragazze confessano la propria password più facilmente dei ragazzi (38 per cento contro 23 per cento), mentre i giovanissimi (12-13 anni) sono più restii rispetto ai fratelli maggiori (14-17 anni). Infine, la "moda" di condividere la password con il proprio partner sembra essere particolarmente diffusa tra gli utenti dei social network.

Molto spesso i fidanzatini scelgono addirittura una password identica, appositamente per loro, e permettono alla propria anima gemella di leggere email, commenti, messaggi e chi più ne ha più ne metta. "È un segno di fiducia" ha affermato Tiffany Carandang, una liceale di San Francisco che ha deciso di svelare al suo ragazzo le password della posta elettronica e di Facebook: "Non ho nulla da nasconde a lui, così come lui non ha nulla da nascondere a me".Sembra però che questa "abitudine" non sia così popolare solo perché alla base c'è una questione di fiducia. Difatti, molti adolescenti hanno dichiarato di aver svelato la propria password di Facebook al partner per studiare con la massima concentrazione per gli esami. Il partner in questione cambia la password impedendo di fatto all'altro o all'altra di accedere al social network. Terminati gli esami il "legittimo proprietario" si riappropria del suo account. Questi ragazzi non sembrano tuttavia consapevoli dei rischi che corrono rivelando i propri dati personali di accesso: dopo una rottura, il fidanzatino ferito può appropriarsi dell'identità del partner, svelarne i segreti o, peggio, tentare di rovinargli la reputazione (seppure digitale). Come dire: gli amori passano, le password (spesso) restano.

In questo esasperante clima di fiducia arriva un'altra ricerca che mette in evidenza la diffusione dei propri dati personali, che in teoria dovrebbero rimanere, per l'appunto "personali", ma che sembra siano rivelati a chiunque. Stavolta i protagonisti non sono i fidanzatini, bensì i genitori. Secondo i dati dell'analisi condotta da Lab42, un'azienda che si occupa di ricerche di mercato, il 72 per cento dei genitori sarebbe a conoscenza della password di Facebook dei propri figli.

Gabriella Tesoro
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14 Commenti alla Notizia La password come pegno d'amore
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  • ""È un segno di fiducia" ha affermato Tiffany Carandang, una liceale di San Francisco"

    Cara Tiffany, se c'è fiducia non si sente il bisogno di curiosare nella la vita privata dell'altro.. Quindi la password non la si chiede neppure.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > ""È un segno di fiducia" ha affermato Tiffany
    > Carandang, una liceale di San
    > Francisco"

    Una che rilascia una dichiarazione del genere, con tanto di nome, cognome, eta' e altri indizi per poter consentire un facile tracciamento, non ha capito niente dalla vita, altro che fiducia.


    Lasciamo che la legge di Darwin venga applicata, e avremo un mondo di persone un po' piu' intelligenti di quelle che ci sono adesso.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Lasciamo che la legge di Darwin venga applicata,
    > e avremo un mondo di persone un po' piu'
    > intelligenti di quelle che ci sono
    > adesso.

    Ti consiglio un film: Idiocracy......

    Jack
    non+autenticato
  • Nel mondo reale se io chiedo ad uno sconosciuto il portafogli, di fotografare i suoi documenti o - tanto per fare qualche esempio - di ricopiarmi diligentemente i dati della carta di credito, nella migliore delle ipotesi verrei impacchettato e spedito alla neuro; nella peggiore un sonoro ceffone non me lo leva nessuno.

    Sull'internet sembra che tutte le difese immunitarie che abbiamo appreso per sopravvivere nel mondo reale d'incanto cadano. Se riceviamo una mail con scritto "casalinga bretone, bella, bionda dice sempre sì" il nostro cervello dovrebbe ricordarci che tra i nostri contatti non esiste nessuna casalinga bretone e - pertanto - si tratta di una truffa.

    Purtroppo quando il cervello riprende a funzionare regolarmente spesso è troppo tardi (purtroppo).

    Che fare? Chi conosce l'internet, la rete, non si deve sorprendere di questi comportamenti: ce ne sono di più scandalosi. Importante davvero è educare le persone al corretto uso delle nuove tecnologie. Spiegare soprattutto che tra una password e le chiavi di casa non vi è differenza.

    Io so la password di mio figlio (e questo mi sembra normale), ma lui non sa le mie (e anche questo mi sembra normale). Io controllo cosa fa mio figlio al computer, ma non avviene il viceversa.

    Concludo: il miglior "parental control" per evitare queste follie è il parent.

    Giacomo Alessandroni
  • Uno studio rivela: gli adolescenti si scambiano i dati di accesso a email e social network. Un gesto romantico.

    Ma questi sono dei coglioni!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rupert Sciamenna
    > Uno studio rivela: gli adolescenti si
    > scambiano i dati di accesso a email e social
    > network. Un gesto romantico.
    >

    >
    > Ma questi sono dei coglioni!

    Il problema sono i genitori che non parlano con i figli, e che non vogliono o non sono in grado di spiegargli quali sono i rischi che si corrono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Solito non bene informato
    > - Scritto da: Rupert Sciamenna
    > > Uno studio rivela: gli
    > adolescenti
    > si
    > > scambiano i dati di accesso a email e social
    > > network. Un gesto romantico.
    > >

    > >
    > > Ma questi sono dei coglioni!
    >
    > Il problema sono i genitori che non parlano con i
    > figli, e che non vogliono o non sono in grado di
    > spiegargli quali sono i rischi che si
    > corrono.

    L'informatica a portata degli ignoranti!

    Ecco quello che viene fuoriA bocca aperta
  • - Scritto da: sbrotfl
    > - Scritto da: Il Solito non bene informato
    > > - Scritto da: Rupert Sciamenna
    > > > Uno studio rivela: gli
    > > adolescenti
    > > si
    > > > scambiano i dati di accesso a email e
    > social
    > > > network. Un gesto romantico.
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    > > > Ma questi sono dei coglioni!
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    > > Il problema sono i genitori che non parlano
    > con
    > i
    > > figli, e che non vogliono o non sono in
    > grado
    > di
    > > spiegargli quali sono i rischi che si
    > > corrono.
    >
    > L'informatica a portata degli ignoranti!
    >
    > Ecco quello che viene fuoriA bocca aperta
    non+autenticato
  • Rivelare la propria password a soggetti terzi è SEMPRE un'ottima idea!A bocca aperta

    NEIN! Non si deve rivelare una password nemmeno alla propria madre!! Ma cosa gli insegnano alle elementari a questi adolescenti?
  • All'apparenza sembra tutto bello questo flusso di dati,parole, ciarle più che altro, che i giovanissimi e meno tali si scambiano e condividono a mezzo web. Ma la persona vera la riconosci prima o poi, oltre il velame delle chiacchiere a ruota libera,con cui si può fingere, millantare quel che non si é, ed invece nascondere la propria vera realtà. L'ego vero vien fuori un giorno o l'altro, e allora le pseudo amicizie della ciarla crollano di colpo: l' "amico/a" appare miseramente quel "povero imbecille" con cui non si ha niente da spartire. Ma ci ha lasciato dati sensibili. Verrà forse la tentazione di usarli contro di lui?
    non+autenticato
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