Claudio Tamburrino

ACTA: UE a favore, hacktivisti contro

L'approvazione del contestato trattato anticontraffazione da parte di Bruxelles ravviva il fuoco delle polemiche. Ma le proteste sembrano aver avuto l'effetto contrario, almeno in Polonia

Roma - L'Unione Europea ha aderito a Tokyo al trattato internazionale Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Già ratificato da Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Marocco e Corea del Sud, il trattato globale anti-contraffazione che punta ad uniformare le normative nazionali in materia di proprietà intellettuale e a fornire strumenti di cooperazione internazionale in materia di enforcement, ha scatenato non poche discussioni perché dai suoi oppositori è visto come un intollerabile strumento di censura gestito a livello soprannazionale.

FIMI appoggia la sua adozione, strumento che definisce utile per proteggere la proprietà intellettuale "da contraffazione e pirateria, migliorando gli sforzi di cooperazione per affrontare insieme i problemi globali". Spiega il Presidente di FIMI Enzo Mazza: "Non introduce alcuna nuova normativa repressiva nella UE, ma cerca di armonizzare a livello globale il contrasto alla pirateria commerciale. Non colpisce i singoli utenti e certamente non limita l'accesso alla rete. Con ACTA sarà semplicemente più facile colpire realtà criminali come Megaupload o l'organizzazione camorrista che commercia prodotti contraffatti sul piano transnazionale".

Agorà Digitale, d'altra parte, ha lanciato una petizione destinata ad essere presentata al Parlamento Europeo. Il presidente Luca Nicotra l'ha definita "una decisione grave", dal momento che è stata presa a pochi giorni dalle "grandi mobilitazioni in Italia e negli Stati Uniti che hanno mostrato la contrarietà dei cittadini in tutto il mondo contro provvedimenti che, con il pretesto della proprietà intellettuale, impediscono l'accesso ai farmaci dei paesi in via di sviluppo e mettono un bavaglio ad internet".
Nicotra si riferisce alle proteste si sono scatenate contro l'emendamento Fava in Italia e contro SOPA e PIPA negli Stati Uniti, ma anche alla critica proveniente da parte delle "ONG che si occupano dell'accesso ai farmaci, come Oxfam e Heatlh Action International".

Tra le più dure proteste contro ACTA si registrano poi quelle provenienti dalla Polonia, dove gli hacktivisti collegati con il gruppo Anonymous hanno costretto offline la gran parte dei siti del governo con una serie di attacchi DDoS.



Queste azioni degli hacktivisti, tuttavia, potrebbero risultare controproducenti: da un account Twitter legato al gruppo Anonymous e un post su Pastebin arriva la richiesta per gli hacker polacchi di fermarsi per lasciar trovare una soluzione alla politica. In particolare, infatti, secondo le organizzazioni non governative locali, i DDoS sarebbe stati visti dal Governo come una pressione e una minaccia inaccettabile e avrebbero ottenuto l'effetto contrario spingendo verso l'adozione di ACTA. Vero o no, avrebbe comunque dato alle autorità una scusa per interrompere le negoziazioni con le parti interessate a fermare la sottoscrizione del trattato internazionale.

Claudio Tamburrino
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91 Commenti alla Notizia ACTA: UE a favore, hacktivisti contro
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  • Questo che sto per scrivere e' un comunicato importante su ACTA per favore leggetelo con attenzione...se agiamo tutti insieme possiamo FARLA DECADERE....
    (data di invio 27 gennaio 2012 stamattina!!!)

    COMUNICATO AVAAZ E PETIZIONE PER FAR DECADERE ACTA
    -------------------------------------------------------

    Cari amici,

    La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l'attacco americano a internet! Ma ora c'è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l'arma migliore per annientarla.

    ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell'ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.

    L'Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: **** se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà.**** In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l'ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:

    http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1...

    E' una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell'Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) e burocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all'Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.

    Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l'articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c'era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d'autore, ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l'accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.

    Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si è messo in mezzo. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertà di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:

    http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?cl=1...

    La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall'adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.

    Con speranza e determinazione,

    Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz

    Più informazioni:

    Pirateria, l'Unione europea firma ACTA: "Bavaglio al web e alla ricerca medica"
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/new.../

    La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
    http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-p.../

    ACTA, inizia un'altra battaglia per la Rete
    http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/act...

    Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
    http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-c...
    non+autenticato
  • voglio dire ke si diventa matti a condividere su G+ xkè il form relativo viene nascosto, tagliato, sparisce sotto la sezione testo
    non+autenticato
  • qnado ca77o Vi deciderete a sistemarla visto ke viene (su Chrome) ricoperta dalla sezione testo ?!
    non+autenticato
  • Mi arrabbio quando sento che le organizzazione per salvaguardare i diritti del coprygth (che durano anche 90 anni) colpiscono il ragazzino, la mamma, o la nonna che hanno scaricato brani o film (anche di scarsa qualità) dalla rete, magari poco consapevoli delle leggi violate in merito.
    Ma se colpiscono quelli che si sono arricchiti con la pirateria non me ne frega un accidente.
    Ovviamente il punto di equilibrio, perchè possa esistere, necessita di vera equità, non di quella falsa di certe leggi.
    Equità vuol dire mettere anche a disposizione le opere in rete senza farle pagare una cifra, risparmiando sulle spese dei supporti e di distribuzione.
    Col buon senso si pò risolvere tutto... sempre che ci sia...
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Mi arrabbio quando sento che le organizzazione
    > per salvaguardare i diritti del coprygth (che
    > durano anche 90 anni) colpiscono il ragazzino, la
    > mamma, o la nonna che hanno scaricato brani o
    > film (anche di scarsa qualità) dalla rete, magari
    > poco consapevoli delle leggi violate in
    > merito.
    > Ma se colpiscono quelli che si sono arricchiti
    > con la pirateria non me ne frega un
    > accidente.
    > Ovviamente il punto di equilibrio, perchè possa
    > esistere, necessita di vera equità, non di quella
    > falsa di certe
    > leggi.
    > Equità vuol dire mettere anche a disposizione le
    > opere in rete senza farle pagare una cifra,
    > risparmiando sulle spese dei supporti e di
    > distribuzione.
    > Col buon senso si pò risolvere tutto... sempre
    > che ci
    > sia...

    Con il capitalismo, non c'è il buon senso. Altrimenti sotto processo, non avrebbero nuclearizzato mega*, vista la lunga giurisprudenza americana in fatto di medium.
    Sgabbio
    26178
  • Non è questione legata al buonsenso. E' una questione che riguarda lo scontro tra due industrie e due modelli di business. Punto. Da che mondo è mondo, in un sistema basato sull'iniziativa privata, si generano a volte queste fratture che provocano morti e feriti. Che ci sia chi, in assenza di canali legali e accessibili, si arricchisce in modi discutibili, è nello stato delle cose. Ma le attività illecite di Mega, se si dimostraranno illecite, non sono paragonabili alla mafia che prospera in assenza di canali di distribuzione legali di stupefacenti attraverso un mercato clandestino e pericoloso. Le attività di Mega riguardano strettamente l'epocale salto tecnologico con cui l'umanità sta pian piano imparando a convivere e i monopoli in un regime di libero mercato. E' difficile in questo contesto tracciare dei confini tra legale e illegale perchè è proprio il concetto di legalità, in questo specifico settore, che si sta modificando. La legalità in questo settore è garantita da un'impalcatura legislativa impropriamente chiamata "proprietà intellettuale". E' questa che sta mostrando tutti i suoi limiti e l'arcigna difesa di un sistema che mostra questi limiti fortissimi, genera questo tipo di contrasti tra due diversi modelli di accumulazione. Non è la prima volta nella storia che una nuova industria viene percepita come illegale, e non sarebbe la prima volta che una legislazione ad hoc la faccesse di colpo rientrare nella legalità.
  • - Scritto da: Ann O Nimous
    > Non è questione legata al buonsenso. E' una
    > questione che riguarda lo scontro tra due
    > industrie e due modelli di business. Punto. Da
    > che mondo è mondo, in un sistema basato
    > sull'iniziativa privata, si generano a volte
    > queste fratture che provocano morti e feriti. Che
    > ci sia chi, in assenza di canali legali e
    > accessibili, si arricchisce in modi discutibili,
    > è nello stato delle cose. Ma le attività illecite

    Appunto, ma lo stato deve regolare diritti e doveri dei privati.
    Ossia è lecito proteggere i diritti d'autore e magari anche i diritti di editori, poichè vi sono investimenti in gioco, e sappiamo che chi lavora deve essere ricompensato.
    Tuttavia le regole servono per fare in modo che certe "invenzioni" o prodotti vadano a beneficio di tutti.
    Lo Stato deve incoraggiare anche la concorrenza al fine di evitare che qualcuno in posizione dominati possa attingere alla sua condizione dominante per prevalere sul benessere comune.
    Per fare in modo che queste cose diventino concrete e non solo enunciazioni occorrono leggi ed organi per farle rispettare.
    E' ovvio che nei nostri casi prevalgono interessi di parte e del potere delle lobby che somigliano un pò ai gruppi mafiosi. Ma se lo Stato è in buone mani questi interessi di parte non prevalgono, pur salvaguardando i diritti fondamentali delle stesse.
    Ossia, produco un'opera o c'è chi la inventa ed un terzo che la produce, entrambi hanno il diritto di essere remunerati di recuperare il denaro speso per inventare e per produrre + un guadagno congruo. Non possono però condizionare il mercato mondiale, piegando i consumi magari in presenza di prodotti analoghi che hanno solo il difetto di essere stati prodotti successivamente purchè non siano delle semplici copie.
    La copia di un'opera d'arte o di ingegno non può essere commercializzata da chi non è autorizzato, ma da chi l'ha creata o di chi ha l'autorizzazione a distribuirla.
    Tuttavia l'eccesso di guadagno rispetto al valore reale non dovrebbe neanche essere consentito.
    Per questa mancanza di limiti si sviluppa oltremodo il fenomeno della pirateria.
    Limitando però i prezzi sul valore effettivo la pirateria non ha senso e non ha giustificazione se non per puro uso didattico.
    Del resto se noi limitassimo l'iniziativa privata ben pochi si darebbero da fare a creare, produrre, commerciare, poichè è il denaro che sostiene investimenti ed incentiva la libera iniziativa.
    I modelli idealistici per ora non funzionano, a meno che l'uomo sia così evoluto da devolvere il suo lavoro per il benessere comune (salvo le spese vive). Ossia un futuro uomo evoluto che lavora in società realmente ONLUS (per ora il volontariato è una zona di nicchia).
    Poi se l'umanità si evolverà...tanto meglio...
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    Modificato dall' autore il 26 gennaio 2012 23.39
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  • - Scritto da: ninjaverde

    > Appunto, ma lo stato deve regolare diritti e
    > doveri dei privati.
    > Ossia è lecito proteggere i diritti d'autore e
    > magari anche i diritti di editori, poichè vi sono
    > investimenti in gioco, e sappiamo che chi lavora
    > deve essere ricompensato.
    > Tuttavia le regole servono per fare in modo che
    > certe "invenzioni" o prodotti vadano a beneficio
    > di tutti.

    Il fatto che il lavoro, senza distinzioni tra manuale ed intellettuale, debba essere remunerato è fuor di dubbio. Quello di cui si discute è di come debba esserlo.

    > Lo Stato deve incoraggiare anche la concorrenza
    > al fine di evitare che qualcuno in posizione
    > dominati possa attingere alla sua condizione
    > dominante per prevalere sul benessere
    > comune.

    Nel caso di cui si discute, ovvero quello della "proprietà intellettuale", lo Stato troppo spesso difende il monopolio.

    > Ossia, produco un'opera o c'è chi la inventa ed
    > un terzo che la produce, entrambi hanno il
    > diritto di essere remunerati di recuperare il
    > denaro speso per inventare e per produrre + un
    > guadagno congruo. Non possono però condizionare
    > il mercato mondiale, piegando i consumi magari in
    > presenza di prodotti analoghi che hanno solo il
    > difetto di essere stati prodotti successivamente
    > purchè non siano delle semplici
    > copie.

    Sono completamente d'accordo, ma temo che tu sia in contraddizione con quanto affermi più sotto. Del resto quella che descrivi è una realtà che non esiste, almeno nel settore di cui parliamo.

    > La copia di un'opera d'arte o di ingegno non può
    > essere commercializzata da chi non è autorizzato,
    > ma da chi l'ha creata o di chi ha
    > l'autorizzazione a
    > distribuirla.
    > Tuttavia l'eccesso di guadagno rispetto al valore
    > reale non dovrebbe neanche essere consentito.

    L'eccesso di guadagno è il frutto proprio di quel corpus legislativo. E' il fatto che un'opera non possa essere copiata che causa eccesso di guadagno.

    > Limitando però i prezzi sul valore effettivo la
    > pirateria non ha senso e non ha giustificazione
    > se non per puro uso
    > didattico.

    Le corporations monopoliste non possono abbassare i prezzi perchè non avrebbero un guadagno che possa essere reputato soddisfacente. Sono organizzate secondo un modello che oggi si trova in crisi. Altri soggetti sono in attesa di poter trovare delle vie per il business, ma gli è impedito se solo superino in dimensioni cio' che i competitors tradizionali reputino come "livello di guardia".

    > Del resto se noi limitassimo l'iniziativa privata
    > ben pochi si darebbero da fare a creare,
    > produrre, commerciare, poichè è il denaro che
    > sostiene investimenti ed incentiva la libera
    > iniziativa.

    Ecco la tua contraddizione, tu vuoi l'iniziativa privata ma sostieni che un corpus legislativo come quello che ricade nella definizione "proprietà intellettuale" sia indispensabile per proteggere gli interessi dei produttori e degli altri soggetti che partecipano all'impresa. Ma questo sistema genera monopoli, che sono la negazione della concorrenza in regime di libero mercato.
    Io sostengo che l'iniziativa privata sarebbe incoraggiata invece dall'abolizione del copyright e il forte ridimensionamento del sistema dei brevetti, e lo faccio sulla scorta di pensatori ben più credibili di me e che per lo più hanno una formazione liberale classica.

    > I modelli idealistici per ora non funzionano, a
    > meno che l'uomo sia così evoluto da devolvere il
    > suo lavoro per il benessere comune (salvo le
    > spese vive). Ossia un futuro uomo evoluto che
    > lavora in società realmente ONLUS (per ora il
    > volontariato è una zona di
    > nicchia).
    > Poi se l'umanità si evolverà...tanto meglio...

    E qui invece prendi proprio un abbaglio. Io non ho parlato di ipotetici altri sistemi economici, per quanto se vuoi la mia opinione, il sistema capitalista non è di certo il punto di arrivo nell'evoluzione dell'umanità. Io parlo piuttosto di questo sistema economico e di come si possa renderlo più armonioso mediante l'eliminazione dei monopoli protetti dalla legge.
  • > Ecco la tua contraddizione, tu vuoi l'iniziativa
    > privata ma sostieni che un corpus legislativo
    > come quello che ricade nella definizione
    > "proprietà intellettuale" sia indispensabile per
    > proteggere gli interessi dei produttori e degli
    > altri soggetti che partecipano all'impresa. Ma
    > questo sistema genera monopoli, che sono la
    > negazione della concorrenza in regime di libero
    > mercato.
    > Io sostengo che l'iniziativa privata sarebbe
    > incoraggiata invece dall'abolizione del copyright
    > e il forte ridimensionamento del sistema dei
    > brevetti, e lo faccio sulla scorta di pensatori
    > ben più credibili di me e che per lo più hanno
    > una formazione liberale
    > classica.
    >
    Il difendere un diritto non dà automaticamente il diritto al monopolio o all'oligopolio, per questo l'antutrust dovrebbe far valere delle ragione di difesa della concorrenza o dei soggetti meno potenti.
    (capisco che questa è un pò teoria, ma gli organismi già ci sono...)

    > > I modelli idealistici per ora non
    > funzionano,
    > a
    > > meno che l'uomo sia così evoluto da
    > devolvere
    > il
    > > suo lavoro per il benessere comune (salvo le
    > > spese vive). Ossia un futuro uomo evoluto che
    > > lavora in società realmente ONLUS (per ora il
    > > volontariato è una zona di
    > > nicchia).
    > > Poi se l'umanità si evolverà...tanto
    > meglio...
    >
    > E qui invece prendi proprio un abbaglio. Io non
    > ho parlato di ipotetici altri sistemi economici,
    > per quanto se vuoi la mia opinione, il sistema
    > capitalista non è di certo il punto di arrivo
    > nell'evoluzione dell'umanità. Io parlo piuttosto
    > di questo sistema economico e di come si possa
    > renderlo più armonioso mediante l'eliminazione
    > dei monopoli protetti dalla
    > legge.

    Si va bè ma il sistema si deve pur modificare altrimenti...
    Anzi direi che come principi generali non è necessario un vero cambiamento. Basterebbe solo il fatto che gli organismi funzionassero bene
    Ho citato l'esempio ONLUS solamente come teoria di una società più evoluta, non della situazione corrente.
    I monopoli, almeno in teoria dovrebbero essere limitati dall'antitrust, quindi il "mezzo" di regolazione già esiste e può intervenire con le opportune valutazione sui vari casi. Il fatto è che non funziona a causa ovviamente (anche) di altre contraddizioni come ad esempio i brevetti farlocchi americani.
  • - Scritto da: ninjaverde

    Tutto giusto, in buona parte mi sembri sulla linea dell'articolo di Mantellini di qualche giorno fa.
    Il "problema" però è che i giusti e condivisibili propositi che hai espresso non sono raggiungibili seguendo le vie della democrazia, se l'esercizio di questa viene corrotto.
    Dal momento in cui la tutela delle opere incide sul bene supremo dei diritti dell'individuo, noi non possiamo più porci come "consumatori" ma come "cittadini".

    Un sistema ragionevole ed equo per la gestione del copyright sarebbe che le opere aventi valore commerciale dispongano delle massime tutele, alcuni hanno detto 3 anni, altri 5, altri 10.
    Ma terminato il ciclo vitale dei prodotti, questi dovrebbero essere liberi.
    Per quale motivo non dovrei poter usufruire liberamente di un film o di un disco... degli anni 60, 70, 80, 90 che non viene più sfruttato commercialmente o di cui gli autori sono addirittura morti?
    Quale altra ragione se non quella di forzare la rarefazione di un bene per mantenerne artificialmente alto il valore di mercato?

    Quello di avere il diritto esclusivo di copia per lo sfruttamento commerciale anche dopo che il prodotto è stato reso pubblico, è una concessione, un patto fra l'autore o chi gestisce gli interessi sull'opera e la società, non un diritto divino.
    Infatti tale patto ha una scadenza.

    Alla luce della diffusione di internet, della possibilità che ogni individuo ha raggiunto di trasmettere dati in tempi nulli ed a costi ridotti, con quale senso di imparzialità il legislatore ha (ad esempio) di recente deciso di estendere la durata del copyright addirittura a 90 anni dalla morte dell'autore o del detentore dei diritti, rendendo tali diritti cedibili senza alcun limite?
    Il legislatore ha agito in maniera imparziale o potremmo sospettare che questi si muova in pieno conflitto di interessi?

    E giungendo all'attualità, quando vengono delegati poteri giudiziari ed esecutivi a soggetti privati, rappresentanti solo dei propri esclusivi interessi, il legislatore sta ancora agendo nell'ambito della democrazia?
    Una legge che viola i più elementari principi costituzionali degli stati democratici è una legge valida?
    Mi domando, come liberi cittadini, quale è il nostro dovere in questo caso?
    Ha davvero importanza di fronte a tutto questo, il lucro / non lucro? La legge fa distinzione?
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    Modificato dall' autore il 27 gennaio 2012 02.19
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    Ubunto
    1343
  • Quoto in pieno quello che dici.
    Ovviamente vi sono i mezzi, gli organismi, ma spesso le leggi fanno gli interessi di parte e non di tutti.
    Son queste le distorsioni che spingono a non rispettare le leggi, poichè semplicemente ingiuste o non eque.
  • - Scritto da: ninjaverde

    > Appunto, ma lo stato deve regolare diritti e
    > doveri dei
    > privati.

    Lo stato però non è un ente soprannaturale, lo stato siamo noi.
    E' compito nostro difenderlo dai poteri delle lobby. Se non tutto almeno in parte.


    > La copia di un'opera d'arte o di ingegno non può
    > essere commercializzata da chi non è autorizzato,
    > ma da chi l'ha creata o di chi ha
    > l'autorizzazione a
    > distribuirla.

    Non è detto che debba proprio essere così.
    2667
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: ninjaverde
    >
    > > Appunto, ma lo stato deve regolare diritti e
    > > doveri dei
    > > privati.
    >
    > Lo stato però non è un ente soprannaturale, lo
    > stato siamo
    > noi.

    Piccolo appunto:
    Lo stato siamo noi
    Ma chi lo (ci) governa?
    Il problema vecchio come il mondo è sempre lo stesso: chi governa è all'altezza del suo ruolo e rappresenta i cittadini?
    Purtroppo nella politica vince non il più saggio o il più capace, ma il più forte o il più furbo.
  • > Non è la prima volta nella
    > storia che una nuova industria viene percepita
    > come illegale, e non sarebbe la prima volta che
    > una legislazione ad hoc la faccesse di colpo
    > rientrare nella legalità.

    https://www.torrentfreak.com/the-copyright-industr...
    The Copyright Industry - A Century Of Deceit

    Pirata
    non+autenticato
  • Come per l'aumento dell'IVA che aumenterà palesemente e notevolmente l'evasione fiscale (col cazzo che voglio pagare l'IVA se per esempio vado dal dentista e devo pagare fior di palanche, certo su un barattolo di pelati non ho scampo o sul gas) questa è l'ennesima zappa sui piedi.
    Si cercheranno molto di piu i prodotti "paralleli" o per chi vuole "contraffatti", che costano molto meno e a volte sono qualitativamente migliori o addirittura prodotti nello stesso paese (Cina).
    non+autenticato
  • se non ti va bene e non hai le palle per restare, vattene dall'italia, nessuno sentirà la tua mancanza. in molti paesi se vendi il culo ti fai soldi e vivi bene.
    non+autenticato
  • > in molti paesi se vendi il culo ti fai
    > soldi e vivi
    > bene.

    questo mia sà che vale anche per l'italia Perplesso
    non+autenticato
  • qua il culo te lo fanno senza avvertirti...
    non+autenticato
  • è palese che le "riforme" monti (con la m minuscola) siano un istigazione all'evasione fiscale.

    Tra aziende che hanno chiuso e chiuderanno e l'evasione che aumenterà, volgio proprio vedere il gettito fiscale totale del 2012 raffrontato al 2011... se dovesse essere minore/uguale Monti dovrà come minimo chiedere scusa in ginocchio all'Italia.

    ma ti pare seria un persona che aumenta il diesel di 13 centesimi e dopo 15 giorni "cerca soluzioni per diminuire il prezzo dei carburanti"?

    spero che chi si illudeva che il problema fosse il cavaliere adesso apra gli occhi. TUTTA la politica e la finanza è MARCIA. Bene fanno chi sta bloccando il paese, e i forconi andrebbero piantati dove dico io a chi dico io...
    non+autenticato
  • - Scritto da: rasta
    > è palese che le "riforme" monti (con la m
    > minuscola) siano un istigazione all'evasione
    > fiscale.
    >
    > Tra aziende che hanno chiuso e chiuderanno e
    > l'evasione che aumenterà, volgio proprio vedere
    > il gettito fiscale totale del 2012 raffrontato al
    > 2011... se dovesse essere minore/uguale Monti
    > dovrà come minimo chiedere scusa in ginocchio
    > all'Italia.
    >
    > ma ti pare seria un persona che aumenta il diesel
    > di 13 centesimi e dopo 15 giorni "cerca soluzioni
    > per diminuire il prezzo dei
    > carburanti"?
    >
    > spero che chi si illudeva che il problema fosse
    > il cavaliere adesso apra gli occhi. TUTTA la
    > politica e la finanza è MARCIA. Bene fanno chi
    > sta bloccando il paese, e i forconi andrebbero
    > piantati dove dico io a chi dico io...

    Quoto: sciopero ad oltranza !
    krane
    22528
  • - Scritto da: cognome
    > Come per l'aumento dell'IVA che aumenterà
    > palesemente e notevolmente l'evasione fiscale
    > (col cazzo che voglio pagare l'IVA se per esempio
    > vado dal dentista e devo pagare fior di palanche,
    > certo su un barattolo di pelati non ho scampo o
    > sul gas) questa è l'ennesima zappa sui
    > piedi.
    > Si cercheranno molto di piu i prodotti
    > "paralleli" o per chi vuole "contraffatti", che
    > costano molto meno e a volte sono
    > qualitativamente migliori o addirittura prodotti
    > nello stesso paese
    > (Cina).

    Hai mai sentito parlare delle calze per donna prodotte da una azienda italiana che le fa fabbricare in Serbia?
    Quindi a questo punto mi chiedo dato che le calze sono le stesse...fatte dagli stessi operai serbi...dato che questa azienda italiana non da' lavoro a nessun operaio italiano...perche' le donne dovrebbero comprare le calze "italiane" di questa azienda anzicche' direttamente comprarle dalla Serbia e risparmiare?
    non+autenticato
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