Mauro Vecchio

Privacy, l'Europa scrive a Google

Mountain View dovrebbe aspettare l'esito delle indagini avviate dall'Europa con la collaborazione delle autoritÓ francesi. Ma il colosso californiano preme per implementare le nuove policy dal prossimo 1 marzo

Roma - Una lettera aperta al CEO di Google Larry Page, firmata dai rappresentanti dell'Article 29 Working Party, l'organismo europeo per la tutela della privacy di milioni di cittadini del Vecchio Continente. Obiettivo della missiva, richiamare i vertici del colosso di Mountain View sul nuovo pacchetto di policy annunciato nello scorso gennaio.

Troppo numerosi - e soprattutto popolari - i servizi offerti da Google ai netizen comunitari. Le possibili conseguenze di una revisione così significativa delle norme in materia di privacy dovranno così passare al vaglio delle autorità europee, grazie al ruolo di coordinamento intrapreso dall'organismo francese Commission nationale de l'informatique et des libertés (CNIL).

Il colosso californiano dovrebbe pertanto congelare temporaneamente il processo d'adozione delle nuove policy - Google vorrebbe iniziare dal prossimo 1 marzo - in attesa del completamento delle indagini. Per evitare pericolosi "fraintendimenti sull'impegno di Google per il diritto degli utenti ad essere informati".
E la Grande G non sembra aver preso bene la lettera dell'Article 29 Working Party, dopo aver rassicurato il Congresso statunitense sull'assoluta buona fede dei cambiamenti annunciati. Un portavoce della stessa Google ha parlato della "più grande campagna informativa nella storia dell'azienda". Eventuali ritardi finirebbero col causare solo confusione: "Dunque no, non ci fermeremo".

Mauro Vecchio
Notizie collegate
  • AttualitàGoogle e la privacy dei veleniCritiche feroci sulle nuove policy semplificate per la riservatezza di milioni di utenti. Irlanda e Francia vogliono vederci chiaro. E BigG scrive al Congresso: Ŕ solo per migliorare l'esperienza di navigazione e consumo dei servizi
  • AttualitàGoogle Buzz, accordo postumoMentre Google annuncia agli utenti la chiusura del suo tentativo social, le autoritÓ concedono il nulla osta sulle sue pratiche di gestione della privacy