Alfonso Maruccia
lunedì 23 gennaio 2012

UE, nuove regole per la protezione dei dati

Di qui a pochi giorni la Commissione europea presenterà le nuove norme sulla protezione dei dati personali in rete. Si prospetta un autentico shock per i colossi della rete

Roma - Il Commissario Europeo alla Giustizia Viviane Reding medita sulle nuove regole che di qui a qualche anno dovrebbero servire a garantire adeguata protezione ai dati telematici dei netizen del Vecchio Continente. E dovrebbero essere un vero e proprio "shock" per le aziende operanti in rete, costrette a fare i conti con leggi molto più restrittive che in passato.

Il nuovo framework europeo per la protezione dei dati degli utenti verrà presentato ufficialmente al World Economic Forum in Svizzera il prossimo mercoledì, e conterrà notevoli novità sia per le aziende che per gli utenti: nessuno, lascia intendere il Commissario Viviane Reding, potrà d'ora in poi giustificare la propria "disattenzione" al rispetto della privacy con l'imposizione di leggi esterne alla UE.

I social network, i "cyber-locker" e tutte le altre aziende operanti sulle nuvole telematiche dovranno sottostare in pieno alle leggi comunitarie, dice Reding, e garantire al di là di ogni dubbio che i dati dei cittadini europei non lasceranno i server presenti sul Vecchio Continente senza l'opportuno rispetto dei paletti previsti dalle nuove norme.Tra le novità contenute nella normativa - che i singoli stati della UE dovranno ratificare entro il 2014-2015 - ci saranno inoltre l'obbligo di comunicare l'esistenza di eventuali falle e compromissioni dei dati degli utenti entro le 24 ore dall'accaduto, il diritto all'oblio e la possibilità di esportare i dati personali da un servizio all'altro.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia UE, nuove regole per la protezione dei dati
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  • ... tutti i datacenter si sposteranno fuori dalla UE, e lasceranno qui soltanto dell'ottima infrastruttura per il trasporto dei dati (all'estero, ovviamente) ...

    inoltre tutta la pubblicità verrà raccolta dalla casa madre, e non dalle filiali europee, con la conseguente esportazione di capitali e riduzione delle tasse versate nel vecchio continente.

    Si perderanno ovviamente tutti i posti di lavoro relativi al settore commerciale e tecnico, che verranno a dipendere direttamente da filiali estere.

    Ovviamente fino a quando in USA non adotteranno normative analoghe alle nostre, ed è solo questione di tempo, perché in questo senso l'Europa è all'avanguardia.
  • Quello che dici potrebbe essere vero (magari non necessariamente in scala così catastrofica: una parte dei datacenter potrebbero farlo, tutti non credo).
    Per quanto riguarda gli USA però, dubito che adotteranno misure simili, almeno nel breve-medio termine. Hanno un modo diverso di concepire la proprietà dei dati (la conoscenza dei tuoi gusti sessuali non è tua, tecnicamente, ma si chiunque ne sia venuto a conoscenza; tu al massimo puoi rivalerti se la uso per danneggiarti). Per questo credo che:
    * Gli USA non siano affatto interessati a difendere i dati privati, anche se questo potrebbe far comodo a quelle aziende (Google, Microsoft, PauPal...) che sono in grado di appropriarsene sempre e comunque, indipendentemente dalle leggi e dai controlli
    * Anche se volessero farlo, avrebbero dei grossi problemi legislativi e culturali, quindi sarebbe un processo lungo e difficile: sarebbe un po' come spiegare a Marchionne che se lui è uno degli uomini più ricchi del mondo i suoi operai non dovrebbero essere licenziati
    * Ma anche se ci riuscissero, probabilmente lo farebbero in altre forme (più soft, e in ogni caso diverse, e creando incompatibilità giuridiche con la UE)
    Detto questo... quello che mi lascia allibito è che qualcuno possa anche solo considerare l'idea di introdurre leggi "migliori" (secondo il loro punto di vista), quando nessuno è in grado di garantire quelle già esistenti, nè in un qualsiasi paese europeo, nè in un qualsiasi altro paese del mondo. Voglio dire, anche un quindicenne potrebbe senza problemi mettere su un servizio pubblico allo scopo di appropriarsi delle password (generalmente uniche) usate dagli utenti... e questi scemi stanno a pensare alle falle di sicurezza... "ci pisciano in testa e ci raccontano che piove", dice un proverbio catalano.
    non+autenticato
  • Nel complesso concordo.
    Nel lungo termine, sono convinto che tutto il mondo seguirà, USA inclusi.
    Il fatto che sia difficile (se non infattibile) garantire il rispetto della legge, è tuttavia fondamentale ufficializzare cosa sia giusto e cosa no, quali siano i diritti dei cittadini e quali siano gli obblighi delle aziende.
    Sostanzialmente, una legge di questo genere serve per dirimere a priori eventuali contestazioni, stabilendo anche le sanzioni in caso di mancato rispetto della legge.
    Senza legge ci si trova nel far west, ed ogni volta che si pone un problema, si apre una discussione (in Italia, infinita, mentre per il diritto anglosassone finalizzata a stabilire il primo precedente).
  • .. che anche alle imprese americane che forniscono servizi nell'UE fossero applicabili le norme europee. Vogliamo finirla di fare le cenerentole?
    non+autenticato
  • vuol dire che diventeremo piu' furbi, nei confronti della psicopolizia con mandato mondiale (gli USA) ? Sarebbe ORA!
    non+autenticato
 

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