Gabriella Tesoro

Smartphone consigliere per lo shopping

Si diffonde l'abitudine di utilizzare il proprio cellulare nei negozi per saperne di più sul prodotto che si intende acquistare. Prezzi, consigli degli amici. E i commercianti si devono adeguare

Roma- Il mondo dello shopping sta cambiando drasticamente. Lo dimostra la ricerca condotta da Pew Internet and American Life Project, secondo cui, nel corso delle ultime vacanze di Natale, più della metà degli adulti (cioè tra i 18 e i 49 anni) ha usato il proprio cellulare nei negozi per avere qualche informazione sugli acquisti da fare.

Il campione scelto è composto da mille cittadini statunitensi. Tra questi, il 38 per cento ha utilizzato il proprio cellulare per chiedere consiglio a un amico sulle compere che intendeva fare; il 24 per cento l'ha utilizzato per cercare sulle riviste specializzate le opinioni dei prodotti esposti; mentre il 25 per cento cercava il prezzo del prodotto online per fare un paragone con il prezzo fissato dal negozio.

Nel dettaglio, gli abitanti di città medio-grandi utilizzano due volte di più i propri cellulari prima di fare un acquisto rispetto a chi vive in piccoli centri; gruppi etnici minoritari trovano più comodo consultare Internet nei negozi; infine, chi ha frequentato il college usa molto di più il proprio smartphone rispetto a chi si è fermato alla scuola superiore.

Il controllo del prezzo su Internet e la ricerca delle opinioni sul prodotto vanno, sostanzialmente, di pari passo. Molto spesso chi usa il proprio smartphone per paragonare il prezzo del prodotto online con quello del negozio finisce anche con il dare uno sguardo alle opinioni sull'oggetto in questione. Alla domanda su come si fossero comportati dopo aver visto il prezzo su Internet, il 37 per cento del campione ha affermato di non aver più comprato il prodotto, il 35 per cento lo ha acquistato nel negozio, il 19 per cento l'ha comprato online, mentre l'8 per cento l'ha acquistato in un altro negozio.

Resta qualche dubbio sul respiro della ricerca: lo studio ha escluso tutti quei consumatori che utilizzano i propri cellulari per pagare i prodotti acquistati nel negozio fisico. Unire ricerca e acquisto, magari tramite un'app apposita, potrebbe costituire un valido viatico per arginare l'emorragia di vendite verso l'online.
Ne sa qualcosa Wet Seal, un'azienda di vestiario che ha pensato bene di fornire ai suoi clienti un'applicazione che offra suggerimenti su come combinare al meglio gli accessori, permetta di comprare i prodotti nel negozio, fare un tour virtuale tra gli scaffali per scegliere il colore e la taglia che si preferisce. Infine, grazie a un collegamento diretto a Facebook, gli "amici" del cliente possono postare il loro "mi piace" prima che l'acquisto venga completato.

Ad ogni modo, l'indagine di Pew mette in evidenza un'abitudine comune che si percepiva da tempo. Il mondo del commercio sta cambiando rapidamente e le ultime tecnologie stanno giocando un ruolo preponderante nella scelta finale per effettuare un acquisto. Diventa, quindi, fondamentale adeguarsi ai tempi.

Gabriella Tesoro
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4 Commenti alla Notizia Smartphone consigliere per lo shopping
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  • Da noi non è ancora così diffusa come abitudine, ma con i servizi di ultimoprezzo.com stiamo cercando di dare il nostro contributo per migliorare la trasparenza dei prezzi nei punti vendita.

    Osservando i dati delle nostre app gratuite che consentono di scansionare il codice a barre di un prodotto (soprattutto di elettronica) in un punto vendita e trovare il prezzo migliore, siamo davvero molto indietro: le scansioni sono ancora poche rispetto al potenziale e questo gioca a favore delle catene.

    L'ambizione è quella di ridurre l'assimetria informativa e premiare comportamenti virtuosi da parte della GDO, anche in Italia: un po' per volta ....Occhiolino
  • La stranezza dell'Unieuro che approfitta dei clienti sprovveduti e premia quelli evoluti che usano Internet.

    Sul sito Unieuro.it i prodotti costano meno che in negozio magari per compensare le spese di spedizione.

    Però c'è la particolarità dello "scegli e ritira" ossia scegli il prodotto nel sito ed apri una pratica per il ritiro direttamente in un negozio vicino, se quel prodotto è disponibile.

    Ora faccio un esempio, una stampantina multifunzione Epson SX235W sul sito €49,90, in negozio €59,90.

    Arrivato allo scaffale accendo lo Smartphone verifico il sito ed è -10 euro (-20% circa).
    Se glielo dici non te la danno a quel prezzo. Deve esserci l'ordine fatto nel sito.
    Bene, 5 minuti di navigazione, segli il prodotto, lo metti nel carrello scegli quel centro vendita per il ritiro ed il gioco è fatto.
    Torni alla cassa col numero d'ordine e la signorina questa volta lo prende e te lo fa pagare quel 20% in meno.

    Forse loro su Internet fanno fatica a competere con altri negozi, devi avere prezzi bassi per risultare tra i primi negli aggregatori come Trovaprezzi.it o Kelkoo.it.

    È una stranezza?
    No, finché si può riversare sull'ignoranza e le scarse abilità dell'uomo della strada che non vive connesso con Internet, ci si rifà su di loro per i margini più ridotti che si hanno vendendo su Internet dove c'è più concorrenza.
    iRoby
    6911
  • Non è solo il caso UniEuro, devo dire che ne ho trovati altri di rivenditori che usano la stessa strategia.
  • - Scritto da: iRoby
    > La stranezza dell'Unieuro che approfitta dei
    > clienti sprovveduti e premia quelli evoluti che
    > usano
    > Internet.
    >
    > Sul sito Unieuro.it i prodotti costano meno che
    > in negozio magari per compensare le spese di
    > spedizione.
    >
    > Però c'è la particolarità dello "scegli e ritira"
    > ossia scegli il prodotto nel sito ed apri una
    > pratica per il ritiro direttamente in un negozio
    > vicino, se quel prodotto è
    > disponibile.

    Vero.
    Ho recentemente acquistato un microonde con questa modalita'.

    40 euro in meno! Con la lingua fuori
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