Domenico Galimberti

La nicchia di iBooks

di D. Galimberti - Apple propone la sua soluzione per l'editoria digitale. Basterà la novità a far dimenticare i limiti della piattaforma? O la conoscenza sarà resa libera?

Roma - Prima di scrivere in merito a questo tema ho raccolto informazioni, pareri, umori, visto le prime recensioni, eseguito di persona alcune prove, e sentiti i giudizi (sia quelli pro che quelli contro). Al di là del numero di articoli che sono già stati pubblicati in merito, questo non è un argomento di facile interpretazione, anche perché coinvolge diversi ambiti e può dar luogo a diverse chiavi di lettura in ognuno di questi settori. Il tema di cui sto parlando è quello scaturito dall'evento durante il quale la Apple ha presentato iBooks Author e l'accordo con gli editori di testi scolastici.

Partiamo da quest'ultimo per una semplice questione di percorso narrativo, e quindi partiamo dall'origine del tutto. In base a quello che ci racconta Walter Isaacson nella sua biografia, Jobs riteneva che il mondo dell'istruzione avesse bisogno di nuovi strumenti di studio e affrontò questo discorso direttamente con Obama. Ovviamente l'attenzione del CEO di Apple sull'argomento non era disinteressata, visto che la proposta verteva sull'utilizzo di iPad in luogo dei libri di testo, con evidente ritorno d'immagine per Apple (oltre che ritorno economico). Quanto possa essere buona l'idea dei libri digitali è difficile dirlo: personalmente credo che sia più importante il contenuto di un libro di testo piuttosto che lo strumento utilizzato dallo studente per fruirne. Sia la versione cartacea che quella digitale hanno i loro pro e contro, ma se il contenuto è di bassa qualità, non sarà certo la multimedialità offerta dal formato digitale a renderlo un buon libro.

Un volume cartaceo è costoso, pesante e soggetto ad usura, ma permette di prendere appunti velocemente con una matita ed è sempre a disposizione, anche dopo 20-30-50 anni (ammesso che non sia troppo usurato, che non sia andato perso, e che i suoi contenuti siano ancora "attuali"). Un libro digitale costa meno (perlomeno grazie agli attuali accordi che Apple è riuscita a raggiungere con gli editori), se ne possono mettere a decine in un iPad da 600g, non è soggetto ad usura, si può effettuare una copia di backup facilmente ed eventualmente duplicare su più iPad associati al medesimo account, nonché scaricare da iCloud tutte le volte che si vuole (perlomeno finché è presente sullo store). Potenzialmente un libro digitale è anche "aggiornabile" dall'editore, sia per correggere eventuali errori sia per aggiornarlo a nuovi contenuti e mantenerlo attuale. Di contro è meno immediato per prendere appunti (anche se gli appunti presi sono più facilmente rintracciabili e consultabili) e non vi è alcuna certezza che, anche solo tra 10 anni, sarà ancora leggibile.
Il dubbio nasce in quanto, nello specifico della proposta di Apple, siamo di fronte ad un formato proprietario che lo lega indissolubilmente ad iPad, a iOS e all'applicazione iBooks 2 (senza considerare la questione dei DRM per i libri venduti su iBookstore), quindi ci sono diverse spade di Damocle sia a livello hardware che software. Sotto questo aspetto un libro digitale è più simile ad un software che non ad un libro vero e proprio in quanto, come il software, è soggetto a requisiti di compatibilità con il sistema sul quale andrà a funzionare. Non è un mistero che molti libri multimediali erano finora venduti come applicazioni, e non come ebook: per esempio Pinocchio o The Elements. È davvero questo il futuro dell'editoria digitale (sia che si parli di testi scolastici che a livello generale)? Messa in questi termini la risposta è no, perché il legame a doppio filo con Apple, con iBookstore e con iPad è troppo forte, così forte che potrebbe anche decretare l'insuccesso dell'operazione messa in piedi da Apple. Per capire meglio questo legame e valutare possibili cambi di strategia da parte di Apple, procediamo con l'analisi prendendo in esame l'altro elemento della catena: iBooks Author.

Questo tool fornito gratuitamente da Apple (utilizzabile solo da chi possiede un Mac con Lion, anche se pare si riesca a farlo andare anche su Snow Leopard) permette di creare dei libri multimediali inserendo immagini, video, oggetti 3D e molte altre cose, soprattutto se si ha dimistichezza con codice HTML e Javascript. Il risultato può essere messo in vendita su iBookstore (ed è l'unica possibilità concessa da Apple se lo si vuole vendere), distribuito gratuitamente attraverso iTunes U, oppure esportato nel formato iBooks per essere distribuito gratuitamente ad altre persone che possiedono un iPad: nelle intenzioni di Apple quest'ultima possibilità potrebbe essere sfruttata dai professori per distribuire dispense ai propri studenti, ammesso che ogni studente abbia un iPad, il che costituisce ancora una volta un vincolo per molti versi inaccettabile.

Se anche la scuola fornisse un iPad in comodato d'uso ai propri studenti come strumento di studio (cosa che in effetti avviene in alcune università USA) ci si potrebbe chiedere se sia giusto che per lo studio venga utilizzato uno strumento chiuso e un formato proprietario. In realtà questa domanda ce la si sarebbe dovuta porre già prima, visto che non tutte le scuole utilizzano sistemi operativi opensource (e relativo software), né c'è libertà totale degli studenti nella scelta dei libri di testo: ma questo è un altro discorso, e cadere dalla padella alla brace non è certo il modo migliore per risolvere la questione. Tornando a parlare più specificatamente del formato, "iBooks" è un formato proprietario ideato da Apple che in un certo senso va a fare concorrenza a ePub3 (standard che in realtà non ha ancora preso piede né a livello di distribuzione né a livello di supporto).
178 Commenti alla Notizia La nicchia di iBooks
Ordina
  • ... esattamente come non ha mai danneggiato la concorrenza con i suoi modelli di distribuzione chiusi.
    Certo, al momento il sistema ibooks è chiuso e Apple può permetterselo perché è uno dei precursori della distribuzione digitale (esattamente come iTunes Store). Poi spunteranno i primi store concorrenti ed Apple inevitabilmente dovrà aprirà il suo formato, perché sarebbe un suicidio applicare tattiche monopolistiche quando hai semplicemente una posizione dominante.
    Alla fine saranno la qualità dei prodotti e del servizio a determinarne il successo o meno: come è stato per i lettori multimediali, gli smartphone ed i tablet.
  • Il "problema" è che finché un modello chiuso viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se il modello chiuso viene "imposto" perché i libri di testo sono solo in quel formato, o il docente li distribuisce solo in quel formato, la situazione è un tantino differente... anche perché stiamo parlando di un formato che leggi esclusivamente sull'iPad.
    Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android in grado di leggerli, e implementasse la possibilità di lettura anche da iTunes (e quindi da tutti i computer Mac e Windows) sarebbe già diverso... anche senza aprire il formato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hermann Hesse
    > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se
    > il modello chiuso viene "imposto" perché i libri
    > di testo sono solo in quel formato, o il docente
    > li distribuisce solo in quel formato, la
    > situazione è un tantino differente... anche
    > perché stiamo parlando di un formato che leggi
    > esclusivamente
    > sull'iPad.

    Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un giorno dovesse trovare offerte più convenienti, potrebbe scegliere un modello di distribuzione diverso.
    Un monopolio può instaurarsi solo grazie a tattiche scorrette (FUD, enti di controllo che chiudono un occhio, assorbimento dei concorrenti). se si fa tutto secondo le regole, un vero monopolio non si creerà mai e la chiusura totale di un servizio sarebbe unicamente un danno. La storia ha dimostrato che Apple lo sa bene.

    > Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android
    > in grado di leggerli,

    Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta). Aprirà il formato e permetterà ad altri di farlo.
    Salva pure questa frase e aspettami al varco, se ti va'Ficoso
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: Hermann Hesse
    > > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > > viene scelto dall'utente, è una sua scelta,
    > ma
    > se
    > > il modello chiuso viene "imposto" perché i
    > libri
    > > di testo sono solo in quel formato, o il
    > docente
    > > li distribuisce solo in quel formato, la
    > > situazione è un tantino differente... anche
    > > perché stiamo parlando di un formato che
    > leggi
    > > esclusivamente
    > > sull'iPad.
    >
    > Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un
    > giorno dovesse trovare offerte più convenienti,
    > potrebbe scegliere un modello di distribuzione
    > diverso.
    Si si chiama "docente-discente" il modello di distribuzione e è tutelato in costituzione!

    > Un monopolio può instaurarsi solo grazie a
    > tattiche scorrette (FUD, enti di controllo che
    > chiudono un occhio, assorbimento dei
    > concorrenti). se si fa tutto secondo le regole,
    > un vero monopolio non si creerà mai e la chiusura
    > totale di un servizio sarebbe unicamente un
    > danno. La storia ha dimostrato che Apple lo sa
    > bene.
    EEEhhh?

    >
    > > Tanto per dire se Apple facesse l'App per
    > Android
    > > in grado di leggerli,
    >
    > Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione
    > per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta).
    > Aprirà il formato e permetterà ad altri di
    > farlo.
    > Salva pure questa frase e aspettami al varco, se
    > ti va'
    >Ficoso
    Ecco facciamo così ti aspetto al varco... solo non ti consiglio (come ho detto più sotto) di non trattenere il respiro intanto che aspettiamo!
    A bocca aperta
    Ma naturalmente sei liberissimo di farlo!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: Hermann Hesse
    > > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > > viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se
    > > il modello chiuso viene "imposto" perché i libri
    > > di testo sono solo in quel formato, o il docente
    > > li distribuisce solo in quel formato, la
    > > situazione è un tantino differente... anche
    > > perché stiamo parlando di un formato che leggi
    > > esclusivamente sull'iPad.
    >
    > Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un
    > giorno dovesse trovare offerte più convenienti,
    > potrebbe scegliere un modello di distribuzione
    > diverso.

    Non è questo il punto: non è "Apple" il problema... il problema è la chiusura del modello. Qualsiasi modello scegliesse la scuola, se si tratta di un modello chiuso va a fare una forzatura sugli studenti (putenzialmente anche quelli di una scuola pubblica)

    > > Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android
    > > in grado di leggerli,
    >
    > Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione
    > per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta).

    Probabile: il mio era solo un esempio di come si potrebbe evitare la chiusura o, meglio, manenere la chiusura del formato senza impedire agli altri di usufruirne. Tra l'altro, dovesse mai decidere di fare una cosa del genere, prima di tutto amplierebbe lo spettro di potenziali clienti dello store, e in secondo luogo può anche sperare che questi clienti, soddisfatti di quello che vedono, all'acquisto successivo si rivolgano ad Apple

    > Aprirà il formato e permetterà ad altri di
    > farlo.
    > Salva pure questa frase e aspettami al varco, se
    > ti va'

    Bah... non ci tengo
    non+autenticato
  • Qualcuno ancora non si è avveduto che la mossa di Apple ha una funzione strategica fondamentale.
    Tempo fa quando si chiedeva a qualcuno quale fosse il miglior sistema per fare desktop publishing la risposta era Apple, stessa cosa se la domanda era relativa alla musica.
    Ciò che rilevava era la percezione che in quei settori la Apple fosse arrivata prima e meglio di tutti gli altri. In questo modo si è creata una sorta di identificazione tra il mondo dell'arte e la Apple. Applicare sulla custodia della propria chitarra o sulla propria autovettura un adesivo con la mela equivaleva a dire "Guardate, io sono un appassionato di arte e ho uno strumento per soddifare la mia passione".
    Stessa mossa oggi.
    Si sta creando (cercando di crearo) un sentiment per cui il mondo delle scienze umanistiche sia sia legato (quanto ad ancoraggio mentale) ad Apple.
    Ciò ovviamente a prescindere dal fatto che effettivamente i prodotti Apple all'epoca fossero i migliori nei settori della grafica e della musica (e commodore dovrebbe ancora rodersi le mani per la sua insipenza) ed oggi i migliori per dare sfogo alle proprie velleità letterarie.
    Da oggi se qualcuno ci dirà di aver realizzato un ebook, daremo tutti per scontato che l'abbia fatto con un mac
    non+autenticato
  • - Scritto da: Adriano Meis

    > Da oggi se qualcuno ci dirà di aver realizzato un
    > ebook, daremo tutti per scontato che l'abbia
    > fatto con un
    > mac
    Io no!
    Se lo vuoi dare per scontato tu accomodati pure!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: Adriano Meis
    >
    > > Da oggi se qualcuno ci dirà di aver
    > realizzato
    > un
    > > ebook, daremo tutti per scontato che l'abbia
    > > fatto con un
    > > mac
    > Io no!
    > Se lo vuoi dare per scontato tu accomodati pure!


    Quoto
    non+autenticato
  • Io credevo che per fare alcune cose ci fosse uno standard riconosciuto...
    E che coprisse il multimediale (oltre ai testi) e addirittura la valutazione degli esercizi ecc. ecc.
    Mi risulta pure che sia uno standard largamente adottato in ambito e-learning oltre che nelle università e nei college anche nell'esercito USA e in molte altre situazioni.
    Lo standard si chiama SCORM .
    Data la questione che vorrebbe porre l'articolo e dati i "dotti" commenti mi chiedo come mai nessuno ne abbia parlato non dico a fondo ma almeno da far capire di cosa si tratta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Io credevo che per fare alcune cose ci fosse uno
    > standard
    > riconosciuto...
    > E che coprisse il multimediale (oltre ai testi) e
    > addirittura la valutazione degli esercizi ecc.
    > ecc.
    > Mi risulta pure che sia uno standard largamente
    > adottato in ambito e-learning
    >
    oltre che nelle università e nei
    > college anche nell'esercito USA e in molte altre
    > situazioni.
    > Lo standard si chiama SCORM
    > .
    Premesso che non conosco SCORM, ma se si facesse tutto secondo standard, non ci sarebbe più innovazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jazz
    > - Scritto da: tucumcari
    > > Io credevo che per fare alcune cose ci fosse
    > uno
    > > standard
    > > riconosciuto...
    > > E che coprisse il multimediale (oltre ai
    > testi)
    > e
    > > addirittura la valutazione degli esercizi
    > ecc.
    > > ecc.
    > > Mi risulta pure che sia uno standard
    > largamente
    > > adottato in ambito e-learning
    > >
    oltre che nelle università e nei
    > > college anche nell'esercito USA e in molte
    > altre
    > > situazioni.
    > > Lo standard si chiama SCORM
    >

    > > .
    > Premesso che non conosco SCORM, ma se si facesse
    > tutto secondo standard, non ci sarebbe più
    > innovazione.
    Infatti Tutta la rete è basata SOLO su standard (rfc da 40 anni) e è la cosa su cui si è fatta più innovazione (e più rapidamente) nella storia umana!
    La tua è una affermazione basata su che? dato che non ha nulla a che fare con la realtà?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: Jazz
    > > - Scritto da: tucumcari
    > > > Io credevo che per fare alcune cose ci
    > fosse
    > > uno
    > > > standard
    > > > riconosciuto...
    > > > E che coprisse il multimediale (oltre ai
    > > testi)
    > > e
    > > > addirittura la valutazione degli
    > esercizi
    > > ecc.
    > > > ecc.
    > > > Mi risulta pure che sia uno standard
    > > largamente
    > > > adottato in ambito e-learning
    > > >
    oltre che nelle università
    > e
    > nei
    > > > college anche nell'esercito USA e in
    > molte
    > > altre
    > > > situazioni.
    > > > Lo standard si chiama SCORM
    > >

    > > > .
    > > Premesso che non conosco SCORM, ma se si
    > facesse
    > > tutto secondo standard, non ci sarebbe più
    > > innovazione.
    > Infatti Tutta la rete è basata SOLO su standard
    > (rfc da 40 anni) e è la cosa su cui si è fatta
    > più innovazione (e più rapidamente) nella storia
    > umana!
    > La tua è una affermazione basata su che? dato che
    > non ha nulla a che fare con la
    > realtà?

    ma sono stati create molte nuove tecnologie che hanno stravolto gli standard e che sono diventate poi esse stesse "standard"...
    progresso non c'é se queste tecnologie standard rimangono chiuse per anni (thank you, Microsoft!)
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 03 febbraio 2012 12.12
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: Jazz
    > > > - Scritto da: tucumcari
    > > > > Io credevo che per fare alcune
    > cose
    > ci
    > > fosse
    > > > uno
    > > > > standard
    > > > > riconosciuto...
    > > > > E che coprisse il multimediale
    > (oltre
    > ai
    > > > testi)
    > > > e
    > > > > addirittura la valutazione degli
    > > esercizi
    > > > ecc.
    > > > > ecc.
    > > > > Mi risulta pure che sia uno
    > standard
    > > > largamente
    > > > > adottato in ambito
    > e-learning
    > > > >
    oltre che nelle
    > università
    > > e
    > > nei
    > > > > college anche nell'esercito USA e
    > in
    > > molte
    > > > altre
    > > > > situazioni.
    > > > > Lo standard si chiama
    > SCORM
    > > >

    > > > > .
    > > > Premesso che non conosco SCORM, ma se si
    > > facesse
    > > > tutto secondo standard, non ci sarebbe
    > più
    > > > innovazione.
    > > Infatti Tutta la rete è basata SOLO su
    > standard
    > > (rfc da 40 anni) e è la cosa su cui si è
    > fatta
    > > più innovazione (e più rapidamente) nella
    > storia
    > > umana!
    > > La tua è una affermazione basata su che?
    > dato
    > che
    > > non ha nulla a che fare con la
    > > realtà?
    >
    > ma sono stati create molte nuove tecnologie che
    > hanno stravolto gli standard e che sono diventate
    > poi esse stesse
    > "standard"...
    > progresso non c'é se queste tecnologie standard
    > rimangono chiuse per anni (thank you,
    > Microsoft!)
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 03 febbraio 2012 12.12
    > --------------------------------------------------
    Certo ma vengono create facendo uno standard!
    Oppure rimangono chiuse (come Microsoft e Apple) non solo uno dei 2!
    Forse non sei così "bene informato"!
    C'è un LUNGO elenco di cose chiuse Apple (oltre a iBook) o te lo sei scordato?
    non+autenticato
  • Scusa, ma un conto è aprire un servizio basato su un protocollo chiuso, un altro paio di maniche è introdurre nuovi protocolli chiusi quid sei monopolista, per tagliate le gambe ai concorrenti...
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > Scusa, ma un conto è aprire un servizio basato su
    > un protocollo chiuso, un altro paio di maniche è
    > introdurre nuovi protocolli chiusi quid sei
    > monopolista, per tagliate le gambe ai
    > concorrenti...
    A parte che nella fattispecie non si parla di protocolli (anche se questo non cambia la sostanza della questione)...
    Il problema è appunto (ripeto) che Apple (non diversamente da Microsoft) ha prodotto e introdotto (e ha accentuato nel tempo questa tendenza) una caterva di protocolli e formati chiusi e l'elenco è piuttosto lungo!
    E si tratta di prodotti esclusivi protetti (anche quando ne è noto il Reverse Engineering e quindi si tratta di un segreto di pulcinella) in modo estremamente aggressivo da Apple!

    Non sei credibile se fai finta di non saperlo!

    L'approccio basato sullo standard invece è:
    C'è bisogno d innovare = si emenda lo standard preesistente oppure (dato che non è ovviamente sempre così) c'è bisogno di innovare qualcosa di totalmente impensato prima = si fa un nuovo standard.
    non+autenticato
  • ROTFL... dai, riprovaci... non sai nemmeno di cosa stai parlando... hai semplicemente googolato un po' alla ricerca di qualcosa che potesse essere standard.
    Visto che sei un genio, dicci come mai si è creato lo standard ePub3, se c'era già SCORM.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hermann Hesse
    > ROTFL... dai, riprovaci... non sai nemmeno di
    > cosa stai parlando... hai semplicemente googolato
    > un po' alla ricerca di qualcosa che potesse
    > essere
    > standard.
    > Visto che sei un genio, dicci come mai si è
    > creato lo standard ePub3, se c'era già
    > SCORM.
    Forse perchè fanno cose diverse?
    Uno è uno standard per pubblicare libri su device specifici e LIMITATI e l'altro è uno standard di E-Leaning fatto per sfruttare insieme possibilità multimediali, interazione e connettività di rete e consente di valutare anche i progressi nell'apprendimento?
    Che ne dici?
    A parte questo per quanto attiene la mia conoscenza di SCORM posso dirti che lo ho utilizzato proprio per fare diverse cose in ambito università telematiche e anche tradizionali.
    Potrei farti un elenco (che è molto più esteso di quanto tu creda) di istituzioni e Università (anche italiane) che utilizzano tale standard per i loro corsi!
    Per l'italia te ne dico solo 3 (le più importanti) tra quelle tradizionali (non telematiche) La Sapienza, La Federico II e Bologna e ce ne sono molte altre, in Italia anche se l'italia come solito è un pochino arrivata in ritardo ma si sta riprendendo bene.
    Ci sono forti nuclei che sviluppano sia contenuti che interi framework di servizi pur nella solita carenza di risorse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari

    > > ROTFL... dai, riprovaci... non sai nemmeno di
    > > cosa stai parlando... hai semplicemente
    > googolato
    > > un po' alla ricerca di qualcosa che potesse
    > > essere
    > > standard.
    > > Visto che sei un genio, dicci come mai si è
    > > creato lo standard ePub3, se c'era già
    > > SCORM.
    > Forse perchè fanno cose diverse?

    Bravo... indi per cui non c'azzecca niente iBooks con SCORM, quindi stai parlando nuovamente a vanvera
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hermann Hesse
    > - Scritto da: tucumcari
    >
    > > > ROTFL... dai, riprovaci... non sai
    > nemmeno
    > di
    > > > cosa stai parlando... hai semplicemente
    > > googolato
    > > > un po' alla ricerca di qualcosa che
    > potesse
    > > > essere
    > > > standard.
    > > > Visto che sei un genio, dicci come mai
    > si
    > è
    > > > creato lo standard ePub3, se c'era già
    > > > SCORM.
    > > Forse perchè fanno cose diverse?
    >
    > Bravo... indi per cui non c'azzecca niente iBooks
    > con SCORM, quindi stai parlando nuovamente a
    > vanvera
    Sto parlando Di E-Learning e non sono io a parlarne ma i "dotti" (si fa per dire) e disinformati interventi su questo forum e l'articolo di Galimberti!
    Non te ne sei accorto?
    Quanto a iBooks è proprio quello il problema !
    Che si pensi di introdurre un formato proprietario a supporto dell'insegnamento quando il mondo che ci lavora utilizza e ha creato degli standard apposta per quello mi pare come minimo ridicolo ancora più se poi non si discute di tali standard e non se ne prendono in considerazione le potenzialità.
    Infatti ho definito "scandaloso" (in altro post) l'articolo di galimberti proprio perché francamente a me l'opinione personale e macaca del suddetto in merito a un prodotto di nome iBook non interessa.
    O quantomeno non mi interessa se non ci sono confronti di merito dato che (eventualmente) iPad (e device ANALOGHI) potrebbero tranquillamente essere usati in generale in un ambito e-learning SCORM.
    Se invece si rimane strettamente in argomento Testo (e non e- learning) è per converso inutile e pretenzioso tirare in ballo come è stato fatto (non da me) la squola e l'insegnamento!
    È chiaro così o vuoi continuare a trollare su iBook ?
    Perchè se così fosse non ha molto senso neppure parlare di epub allora!

    Per tua Info (comunque) SCORM (che è l'acronimo di Shareable Content Object Reference Model) contiene anche oggetti di tipo epub (il contrario no) contento?
    non+autenticato
  • a scuola servono gli appunti, bisogna essere in grado di scrivere e disegnare con precisione, e le penne per ipad non sono adatte...
    Per copiare dalla lavagna e seguire la spiegazione del prof posso usare il quaderno, ma per quelli sul libro? Non ci siamo ancora, serve un eInk con una touch preciso e un tempo di risposta dello schermo più ragionevole, e anche un pò di colori non guasterebbero...
    non+autenticato
  • - Scritto da: mmmm
    > a scuola servono gli appunti, bisogna essere in
    > grado di scrivere e disegnare con precisione, e
    > le penne per ipad non sono
    > adatte...
    Gli appunti si prendono sul quaderno, non sul libro.

    > Per copiare dalla lavagna e seguire la
    > spiegazione del prof posso usare il quaderno,
    Ovvio, mica si usa il libro...

    > ma
    > per quelli sul libro?
    Il libro è già scritto, al massimo si prende qualche nota e si sottolinea, che vuoi farci di più???


    > Non ci siamo ancora, serve
    > un eInk con una touch preciso
    E questo risolve il problema (ammesso esista...) che indichi tu??
    non+autenticato
  • certo che scrive sul libro, annotazioni su punti poco chiari, oppure se il prof spiega seguendo dal libro è lì che metti le annotazioni. Ovviamente se riesci ad evere la flessibilità di un touch preciso con la facilità della lettura di un e-ink sei a posto
    non+autenticato
  • - Scritto da: mmmm
    > certo che scrive sul libro, annotazioni su punti
    > poco chiari, oppure se il prof spiega seguendo
    > dal libro è lì che metti le annotazioni.
    Su iBooks puoi benissimo prendere queste note.
    Selezioni il punto e aggiungi la nota.
    Sono anche migliori di quelle di un libro, perché puoi farci ricerche e ordinarle.

    Continuo a non capire cosa diavolo c'entri l'e-ink con il prendere delle note sul libro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mmmm
    > certo che scrive sul libro, annotazioni su punti
    > poco chiari, oppure se il prof spiega seguendo
    > dal libro è lì che metti le annotazioni.
    > Ovviamente se riesci ad evere la flessibilità di
    > un touch preciso con la facilità della lettura di
    > un e-ink sei a posto

    scusa ma non capisco...
    se il problema è la difficoltà di prendere appunti su un touch, che sia un tablet LCD o un eInk non fa differenza, anzi, parlando dell'iPad, è uno dei touch più precisi che ci siano.
    non+autenticato
  • non è preciso, è un touch da dito, su un dispositivo come lo penso io per prendere appunti ha molto più senso un touch resistivo con la penna o un capacitivo potenziato con una penna sottile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mmmm
    > non è preciso, è un touch da dito, su un
    > dispositivo come lo penso io per prendere appunti
    > ha molto più senso un touch resistivo con la
    > penna o un capacitivo potenziato con una penna
    > sottile.
    esistono già i pennini per il touch capacitivo, quindi le tue obiezioni non hanno alcun senso.
    non+autenticato
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